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00:00:25Tutte le strade si sa, ormai in giro,
00:00:33come noi quelle strade le percorriamo senza paura, benvenuti ad una nuova puntata di The Passanger,
00:00:39oggi parleremo di Colleferro, perché parleremo di Colleferro? Perché monta la polemica su alcune fabbriche di armi nella zona,
00:00:47una di queste, ce lo ricordiamo, è esplosa addirittura lo scorso agosto mettendo in pericolo i vari operai,
00:00:54le proteste montano dai cittadini perché vorrebbero innanzitutto una zona pacifica, un'economia pacifica,
00:01:02ma soprattutto vorrebbero che quelle armi non vengano poi vendute allo Stato di Israele,
00:01:07a tal proposito monta anche la protesta del comitato Roma-Sada che parte stare,
00:01:12che è quel comitato che aveva raccolto qui nella capitale più di 16.000 firme per interrompere ogni rapporto tra
00:01:19il Comune di Roma
00:01:20e alcune aziende israeliane complici, secondo anche l'ONU, del genocidio che si sta commettendo a Gaza
00:01:27e delle violenze che si commettono in Cisgiordania.
00:01:31E poi ancora, ce ne voleremo in Moldavia, più precisamente tra la Moldavia occidentale e la Transnistria,
00:01:38perché ci sono delle novità in quest'area, la Callas avrebbe chiesto di togliere effettivamente
00:01:45lo statuto speciale a questa regione, secondo le autorità europee e secondo anche il governo moldavo,
00:01:53troppo infiltrata dalle influenze russe per una serie di motivazioni che spiegheremo più tardi.
00:01:59E poi parleremo anche del voltafaccia di Donald Trump ai danni, di Volodymyr Zelensky e di tutto il popolo ucraino.
00:02:10Cercheremo di analizzare questa decisione, questa scelta e anche che cadute avrà poi effettivamente sull'Europa.
00:02:18Però adesso rimaniamo un attimino all'interno del grande raccordo anulare,
00:02:21perché ci sono delle novità per quanto riguarda una questione che stiamo seguendo anche noi da mesi,
00:02:25quella di SpinTime. La novità arriva direttamente dal Campidoglio e ve la raccontiamo nel servizio.
00:02:33Archiviata la fase della prima emergenza per le oltre 300 persone evacuate dal centro sociale SpinTime,
00:02:39scatta la proroga dell'assistenza. A più di due mesi dal drammatico incendio che lo scorso 29 luglio
00:02:44ha devastato lo stabile di Via Santa Croce in Gerusalemme, il Campidoglio ridisegna il piano dei soccorsi
00:02:49per le famiglie rimaste senza casa. Il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato un'ordinanza che garantisce
00:02:55la prosecuzione dei sostegni per altri sei mesi. Si passa così dalla gestione d'urgenza affidata
00:03:01dalla protezione civile ad un regime ordinario. La misura riguarda 356 residenti censiti dalla
00:03:07polizia locale al momento del blitz e dello sgombero forzato. L'obiettivo del provvedimento
00:03:11è evitare che queste persone finiscano in mezzo alla strada, garantendo continuità nei servizi
00:03:16sociali, nell'assistenza alloggiativa e nell'inserimento scolastico dei bambini. Un ponte di sei mesi per
00:03:22accompagnare gradualmente le famiglie verso una sistemazione definitiva in attesa dell'assegnazione
00:03:27delle case popolari. Un percorso strutturato dunque che punta a trasformare una gestione
00:03:32d'emergenza in un piano concreto di inclusione e diritto all'abitare.
00:03:36Ma rimane parallelamente la questione dei gazebo. Ne rimarranno almeno tre lì davanti la sede di
00:03:42Spintime. Un'iniziativa questa che ha già incassato un prima via libera tecnico dopo il sopralluogo
00:03:47di Questura e Campidoglio con questi gazebo che al momento rimangono autorizzati attraverso
00:03:52un iterlampo. Ma la decisione fa discutere. Mentre dal palazzo occupato ribadiscono la
00:03:57volontà di mantenere accesi i riflettori sull'emergenza abitativa a Roma, la destra insorge parlando di
00:04:03uno schiaffo ai cittadini e chiede di far luce sulle autorizzazioni concesse, convocando
00:04:07una commissione trasparenza su richiesta dei presidenti.
00:04:10Chiederemo spiegazioni e chiarimenti a parte del primo municipio in merito appunto al rilascio
00:04:17di questa nuova autorizzazione che secondo noi al momento è priva di giustificazione e non fa altro
00:04:26che sottrarre alla fruizione dei cittadini e dei residenti di una parte di strada appunto non essendo
00:04:38sorretta da una vera e propria motivazione.
00:04:44E allora queste le novità che arrivano dal caso SpinTime, un caso che ha acceso i riflettori
00:04:48sull'emergenza abitativa a Roma, un'emergenza particolarmente sentita anche da due nidi
00:04:53di Passenger, anche perché va ad incidere negativamente su quello che noi raccontiamo
00:04:58ad ogni puntata, ovvero l'integrazione delle comunità straniere senza una casa, chiaramente
00:05:02non ci si può integrare nel nostro tessuto sociale. E a proposito di emergenza abitativa, abbiamo
00:05:08seguito la scorsa settimana anche una protesta che si è tenuta sotto i palazzi appunto degli
00:05:17istituzionali di Roma Capitale a Garbatella, una protesta portata avanti dall'Unione Inquilini
00:05:23con delle richieste precise che riguardano proprio gli sfratti e l'emergenza abitativa, guardate.
00:05:28Garantire stabilità e soluzioni definitive per decine di famiglie è la richiesta portata
00:05:34in piazza dall'Unione Inquilini che insieme ai nuclei familiari delle ex occupazioni ha
00:05:38manifestato davanti alla sede del Dipartimento Politiche Abitative di Roma Capitale.
00:05:42Stiamo nella nostra campagna Ottobre sfratti zero. Ottobre sfratti zero significa una campagna
00:05:48mondiale che viene lanciata contro la precarietà abitativa per impedire sfratti e sgomberi
00:05:54senza soluzioni. E qui noi portiamo dei casi concreti che riguardano la vita materiale di
00:06:00famiglie della città di Roma.
00:06:02Tra le vertenze principali al centro del confronto la regolarizzazione dei contratti per le famiglie
00:06:07di Maria Delaide, il futuro degli abitanti di via Fassini e la salvaguardia del buono casa.
00:06:13Noi come Movimento 5 Stelle in Regione Lazio abbiamo presentato proprio una mozione per
00:06:19via Maria Delaide e per le 29 famiglie che sono oggi ancora sospese. Purtroppo la risposta
00:06:26dell'assessore Ciacciarelli diciamo ci è sembrato un po' uno scaricabarile. Quindi siamo qui a
00:06:32testimoniare ancora una volta la nostra vicinanza e a metterci a disposizione per dare seguito
00:06:38all'interrogazione magari con atti più concreti che impegnino la giunta regionale non tanto
00:06:44a fare appunto questo scaricabarile ma a cominciare a prendere degli impegni seri.
00:06:48Dal tavolo con l'amministrazione capitolina sono arrivati i primi impegni, l'avvio delle
00:06:53regolarizzazioni con contratti stabili superando i 2 più 2 scaduti nel 2025 per Maria Delaide,
00:06:59l'inserimento della nuova programmazione per il buono casa e l'iter con l'agenzia dei
00:07:04beni confiscati per via Fassini. Risultati importanti su cui il sindacato assicuro che
00:07:09vigilerà una mobilitazione che si inserisce in un contesto europeo sempre più critico.
00:07:14La casa, ricordano i manifestanti, deve tornare ad essere un diritto e non un privilegio.
00:07:20Ci sono occupazioni di serie A e di serie B, noi non siamo un'occupazione di serie B, quindi
00:07:26quello che chiediamo è semplicemente parità di trattamento.
00:07:32E allora questa è la protesta firmata Unione Inquilini che riguarda Roma, ma lo avete sentito
00:07:37dal servizio, è il contesto europeo ad essere allarmante quando si tratta appunto di abitazioni,
00:07:46di case e anche di occupazioni. Lo avete visto nel servizio? Valerio Novelli, consigliere regionale
00:07:53della regione Lazio per il Movimento 5 Stelle, lo ritroviamo qui stasera a The Passanger.
00:07:58Buonasera, consigliere. Allora io approfondirei proprio i numeri dell'emergenza abitativa nella
00:08:06nostra città perché immagino che i numeri siano critici, quindi se ci può fare appunto
00:08:12un po' una panoramica su quella che è questa emergenza che poi appunto come dicevamo in
00:08:16apertura, ci preme molto raccontare anche perché va ad incidere negativamente su chiaramente
00:08:23anche le comunità straniere che vogliono integrarsi nel nostro tessuto sociale.
00:08:28Sì, diciamo che i numeri ci disegnano un'emergenza abitativa che forse oggi possiamo dire che è
00:08:38fuori controllo, stiamo parlando soltanto di ERP, quindi di case popolari per Roma che
00:08:46sono 17 mila le famiglie che si trovano in attesa di una casa popolare, per quanto riguarda
00:08:53invece tutta la regione Lazio stiamo oltre le 30 mila. Ci sono poi addirittura, io mi sono
00:09:04segnato alcune cose, quindi oltre 4 mila sfratti l'anno su Roma e provincia, ma il 90%
00:09:12di questi casi sono morosità incolpevoli, cioè nel senso qualcuno ha perso il lavoro
00:09:19e quindi non può più pagare, l'aumento del carrello della spesa e quindi o si mangia o si
00:09:26ha fitto, l'aumento del carburante, quindi il costo della vita che ormai è andato completamente
00:09:32alle stelle e che quindi non è più ormai il discorso dell'ultima settimana che la famiglia
00:09:40fa fatica ad arrivare a fine mese, ma qui già oggi noi abbiamo problemi ad arrivare al 15
00:09:47del mese, sono 114 mila i nuclei che spendono il loro reddito, più del 40% del loro reddito
00:09:56solamente in affitto. Inoltre per quanto riguarda vogliamo dare anche dei numeri sul nostro patrimonio
00:10:06pubblico, noi abbiamo 76 mila alloggi pubblici tra Ater e Roma Capitale, 10 mila sono occupati
00:10:16abusivamente e non regolari, ma ci sono 2.500 alloggi che sono o vuoti oppure inagibili o in attesa
00:10:30di restauro. Quindi diciamo che oggi l'emergenza abitativa secondo me dovrebbe essere messa al
00:10:38centro dell'agenda politica, perché vede quando si parla di emergenza abitativa e di
00:10:47famiglie che vengono sfrattate, si parla di uomini, si parla di donne, si parla di bambini
00:10:55e quindi non è una realità in più secondo me come istituzione.
