- 11 minuti fa
Categoria
📺
TVTrascrizione
00:04Musica
00:16Energie e rendimenti elevati sono un rischio per l'economia mondiale.
00:20Quest'anno le notizie sul fronte del Golfo Persico hanno alimentato volatilità e di incertezza,
00:26ma non hanno compromesso la crescita degli utili societari sostenuti dal business dell'intelligenza artificiale a livello mondiale.
00:33Ma quali sono le prospettive della crescita, dell'inflazione e dei tassi di interesse per il 2027?
00:39Abbiamo fatto il punto sullo scenario macroeconomico mondiale e sulle prospettive delle banche centrali
00:45nell'intervista con il Chief Economist di Intesa San Paolo e Presidente di Eurizon Capital SGR, Gregorio De Felice.
00:53Una crisi energetica che rischia di impattare duramente sull'economia reale, in che misura secondo le vostre previsioni?
01:01Molto dipende dalla durata del conflitto, le ultime notizie non danno ancora degli spiragli concreti di risoluzione,
01:11quindi la chiusura quasi totale dello stretto di Ormuz implica un prezzo del greggio elevato
01:20e anche un prezzo del gas naturale superiore ai 70-80 euro.
01:25Questo è un limite, frena la crescita, accelera l'inflazione
01:31e il tema è capire per quanto tempo avremo una situazione del genere.
01:38Io personalmente sono abbastanza convinto che nel 2027 le cose andranno meglio con una riduzione dei prezzi
01:46perché a questi valori è conveniente per paesi non OPEC estrarre più petrolio
01:53e poi perché progressivamente la domanda di energia, di petrolio e di gas da parte della Cina tenderà a ridursi.
02:03La Cina è tornata al carbone, sta investendo moltissimo nelle rinnovabili e anche nel nucleare,
02:11quindi il fabbisogno cinese di petrolio e gas tenderà a ridursi
02:17e questo darà alimento nel gioco della domanda dell'offerta per un calo delle quotazioni.
02:23L'autunno è partito con il Brent sopra i 100 dollari, il gas sopra gli 80 dollari,
02:30ma quindi quando vedremo una normalizzazione dei prezzi?
02:33Io credo che per il resto del 2026 non ci siano molte speranze di normalizzazione.
02:40Il mercato è molto molto tirato oggi e tutto gioca un po' contro la caduta, la discesa dei prezzi,
02:50però abbiamo anche, se non guardiamo nel brevissimo termine, degli elementi a favore per un riequilibrio delle quotazioni.
02:59Siamo nel mezzo di una fase di repricing per quanto riguarda l'energia e la domanda di capitali.
03:06Tutto questo alza i tassi di interesse?
03:09Sì, alza i tassi di interesse perché il debito pubblico sta crescendo in moltissimi paesi avanzati,
03:16in modo particolare negli Stati Uniti che contribuiscono ai due terzi della crescita del debito
03:23con un valore debito PIL al 128%.
03:26In Francia conosciamo la situazione, in Europa nel complesso non c'è un calo del rapporto tra debito e PIL
03:36e un anno elettorale, quello del 27%, quindi non avremo delle flessioni importanti sul lato pubblico.
03:45In più, negli Stati Uniti il debito privato è in forte crescita per finanziare le società di intelligenza artificiale.
03:53Pensate, il debito privato del manifatturiero americano ha raggiunto i 17,5 trilioni di dollari.
04:03Questo va ad aggiungersi al debito pubblico e nel complesso determina una pressione sui tassi di interesse,
04:09anche perché le banche centrali stanno gradualmente riducendo il loro portafoglio titolo.
04:15C'è una pressione sui rendimenti che si aggiunge al caro energia.
04:20Un euro debole, un dollaro che comunque rimane molto forte.
04:24I flussi di capitale continueranno comunque a sostenere gli Stati Uniti?
04:29Questa è la realtà del momento.
04:31Anche dall'Europa vanno verso gli Stati Uniti importanti flussi.
04:36Nel 2025 sono stati pari a 430 miliardi di dollari.
04:41Nel primo semestre di quest'anno circa 200.
