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  • 7 ore fa
In Italia il futuro delle ragazze si gioca tra studio, lavoro e autonomia economica. Le proteste studentesche riportano al centro costi, affitti e precarietà.

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Trascrizione
00:01Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
00:30Come avrete visto comprendono sia ragazzi che ragazze. Prima però fatemi salutare la direttrice Cinzia Giorgio che ritroviamo ovviamente qui
00:39in collegamento video. Bentornata.
00:41Buongiorno Elisa, bentrovati, bentrovata.
00:45Grazie a te ovviamente per essere con noi. Allora Cinzia, noi come al solito facciamo le nostre polemichette, che magari
00:52qualcuno potrà dire polemichette da bar, ma in realtà poi andiamo a scavare davvero tanto nelle questioni.
00:59A partire dalle proteste giovanili che ovviamente riguardano non soltanto i ragazzi, ma anche le ragazze. Ragazze che fanno più
01:07difficoltà secondo te rispetto al genere maschile? Dici più di così? Non lo so.
01:14Infatti sì, tra l'altro Elisa hai detto benissimo. Più di così veramente non si può. In realtà le ragazze
01:20sono scese in piazza esattamente come i ragazzi perché le differenze in questo caso non ci sono.
01:27Le tasse universitarie sono quelle, gli affitti sono quelli e noi abbiamo l'aggravante di dover scegliere, tanto per farti
01:36un esempio, una casa quando andiamo all'università in un quartiere tranquillo dove non ci possa succedere nulla.
01:43Perché c'è anche quello. Le mamme chiamano per sapere se le figlie sono tornate tutte le sere. Quindi insomma
01:53c'è anche quello che si aggrava la situazione delle donne.
02:00Però non è soltanto quello ovviamente. Le proteste vanno ascoltate, i ragazzi e le ragazze hanno ragione perché chiaramente il
02:12futuro che si prospetta è un futuro molto scuro, molto incerto.
02:19Proprio perché si fa fatica non solo a pagare le tasse, perché uno i sacrifici poi li fa, trova un
02:27lavoretto eccetera, ma il problema è abbandonare la casa dei genitori.
02:31L'avete detto anche prima, nella prima parte della tradizione.
02:34Qualora sia possibile, certo.
02:35Sì, se è possibile. Fino a quanto possiamo gravare sulle spalle dei nostri genitori, questo ci stanno chiedendo i ragazzi.
02:46Poi io vorrei fare però una distinzione perché viene subito il pensiero alla libreria Feltrinelli devastata a Porta Nuova a
02:57Torino, alle ruberie che sono state fatte a Milano e ai disagi patiti a Roma.
03:05Quelle sono violenze che chiaramente non vanno giustificate e che purtroppo fanno perdere di vista in alcun modo.
03:15Scusa se ti interrompo, hanno anche un'altra variabile da considerare. Queste violenze estreme attirano l'attenzione molto di più
03:25del motivo per cui si è scesi in piazza.
03:27Quindi ragazzi, quando scendete in piazza, se voi lo fate pacificamente, senza urlare, senza spaccare, senza distruggere, venite ascoltati molto
03:36di più.
03:37Perché il spaccare una vetrina rischia di attirare l'attenzione solo sulla vetrina spaccata e non sul motivo per cui
03:44avete spaccauto la vetrina.
03:46Qualora sia un motivo valido, perché insomma, ripeto, è ingiustificabile. No, Cinzia, penso che sarei d'accordo con me.
03:52Ma assolutamente. Infatti stavo proprio dicendo questo. Quindi io e te siamo telepatiche, Elisa.
03:58Perché stavo proprio dicendo che si perde poi l'obiettivo vero. E quello che mi fa tristezza è che in
04:07parte è vero che se non si spacca nulla le persone non sentono.
04:11Vedi per esempio il sud è bloccato e i media nazionali spesso non se ne sono quasi accorti fino a
04:18che non è diventata una cosa così evidente che hanno dovuto per forza occuparsene.
04:24E in questo devo dire che invece sono stati molto più vicini e hanno raccontato molto di più i media
04:31locali.
04:32Meno male, Elisa, meno male.
04:34Però ecco, non fate arrivare le persone a dover fare gesti estremi per questo.
04:40Poi è anche vero, ci sono anche tanti sciocchi all'interno di alcune manifestazioni per cui fanno, spaccano tutto.
04:51Per il semplice gusto di spaccare senza un motivo.
04:55Quindi il futuro che vogliamo dare ai nostri ragazzi è sacrosanto che loro lo chiedano con grande forza.
