00:01Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
00:30Parleremo della ZTL e soprattutto di numeri, numeri che sembrano essere un po' contrastanti e che come sempre sono al
00:38centro del dibattito.
00:39Poi andiamo a Civitavecchia perché c'è stata l'ennesima provocazione social dell'influencer Simone Carabella
00:47e infine a Viterbo dove si è svolta una tre giorni molto interessante sulla fusione nucleare.
00:54Come sempre però partiamo dal principio, vi abbiamo raccontato nel corso di queste settimane tante vicende legate a giovani e
01:03giovanissimi
01:04a partire da quella che si è fatta conoscere come la banda della minicar che ha terrorizzato letteralmente il quartiere
01:11di Monteverde
01:13fino ad arrivare ai più recenti scontri, effettivamente dobbiamo definirli così, legati alle proteste studentesche.
01:20Voglio partire facendo soprattutto una riflessione sui giovani, abbiamo parlato tante volte in questi giorni
01:28ma non ci siamo mai soffermati sulle implicazioni che la società di oggi sta in un certo senso causando
01:36nel sentimento un po' generale di questi ragazzi e mi aggancio soprattutto alle dichiarazioni recentissime
01:43che ha fatto lo psichiatra Crepe dicendo o i giovani di oggi sono degli psicolabili o sono delle persone da
01:50ascoltare
01:51perché hanno delle idee.
01:53Effettivamente ogni volta che parliamo di giovani, di violenza urbana e di disagio appunto giovanile
01:59ci dimentichiamo sempre di capire quali sono le idee di questi ragazzi, quali sono le cose che vogliono effettivamente dirci
02:08e che forse non siamo più in grado di ascoltare. Ne parliamo oggi con il professor Pietro Paganini
02:14presidente e cofondatore di Competere e docente universitario. Grazie professore per essere con noi.
02:21Buongiorno, buongiorno a tutti.
02:23Grazie per essere in nostra compagnia. Allora, lei è d'accordo innanzitutto con quanto è stato dichiarato
02:29dallo psichiatra Paolo Crepe e lui dice o sono degli psicolabili o sono persone da ascoltare
02:35perché hanno delle idee. Che ne pensa?
02:40Dovremmo fare una distinzione tra chi è in piazza a dimostrare, a manifestare delle idee
02:47anche se a volte confuse, a volte discutibili, da chi invece entra semplicemente nella piazza
02:54per andare poi a rubare e ad appropriarsi di beni altrui e mette in discussione il diritto
03:03della società contemporanea. Certo, anche questi hanno delle idee ma sicuramente sono spinti
03:09da ragioni ben diverse. I primi vanno ascoltati e quei primi si deve dialogare perché hanno
03:15una visione del mondo molto diversa sicuramente dalla mia che ormai comincia ad aver superato
03:21i 50 e faccio anche fatica a comprendere il mondo dei più giovani, il mondo di mio figlio
03:27che sono drammaticamente diversi da quello che era il rapporto che c'era tra di noi e i nostri
03:33genitori così come i nostri genitori, quelli degli anni 60, 70 e le generazioni precedenti
03:40dove c'era uno scontro tra un sistema istituzionale a volte autoritario o autorevole e un maggiore
03:49richiesta di permissivismo. Oggi invece siamo di fronte a due mondi completamente diversi
03:54mediati da anche forme come le piattaforme digitali dei social e oggi da un intermediario
04:01nuovo che è l'intelligenza artificiale. E la domanda sulle idee dei giovani va fatta
04:07ai giovani ma poi per quanto riguarda il secondo gruppo è cercare invece di capire perché
04:14non viene a mancare un rispetto delle regole e quindi non solo perché questi giovani non
04:19rispettano le regole ma che cosa in una democrazia liberale come la nostra non ha funzionato per
04:26trasmettere il valore delle regole che attenzione non è solo i divieti ma i diritti perché le
04:32regole sono le regole di convivenza delle libertà diverse e quindi capire perché questi
04:39interpretano le regole solo come divieti e l'entrare in un negozio come un diritto di
04:45appropriarsi quando mancano poi chiaramente dei doveri. Allora questo il male a mio avviso
04:51profondo della democrazia liberale di oggi che mi riporta un po' ai tempi antichi della
04:57Grecia antica del confronto da un lato il permissivismo di Atene che parte come una democrazia
05:03ma finisce poi come un'anarchia e dall'altra parte l'autorevolezza di Sparta che finisce
05:10invece come un autoritarismo e oggi noi ci troviamo nel mezzo di questi due pesi da un
05:14lato chi vorrebbe prevaricare tutte le regole e dall'altro invece chi poi si riduce a imporle
05:21con la forza. Noi invece dobbiamo stare nel mezzo e cercare come aiutare i giovani a comprendere
05:28le regole della convivenza e all'interno di queste regole provare a capire poi cosa possono
05:33essere le loro difficoltà rispetto alla contemporaneità ma anche aiutarli a capire quali sono i loro
05:39doveri rispetto ai diritti. Tutto chiaro lei ha detto ha fatto riferimento prima alla questione
05:45dei social network e dell'intelligenza artificiale non possiamo trascurarla perché è davvero centrale
05:51oggi. Allora poniamo un esempio, un ragazzo di oggi sdraiato sul divano che sta scrollando
05:59Instagram o qualsiasi altro social network, scegliete voi. Su questi social network, professore
06:05mi corregga se sbaglio, ci sono una dopo l'altra delle scene che sono completamente contrastanti
06:11tra di loro, cioè può capitare che un ragazzo guardi un video di un gattino che viene salvato
06:16e subito dopo le immagini della guerra in Palestina. Ora, ma quale chiarezza può avere
06:22un ragazzo in piena adolescenza che non ha ancora la sua identificazione, mi corregga se sbaglio,
06:28di fronte a strumenti di questo tipo? Possono fare più male che bene, no? Sì, li informano,
06:34ma come li informano?