04:45Rimane il fatto che gli Stati Uniti sono ancora attrattivi, pesano moltissimo negli indici globali
04:52e quindi i gestori europei non possono permettersi di non investire negli States.
04:58Certamente Wall Street è il principale driver per l'andamento dei mercati azionari.
05:04Anche lì abbiamo visto un calo del rapporto tra prezzi utili.
05:09Era a 24 volte fino a qualche mese fa, ora è a 19, quindi sono prezzi più ragionevoli.
05:16Bisogna raggiungere un equilibrio da cui ripartire con un andamento che mi aspetto nel complesso positivo,
05:25ma con una forte volatilità nel frattempo.
05:28Quando si passa da un equilibrio ad un altro, spesso abbiamo delle fasi con molti salti,
05:36molti stop and go e quindi alta volatilità.
05:40Il ciclo monetario restrittivo delle banche centrali, quanto durerà?
05:44Questo sarà un ciclo che durerà ancora, ma molto più breve di quello del 2022 e del 2023 post-invasione
05:55russa dell'Ucraina.
05:56Perché? Perché le imprese non contribuiranno a trasmettere il rialzo dei costi sui prezzi finali come avvenne qualche anno fa.
06:07Quindi ci attendiamo ancora uno o due rialzi da parte della Fed ed è bene che Walsh li faccia per
06:16dimostrare la propria indipendenza dall'amministrazione
06:20e anche la BCE probabilmente alzerà i tassi a dicembre e credo ancora una volta nel primo trimestre del 27.
06:28Lei proprio lo scorso anno in tempi non sospetti aveva previsto il rialzo dei tassi a livello europeo,
06:35ma la guerra non era ancora in essere, quindi era già nell'aria l'aumento del costo del denaro?
06:47Sì, era nell'aria perché andavamo verso una normalizzazione, i tassi erano stati portati molto verso il basso
06:54con la ripresa della crescita prevista che poi è stata limitata dalla guerra, le banche centrali dovevano tornare a intervenire.
07:04Oggi la situazione conferma questa necessità di alzare i tassi sia da parte di tutte le banche centrali
07:13e quindi credo che l'anno, il prossimo anno comincerà così.
07:18La Francia è un problema?
07:19La Francia è un grosso problema perché è il paese europeo con la maggior crescita del rapporto tra deficit e
07:29PIL
07:29e tra debito e PIL, mancano pochi mesi alle elezioni, il risultato è incerto.
07:36Sono però convinto che anche una vittoria di Marine Le Pen della destra
07:43poi potrà riprendere quello che è stato il percorso che abbiamo visto in Italia dopo la vittoria di Fratelli d
07:52'Italia
07:53e quindi avere tutto sommato una forte attenzione alla finanza pubblica francese
08:00per rimetterla un po' a posto rispetto alla situazione di oggi.
08:04Le preoccupazioni fiscali ma anche i numerosi appuntamenti elettorali attesi nei prossimi mesi in diversi paesi
08:10rappresentano un elemento che accentua la percezione del rischio politico anche in alcune economie dell'eurozona.
08:17E poi c'è il fattore Trump negli Stati Uniti. Come seguire l'evoluzione degli eventi?
08:23Sotto quale aspetto corre prestare più attenzione?
08:27Ormai l'economia è diventata talmente interconnessa che non possiamo guardare un solo indicatore
08:33dobbiamo guardare al prezzo dell'energia, ai rischi geopolitici, le dichiarazioni del Presidente americano
08:42le mosse dei singoli governi perché siamo in un quadro in cui la competizione tra governi
08:50per attirare capitali sarà sempre più forte perché il debito è cresciuto.
08:55Quindi ci vuole credibilità, bisogna mantenere le promesse, bisogna essere consistenti
09:02con quanto si dice in campagna elettorale e guardare all'equilibrio, al benessere del proprio paese.
09:11C'è molto meno multilateralismo, quindi si decide di più da soli e questo può essere un problema per l
09:19'Europa.
09:20A proposito di crescita, qual è la consistenza della crescita del nostro paese?
09:25La nostra previsione è di un più 0,9 per quest'anno, più o meno invariata l'anno prossimo.