05:04E senza veramente nessun se, ma come si usa dire adesso tra i politici.
05:09Però è anche vero che il futuro si costruisce piano piano attraverso la richiesta da parte dei ragazzi di poter
05:18interagire con le istituzioni.
05:20E le istituzioni, perché lo dobbiamo dire, devono aprire al confronto e al dialogo con i ragazzi e soprattutto con
05:29chi si occupa di ragazzi anche.
05:31Ma ti devo dire Cinzia, è proprio questo il punto che a me personalmente fa arrabbiare un po' di più
05:36di tutta questa vicenda delle ultime settimane.
05:39Perché insomma parto da una posizione di donna privilegiata.
05:44Ma privilegiata perché?
05:45Non perché io sia benestante, ma perché ho avuto la fortuna di avere dei genitori che mi hanno permesso di
05:50studiare.
05:50Ho avuto una casa, ho potuto avere la mia adolescenza e la mia giovinezza in maniera serena e completare il
05:58percorso di studi senza, devo dire, grandissimi sacrifici.
06:01Ma io mi metto nei panni di questi ragazzi che devono abbandonare la casa dei genitori e fare una fatica
06:08tremenda per avere un stipendio irrisorio, per pagare affitti da mille euro.
06:14Ma io capisco la loro rabbia e è una rabbia che rischia di esplodere proprio perché non vengono ascoltate dalle
06:20istituzioni.
06:21Insomma il risultato di questi giorni di protesta qual è stato?
06:24È l'introduzione di nuovi reati, no? Mi sembra di aver capito.
06:27Quindi insomma capiamo bene che...
06:31Ci sono cose per risolvere il problema.
06:33Tra l'altro io voglio anche dire una cosa, non sono passate le immagini dei ragazzi, quelli che sono scesi
06:43poi il giorno dopo a pulire le piazze che gli altri hanno sporcato e devastato.
06:48Per cui diamo risalto anche a questo, anche noi parliamo nei posti.
06:52Ma certo, ma certo, assolutamente sì. Dovrebbero farlo i media nazionali che hanno casse di risonanza un pochino più ampie,
07:00no?
07:01Purtroppo della nostra, però noi ci proviamo lo stesso.
07:04Collegato a questo tema, Cinzia, è collegatissimo, è la questione anche della povertà educativa, no?
07:12Un concetto che ci sembra nato soltanto negli ultimi anni e ci sembra assurdo perché insomma, dici sai,
07:17se nel 2026 l'accesso agli strumenti è ormai un po' per tutti, com'è possibile?
07:22Che sembra quasi di tornare indietro sotto questo punto di vista.
07:27Purtroppo è vero Elisa, l'8 settembre è la giornata mondiale della povertà educativa,
07:33dell'alfabetizzazione in realtà che poi adesso si traduce in povertà educativa
07:37perché ci si rende conto che ci sono dei numeri che parlano e che non si possono ignorare.
07:43Guarda Elisa, io ti racconto solo quelli italiani per farti capire.
07:47Per dirti che il 70% dei ragazzi in Italia tra i 3 e i 19 anni, quindi dai bambini
07:54ai ragazzi,
07:55tra i 19 anni, il 70% non è mai entrato in una biblioteca, in una libreria sì per fortuna,
08:03ma la biblioteca non sa nemmeno come sia, diciamo.
08:07Il 39% non ha mai fatto sport, poi ancora il 16% non ha mai partecipato,
08:16visto spettacoli teatrali o è andato mai al cinema,
08:19il 16% per fortuna non è una percentuale altissima, però esiste e non è ignorabile.
08:25Il 10% ha lasciato la scuola, cioè siamo ancora al 10% che lascia la scuola,
08:31che secondo me è terribile, addirittura anche alle medie, quindi nemmeno arriva alla terza media.
08:39Quindi questo che cosa vuol dire?
08:42È un impoverimento che impoverisce anche l'Italia, impoverisce anche gli stessi ragazzi
08:48che non riescono, poi non hanno gli strumenti poi per poter entrare nel mondo del lavoro in maniera equa.
08:57Poi c'è purtroppo anche la solita distanza fra nord e sud, dove il centro è veramente il centro in
09:04tutti i sensi,
09:06perché al nord per esempio le distanze e queste percentuali sono minori, mentre al sud sono maggiori.
09:16Diciamo che invece il centro si colloca esattamente al centro,
09:20perché un 50% non ha l'accesso vero a tutto quello di cui potrebbe usufruire e invece l'altro
09:3450% per fortuna lo fa.
