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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:01Uno degli ungheresi restò ad attendere su un'auto parcheggiata nella piazza del popolo.
00:06L'altro fece da palo a pochi metri dal portone del museo, al di là del quale si piazzò Giordano
00:11incerti. Shanti, Iori e Parmense entrarono nelle varie sale. A Parmense, grazie all'abilità
00:19riconosciutagli in materia, su indicazione del capo toccò il compito di staccare le
00:23tele dalle cornici senza danneggiarle. Aioli, quello di arrotolarle e infilarle in un cilindro
00:30di cartone. Era un sabato notte e solo il lunedì successivo il personale del museo si accorse
00:37del furto. Nella matassa in colore della vita scorre il filo scarlatto del delitto. Noi
00:49abbiamo il dovere di dipanarlo, isolarlo e tirarlo fuori, da capo a fondo. Così scriveva
00:56nel 1887 Sir Arthur Conan Doyle nella sua opera Uno studio in rosso. A Modena quel filo scarlatto
01:05si è manifestato, eclatante, macabro, violentemente forte, ma non è stato mai dipanato. Si era
01:11gomitolato in un mistero e nel tempo in più misteri. Ve li raccontiamo un filo per volta.
01:19Col Case Modena. Delitti irrisolti. Io sono Gigi Zini e questo è un podcast immersivo realizzato
01:30con la sceneggiatura di Stefano Totaro basata sugli articoli curati e firmati da Pierluigi
01:35Salinaro. Produzione artistica di Lorenzo Confetta ed Arianna Ferrari. Un progetto della
01:43gazzetta di Modena. Direttore Davide Berti. Siamo quindi pronti a partire. Avvolti nel
01:53mistero.
01:57Il caso di Budapest. Due morti ammazzati nel giro di pochi mesi. Vendette, intrighi
02:07internazionali, bande di superladri, colpi grossi, il greco, gli amori, la mala, il carcere,
02:14gli interrogatori, i processi e anche un omicidio nell'appennino modenese.
02:20Sullo sfondo, l'ingegno dell'uomo, la parte nobile della creatività, ovvero l'arte e le
02:25sue opere, che sublimano ma che possono scatenare l'inferno.
02:31È la storia di Ivano Shanti, detto l'Arsenio Lupin delle opere d'arte, del suo amico Graziano
02:37Iori e dei fratelli Vezzani, capaci, insieme ad altri compari, di formare una banda modenese
02:43reggiana, temuta e rispettata in tutta Europa. Fiora all'occhiello la loro operazione Budapest,
02:50un colpo eclatante, messo a segno nella capitale Maggiara. Avventuriamoci nelle loro scorribande,
02:55finite tragicamente per il modenese Graziano Iori, ucciso da un killer, e per Luigi Vezzani,
03:02reggiano pluripregiudicato, il cui assassino non è mai stato trovato.
03:08Non volevo sparare, non lo avevo mai fatto in vita mia, eppure presi quella maledetta pistola,
03:14una pistola da difesa, e premetti il grilletto. Partirono due colpi, non si vedeva quasi niente,
03:19eppure è stata una disgrazia. È Shanti che racconta quella tragica notte. Siamo nel 1982,
03:28quando tutto ebbe inizio. Shanti, allora 36enne, originario di Reggio Emilia, e Iori,
03:34ai tempi trentenne ed originario di Modena, con la complicità dei fratelli Vezzani, Luigi,
03:40reggiano, ne aveva 26, e di altri della banda, decisero di mettere a segno un colpo a Villa
03:46Serra Parenti, nei pressi di Pavullo, in provincia di Modena. Un autentico scrigno di opere d'arte
03:53tra quadri, sculture e mobili antichi. Era Shanti il fulcro, la mente, quello con il fiuto
04:01per gli affari perché le opere d'arte erano il suo mestiere. Era infatti ritenuto un vero
04:07e proprio esperto, sapeva tutto del settore e aveva tanti collegamenti con il sottobosco
04:12dei ricettatori, ma soprattutto contatti con insospettabili magnati che potevano poi acquistare
04:18la preziosa merce trafugata da lui e il suo sodalizio. Quella notte la banda aveva appena
04:25ripulito la villa e caricato tanta preziosa merce sul furgone. Si va, è il momento della
04:30cosiddetta fuga dal luogo del colpo. Ma qualcosa va storto. Il furgone percorre la parte ascendente
04:38del vallo che si trova davanti alla villa, quando il custode, che si è accorto solo in quel momento
04:43del furto, esce di casa imbracciando una doppietta e si mette a sparare contro i fuggitivi.