00:11:01Assolutamente d'accordo, anche perché di fronte a questi numeri appunto la protesta dell'Unione
00:11:06Inquilini sembra più che lecita, ma in tutto questo il problema dell'housing sociale a questo
00:11:11punto come incide sulla mancata integrazione delle comunità straniere? Abbiamo visto dei
00:11:17casi di cronaca veramente aberranti negli ultimi giorni, soprattutto a Tor Sapienza, con
00:11:24il palazzo della droga di Via Tallone, tutto quello che poi è venuto dopo, insomma sono casi
00:11:30veramente da analizzare quantomeno per evitare che riaccadano.
00:11:37Sì, allora quella di Via Tallone diciamo che non stiamo parlando di occupazioni di case,
00:11:46attenzione, dividiamo le due cose perché sennò poi facciamo confusione.
00:11:54No, no, assolutamente, assolutamente, però diciamo la carenza di abitazioni chiaramente
00:11:58porta magari tante persone purtroppo a vivere poi in quelle condizioni, anche quello è il
00:12:03problema, certo.
00:12:05Assolutamente sì, allora anche qua se mi permette do due numeri così facciamo un po' il
00:12:10qua e inquadriamo un po' la situazione.
00:12:13Allora, nel Lazio noi abbiamo circa 650 mila stranieri all'interno del Lazio, l'11.5% della
00:12:27popolazione regionale del Lazio, il 13% sono forza lavoro e il 21% sono i nuovi nati.
00:12:35L'80% di queste famiglie vive sostanzialmente in affitto e però c'è oggi un rischio ghettizzazione
00:12:46perché naturalmente se oggi abbiamo stipendi che soprattutto per quanto riguarda il lavoro
00:12:56povero non riescono a portare la famiglia sopra il livello di povertà, naturalmente che
00:13:03cosa succede? Che le case in affitto dove costano meno si spostano sempre più in periferico
00:13:10e noi abbiamo un altro problema, abbiamo il problema che i quartieri più periferici o
00:13:17anche oltre il raccordo anulare si stanno trasformando in veri e propri ghetti, mentre noi abbiamo
00:13:24la necessità di integrare, quindi non possiamo permettere questa ghettizzazione anche perché
00:13:34se no, come ha detto lei, l'integrazione non esiste, rischiamo soltanto di fare dei quartieri
00:13:44ai margini, nell'agrorumano per esempio, in questi nuovi quartieri dove integrazione assolutamente
00:13:52non esiste, questo noi non lo possiamo assolutamente permettere e tra l'altro poi quello che noi
00:13:58dovremo anche sconfiggere è il lavoro sommerso, quindi il lavoro in nero che genera contratti
00:14:06in nero e che tutto questo qui naturalmente se io ho un affitto in nero quindi non ho una
00:14:12residenza, non posso avere il medico di base, non posso mandare mio figlio all'asilo nido
00:14:18e quindi praticamente diciamo che si ritorna ai margini dell'illegalità, quindi allora
00:14:23la vera integrazione nasce soprattutto da qui, cioè nel senso da avere residenti e quindi
00:14:32di avere case anche per gli stranieri, non solo per gli stranieri ma anche per gli stranieri
00:14:39perché poi da qui nasce tutta quanto un discorso di integrazione, se qui la politica non capisce
00:14:45questa cosa allora non vuole l'integrazione.
00:14:50È chiaro, mi verrebbe da dire la politica ma anche qualche influencer che insomma poi soffia
00:14:57sul fuoco della rabbia sociale chiaramente.
00:14:59Per finire le chiedo se c'è un esempio positivo a questo punto di housing sociale a Roma e poi
00:15:05per concludere un suo pensiero sulla questione spin time che ha aperto appunto il dibattito
00:15:11sull'housing sociale.
00:15:12Ma guardi ce ne sono tanti di esempi di housing, io me ne sono segnati almeno 4 così per capire
00:15:23quali dovrebbero essere le buone pratiche e all'interno c'è sempre la gestione del terzo
00:15:29settore, quindi anche qui la politica deve in qualche modo parlare con la base, parlare
00:15:36con i sindacati, confrontare, aprire tavoli perché se invece prende decisioni che poi diventano
00:15:43calate dall'alto e poi alla fine in qualche modo comincia ad esserci un problema sociale
00:15:55vero e proprio. Il primo modello che io mi sono segnato per esempio è quello dell'housing
00:16:01first dove per esempio viene gestito dal terzo settore e all'interno c'è la comunità di
00:16:06per esempio, un esempio è quello che fa anche la comunità di Sant'Egidio dove naturalmente
00:16:13non è che qualcuno si deve meritare la casa ma intanto gli si fornisce subito un posto
00:16:20stabile e poi così come dicevamo prima parte l'integrazione sia lavorativa che sanitaria.
00:16:28Un altro può essere il co-housing intergenerazionale per le donne, cioè nel senso ci sono spazi
00:16:35anche di coabitazione che naturalmente funzionano, sono progetti molto validi perché naturalmente
00:16:45le donne oppure immigrati non vivono da soli, non vivono all'interno della solitudine e quindi
00:16:54anche qui all'interno nasce una sorta di socialità, anche questo naturalmente è gestito assolutamente
00:17:01dal terzo settore e quindi anche qui si crea un mix sociale naturale senza ghettizzare nessuno.
00:17:13L'ultimo per esempio è quello della rigenerazione urbana e dei canoni calmirati, noi oggi abbiamo
00:17:22come si diceva prima con l'esempio di Ghiatallone, noi abbiamo tantissimi scheletri sparsi in tutta
00:17:30Roma e noi abbiamo la responsabilità politica di trasformarli in appartamenti veri, cioè
00:17:41riqualificarli perché non è soltanto il discorso che oggi l'edilizia popolare è completamente ferma
00:17:52perché si dà solo cubatura al privato, ma noi dobbiamo partire anche da una rigenerazione urbana
00:18:01e noi dovremo fare regione in primis anche un ragionamento sul canone calmirato, noi dovremo
00:18:09strutturare all'interno del bilancio regionale un fondo per calmirare gli affitti, questo se
00:18:20noi non partiamo da qui come vi ho detto prima ci sono famiglie che spendono il 40% del loro
00:18:28reddito per gli affitti, allora vogliamo capire tutti quanti insieme che per esempio strutturare
00:18:38e non continuare a dare questi maledetti bonus che poi un giorno ci sono e domani non ci sono
00:18:44più, o noi capiamo che dobbiamo cominciare a strutturare determinati capitoli di bilancio
00:18:52con anche importanti o se no qui scoppia un'emergenza sociale che oggi è già in atto.
00:19:02Assolutamente sì, insomma gli ultimi casi di cronaca che abbiamo citato ne sono l'esempio
00:19:07più lampante, grazie davvero al consigliere Valerio Novelli per essere stato con noi,
00:19:11buona serata, buon lavoro, alla prossima.
00:19:14Grazie a voi, buona serata.
00:19:17E adesso, adesso voltiamo pagina perché è una stagione di proteste in tutta Europa,
00:19:22abbiamo visto tutto quello che sta accadendo a Parigi, abbiamo visto quello che è accaduto
00:19:26questo weekend a Milano, ma anche a Roma, anche a Torino, si parla molto meno invece
00:19:32di quello che accade in Albania perché lì forse ci sono le proteste più violente, ma
00:19:38non da parte dei manifestanti, da parte di chi reprime effettivamente i manifestanti stessi.
00:19:45Gradidei, il monitor dalla regia, Euronews infatti tre giorni fa titolava così, ho dovuto
00:19:51trovare l'articolo, ho trovato uno solo di tre giorni fa per farvi capire quanto se ne parla
00:19:55poco nel nostro paese. Quinto giorno di caos in Albania, scontri violenti tra manifestanti
00:20:00e polizia. Siamo arrivati in realtà all'ottavo giorno, ma in realtà, non so, ho perso il
00:20:04conto di quanto vanno avanti le proteste in Albania che fino a pochi giorni fa poi in realtà
00:20:10erano pacifiche, forse siamo a più di cento. Ne parliamo con chi queste proteste nell'arco
00:20:19di questi mesi ce le ha raccontate ampiamente, ovvero Isra Dalla, dell'Associazione Aquile
00:20:24di Seda. Buonasera e ben ritrovata, Misrata, è sempre un piacere averti qui con noi.
00:20:30Buonasera Andrea, grazie per darci sempre questo piccolo spazio per informare anche in Italia
00:20:40di quello che accade in Albania.
00:20:42Grazie a te, grazie a te. Poi insieme a te ci sarà anche Clea Mexi, attivista per la Palestina,
00:20:47che ritroviamo anche lei a The Passanger. Buonasera Clea, ben ritrovata.
00:20:50Ciao ragazzi, buonasera.
00:20:53E poi anche Aurela, sempre dell'Associazione Aquile di Seda, buonasera, ben trovata anche
00:21:01a te Aurela.
