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00:03Musica
00:18Des commerces ont été pillés, des bâtiments publics, des magasins, des mairies ont été attaqués.
00:30Musica
00:38Oui au dialogue, oui à la réponse concrète de court terme et à la préparation des décisions futures, mais non
00:46toujours à la violence quelle qu'elle soit.
00:50Musica
00:55Nous avons besoin d'unité, de calme et de respect.
00:59Musica
01:00Promette risposte concrete nel breve termine, ma ribadisce un fermo no alla violenza il presidente francese Emmanuel Macron dopo l
01:07'ennesima giornata di scontri in piazza,
01:09una situazione che si protrae da tempo, le proteste verso il caro vita, con anche una situazione denunciata dagli studenti
01:18difficile per il mondo della scuola,
01:20una situazione grave alla quale però si aggiungono anche le difficoltà nel risanare i conti pubblici del paese.
01:27Il debito è vicino al 120% del PIL, il deficit è ancora al 5,4% con prospettive per
01:36il prossimo anno che non lasciano intravedere soluzioni veloci.
01:41E sappiamo che si avvicinano anche le elezioni presidenziali.
01:45Le violenze che sono andate avanti ancora negli ultimi giorni aggravano dunque una crisi che intreccia economia, fiducia nelle istituzioni,
01:52avvicendamento proprio anche politico.
01:54E anche in Italia abbiamo avuto nel fine settimana una situazione che capiremo se è simile o meno, da dove
02:01parte.
02:01Cerchiamo di capire qual è la situazione francese e poi appunto arriveremo anche all'Italia con Francesco Gallietti,
02:08collegato con noi, co-founder e CEO di Policy Sonar, esperto di crisi geopolitiche.
02:13Ben ritrovato, Gallietti.
02:16Eccoci, buongiorno.
02:17Dicevo che in Francia si stanno sommando diverse situazioni non del tutto positive, difficoltà economiche,
02:23che i conti pubblici deteriorati, la sfiducia nelle istituzioni.
02:27Quali sono le prime mosse che dovrebbe fare il governo francese, così come ha annunciato il presidente Macron,
02:33per cercare di porre intanto un freno a questa ondata di violenza, per iniziare a dare appunto le prime risposte
02:39anche alla piazza?
02:41Macron è chiamato a un compito molto difficile perché i nodi che vengono al Petien sono diversi.
02:46Nelle proteste a cui stiamo assistendo coabitano diversi fattori.
02:50C'è sicuramente un elemento forte di disagio di strati importanti del Paese che fanno i conti con la crisi
02:58economica
02:59e sono oggettivamente in difficoltà.
03:02A questo elemento di disagio socio-economico si assomma una critica nei confronti dell'establishment,
03:11dell'ordine costituito francese, quello che abbiamo conosciuto da sempre,
03:15è un sistema che accentra nelle mani di un'elite molto competente, molto preparata,
03:22ma pur sempre un'elite enorme potere.
03:25Siamo, terzo fattore, a pochi mesi delle elezioni presidenziali
03:30in cui si preannuncia uno scontro fortissimo tra, da una parte, chi del vecchio sistema è il discendente
03:37e chi invece questo sistema non vuole mettere sotto sopra.
03:42E quindi è una situazione estremamente incandescente e, come se non bastasse,
03:47è quello che dicevamo in apertura, la Francia è una Francia che sconta un indebitamento notevole.
03:56Quindi i margini di manovra, avendo la domanda, sono molto limitati.
04:02Molto limitati anche perché non si può pensare di rallentare ulteriormente la crescita.
04:08Tra l'altro lo spread in questo contesto tra gli OAT francesi e i bundes tedeschi
04:12si sta ulteriormente allargando.
04:15Con questi numeri non è facile per Macron rassicurare chi compra il debito francese.
04:23Quanto pesa la sfiducia proprio nella capacità politica di rimettere in ordine i conti
04:28e quali possono essere le ulteriori conseguenze proprio per il debito francese?