04:50È qui che Shanti spara con la pistola verso la villa il custode. È buio pesto, ma nonostante
04:56la scarsa visibilità e la distanza, non meno di cento metri, uno dei colpi c'entra in pieno
05:02petto all'altezza del cuore, il custode che muore sul colpo. Non è più solo una rapina,
05:09qui si tratta di omicidio e la banda si dà immediatamente alla macchia. Iniziano le
05:15peripezie all'estero. Shanti e Iori, l'inseparabile accoppiata vincente, dopo il fattaccio di pavullo
05:23cercano di scomparire nel nulla. Ma il richiamo del furto di merce pregiata è troppo forte.
05:30Prima del grande colpo però, i due, come ricostruito dagli inquirenti tra indagini e
05:35processi, si rifugiano in Francia. Qui iniziano a farsi chiamare con il nome d'arte di Mario e
05:41Carlo. Ma non potevano ancora avere una base fissa ed ecco che si spostano, vanno in Est-Europa.
05:50Dalla Francia dunque raggiungono la Romania per poi entrare in Ungheria attraverso la Bulgaria.
05:56Mario e Carlo sapevano bene come e quali ingranaggi ungere, soprattutto alle frontiere
06:02dell'est. Sofia dunque, poi Bucharest e infine Budapest, dove dopo alcuni mesi, per non restare
06:10con le mani in mano anche perché i soldi cominciavano a scarseggiare, viene studiato,
06:15pianificato in ogni dettaglio e poi messo a segno il furto di sette tele di grande valore
06:20dei pittori Raffaello, Giorgione, Tintoretto e Tiepolo al Museo di Belle Arti della capitale
06:25Maggiara, per un valore complessivo di 115 milioni di marchi dell'epoca. Maxi colpo,
06:33ci voleva la squadra, i fondamentali complici sul posto e soprattutto un facoltoso acquirente
06:38pronto a sborsare un sacco di soldi. Alla banda infatti, questo era il target, sarebbe
06:44andata alla metà del valore stimato delle opere rubate. La coppia si mette in moto.
06:51A trovare il compratore ci pensa Iori. Si tratta di un noto magnate greco al quale
06:56il ladro d'arte modenese propose l'affare durante i suoi spostamenti da ricercato in
07:01Europa. Il collezionista greco aveva trattato sul prezzo e accettato. Graziano Iori pensa anche
07:08ai basisti, come un novello Arsenio Lupin sfrutta tutto il suo fascino e fa entrare nel gioco
07:14la bella Kathleen Jonas che si era perdutamente innamorata di lui. Proprio lei ingaggiò Gustav
07:21Kovac e Josef Raffai, due operai che procurarono le auto, due mitiche trabant e i nascondigli
07:28sia per i quadri sia per i componenti della banda italiana. Il gruppo nel frattempo si era
07:33ovviamente allargato, la coppia aveva infatti convocato a Budapest per l'occasione tre vecchi
07:39con pari esperti in furti d'arte. Giacomo Morini, Carmine Parmense e Giordano Incerti.
07:46Il colpo venne messo a segno nella notte tra il 5 e il 6 novembre 1983 in piena cortina
07:53di ferro. Spiega Pierluigi Salinaro, giornalista della Gazzetta di Modena, ha detto il commissario
07:59per la sua dedizione alla cronaca nera che il sistema d'allarme del museo era fuori uso
08:05da tre settimane. Il portone d'ingresso del museo non era illuminato e all'interno
08:10dello stesso non vi era sorveglianza. Fu un gioco da ragazzi a quel punto, infilare il
08:16grimaldello nella serratura e entrare. Uno degli ungheresi restò ad attendere su un'auto
08:22parcheggiata nella piazza del popolo, l'altro fece da palo a pochi metri dal portone del museo
08:28al di là del quale si piazzò Giordano Incerti. Shanti, Iori e Parmense entrarono nelle varie
08:34sale. A Parmense, grazie all'abilità riconosciutagli in materia, su indicazione del capo toccò il
08:41compito di staccare le tele dalle cornici senza danneggiarle. A Iori, quello di arrotolarle
08:47e infilarle in un cilindro di cartone. Era un sabato notte e solo il lunedì successivo
08:53il personale del museo si accorse del furto.