00:21:05Forse ristabiliamo il collegamento con lei. Allora, ok, ok, mi dicono la regia che lo stiamo
00:21:11ristabilendo. Nel frattempo, nel frattempo, allora io partirei proprio da te Mirsa, ci puoi
00:21:16raccontare questi ultimi giorni, come si stanno vivendo a Tirana, perché ci arrivano
00:21:22delle immagini veramente aberranti dalla capitale albanese.
00:21:26Sì, io personalmente li sto vivendo con tanta ansia, anche perché sono lontano e impossibilitata
00:21:33di raggiungere i miei concittadini. Le proteste negli ultimi sette giorni hanno avuto un escalation,
00:21:45si sono trasformate purtroppo in proteste un po' più dure e più forti. Io ricordo che
00:21:53il popolo albanese sta protestando da oltre 140 giorni. I primi 135 giorni sono stati caratterizzati
00:22:01da delle proteste bellissime, pacifiche, che hanno avuto inizio a fine maggio, ricordo
00:22:08per quanto riguarda la questione dell'abuso edilizio nella zona protetta della Laguna Narta.
00:22:17È iniziata con una protesta ambientalista e civile e poi man mano è cresciuta...
00:22:25È finita così, è finita con le immagini che stiamo vedendo, è finita così.
00:22:29Ha incluso il malcontento generale di tutta la popolazione. Non sto a spiegare le ragioni,
00:22:38perché le ragioni sono tantissime. Da ultimo, ulteriori scandali a livello governativo,
00:22:45la direttrice dei servizi segreti albanesi è stata arrestata ed indagata per aver fatto
00:22:54trapelare delle informazioni alla criminalità organizzata, di fatto tutelandoli. Ulteriore
00:23:01sfiducia nelle istituzioni ha portato anche l'ultima riforma territoriale di qualche giorno
00:23:06fa, settimana fa, che ha cancellato alcuni comuni accorpandoli a degli altri e tutto ciò
00:23:12ha fatto aumentare il malcontento generale e la sfiducia che già esisteva. La protesta
00:23:18di ottobre di questi giorni è guidata da dei movimenti studenteschi e la particolarità
00:23:27è che si è stesa anche ad altre città dell'Albania, come Scutari, Balona, Elbasan,
00:23:33Corc, ed è violenta. Violenta da parte soprattutto di quelli che devono difendere
00:23:42i cittadini. La parola d'ordine in questi giorni è repressione a qualsiasi mezzo. Si respira
00:23:48un'aria di totale mancanza delle istituzioni, non è pervenuto il Presidente della Repubblica,
00:23:56il Parlamento non fa riunioni da più di sette giorni, il Primo Ministro da qualche giorno
00:24:04appare nei social media accusando, minacciando i minori, i genitori dei minori, i professori,
00:24:14i giovani, i protestanti e i manifestanti in generale. Addirittura ieri incentivato economicamente
00:24:23la Polizia di Stato, ammettendo di fatto che hanno dei stipendi da fame, incentivato con
00:24:29un bonus per reprimere questa protesta. Stamattina in una nuova riunione con il suo partito ha ribadito
00:24:39le minacce, ha ribadito il fatto che non intende dare le dimissioni, perché ricordo che le richieste
00:24:47della protesta sono sempre le stesse, sono le dimissioni senza condizione del Primo Ministro
00:24:53e di Rama, la creazione di un governo tecnico per poter portare l'Albania alle nuove elezioni
00:25:00con una nuova legge elettorale che possa dare un po' più di rappresentatività al popolo
00:25:05albanese, visto che quella attuale ha un premio di maggioranza assurdo e non consente neanche
00:25:12di entrare i nuovi partiti in Parlamento. Queste sono le richieste che il Primo Ministro
00:25:20non vuole ascoltare, al momento non c'è nessuna soluzione politica e queste scene ci ricordano
00:25:26purtroppo il 91, la caduta del comunismo dove i manifestanti chiedevano la caduta del regime,
00:25:35la stessa cosa stiamo chiedendo anche noi, però purtroppo.
00:25:38E' chiaro, è chiaro, è chiaro, è chiaro, fa male, assolutamente fa male vedere queste
00:25:45scene, sapere che la polizia è incentivata a reprimere con la violenza degli studenti
00:25:51che protestano, delle proteste, poi che appunto, come hai ricordato bene te, Mirsada, si sono
00:25:57protratte pacificamente per più di 140 giorni, hai fatto bene a specificarlo. Fa male sicuramente
00:26:05al popolo albanese, fa male alla diaspora albanese anche di cui tu fai parte, fa male
00:26:11a noi italiani che amiamo l'Albania vedere queste scene che spesso negli ultimi anni ci
00:26:16siamo recati appunto a visitare il vostro fantastico paese e fa male anche all'integrazione
00:26:22europea dell'Albania che, lo sappiamo, ormai da tempo vorrebbe entrare a far parte dell'Unione
00:26:27Europea, però chiaramente una dinamica del genere non può che allontanarla da tale obiettivo.
00:26:34Passo la palla a Clea Mexi che ritroviamo qua a De Passinger. Allora Clea, studenti in
00:26:40piazza, studenti in piazza a Parigi, studenti in piazza a Tirana, in varie città albanesi,
00:26:46la generazione Z si conferma ancora una volta come fautrice del cambiamento ad ogni costo,
00:26:55lo stiamo vedendo anche a Tirana, no? È così?
00:26:58Eh sì, sicuramente sì, ormai il vento, io direi quasi da 68 che c'è in tutta Europa,
00:27:04però il caso albanese in realtà ha delle differenze importanti, io penso rispetto per esempio
00:27:09alla Francia. La Francia ha una tradizione, come dire, se non la fanno loro la rivoluzione
00:27:15non la fa nessuno. Dalla prima rivoluzione francese alle barrocate di Hugo, insomma, loro
00:27:21sono abituati a fare la rivoluzione, in realtà anche l'Italia, anche se spesso ci diciamo
00:27:26che noi in Italia non sapremo protestare, non è vero, dalla rivolta di Masaniello alle
00:27:32giornate di Milano, quelle di Manzoni, insomma al 68, ai partigiani. L'Albania ha una storia
00:27:38un po' diversa rispetto a questi altri due paesi perché prima di tutto noi abbiamo avuto
00:27:44secoli e secoli di dominazione di Impero Ottomano. Dopodiché liberateci dall'Impero
00:27:49Ottomano, beh, ci sono state le guerre balcaniche, è lì che poi sono entrate per la prima volta
00:27:54nei Balcani, insomma, le potenze europee, dopodiché abbiamo avuto i fascisti e questa
00:27:59cosa è importante da dire perché in realtà l'Albania è un'ex colonia italiana, anche
00:28:03se è una narrativa che insomma spesso ci si dimentica di menzionare e poi non contenti
00:28:09di quelli strani, hanno detto no, aspettate, arriviamo noi, ci invadiamo da soli e sono
00:28:13arrivati i comunisti. Ora, durante questa parentesi comunista l'Albania è stata sospesa
00:28:20nello spazio-tempo, nel senso che è stata completamente isolata, fino a poi ad arrivare
00:28:24appunto al 91, allo sbarco della Vlora, appunto da cui sono venuta anche io perché insomma
00:28:30ne sono usciti anche i miei genitori con quello sbarco e qual è la differenza con l'Albania
00:28:34di oggi? L'Albania è un paese che è in difficoltà in questo momento perché non ha quella tradizione
00:28:39quella rete di supporto e quelle istituzioni che supportano la protesta, mancano i sindacati,
00:28:45mancano i mezzi di comunicazione, mancano gli spazi per organizzarsi e questo è un dato
00:28:51che va sottolineato e per questo è importante in questo momento parlare dell'Albania, in
00:28:56Albania non hanno proprio i mezzi materiali, le maschere, l'acqua fisiologica, anche quelle
00:29:02che ci sono, sono di una qualità veramente molto scarsa. Gli aggiornamenti sulla protesta
00:29:07vengono dati dai profili Instagram in una serie di screenshot che vengono girati, ragazzi
00:29:14non passate da questa strada perché c'è la polizia, non passate di qua, fate attenzione
00:29:19qua in cui proprio ci sono la polizia vestita da civili, vengono prese queste persone, non
00:29:24si sa che fine fanno, tutto viene sequestrato. Io ho una mia amica che ieri era in primo
00:29:30soccorso, insomma in uno dei posti dove c'è il primo soccorso, che anche qui non è molto
00:29:35ben organizzato, lei si è presa l'idrante al primo soccorso, quindi ormai proprio la
00:29:40situazione è assolutamente fuori controllo e rispetto a questo bisogna considerare appunto
00:29:44la difficoltà dell'Albania rispetto a una Francia o un'Italia anche proprio nell'organizzarsi
00:29:52banalmente e nell'essere ascoltata in questo momento.
00:29:56Assolutamente, hai detto bene, è per questo che è importante parlarne anche qui ed è assurdo
00:30:01e accende tanti interrogativi, il fatto che le proteste in Albania non vengano raccontate
00:30:07approfonditamente qui nel nostro paese, ricordano un po' quelle proteste del sud Italia che non
00:30:13hanno trovato inspiegabilmente nessun tipo di spazio sui principali telegiornali italiani,
00:30:20tanti interrogativi che vi voglio lasciare oggi cari telespettatori e ai quali vorrei che
00:30:27insomma mi deste delle risposte magari al 320-2393833, secondo voi perché non si parla
00:30:33di questa tipologia di proteste che comunque sono fondamentali e che comunque in qualche
00:30:39maniera potrebbero anticipare dei cambiamenti radicali in Albania, in Italia, in generale
00:30:43in Europa.
00:30:44Grazie, grazie a Mirza Dalla per essere stata con noi, grazie anche a Clea Mexi, ci vedremo
00:30:49sicuramente in altre puntate, grazie a voi, ci vedremo in altre puntate.
00:30:54Grazie, buona serata, grazie.
00:30:56Ciao.