06:37Ha certamente centrato il problema di uno strumento che nasce come uno strumento di informazione,
06:43di divulgazione, di partecipazione, di azzeramento delle distanze, ma poi ha usato un esempio
06:50che comprendo perfettamente che è il giovane sdraiato, è lì il punto, perché è il giovane
06:56sdraiato con il telefonino o il device come si chiama, quando potrebbe essere invece per
07:01strada, in un ufficio, in una fabbrica, a scuola e utilizzare quello strumento in modo
07:06diverso. Quindi il problema in sé non è tanto lo strumento, che non vuol dire non servano
07:11regole, però è poi come funziona quello strumento, perché i social cosiddetti, queste
07:17piattaforme, sono costruite, sono disegnate costantemente e ci sono dei fatti e delle sentenze
07:23che lo dimostrano per assuefare, per obbligare i giovani e non solo, anche gli adulti a continuare
07:30a utilizzare, a scrollare questo scrolling infinito, che purtroppo non si basa su un senso
07:36critico, si fonda per sua natura su un addempimento dopaminico, quindi creare costantemente un senso
07:43dopaminico e di soddisfacimento, che poi attenzione, i giovani non trovano più a scuola, non trovano
07:49più nelle relazioni tradizionali, perché il social funziona velocemente e obbliga a stare
07:55attraverso poi una polarizzazione, quindi uno non cerca quello che gli dà fastidio, cerca
08:00quello che gli dà questa dopamina, quindi il piacere, quindi è il convincimento di quello
08:05su cui già ci si è convinti, le immagini forti, anche immagini poi a volte finte, quindi
08:12la donna palestinese col bambino, poi si scopre che è un'immagine finta, l'orangotango rispetto
08:18a uno squalo, lo squalo è cattivo, l'orangotango è buono, poi nella realtà dei fatti lo squalo
08:23non mangia gli uomini, l'orangotango gli uccide, cioè siamo di fronte a questa polarizzazione
08:29che obbliga il ragazzo a stare presente e da qui forse l'esigenza di regolare un cervello,
08:36io non sono psichiatra, però questo ce lo dicono gli psichiatri, che a 15 anni non
08:42è ancora formato nella sua parte frontale, quindi manca quella capacità razionale che
08:47dovrebbero avere gli adulti. E poi nello stare nei social arriva questa continua sollecitazione
08:57a dover essere qualche cosa. Nella società nostra, parlo della mia generazione e delle
09:03generazioni precedenti, il dover essere non era così allarmante, astillante. Oggi i ragazzi
09:11sono bombardati dai like, sono bombardati da chi diventa in qualche modo un punto di riferimento
09:18e quindi cercano di emularlo e di misurarlo attraverso l'estremizzazione di alcune azioni,
09:24non so, buttarsi da un ponte, saltarsi su un treno, fare cose folli, oppure il possedere.
09:31Questi ragazzi, non quelli che manifestavano, quelli che sfondavano, in realtà non rifiutano
09:37la società contemporanea, vogliono avere i beni di quella società contemporanea e l'unico
09:42modo che hanno non è quello del dovere come conquistarseli attraverso l'American Dream,
09:48il lavoro duro, tipico della borghesia, ma è attraverso il furto e quindi l'inganno
09:54e torniamo al tema della mancanza assolutamente delle regole.