04:34Pesa moltissimo perché Macron deve fare i conti con due tipi di capitali fiduciari.
04:39Da una parte deve riuscire a trovare una sintonia con il Paese
04:43perché altrimenti rischia di non tenere la piazza.
04:46Dall'altra però deve riuscire a trasmettere fiducia, serenità ai mercati
04:51che invece lo guardano da vicino perché guardano con preoccupazione
04:55agli scricchioli del sistema francese.
04:57I numeri sono quelli che abbiamo nominato.
05:01Per il 2026 un deficit del 5,1%, un debito al 118% del PIL.
05:07Ma soprattutto quello che preoccupa al netto dei numeri secchi
05:10e la tendenza, la crescita e la stessa Banque de France prevede
05:15è ormai scesa allo 0,4%.
05:17Quindi non è solo tanto debito ma è che il Paese, il cavallo non beve
05:23come si dice metaforicamente.
05:26Galietti, spostiamoci sul fronte politico
05:28anche perché abbiamo detto ci avviciniamo alle presidenziali francesi.
05:32Abbiamo visto per ora una piazza molto unita, un fronte unito anche ai noi con le violenze.
05:37Chi potrà trasformare questa rabbia in consenso secondo lei
05:42e chi ha davvero la possibilità di offrire uno sbocco politico?
05:48Allora, chi ci riuscirà a capitalizzare la rabbia ancora non lo sappiamo.
05:53Possiamo però con una certa precisione individuare chi ci prova.
05:57Una sicuramente è Marine Le Pen perché Marine Le Pen riesce a, per DNA,
06:03combinare la protesta sociale, la critica dell'elite
06:06e al tempo stesso una domanda d'ordine.
06:10Se guardiamo i sondaggi, viaggia già tra il 35 e il 38% rispetto al primo turno.
06:17Dietro di lei invece troviamo Mélenchon, quindi la sinistra più radicale,
06:22che viaggia attorno al 18%.
06:24E poi ci sono delle figure più moderate, più centriste,
06:28come Eduard Philippe e Rafael Glucksmann,
06:30che però sono parecchio più indietro al momento,
06:33nella corsa al vallottaggio.
06:36Di Le Pen abbiamo appena detto.
06:38Vale la penna di guardare anche a Mélenchon,
06:41che è un altro che cerca di intercettare la piazza.
06:44Mélenchon cerca una componente della piazza,
06:48quella più conflittuale e redistributiva.
06:51Però non piace il messaggio di Mélenchon
06:54ai certi medi moderati e agli elettori,
06:56che invece vogliono sicurezza,
06:58non sono per nulla rassicurati nel vedere disordini
07:02come quelli che stiamo vedendo.
07:03Quindi Le Pen rispetto a Mélenchon ha un vantaggio strategico,
07:07perché è da una parte una candidata della rottura,
07:10della discontinuità,
07:11dall'altra però è piuttosto credibile come garante dell'ordine.
07:16Per quanto riguarda lo spazio centrista,
07:20al momento è un pochino più in affanno,
07:22perché deve richiedere una discontinuità credibile
07:26rispetto all'eredità di Macron.
07:29E questo ovviamente non è facile.
07:31Ecco, chiunque comunque dovrà vincere,
07:34vincerà le elezioni presidenziali francesi,
07:36non avrà vita facile nel cercare di sistemare i conti.
07:40Si guarda all'Europa da questo punto di vista.
07:42Qualcuno ipotizza un aiuto, un salvataggio
07:45da parte proprio dell'Europa.
07:47Ma che cosa potrebbe succedere
07:49se i mercati dovessero dubitare
07:51da una parte dell'intervento appunto dell'Europa,
07:54della disponibilità ad esempio della BCE a intervenire,
07:57e dall'altra della capacità politica francese
08:00di mettere mano al debito e ai conti?
08:02Quali potrebbero essere le ripercussioni sui mercati?