00:30:56Ci prendiamo una piccolissima pausa, poi continuiamo a parlare di alcune proteste, di alcune manifestazioni
00:31:02che si terranno anche qui a Roma a partire dai prossimi giorni, a tra poco.
00:31:23E rieccoci carissimi passengers dunque da una protesta, quella che abbiamo raccontato
00:31:28in Albania ad un'altra, ad una manifestazione che si terrà nei prossimi giorni a Roma, quella
00:31:34del comitato di Roma-Sadda che parte stare, un comitato che da mesi, anzi da quasi un
00:31:40anno, chiede espressamente al Campidoglio di interrompere tutti i rapporti tra il Comune
00:31:46di Roma e alcune partecipate israeliane.
00:31:51Gradirei dalla regia il cartello numero 4, quello che ci racconta proprio quella che è
00:31:57l'attività del comitato Roma-Sadda che parte stare e la proposta, eccola qui, la proposta
00:32:02popolare. Quattro punti chiave, interrompere gli accordi tra Acea e Mekorot per la gestione
00:32:08idrica. Mekorot è un'azienda israeliana che anche dall'ONU è stata denunciata poiché
00:32:14toglierebbe l'acqua, i flussi d'acqua ai palestinesi in Cisgiordania. Poi ancora, per
00:32:19quanto riguarda la sicurezza informatica, ci sono le aziende israeliane Checkpoint e Mobilai
00:32:24che collaborano comunque con il Campidoglio e poi ancora i trasporti e quant'altro. Tutti
00:32:32i rapporti che dovrebbero essere recisi, secondo più di 16 mila romani che hanno firmato questa
00:32:38proposta, ma adesso il tempo è scaduto perché nonostante la legge dica che questa proposta
00:32:46debba essere discussa nell'aula Giulio Cesare. Il tempo limite è scaduto proprio oggi e quindi
00:32:55si scenderà in piazza nei prossimi giorni, gradirete la regia La Locandina che ci è
00:33:01arrivata qui nella redazione di The Passanger diretta a Piazza del Campidoglio a partire
00:33:05dalle ore 11. Come vedete, anche qui c'è scritto il tempo è scaduto, interrompere i rapporti
00:33:12con Israele. Ci è arrivato un messaggio dalla referente di tale movimento, Elisabetta
00:33:18Valento, che abbiamo avuto già varie volte qui a The Passanger. Allora ce lo sentiamo
00:33:23insieme in vista proprio di giovedì.
00:33:25Il tempo è scaduto e la giunta capitolina non ha discusso la proposta di delibera di
00:33:31iniziativa popolare che con il comitato Roma Sadda che parte stare abbiamo presentato sei
00:33:38mesi fa. 10.000 persone hanno firmato affinché Roma Capitale si assuma responsabilità politiche
00:33:45e morali interrompendo i rapporti con uno Stato canaglia che continua indisturbato il
00:33:52suo genocidio a Gaza. La polizia etnica in Cisdordania e Gerusalemme è stata occupata
00:33:58a ridurre il sud del Libano in macerie, a sferrare attacchi e continue occupazioni di terra
00:34:04in Siria e a insufflare gli Stati Uniti affinché riprendano la guerra illegale contro
00:34:10l'Iran. Per richiamare il sindaco e la sua giunta alle loro responsabilità il 22 saremo
00:34:18in piazza del Campidoglio dalle ore 11. Raggiungeteci perché la volontà popolare deve essere rispettata
00:34:25e quantomeno devono avere il coraggio di discutere questa delibera.
00:34:32E allora questo è il messaggio di Elisabetta Valento, le immagini che avete visto invece
00:34:37erano dell'ultimissima manifestazione del comitato Roma Sadda che parte stare proprio lì
00:34:42a piazza del Campidoglio che si era tenuta quest'estate quindi si tornerà in piazza probabilmente
00:34:48per una nuova stagione di manifestazioni per chiedere appunto di interrompere i rapporti
00:34:53tra il comune di Roma e alcune aziende israeliane. Non solo proteste però anche bellissime iniziative
00:34:59questo weekend siamo stati agli orti urbani della Garbatella gestiti da un palestinese
00:35:05lui si chiama Atem Abed, lo abbiamo conosciuto qui a The Passenger e lui ha voluto portare
00:35:12impiantare una tradizione tutta palestinese quale quella della raccolta delle olive nel cuore
00:35:18di questo quartiere storico della Garbatella che comunque è emblematico di Roma. È un
00:35:24gesto semplice ma è anche un gesto simbolico perché insomma li abbiamo visti tutti quei
00:35:30video dei coloni israeliani che aggrediscono, che picchiano anche tutti coloro che in questo
00:35:37periodo dell'anno raccolgono le olive in Cisgiordania. I palestinesi che invece vivono a Roma per fortuna
00:35:44riescono a raccogliere le olive secondo la loro tradizione in maniera del tutto pacifica
00:35:48nel cuore appunto della Garbatella. Noi in questa giornata di festa ci siamo stati, abbiamo
00:35:54intervistato Atem Abed e allora io vi porto per mano proprio lì negli orti urbani di Garbatella.
00:36:27E' effettivamente proprio così, per noi l'olivo è il simbolo della pace, della convivenza, della
00:36:34generosità perché l'olivo non ha niente ma dà tutto e dà tanto. Quindi è nata l'idea perché sono
00:36:42venuti a trovarmi alcuni amici proprio di queste famiglie di Gaza l'altro giorno, vedendo le olive
00:36:47per terra ho notato una tanta, una grande sofferenza nei loro occhi. E ho detto che possiamo fare?
00:36:54Ci permette di raccogliere queste olive che sono ancora rimaste sull'Ial? E praticamente l'idea,
00:37:00insomma questo incontro è nato mercoledì scorso, oggi venerdì mattina ecco con tanta gente,
00:37:06tanti bambini, proprio volevamo che diventasse anche un un un ligame tra l'olivo e il bambino
00:37:14palestinese che nasce anche al di fuori della Palestina perché le nostre radici sono insieme
00:37:20ai nostri alle radici dei nostri olivi e quindi anche ovunque si trova il palestinese ci deve
00:37:27essere un olivo e ci deve essere un ligame con la terra, con la natura e con la convivenza
00:37:33civile e la pace.
00:37:58Io ho notato un certo dolore, una certa amarezza, una certa amarezza, una certa
00:38:06sofferenza negli occhi dei palestinesi davanti ad un olivo sradicato o rubato, veramente più
00:38:13della perdita di un figlio. Quindi per questo loro lo sanno che uccidere il palestinese oramai
00:38:21è diventato per loro una cosa normale purtroppo in questo mondo strano, è un mondo che sta perdendo
00:38:27l'umanità, ma sradicare l'olivo per loro è l'unico modo per sradicare il palestinese
00:38:33dalla sua terra, ma lungi da loro è impossibile, le radici dei nostri olive rimarranno lì e
00:38:40ricresceranno. Qui abbiamo piantato un olivo qualche anno fa in una giornata di pace per la pace a nome
00:38:46della Palestina, qualcuno l'ha bruciato. Ecco qui che dalle radici è rinato un altro olivo e questa è la
00:38:55nostra storia, questo nostro rapporto con l'olivo e quindi gli israeliani falleranno come hanno
00:39:01già fallito in 78 anni di tentativi di sradicarci dalla nostra terra e di scindere il nostro rapporto
00:39:09con i nostri olive e con la nostra terra.
00:39:31Grazie a tutti.
00:39:43Ed è bellissima l'immagine che ci restituisce Atem Abed, un popolo quello palestinese che rinasce
00:39:51dalle radici di un olivo, un olivo che è stato bruciato proprio lì a Garbatella. Vorrei segnalare
00:39:58che lì in zona, insomma in tutto l'ottavo municipio tra Garbatella, Ostiense e San Paolo ce ne sono state
00:40:04varie di aggressioni e intimidazioni ai danni non solo dei palestinesi ma anche di attivisti che
00:40:13sempre nella stessa zona per arrivare appunto all'incendio che è stato applicato proprio lì agli orti
00:40:19urbani Garbatella e per finire il murales, quello in onore di Sherina Buacle, targato anche a Radio Roma che
00:40:27purtroppo più volte è stato imbrattato con scritte antipalestinesi e sioniste.
00:40:36E adesso ci spostiamo a Colleferro perché ecco ormai da qualche mese si parla di pacificare Colleferro, cosa
00:40:45significa? Chiaramente in pace Colleferro però ci sono tante polemiche intorno al fatto che in tutta l'area
00:40:51ci sono tante aziende di armi, alcune di esse insomma ricollegate anche da un'indica contestata da alcuni
00:40:58cittadini verso alcuni paesi. Buato a Colleferro, incendio ed esplosione nella fabbrica di munizioni
00:41:05ex Simmel Difesa. Secondo le ricostruzioni non ci sono morti né feriti, i 24 operai presenti sono stati
00:41:11tratti in salvo, le fiamme sono quasi spente, l'incidente si sarebbe verificato nel reparto polveri.
00:41:17Gli investigatori escludono la pista eversiva o il sabotaggio. È proprio da questo evento
00:41:25nel quale per fortuna nessuno ha perso la vita e nessuno è rimasto ferito però che si è iniziato
00:41:32a parlare in maniera più approfondita di Colleferro e dintorni. Allora abbiamo in collegamento
00:41:38il sindaco di Colleferro, Giulio Calamita, che ho avuto il modo e il piacere di conoscere
00:41:43al Falastin Festival, ben ritrovato sindaco. Allora io gradirei da lei una panoramica su
00:41:50quello che è appunto l'industrializzazione militare di Colleferro e soprattutto cosa chiedono
00:41:55i cittadini, cosa sapete l'istituzione anche per cercare di mettere in sicurezza l'area
00:42:03ma di arginare anche questo tipo di fenomeno?