08:59Le donne e gli arresti. Scattano le indagini. Mentre la banda italiana è già fuori dai
09:05confini ungheresi, la polizia maggiara blocca subito Katalin Jonas. Fu la prima a crollare
09:11sotto la pressione degli interrogatori incalzanti. Da qui immediati i mandati di cattura internazionali,
09:18ma mentre i complici ungheresi venivano processati e condannati pesantemente, Shanti e compagni
09:24se la spassavano in Francia, in attesa che Giacomo Morini, in viaggio verso la Grecia, consegnasse
09:30le tele al magnate e ritirasse gli oltre 50 milioni di marchi pattuiti. Ma l'impalcatura
09:37del colpo del secolo inizia a scricchiolare. La consegna dei milioni di marchi non avvenne
09:43mai perché Morini venne infatti tradito da una telefonata al magnate greco tenuto sotto
09:49controllo per via dei precedenti contatti con Shanti e bloccato sul confine ledico. E per
09:56Shanti e l'arsegno Lupin delle opere d'arte le manette scattarono un anno dopo. Fu una telefonata
10:03a mettere la polizia italiana sulle sue tracce. La telefonata era della sua donna che gli
10:09annunciava come di lì a poco sarebbe diventato padre. La coppia si era ripetutamente incontrata
10:16a Parigi prima e dopo il colpo del secolo a Budapest.
10:21Ho sempre stravisto per i bambini come potevo non essere a casa per la nascita di mio figlio,
10:26spiegò lo stesso Shanti durante il processo per il furto commesso a Budapest e anche per
10:31il furto con omicidio di Villa Serra Parenti a Pavullo. Shanti venne arrestato a Rubiera
10:36il 27 febbraio 1984. Dopo quella data arriveranno i processi, sarà condannato a 14 anni di reclusione
10:45per il furto e il delitto di Pavullo e a poco più di 4 anni per il furto a Budapest.
10:50Lunghi periodi in cella dunque, ma Shanti non si ferma.
10:57Il 13 aprile 2010 viene arrestato per una strampalata rapina da 700 euro all'ufficio
11:02postale di Calerno e prova a giustificarsi. L'ho fatto per aiutare un amico, Marco Sassi,
11:08in grosse difficoltà economiche. Comunque, proprio il rientro in carcere mi ha permesso
11:13di scoprire il serio problema di salute che ho poi dovuto affrontare.
11:19Nuova condanna, due anni, poi nell'autunno 2011 l'ennesimo guaio con altre 11 persone
11:26per un giro di spaccio di stuttasacenti, cocaina e hashish, che va dal 2009 al 2011.
11:33Poi, a 73 anni, ecco di nuovo il carcere. La condanna a un anno e sei mesi per il colpo
11:39alle poste diventa definitiva. Le due uccisioni. Ma torniamo alla banda e al triste epilogo
11:49dopo il grande colpo. Siamo nell'aprile del 1992. Il Po, nella zona di Mantua, restituisce
11:57il corpo senza vita di Graziano Iori, ormai poco più che quarantenne. Fu ucciso a colpi
12:04di pistola e poi gettato nelle acque del fiume. E ad ammazzarlo fu una sua vecchia
12:09conoscenza, cioè il killer Paolo Bellini, che sette anni dopo confesserà l'omicidio
12:16dichiarando. Gli sperei nelle campagne di Pujanello, tornai il giorno dopo con un grosso
12:20cesto, ma il cadavere nel frattempo si era irrigidito e non ci stava, non entrava in auto.
12:25Fui quindi costretto a spezzargli le gambe per sistemarlo. Poi andai a Guastalla e lo buttai
12:30nel fiume assieme alla pistola. Bellini motiva dunque l'assassinio per uno sgarro
12:36legato ad un affare di droga. Una versione che però non ha mai convinto Shanti.
12:43Va detto che in quel periodo Bellini stava cercando di recuperare, per conto dei carabinieri,
12:49i quadri rubati nel gennaio 1992 alla Pinacoteca di Modena, opera della banda di Felice Maniero,
12:56detto faccia d'angelo e boss della mala del Brenta, trattando anche con la mafia siciliana.
13:02Tutto ciò c'entra con la morte di Iori? Per Shanti si trattava di vendetta, così come
13:08la morte di Luigi Vezzani. Era l'ottobre del 1992. In un cespuglio della pedemontana di
13:16Borzano di Albinea, in provincia di Reggio Emilia, viene trovato il cadavere del 36enne.
13:22era stato ucciso a colpi di sprangate in testa. L'assassino non è mai stato individuato.
14:09Grazie a tutti.
14:37Grazie a tutti.
14:55Grazie a tutti.

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