08:05Allora, innanzitutto spacchettiamo la parola Europa,
08:09anzi Unione Europea.
08:10Da una parte abbiamo la Commissione Europea,
08:12una Commissione Europea a marzo di intolleranza molto limitata,
08:15che lo sa la stessa Giorgia Meloni,
08:17che ha chiesto di avere più spazi di spesa,
08:19ma anche fondamentalmente non ha avuto granché
08:22dalla Commissione Europea.
08:23Quella che comincia a essere estremamente importante
08:27per la Francia in questa fase,
08:29un po' come lo fu per l'Italia nel 2011-2012,
08:32è la Banca Centrale Europea.
08:34La Banca Centrale Europea ha nel suo arsenale
08:37degli strumenti per cercare di evitare
08:43un surriscaldamento dello spread
08:46sul debito pubblico francese.
08:48Dispone in particolare di uno strumento,
08:51il Transmission Protection Instrument,
08:53che però non è una garanzia automatica,
08:56perché può acquistare titoli
08:58quando il deterioramento delle condizioni finanziarie
09:02non è giustificato dai fondamentali
09:04e va a rischio della politica monetaria.
09:08Però, andiamoci piano,
09:11il punto di fondo è che la BCE
09:14non può trasformare quello che appare
09:18un deficit strutturale in un deficit sostenibile.
09:21Non si può pensare che la BCE faccia mirare.
09:25Veniamo all'Italia.
09:27Abbiamo detto che anche da noi abbiamo visto
09:28quello che è successo nell'ultimo fine settimana,
09:32scontri di piazza,
09:33i ragazzi al netto, anche in questo caso,
09:34delle responsabilità di chi ha usato violenza.
09:38Ci sono comunque delle ragioni di protesta.
09:40Il caro vita, le condizioni della scuola,
09:43i prezzi, sappiamo, di gasolio, benzina.
09:46Risposte che probabilmente tardano anche in Italia ad arrivare.
09:49Ci sono, Gaglietti, dei parallelismi, secondo lei,
09:51con la Francia?
09:53E quali le condizioni?
09:54Beh, i conti, certo, in Italia sono un po' diversi oggi,
09:56per fortuna, rispetto a quelli francesi,
09:58ma per evitare, quali le condizioni per evitare
10:00che possa verificarsi e deteriorarsi
10:02una situazione come quella francese?
10:04Allora, distinguerei fra cause e sintomi.
10:10Sia la Francia che l'Italia hanno problemi simili.
10:15Cioè, la perdita di potere d'acquisto
10:17non è un esclusivo della Francia,
10:18come non lo è dell'Italia.
10:20L'inadeguatezza dei salari è un problema
10:22a nord e a sud delle Alti.
10:25Il deterioramento dei servizi pubblici,
10:28le attese infinite del sistema sanitario,
10:31uno scadimento delle infrastrutture scolastiche.
10:34In generale, una sfiducia verso quello
10:36che lo Stato può offrire,
10:37lo vediamo a nord e a sud delle Alti.
10:40Quello che però è un po' diverso
10:43è la profondità organizzativa.
10:46Cioè, la mobilitazione in Francia
10:48è il risultato di settimane
10:50delle proteste studentesche
10:52che hanno poi abbracciato sindacati
10:54e gilet gialli.
10:55In Italia, al momento,
10:58non si vede questa unità,
11:01questa forma, questo fenomeno.
11:03Anzi, devo dire,
11:05le proteste a Milano
11:07a cui abbiamo assistito
11:09non hanno proprio niente di sociale.
11:12Gli assalti sono stati ai negozi,
11:15alle boutique con grandi griff.
11:18Non erano assalti ai supermercati
11:21per prendere il pane
11:23perché la gente muore di fame.
11:26Quindi è una dinamica parecchio diversa
11:28per il momento.