00:42:07Allora intanto buonasera a tutti gli ascoltatori. Premesso che insomma la nostra è ormai almeno
00:42:14da quando ci siamo noi ma se vogliamo in minima parte anche prima una città molto pacifica
00:42:20dove coesistono culture diverse da cui ripeto anche cristiani e musulmani che hanno rispettivamente
00:42:28la chiesa più antica di Colleferro e la moschea a un pasto di distanza e separa praticamente
00:42:33soltanto una strada. La nostra è una storia particolare che nasce il secolo scorso appunto
00:42:41da un'esigenza che all'epoca aveva il regno d'Italia ovvero quello di produrre i munizionamenti
00:42:47che sarebbero poi serviti per difendersi dalla prima e poi dalla seconda guerra mondiale,
00:42:53una seconda più che difendersi e offendere. E da lì nasce appunto una città che ha quella
00:43:02diciamo destinazione un po' da sempre. Poi la fabbrica è cambiata tanto insomma oggi sappiamo
00:43:09che la gran parte di quell'indotto si occupa di aerospazio e quindi su settori pienamente
00:43:16civili. È chiaro che l'episodio di questa estate ha riaperto un dibattito che Colleferro
00:43:23ripeto è antico come la notte dei tempi. Da sempre c'è questa duplice diciamo burto
00:43:31della città, quello dove purtroppo una parte della produzione è bellica e dove invece le
00:43:38comunità molto diverse tra di loro sono riuscite a dimostrare che convivere in pace non solo
00:43:44è possibile ma crea una grande comunità che poi nel tempo si occupa di fare tanto
00:43:50altro, di dare lavoro con altri modi e con altri settori, scusate se sto in macchina si
00:43:56spenta la luce. Ripeto, tutto sommato ci troviamo in una comunità che su questi temi si interroga,
00:44:07noi anche in Consiglio Comunale abbiamo adottato diverse deliberazioni per sostenere delle questioni
00:44:13che ricordavano tematiche legate alla pace in vari luoghi del mondo, pur ovviamente non spendone
00:44:23le competenze ma cercando di rappresentare quella che è la sensibilità della nostra comunità.
00:44:31Assolutamente, è bellissimo vedere come in una regione, in un'area anzi del Lazio in cui appunto ci sono
00:44:39industrie belli che comunque le istituzioni ma anche i cittadini, la società civile spingono
00:44:44verso la direzione pacifica, quella della convivenza anche tra varie etnie, tra persone di fedi diverse.
00:44:52Ecco, come avete creato questo clima pacifico a Colleferro anche tra varie religioni, anche perché
00:44:58insomma il discorso sull'integrazione inizia a farsi veramente complicato purtroppo in città
00:45:06anche come Roma dove abbiamo visto più volte anche vari influencer soffiare sul fuoco della rabbia
00:45:14in alcune zone di Roma, faccio riferimento ad esempio a Carabella che abbiamo avuto anche qui in studio
00:45:20che insomma ad esempio sul caso di Tor Sapienza veramente ha soffiato sul fuoco, lo possiamo dire
00:45:25apertamente e adesso lì si stanno consumando delle tragedie purtroppo dicono gli inquirenti a sfondo
00:45:31a sfondo razzista. Ecco, invece Colleferro nonostante appunto respiri purtroppo l'aria di guerra
00:45:38anche a causa di varie industrie che producono armi, però in realtà poi la società civile
00:45:44preme per la pace, preme per il vivere comune. Insomma, negli anni come avete costruito questo clima
00:45:50magari da replicare anche in una città grande come Roma?
00:45:54Allora, io credo che sia doveroso precisare un fatto importantissimo
00:45:59tutto quello che abbiamo oggi noi lo abbiamo ereditato e lo costudiamo come uno dei patrimoni
00:46:06più importanti che abbiamo. Colleferro 120 anni fa non esisteva, qui c'erano campi agricoli
00:46:13e poco più c'era lo zuccherificio dal quale poi è stata realizzata la prima parte della
00:46:21fabbrica delle armi. A Colleferro sono state portate le persone da ogni regione d'Italia
00:46:26perché per realizzare una nuova città e una fabbrica qui non c'erano le maestranze
00:46:31e le competenze. Immaginate che l'Italia era fatta da poche decine di anni e quindi quelle
00:46:38persone tutto sommato potranno considerarsi degli stranieri all'interno del contesto
00:46:44Colleferro. Decidono di mettere da parte tutte le loro differenti e appunto dar vita a questa
00:46:49comunità ed è un'eredità che noi abbiamo mantenuto. A Colleferro come in tutta Italia
00:46:54nel corso degli anni sono passate persone da ogni origine del mondo. Sono arrivati gli
00:47:01albanesi come in tutta Italia ormai quasi 40 anni fa, poi è toccata ai rumeni, poi ai
00:47:06Bulgari e in questa epoca come in tutte le aree abbiamo l'arrivo appunto delle popolazioni
00:47:12che provengono da praticamente da ogni parte dell'Africa. Tutto sommato c'è convivenza
00:47:18laddove come in questi giorni magari appunto ci sono stati degli episodi che qualcuno ha
00:47:24ricondotto prevalentemente attività gestite da stranieri. Noi siamo intervenuti in quel caso
00:47:30spiegando un po' a tutti quali fossero le regole di buona convivenza tra di noi perché
00:47:35poi bisogna anche essere sinceri ma soprattutto abbiamo ottenuto aperta una finestra fondamentale
00:47:40che è quello del dialogo, dell'inclusione, della comprensione e dello scambio culturale.
00:47:45Ripeto, onorando il nostro retaggio nel corso di questi giorni affiancheremo in maniera sempre
00:47:50più forte un tema, quello legato alla sicurezza che viene dibattuto dagli influencer appunto
00:47:56a cui lei faceva riferimento con quello del dialogo e del reciproco scambio, della reciproca
00:48:01convivenza per creare delle comunità solide. La maggior parte delle persone che vivono in
00:48:07un determinato luogo non lo fanno per creare problemi e molto spesso sono le persone più
00:48:13deboli peraltro contro le quali è facile prendersela e dobbiamo invece noi essere capaci
00:48:18soprattutto se siamo delle istituzioni che governano determinati luoghi del territorio di
00:48:23essere in grado di governare i processi di integrazione tra diverse culture. L'Italia è un paese che da questo
00:48:31punto di vista non può tradire la sua storia, c'è sempre stato questo fenomeno di integrazione
00:48:37dall'alba dei tempi e non possiamo pensare che qualcuno per prendere qualche like o magari
00:48:42prendere qualche voto possa immaginare di riscrivere la storia di questo paese. A Colleferro tutti
00:48:50quanti, tutte le giunte che si sono alternate malgrado tutto su questo aspetto hanno sempre avuto
00:48:56la stessa identica linea perché era la nostra storia ma se ci pensate da una scala più grande
00:49:01della storia di tutta Italia. Assolutamente, allora grazie, grazie al sindaco Giulio Calamita
00:49:07per essere stato con noi, buona serata, buon lavoro, cercheremo di seguirli. Buonasera a voi.
00:49:13I prossimi giorni che parlano di integrazione, assolutamente. Allora, adesso voltiamo pagina
00:49:18perché gradirei dalla regia appunto il monitor che parla proprio di Moldavia, un paese che noi
00:49:26avevamo raccontato qui per voi a The Passanger andando lì con le nostre telecamere. Euronews
00:49:32titola così. La Moldavia vuole l'Unione Europea nel 2029. Callas ragiona sulla riconversione
00:49:38della Transnistria. Al Consiglio di Associazione si paragona la Moldova alla Germania con la
00:49:43differenza che per chi si nauleste rivendicato non è ancora preso. Che differenza c'è tra
00:49:49Moldavia e Transnistria? Tecnicamente nessuna. La Transnistria fa parte della Moldavia nonostante
00:49:55sia una regione a statuto speciale e con larga autonomia. Nonostante ciò a più riprese
00:50:03i cittadini transnistriani hanno chiesto espressamente di staccarsi dalla Moldavia e anche di entrare
00:50:12a far parte dell'orbita russa o di fare stato a sé. Un referendum non è mai stato fatto
00:50:19ufficialmente. La Moldavia effettivamente parla anche di perdita di sovranità su questo
00:50:26territorio a causa delle influenze russe e soprattutto a causa di un'azienda, la Sheriff. Sicuramente
00:50:33molti di voi l'avranno già sentita, soprattutto per chi ha visto le scorse edizioni della Champions
00:50:37League. La Sheriff è la società che ha la proprietà dello Sheriff Tiraspol, appunto la squadra di
00:50:44Tiraspol che è il capoluogo della Transnistria. Ma non ha solo questa squadra, ha tutte le pompe
00:50:51di benzina, ha tutti quanti i supermercati, tutte le attività più importanti della Transnistria
00:50:57fanno capo alla Sheriff che è stata fondata da due russi ex KGB. Ecco, le influenze russe si fanno
00:51:07forti dunque in quest'area, soprattutto non solo attraverso la Sheriff ma anche attraverso organi di
00:51:14propaganda e la Moldavia vuole entrare a far parte dell'Unione Europea, anzi ha fatto richiesta per
00:51:20entrare a far parte dell'Unione Europea e ha avuto sempre questo nodo, quello della Transnistria, come
00:51:25grande ostacolo per il suo ingresso. Oggi con tutto ciò che sta accadendo in Ucraina, anche con il
00:51:33volta faccia di Donald Trump ai danni di Zelensky, si riaccende il dibattito sulla Transnistria e si
00:51:39riaccende anche il dibattito sui transnistriani e i moldavi che vengono in massa qui in Italia.
00:51:45Allora io vi voglio riportare per mano proprio in quest'area per conoscere da vicino cos'è la
00:51:50Transnistria e cos'è la Kicina di oggi, divisa a metà tra le influenze russe e una voglia di Unione
00:51:58Europea.
00:51:58Guardate.