09:36Però ecco, ci sono delle disuguaglianze che noi non riusciamo a colmare.
09:43Evidentemente c'è qualcosa che si inceppa a livello istituzionale, perché non è possibile.
09:49Anche lo stesso fatto che molti bambini, molti bambini piccolissimi, non riescono ad entrare negli asili statali.
09:58Quella la percentuale si alza notevolmente, sono solo il 28% quelli che ci riescono, Elisa.
10:03Questo fa tanto, perché poi grava sul bilancio familiare.
10:08E quindi che cosa si tralascia? Il libro, la biblioteca, lo spettacolo teatrale, perché chiaramente ci sono bisogni più urgenti.
10:17Lo sport, ci sono bisogni più urgenti e io capisco anche questa cosa.
10:22Però ovviamente nell'alfabetizzazione, questa è una cosa interessante,
10:26e compreso anche proprio la ricreazione intellettuale, cioè gli sport, le gite, i viaggi.
10:36Sì, insomma, un bambino che non ha mai praticato sport, è un adulto che da grande potrebbe avere dei problemi
10:45a livello fisico,
10:47magari dei disturbi legati alla muscolatura, insomma c'è anche una componente sanitaria importante nello sport.
10:54Quindi mi viene anche da fare questa riflessione.
10:57L'adulto del domani, insomma, sarà l'adulto che ricadrà sul sistema sanitario nazionale per chiedere cure,
11:02insomma, rispetto a patologie che potevano essere evitate facendo sport, no?
11:07Se queste famiglie venissero aiutate, no?
11:10Se queste famiglie avessero la possibilità di ricevere dei contributi.
11:14E a proposito di sanità, ecco, vedi, poi colleghiamo tutto.
11:18Insomma, siamo quasi alla fine di ottobre, ecco, mancano otto giorni.
11:23Quindi, donne all'ascolto, siete ancora in tempo.
11:26Per fare cosa? Prevenzione. È importante.
11:31Assolutamente sì, perché, diciamolo in termini proprio banali, Elisa,
11:35un malato accosta allo stato molto di più di una persona che fa prevenzione.
11:40Quindi andare a fare la prevenzione non solo è gratuito, ma ci conviene, per tante ragioni.
11:45Perché nel momento in cui viene diagnosticato un qualsiasi tumore,
11:50in questo caso nell'ottobre rossa si parla dei tumori femminili,
11:53in particolare quello al seno, ovviamente, il tumore alla mammella.
11:56Però nel momento in cui viene diagnosticato in un anticipo notevole,
12:02chiaramente le cure sono meno invasive, si può ritornare al lavoro molto più facilmente.
12:09Insomma, salvarci la vita non deve essere un obbligo, nemmeno deve essere un'ossessione,
12:14perché alcune poi diventano ossessionate dalla prevenzione e vanno ogni sei mesi,
12:19anche quando non c'è bisogno.
12:21Però, ecco, lo Stato italiano, e in questo per fortuna abbiamo un sistema sanitario
12:25che, anche se fa acqua da qualche parte, però sulla prevenzione è molto attento.
12:31Noi donne abbiamo i cosiddetti progetti donna, poi ogni regione lo chiama come gli pare,
12:38però ci sono e sono totalmente gratuiti.
12:42Chiaramente sono divisi in fasce d'età, perché non tutte le donne hanno bisogno di un controllo annuale
12:50e che tipo di controllo poi lo decide chiaramente il medico.
12:54Però c'è questa possibilità, quindi sfruttiamola, perché ci salva davvero la vita.
12:59Ma soprattutto ad ottobre, no?
13:01C'è una serie di iniziative legate proprio all'ottobre rosa,
13:05che ci permette di fare screening gratuiti e quindi restare anche tranquille, no?
13:09Quindi vivere serenamente anche la prevenzione, che è un qualcosa che non deve spaventarci,
13:14perché poi, sai, Cinzia, tante donne non vanno a fare i controlli per paura.
13:19Quindi rimandano, rimandano.
13:21Esatto, è molto peggio.
13:22Invece, voglio dire, è una semplice visita medica che può letteralmente salvarvi la vita.
13:29Grazie davvero, Cinzia, per essere stata con noi, per i nostri approfondimenti.
13:32Noi ci ritroviamo tra una settimana, ma ovviamente li abbiamo solo citati.
13:37Insomma, tutti i pezzi sono su pinkmagazinetalia.it.
13:41Grazie ancora.
13:42Grazie Elisa, grazie a tutti.

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