11:30Sono, ciò non di meno,
11:31delle dinamiche preoccupanti
11:32perché se si consolidano,
11:35se, come dire,
11:37andiamo incontro
11:38a giorni e giorni consecutivi
11:40di proteste violente,
11:41allora ovviamente
11:42le ragioni contano fino a un certo punto
11:45e il caos che ne consegue conta.
11:48Noi abbiamo, peraltro,
11:50un debito più alto rispetto a quello della Francia
11:52ma un deficit annuale più contenuto.
11:55Questa situazione quanto ci protegge
11:57rispetto alla Francia
11:58e l'Italia avrà la capacità
12:00di intervenire per dare risposte.
12:03Comunque stiamo vedendo anche
12:04quello che succede al sud
12:05con il blocco del traffico
12:07da parte degli autotrasportatori
12:09per il caro gasolio
12:10con le ripercussioni
12:11sulla fornitura nei supermercati.
12:13Ecco, avremo la capacità
12:15di dare risposte a questo disagio
12:17senza compromettere i conti
12:18che sappiamo essere già belli delicati.
12:21Sui conti da anni
12:23che chi è al potere in Italia
12:25è costretto a dolorosissimi equilibrismi.
12:28Chi governa il nostro paese
12:30sa che i margini per fare deficit
12:33sono ormai a domicino
12:35e quindi c'è poco da fare.
12:38In questo da anni
12:39l'Italia è abbastanza apprezzata
12:42per il rigore e l'ordine.
12:44Abbiamo pochi margini di manovra.
12:47Poco o niente.
12:49In generale i ministri delle finanze
12:51in Italia sono persone molto tristi
12:52e difficilmente sorridono.
12:54Però il punto è che
12:56se incomincia a vacillare
12:59un grande paese europeo
13:01come la Francia
13:02è inutile pensare di essere
13:04al riparo da quei problemi
13:05perché è un attimo
13:07che l'insicurezza
13:09sui mercati del debito
13:11si propaghi anche a altri mercati
13:15come al debito spagnolo
13:17o al debito italiano.
13:18Quindi c'è veramente da sperare
13:20che la Francia in qualche maniera
13:22raddrizzi la barca
13:24perché altrimenti
13:25ne facciamo le spese anche noi.
13:27E senta Gallietti chiudiamo
13:29tornando proprio alla Francia
13:30perché venerdì è atteso
13:31il giudizio sulle rating
13:34del debito sovrano
13:35da parte di Moody's.
13:37Si devono aspettare i francesi
13:38dobbiamo aspettarci un declassamento
13:40ed eventualmente se ci fosse
13:41quali potrebbero essere
13:43le ripercussioni ulteriori?
13:45È quello che provavo a dire
13:46è difficile a un certo punto
13:48pensare che
13:51l'agenzia di rating
13:52e soprattutto gli investitori
13:54siano selettivi
13:55nel loro approccio.
13:58Rispetto al 2011-2012
14:00siamo in un contesto
14:01in cui la Francia
14:03è in grave difficoltà
14:03all'epoca non lo era
14:05oggi lo è
14:06ma attorno a sé
14:08a altri paesi
14:09che hanno una crescita
14:10anemica
14:11e quindi un attimo
14:12il contagio.
14:15Vediamo
14:16se
14:17i investitori di debito
14:19si limiteranno
14:21a tenere
14:22sotto osservazione
14:22la Francia
14:23oppure allargeranno
14:25il loro raggio
14:26di allerta
14:28anche a altre realtà.
14:30Ed è quello che
14:31ovviamente preoccupa
14:32maggiormente
14:33e verificheremo.
14:34Grazie a Francesco
14:35Gallietti
14:35co-founder e CEO
14:36di Policy Sonar
14:37esperto di geopolitica.
14:39Buon lavoro
14:39grazie per essere stato con noi.
14:41Arrivederci.
14:42E grazie a voi
14:43per aver seguito
14:43questo speciale
14:44di classe C&BC
14:45ci vediamo alla prossima.