00:52:15La Moldavia, in un contesto geopolitico che scivola nel caos per via delle grandi potenze
00:52:22globali che incrociano le lame, questo paese dell'est Europa sta trovando una sua collocazione
00:52:27ed una sua identità. Sospesi tra Unione Europea ed influenza russa, i moldavi di oggi hanno
00:52:33il grande onere, ma anche l'onore, di risollevarsi dopo un passato turbolento fatto di dominazioni
00:52:39straniere, imposizioni sovietiche e guerre territoriali nonché deflagranti dello status quo di una popolazione
00:52:46che vorrebbe solo pace e sviluppo per lasciarsi alle spalle una storia pesante.
00:52:57Una popolazione che con il crollo dell'Unione Sovietica ha vissuto una vera e propria diaspora
00:53:03cercando sponde amiche nell'Occidente e trovandole spesso in Italia.
00:53:08Il ruolo svolto dalla numerosa comunità moldava presente in Italia è centrale. Si tratta
00:53:13di una comunità perfettamente integrata e attiva nella vita economica e sociale del
00:53:18paese che costituisce un autentico fonte umano, culturale e economico tra i nostri due paesi.
00:53:26Proprio grazie alla reputazione positiva, alla perfetta integrazione e alla stima di cui
00:53:30godono i nostri concittadini possiamo affermare che l'Italia è uno dei principali sostenitori
00:53:35sostenitori del percorso europeo della Repubblica di Moldova, un cammino fondato sulla condivisione
00:53:40delle stesse valori europee.
00:53:43Sono più di 110.000 i moldavi nel nostro paese che danno vita ad una comunità lavoratrice
00:53:48molto ben integrata, una comunità che guarda sempre con attenzione e a volte con nostalgia
00:53:54al proprio paese d'origine.
00:54:07Un paese questo che fino ai primi anni 90 faceva parte delle 15 repubbliche socialiste
00:54:13sovietiche dell'URSS e che porta ancora oggi i segni di quei tempi che furono, ma che lasciano
00:54:19un'eredità importante anche nelle architetture di Kishinau, la capitale che oggi si presenta
00:54:25come un fascinoso museo dei Soviet che furono, senza perdere però di vista il futuro che i
00:54:31Moldavi hanno scelto essere europeo.
00:54:43Camminando per le strade del centro di Kishinau sono ben visibili tante bandiere moldave che
00:54:48rappresentano chiaramente il grande nazionalismo che nutre questa nazione dopo che ha raggiunto
00:54:54l'indipendenza nel 1991.
00:54:57Accanto però troviamo la bandiera dell'Unione Europea, non è un paese dell'Unione Europea
00:55:02però nel 2022 ha fatto richiesta ufficiale di adesione all'Unione, la premier attuale
00:55:09Maya Sandu che governa dal 2020 e che sta governando per il suo secondo mandato è una fervente
00:55:16europeista e questo europeismo si respira nell'aria anche qui a Kishinau.
00:55:20La Moldavia sogna l'Europa, è uno di quei tanti paesi dell'est che continua a sognare
00:55:25l'Unione Europea.
00:55:36Un paese che sogna l'Europa, è vero, ma che presenta comunque una certa spaccatura in questo.
00:55:43Nel 2024 infatti il governo Moldavo ha proposto un referendum per chiedere ai cittadini se
00:55:48volessero portare avanti gli sforzi per aderire all'Unione Europea entro il 2030, un referendum
00:55:54che ha vinto con poco più del 50% dei sì, tanto da andare al ballottaggio nel settembre
00:55:59del 2025, dove il sì è stato comunque confermato.
00:56:04Decisivo è il voto dei Moldavi all'estero e dei residenti di Kishinau, contrari invece
00:56:09agli abitanti delle enclav semiseparatiste di regioni autonome come la Gagauzia e la Transnistria,
00:56:15che raccontano molto di una Moldavia ancora frammentata da una storia che incide pesantemente
00:56:21sul presente.
00:56:22Ad oggi, dal 1990 ai giorni attuali, la Moldavia si è sempre districata tra ovviamente il tentativo
00:56:33di modernizzazione e quindi di avvicinamento all'Europa occidentale rispetto invece ai tentativi
00:56:41di attrazione verso il polo russo, il polo di quella che era storicamente l'Unione Sovietica.
00:56:48E non a caso i due partiti che si sono sempre contesi il potere in Moldavia sono stati da
00:56:53una parte il partito democratico o nazionalista che puntava addirittura a una nuova fusione
00:57:05con la madrepatria romena e l'altro invece puntava a un avvicinamento alla Russia.
00:57:13Attualmente la Sandu ha di nuovo remesso in piedi la ipotesi di un referendum che possa
00:57:23riunire la Moldavia alla madrepatria romena.
00:57:27La Romania e la Moldavia di fatto hanno delle affinità politiche storiche importantissime,
00:57:34non solo perché, come ho detto, la Moldavia ha fatto parte, seppur in fase alterne, ha fatto
00:57:41parte del territorio romeno, ma perché la stessa bandiera della Moldavia ricorda quella della
00:57:47Romania, perché la stessa moneta della Moldavia ricorda quella della Romania e perché in fondo
00:57:54in Moldavia si parla una lingua che è appunto la lingua romena e non a caso sono proprio
00:58:02quella la stragrande maggioranza dei cittadini che abitano la parte occidentale della Romania
00:58:08della Moldavia che stanno provando a ipotizzare un ritorno alla madrepatria.
00:58:16Vedremo come andrà a finire.
00:58:19La Moldavia sicuramente è un posto che rappresenta un sparteacque storico dell'Europa, come tanti,
00:58:27come tante di quelle terre di confine che noi impariamo a conoscere con The Passage.
00:58:51Il percorso europeo della Repubblica di Moldova ha conosciuto una forte accelerazione nei ultimi
00:58:56anni.
00:58:57Nel giugno 2022 abbiamo ottenuto lo status di paese candidato e abbiamo già completato
00:59:01la fase di screening della legislazione, avviando riforme strutturali profondi.
00:59:06Ma l'adesione all'Unione Europea non è soltanto una priorità politica, è una scelta
00:59:10democratica e consapevole dei cittadini moldati.
00:59:13Nell'ottobre 2024 la popolazione si è espressa con un chiaro voto favorevole nel referendum
00:59:19sulle migrazioni europee, confermando la volontà di entrare a far parte della famiglia europea.
00:59:25La percentuale dei consensi sarebbe stata ancora più elevata se non vi fosse ad una massiccia
00:59:30campagna di disinformazione, di diffusione e di narrazioni false sull'Unione Europea.
00:59:36Esistono inoltre profondi legami umani, culturali e storici con l'Europa, nel suo insieme
00:59:41e anche con l'Italia, dove vive una numerosa comunità moldata, pari a circa il 10% della
00:59:47nostra popolazione.
00:59:48Questo rende l'immigrazione europea una naturale riunificazione con lo spazio di valori condivisi.
00:59:55Per raggiungere l'obiettivo dell'adesione entro il 2028 stiamo lavorando con determinazione
01:00:01sulle riforme della giustizia, sulla lotta alla corruzione, sul rafforzamento dello Stato
01:00:05di diritto e sulla modernizzazione dell'economia.
01:00:08È un percorso impegnativo ma sostenuto da una chiara e forte volontà popolare.
01:00:27Alcune riforme sono state fatte e vanno incontro alle richieste di trasparenza, democrazia
01:00:33e giustizia volute dall'Unione Europea.
01:00:36Tuttavia, la corruzione Moldavia è ancora oggi un problema sistemico persistente, evidenziato
01:00:42da scandali massicci come il furto bancario del 2014, pari al 12% del PIL, che ha alimentato
01:00:50grandi proteste nel 2015-2016.
01:00:54Inoltre, le ingerenze esterne, soprattutto russe, dall'invasione dell'Ucraina del 2022
01:01:01si sono fatte molto pressanti, tanto da far intervenire il Consiglio dell'Unione Europea
01:01:06con delle sanzioni nel 2025.
01:01:09Inoltre, come dicevamo, i cittadini di alcune regioni autonome come la Transnistria, forse
01:01:15a causa della forte propaganda russa, risultano ancora euroscettici.
01:01:25Quello che so è che il governo Moldavo sta promettendo l'Unione Europea ai suoi cittadini
01:01:31entro il 2030.
01:01:33Per noi non è molto carino, per noi che vorremmo lavorare in Moldavia.
01:01:38Credete che l'Unione Europea, ad esempio, supporterà il vino Moldavo?
01:01:49Basta vedere quello che succede con il vino italiano e in alcune città come Firenze.
01:01:54È la differenza tra chi vuole vivere da europeo cittadino e chi come migrante all'interno
01:01:59dell'Europa.
01:02:07Visitare un paese è diverso da viverci.
01:02:11Hanno promesso una pioggia di soldi sulla Moldavia.
01:02:14Succederà davvero?
01:02:16Non credo.
01:02:23Entrare nell'Unione Europea è buono solo per chi vuole andarsene da qui.
01:02:27Non mi sembra molto bello.
01:03:14Non mi sembra molto bello.
01:03:18Dunque oggi la Moldavia, per una maggioranza risicata, sogna l'Europa ma appare stretta
01:03:24dalla morsa delle ingerenze e della propaganda russa che vuole questo paese forse come fuscinetto
01:03:30dalla Nato o forse perché non vuole abbandonare le mire su un'ex repubblica socialista sovietica.
01:03:38Kishinau comunque nasconde questa ambiguità e tra poco scopriremo insieme quel che resta
01:03:44della capitale Moldavia in versione sovietica.
01:04:06E rieccoci carissimi passengers, dopo essere stati quindi tra un Moldavia occidentale e
01:04:12Transnistria, aver raccontato anche la doppia anima di questo paese, la Moldavia che ha fatto
01:04:17richiesta di entrare a far parte dell'Unione Europea e che è divisa appunto tra questa
01:04:22spinta europeista e quella invece filo russa.