09:58Però lei non crede, ecco professore, che questo bisogno costante di essere qualcuno è in realtà
10:05un vortice nel quale finiscono anche gli adulti. Io penso, non so, alla classe politica. Una volta
10:11il politico si misurava in base a quante piazze riusciva a riempire, adesso si misura
10:16in base a quanti like effettivamente riesce a ottenere su un post, su un video e quanti
10:22follower ha. Quindi anche gli adulti poi cadono in quel tranello, forse, no? E i giovani guardano
10:28quegli adulti.
10:29La correggo, non solo le piazze che si riempivano, ma anche le idee che si esprimevano rispetto
10:36rispetto a quelle piazze. I giovani, come si dice, la mela marcia non cade mai lontano
10:42dall'albero. I giovani sì, vanno responsabilizzati, vanno ascoltati e responsabilizzati, ma allo
10:50stesso tempo sono parte di una società da cui apprendono. Se il bambino da piccolo viene
10:56portato al ristorante, faccio un esempio molto banale, perché i genitori vogliono e hanno
11:00il diritto di andare al ristorante, cosa che prima si faceva molto meno, e si portano il bambino
11:05e il ragazzino. E per tenerlo buono gli rifilano il cartone animale, il videogioco è l'esempio.
11:12Se il ragazzo si siede a tavola in una famiglia che non è più quella tradizionale, che non
11:17vuol dire che dobbiamo tornare alla famiglia tradizionale, significa solo che è cambiata
11:20la dinamica. E la madre e il padre, o la madre e il padre da soli, o i fratelli, non
11:26sono assenti perché sono impegnati sui loro telefonini o sono impegnati in altre, che sono
11:31anche i problemi della vita, ma viene a mancare il nucleo familiare, che può essere anche
11:36composto da un solo genitore o da due genitori dello stesso, questi sono altri discorsi, è
11:41la sostanza che cambia. E il ragazzo prende quel modello. Se si chiede oggi quante ore
11:47hai passato su un social media a un ragazzo, i genitori si spaventano perché non lo sanno.
11:53E in più, mentre prima si diceva è uscito e è andato al parchetto, è andato ai giardinetti,
11:59è andato a fare sport, più o meno poteva finire in cattive compagnie, ma si sapeva
12:04dov'era, oggi dentro quella scatola noi siamo convinti di sapere quello che c'è, ma noi
12:09genitori di quella scatola non sappiamo assolutamente nulla e appena proviamo a scoprirlo, stiamo
12:15cascando in una forma di autorevolezza.
12:18In più, se posso allungarmi un momento, c'è un altro aspetto, che è quello dell'intermediazione
12:24oggi dell'intelligenza artificiale. Io, lei e probabilmente chi ci ascolta, che ha un'età
12:31sicuramente superiore ai 25 anni, pochi sotto i 25 a quest'ora almeno della giornata, è cresciuto,
12:39è vissuto imparando e utilizzando il proprio cervello, spero anche il senso critico, per
12:46imparare. Oggi utilizziamo l'intelligenza artificiale come outsourcing di pigrizia, non abbiamo voglia
12:53di fare alcune cose, le chiediamo, ma più o meno siamo in grado di ritornare all'utilizzo
12:58del nostro cervello. Il rischio, il rischio, la minaccia, non vuol dire che è solo questo, ma è un
13:04rischio, è che oggi con l'intelligenza artificiale i ragazzini non debbano più imparare, non debbano
13:10più memorizzare, non debbano più fare cose che il nostro cervello ha fatto per milioni di anni, perché
13:15demandano tutto, o potrebbero demandare tutto all'intelligenza artificiale, il che apre degli scenari
13:22visionari, futuristici, ma anche apre dei punti di domanda, perché a quel punto il ragazzino
13:28non forma più la sua coscienza su una serie di informazioni che arrivano dalla scuola,
13:33dalla famiglia, dalle diverse forme di socializzazione, ma che gli arrivano da una infrastruttura cognitiva
13:39che è quella dell'intelligenza artificiale. E la domanda è chi struttura la conoscenza
13:46dell'intelligenza artificiale? E dare una risposta credo che sia doveroso, perché io non ce l'ho
13:51onestamente. Questa è una risposta che lasciamo in eredità anche ai nostri telespettatori
13:57che ci stanno seguendo in questo istante, è uno scenario che a me personalmente fa molta
14:01paura, professore, quindi io spero sempre nel meglio, ma i presupposti sono tutt'altro
14:07che favorevoli. Grazie davvero per essere stato con noi.
14:10Noi abbiamo approfondito tanti temi. Grazie, buon lavoro.
14:15Non solo Roma. Le notizie dalla regione con Elisa Mariani.