01:04:26Ecco, rimaniamocene in Europa, più o meno in quelle zone, in Ucraina, perché insomma
01:04:32sono varie le notizie che ci sono giunte questa settimana sulla guerra che si sta consumando
01:04:38da anni in questo paese e riguardano l'establishment statunitense.
01:04:43Gradirei dalla regia il monitor perché lanza oggi, nelle ultime ore, attitolato così
01:04:49Trump sto negoziando con la Russia sull'Ucraina, sull'Iran e sugli ostaggi nel conflitto contro
01:04:57Tehran, Mosca non ha fatto nulla di male.
01:05:00Queste le ultime parole del tycoon americano che insomma si è reso partecipe in un vero
01:05:07e proprio volta faccia ai danni di Zelensky, ai danni dell'Ucraina, cercando anche degli accordi
01:05:14probabilmente con Vladimir Putin, con la Russia e soprattutto revocando le sanzioni statunitense
01:05:22ai danni della Russia, forse anche per far abbassare il prezzo del petrolio, del greggio
01:05:27che verrà comprato poi direttamente dalla Russia. Zelensky chiede aiuto ai paesi europei
01:05:33ma insomma qui si rischiano di rivoltare un po' tutta quella che è la questione ucraina.
01:05:40Ne parliamo con una persona, un personaggio noto qui a The Passenger che qualche tempo
01:05:46fa ci aveva messi in guardia proprio qui in questa sede, in questi studi, ci aveva detto
01:05:51guardate che Donald Trump tanto l'Ucraina prima o poi la tradirà e lo farà a breve.
01:05:55Lui è Leonardo Zolovkin che ritroviamo qui a The Passenger.
01:05:59Buonasera Leo, tu qui proprio su quella sedia ce l'avevi detto ed effettivamente si è avverato.
01:06:05Ecco, ti chiedo a questo punto perché secondo te tutto questo?
01:06:11Diciamo che era prevedibile anche perché per gli Stati Uniti mantenere una presenza forte in Iran
01:06:18e quindi anche assorbirne le responsabilità politiche al tempo stesso,
01:06:22continuare poi a livello economico o logistico, supportare l'Ucraina era insostenibile.
01:06:28chiaro che comunque l'America ha una storia abbastanza lunga di mordi e fuggi,
01:06:34ha una storia abbastanza lunga di Volta Gabbana e ha anche una storia abbastanza lunga di comunicazione politica
01:06:38atta poi a oscurare questi risvolti terribili.
01:06:45E la realpolitik americana mi vorrei dire.
01:06:47La realpolitik americana, sì la realpolitik americana.
01:06:50Certo, la realpolitik è un termine così nobile, stiamo sputando addosso Bismarck.
01:06:53Assolutamente, ma infatti ho aggiunto americana, però è americana.
01:06:58Sì, è il panino all'americana che venne servito freddo, come al solito no?
01:07:04Diciamo che sì, era prevedibile, dissi anche in quella sede, quel giorno, forse ora mi sto forgendo troppo,
01:07:12che anche l'Europa l'avrebbe fatto chiaramente, l'avrebbe fatto successivamente,
01:07:16per tutta una serie di motivazioni politiche interna che adesso piano piano noi stiamo iniziando a intravedere no?
01:07:23Vediamo come in Europa ci siano un po' di vento, il vento dell'autunno caldo che sta soffiando più forte
01:07:29del solito.
01:07:31Diciamo ecco che poi comunque il modo in cui l'America ha terminato l'assistenza dell'Ucraina è stato molto
01:07:38rapido.
01:07:39Ripentino, sì sì.
01:07:40Dal giorno alla notte, anche perché le sanzioni erano state approvate dal congresso un mese fa e adesso è arrivato
01:07:46il...
01:07:47Perché le sanzioni, che non mi ricordo, oddio, a nome di chi vennero date avevano proprio un nome particolare.
01:07:52Sì, a nome di un senatore se non sbaglio.
01:07:54Graham, il pacchetto di sanzioni Graham, che Graham, povero uomo, è morto in circostanze misteriose proprio durante un suo viaggio
01:08:01in Ucraina.
01:08:02Qualcuno dice ucciso dai russi, io dubito fortemente che possano aver sprecato qualche missile addosso a quell'uomo.
01:08:08Ecco, sanzioni Graham che effettivamente non verranno applicate.
01:08:11Come Graham non c'è più, non ci sono neanche più le sanzioni.
01:08:12Ecco, ecco.
01:08:13Di cattivo gusto, però effettivamente rende...
01:08:16Sì, il black humor, ma il mondo è fatto da eventi che ci lasciano il black humor.
01:08:21È vero, è vero, è vero, assolutamente.
01:08:23Sì, abbiamo visto nell'arco di pochi giorni come i Patriot, nonostante ci sia una commessa aperta, non stanno venendo
01:08:30forniti.
01:08:31Il Pentagono sta ritardando la firma, Exet sta ritardando la firma.
01:08:36Vediamo come anche Starlink, Star Shield, abbia iniziato a creare problemi non da poco.
01:08:41Vediamo come non ci sia più un sistema di difesa missilistico a Kiev, che sta venendo martellata senza sosta.
01:08:48Vediamo come, ad esempio, anche ieri, io parlamo anche di questo fatto, dei droni ucraini che passavano attraverso la Polonia,
01:08:55la Lituania.
01:08:56La Polonia ieri ha confermato questo fatto insieme alla Lituania, questo un po' per dire.
01:09:00Sì, è il segreto di Bulcinella, ma noi non ci entriamo niente.
01:09:04Segnale chiaro, come avevo detto anche l'altra volta, che la Polonia comunque sta agendo anche come testa di ponte
01:09:11per una mediazione americana, belorussa e russa.
01:09:15E quindi sono i primi, sono i primi infatti a fare questo.
01:09:19Non è mia colpa, non è questa mia colpa.
01:09:21Quello stiamo vedendo e poi non solo, quindi Starshield, droni e che altro.
01:09:27E poi chiaramente adesso in Norvegia si sta cercando di creare un incontro Trump-Witkov con Lavrov.
01:09:35E in più anche le sanzioni sul diesel che sono state tolte dagli Stati Uniti d'America, però quella è
01:09:43una manovra politica.
01:09:47Bisogna far abbassare il prezzo del gasolio.
01:09:49Sono 4 milioni e 500 milioni di tonnellate.
01:09:514 milioni e 500 milioni di tonnellate di gasolio bastano negli Stati Uniti per nove giorni.
01:09:55All'Italia ne bastano per due mesi e mezzo.
01:09:56Se un qualsiasi politico conoscesse questo genere di proporzioni, avremmo evitato su Twitter tutta una serie di personaggi particolari,
01:10:07come ad esempio cito Lapicerno, parlando di quantitativi abnormi.
01:10:12No, se sei un politico dovresti sapere quanto consuma, qual è il fabbisogno energetico italiano del gasolio mensilmente.
01:10:19Diciamo che questi nove giorni potrebbero servire a Donald Trump in vista delle elezioni di midterm che si terranno proprio
01:10:24a novembre.
01:10:25Trump sa benissimo che l'elettore medio non sa quanto consumano gli Stati Uniti d'America mediamente, mensilmente in gasolio.
01:10:31Quello che vede il prezzo ha la pompa di benzina.
01:10:33E' chiaro che mi viene anche da dire, spezzo un lancio a favore della povera Ucraina.
01:10:38I prezzi non si stanno alzando grazie all'Ucraina, lo sappiamo benissimo perché.
01:10:43I prezzi si stanno alzando grazie alla crisi in gran, grazie a Ormuz, grazie a Bab del Mandeb.
01:10:52Crisi creata dagli americani stessi.
01:10:54Sì, troppo che sia triste però perché se ci pensi è drammatico per quelli là.
01:11:00Assolutamente drammatico.
01:11:01Assolutamente drammatico.
01:11:03Ecco, mettiamo un attimo il grand'angolo perché quello che sta accadendo è tutto contestuale.
01:11:08Cioè in Europa ci sono le manifestazioni di piazza, l'hai chiamato tu l'ottobre caldo.
01:11:16Ecco, una violenza di piazza che raramente abbiamo visto negli ultimi anni.
01:11:21L'abbiamo visto a Parigi, lo abbiamo visto anche in Spagna, a Madrid.
01:11:26Non è un caso che sto nominando questi due paesi.
01:11:28Lo stiamo vedendo anche adesso a Tirana.
01:11:32Insomma, in tanti paesi piano piano sta arrivando anche in Italia.
01:11:34L'abbiamo visto a Milano.
01:11:36E contestualmente c'è questo voltafaccia di Donald Trump, la crescita delle destre sovraniste in Europa
01:11:44e Putin che di base sta raggiungendo i suoi obiettivi in Ucraina.
01:11:49L'Europa si trova nel mezzo a questo punto tra due fuochi.
01:11:52L'Europa si trova nel mezzo e qualcuno si sta mettendo in mezzo
01:12:00cercando di mettere in testa l'Europa che deve scegliere fra due posizioni
01:12:05mentre si dimentica completamente della terza posizione
01:12:08che è quella diciamo europea.
01:12:10È quella della nostra parte.
01:12:12È quella della nostra parte.
01:12:13Ci mettono davanti a due scelte.
01:12:14O essere pro certi popoli oppressi che però nulla hanno a che spartire con noi
01:12:19o essere pro a certi oppressori che altrettanto non hanno nulla a che spartire con noi
01:12:25ma che si trovano dentro le nostre istituzioni,
01:12:27si trovano dentro i nostri giornali, si trovano dentro i nostri media.
01:12:32Su questo mi taccio.
01:12:33E ci costringono a scegliere.
01:12:38Sempre tagliando, sempre glistando su quella che dovrebbe essere l'unica nostra scelta
01:12:45che è quella verso noi stessi e il nostro futuro.
01:12:48E ho paura, ho paura perché è pieno di venduti, di vendepatria.
01:12:53Il problema è che poi questi vendepatri che entrambi lo sono,
01:12:57entrambi gli schieramenti, non lo accettano che lo sono anch'essi.
01:13:03Anzi forse lo sanno benissimo.
01:13:05Però non riusciamo noi a dare una definizione di vendepatria
01:13:09a tutte quelle persone che agiscono per interessi di terzi.
01:13:12Intanto l'Europa si trova come sempre tra l'incudine e il martello.
01:13:15E la fin fine credo che il martello o l'incudine che dovrebbe essere la Russia
01:13:21in realtà sta facendo ben poco per metterci nel martello.
01:13:26Assolutamente.
01:13:27Leonardo Zolovkin, grazie per essere stato con noi.
01:13:29Speriamo che almeno sul futuro europeo tu non ci prenda,
01:13:33nel senso speriamo in un futuro un po' più gioviale per noi europei.
01:13:38Grazie davvero, buona serata, buon lavoro alla prossima.
01:13:41Grazie a te.
01:13:42E adesso carissimi passengers siamo arrivati alle battute finali della nostra puntata.
01:13:47Rimanete con noi però perché prima di salutarci del tutto
01:13:51io vi voglio portare per mano nella riserva di decima Malafede.
01:13:55È una riserva naturale che purtroppo presenta varie problematiche di abbandono,
01:14:00varie problematiche di degrado.
01:14:02Ecco, allora ci chiediamo lì a livello istituzionale perché non venga tutelata a dovere
01:14:08e ci battiamo per questa riserva naturale perché lì è conservata una parte bellissima
01:14:14e importantissima della nostra storia italiana.
01:14:18E se noi perdiamo la nostra storia, perdiamo le nostre radici
01:14:22e se non abbiamo più le nostre radici non sappiamo più neanche portare avanti
01:14:26il processo di integrazione che noi spesso raccontiamo qui a The Passenger
01:14:31ma soprattutto perdiamo di vista il nostro futuro italiano o europeo che sia.
01:14:36È una parte di storia che comunque lascia delle cicatrici profonde nel nostro tessuto sociale
01:14:42ancora oggi e che comunque ha cambiato per sempre il nostro paese.
01:14:46Parliamo della seconda guerra mondiale.
01:14:48La riserva di decima Malafede era a campagna estrema di Roma,
01:14:51all'estrema periferia di Roma
01:14:55e da lì arrivarono gli americani che sbarcarono ad Anzio
01:15:00e che poi arrivarono a Roma per liberarla dai nazifascisti
01:15:05e passarono proprio su quella che oggi è chiamata la via Pontina
01:15:09che all'epoca era fortificata, era piena di case mate, di bunker nazisti
01:15:14che servivano appunto per rallentare l'arrivo degli americani nel cuore di Roma
01:15:19arrivati poi nella Montagnola e poi a quella che oggi si chiama Piazzale dei Partigiani.
01:15:25Questi bunker sono totalmente lasciati a se stessi, sono totalmente abbandonati
01:15:30e noi ve li vogliamo mostrare per quello che sono oggi
01:15:32ma soprattutto per denunciare quel stato di abbandono in cui si trovano
01:15:39e per chiedere che vengano restituiti al pubblico
01:15:42ma che vengano restituiti bene per dare dignità anche a quella che è la nostra storia italiana
01:15:48turpe sì, ma è comunque la nostra storia.
01:15:51E allora carissimi passegger, grazie per essere stati con noi
01:15:54buon viaggio a tutti voi e godetevi il nostro documentario sulla riserva di Decima Malafede.
01:16:15Quante volte distrattamente facciamo via Pontina
01:16:19magari per andare a lavoro, per tornare da lavoro
01:16:21o nella stagione estiva per andare magari sulle zone più belle del litorale laziale?
01:16:29Ebbene, quando noi passiamo la Pontina
01:16:31non consideriamo che passiamo sopra tanti sottopassaggi
01:16:35di questa strada che è ormai storica per tutti i laziali
01:16:39e proprio sotto uno di questi passaggi noi passeremo
01:16:42per raggiungere quei bunker costruiti dai nazisti
01:16:47proprio per cercare di difendere quest'area
01:16:51che già allora, già durante la Seconda Guerra Mondiale
01:16:55collegava il litorale laziale alla città eterna
01:16:59e che quindi era di fondamentale importanza storica
01:17:04ma soprattutto tattica in una guerra che non faceva sconti a nessuno.
01:17:24Grazie a tutti i nostri spettatori
01:17:43Superati i sottopassaggi siamo entrati nel cuore della riserva di Decima Malafede
01:17:50una riserva immensa che rappresenta veramente un polmone verde alle porte a questo punto di Roma
01:17:59un polmone verde è vero ma anche un punto di interesse storico che non è valorizzato ad oggi come dovrebbe
01:18:07essere
01:18:07perché qui su tutta quest'area era stata costruita dall'esercito nazista la linea Cesar
01:18:16durante il 1944 proprio quando gli americani iniziarono a sbarcare ad Anzio
01:18:25per liberare poi il sud Italia dunque la capitale e poi spingersi verso nord
01:18:31qui erano stati costruiti come dicevamo i bunker delle case matte fortificate con del cemento armato
01:18:39per cercare di rallentare l'avanzata degli alleati verso la capitale
01:18:44e tutta questa linea la linea Cesar per l'appunto si estende dalla riserva di Decima Malafede
01:18:50fino addirittura a Ponte Galeria dove ancora oggi si possono trovare delle fortificazioni anticarro
01:18:57sono dei punti di rilevanza storica veramente incredibili abbandonati totalmente a loro stessi
01:19:31qua tra arbusti secchi, cardi e altre piante camminare non è proprio semplice
01:19:38poi in più è una zona piena di serpenti per carità non pericolosi la maggior parte sono biacchi
01:19:43però speriamo di non incontrarli oggi lungo il nostro percorso
01:19:48comunque saremo velocissimi dai andiamo
01:19:50grazie a tutti
01:20:35grazie a tutti
01:20:49grazie a tutti
01:21:15una storia nella storia nella riserva di Decima Malafede vicino ai bunker in realtà
01:21:20c'è una cooperativa bellissima di ragazzi è la cooperativa di agricoltura nuova
01:21:26un'area di tre ettari addirittura dove tanti ragazzi almeno una quarantina di ragazzi lavorano
01:21:35per articoli totalmente bio dai formaggi alle birre per arrivare alla verdura ma anche alla frutta e in questa cooperativa
01:21:44si può trovare una delle pochissime statue di Lenin presenti in Italia
01:21:49eccola qui questa statua è stata donata nel 1966 dal Unione Sovietica al Partito Comunista Italiano e oggi è conservata
01:22:00qui
01:22:01devo dire è veramente particolare il fatto che lì si sia combattuto per liberare l'Italia e qui ci sia
01:22:07una statua di Lenin
01:22:09dal nazismo al comunismo così in meno di un chilometro
01:22:12veramente incredibile che questa storia non sia conosciuta qui a Roma
01:22:32nella riserva di Decima Malafede la stessa dei bunker nazisti che abbiamo visitato è stato poi inaugurato un sentiero nominato
01:22:39il sentiero Trilussa
01:22:41proprio perché frequentato dal celebre poeta romanesco
01:22:44il suo sentiero oltre ad avere un'importanza geologica
01:22:48poco nella valle si sono possibili vedere diverse stratificazioni delle diverse ere
01:22:55ma è diventato anche un sito di importanza mondiale per quanto riguarda la paleontologia
01:23:03durante la costruzione di uno stadio e di una caserma di polizia
01:23:10sono stati ritrovati dei fossili di bue, di mammutte e diverse altre specie che sono ora conservati nel museo di
01:23:20paleontologia di Tor Sapienza a Roma
01:23:22e poi venendo verso i giorni nostri ma addirittura prima dei romani
01:23:28questa della valle di Malafede era un'importante via di comunicazione tra il nord e il sud del Lazio
01:23:36tra i popoli latini e gli etruschi e proprio sullo Stiense è stato ritrovato un approdo per gli scambi commerciali
01:23:47tra questi due popoli
01:23:48poi a seguire con i romani c'è stato anche un susseguirsi di costruzioni di diverse ville romane su questo
01:24:01costone
01:24:02e tutta la valle era adebita a coltivazioni che poi venivano portate nel porto sul Tevere di Mezzocammino
01:24:13però arrivando proprio ai giorni nostri tutto questo è stato trasformato dalla nostra civiltà attraverso gli sversamenti
01:24:21questo luogo ha perso del suo potenziale e è stato veramente colmato di rifiuti di ogni sorta
01:24:29tra amianto, asfalti e rifiuti di tutte le specie e questo stiamo parlando nel 2010
01:24:36quindi noi del quartiere conoscendo le potenzialità e l'importanza naturalistica abbiamo cominciato da una quindicina d'anni
01:24:47a trovare qualsiasi occasione buona per eliminare i rifiuti e rendere questo posto sempre più tutelato contro gli sversamenti
01:25:25naturalmente lavorando spesso su questi luoghi siamo venuti anche a conoscenza della frequentazione del poeta romanesco Trilussa
01:25:33su questi spazi e infatti gran parte delle sue visie sono rivolte agli animali, alle piante
01:25:41e che si rispecchia da come lui frequentava questo luogo
01:25:46oltre a frequentare l'Osteria Malpasso che era un luogo di incontro tra una scuola di poeti di quell'epoca
01:25:54e amavano oltre il buon vino anche il buon mangiare che c'era in quella Osteria
01:26:01e proprio per questo abbiamo dato seguito a intitolare il sentiero a Trilussa
01:26:11anche perché ci fu un ritrovamento da parte del museo di Trastevere
01:26:16e comunicò alla titolare dell'Osteria di avere in possesso di una foto
01:26:24dove c'era l'Osteria stessa col gruppo di poeti che sorseggiavano del buon vino in Osteria
01:26:32La la la la la la
01:26:36La la la la
01:26:46Grazie a tutti.