09:32Abbiamo una buona resilienza dell'economia italiana, dobbiamo trasformare questa modesta vulnerabilità
09:41in una leva strategica per crescere di più e per arrivare a obiettivi di espansione economica almeno del 2%.
09:55Dopo la guerra in Iran e la crisi dello stretto di Ormuz, governi e banche centrali si trovano di nuovo
10:01di fronte
10:02al problema del caro energia, rischio inflazione, perdita del potere d'acquisto, conti pubblici in disavanzo.
10:09Quali sfide attende l'Europa e come verranno affrontati?
10:13Abbiamo fatto il punto sugli ultimi 30 anni, partendo dalla crisi finanziaria degli anni 2000 fino ad oggi
10:20con il professor Giulio Tremonti, già ministro dell'economia e attuale presidente della Commissione Affari Esteri della Camera.
10:28Presidente Tremonti, già vent'anni fa nel suo libro La paura e la speranza aveva previsto la fine dell'utopia
10:35della globalizzazione.
10:36Partiamo dall'inizio.
10:38Mettiamola giù così.
10:39La cosa giusta fatta nel tempo sbagliato.
10:43La globalizzazione, caduto il muro, finito il comunismo, era un processo non evitabile.
10:50Nell'89 cade il muro, nel 1994 il World Trade, quindi il mondo si apre al commercio, al mercato.
10:59Nel 2000 la Cina e l'Asia entrano nella ROTEO.
11:05Nel 2008 è la crisi e arriviamo a oggi.
11:08Ripeto, la cosa giusta non è evitabile, ma è stata fatta in un tempo troppo breve, tutto forzato in un
11:15trentennio.
11:16E credo mai nella storia un cambio così forte è stato in un tempo così breve.
11:24Va indietro, trent'anni fa non c'erano i telefonini, ma c'erano i bambini.
11:29Adesso il mondo è realmente molto diverso e sta cambiando e accelera in modo vertiginoso.
11:36E a volte, temo, purtroppo, e lo vediamo anche in modo caotico, guerre, rivolte, disordine.
11:43Questa situazione è gestibile oppure i politici che dovrebbero agire da statisti non ci sono più?
11:55Diciamo che quelli che ci sono stati è meglio che non c'erano.
11:59Ovvero, se tu guardi cosa è stato, per esempio, al cambio delle consegne tra Draghi e Lagarda nel 2019 a
12:10Francoforte,
12:12sul palco a complimentarsi tra di loro ci sono i banchieri.
12:17In platea da applaudire ci sono tutti i capi di Stato e di governo europei.
12:23Avessi visto De Gasperi, Schumann, Adenauer applaudire i banchieri,
12:27era il segno che il potere era passato dalla politica alla finanza.
12:33E in questo momento la finanza a sua volta è fatta fregare il potere sulla rete,
12:41dagli oligarchi della rete, che sono i nuovi signori.
12:45Lo vediamo anche nelle curve dei grafici della finanza a confronto con quelle dell'economia reale.
12:53In che senso?
12:54Mettiamola giù così.
12:55Quando comincia la globalizzazione, nel 2008 arriva la crisi.
13:04Nel 2008 e nel 2009 si confrontano due idee per superare la crisi,
13:11o per tentare di superare la crisi, l'idea italiana, che era quella
13:16non puoi vivere in un mondo in cui l'unica regola è che non ci sono regole,
13:21devi passare dal free trade a un fair trade regolato.
13:25Avevamo scritto una bozza di trattato molto elementare sul commercio
13:30che si chiamava Global Legal Standard.
13:32Sono andato a rileggerlo.
13:36All'articolo 4 c'era scritto rispetto di regole ambientali e igieniche.
13:41Le dice nulla per il Covid.
13:43Quella idea fu battuta dalla finanza.
13:46La finanza disse che non servono regole, è sufficiente stampare moneta.
13:51E da lì vedi che la massa della moneta cresce in verticale,
13:55ma in modo assolutamente artificiale.
13:57Si stampa moneta senza un controvalore reale.
14:01Carlo Marx diceva che i tassi zero saranno la fine del capitalismo.
14:08Non aveva conosciuto Mario Draghi che ha inventato i tassi sotto zero per 5 anni.
14:14Quella massa finanziaria addizionata dalla nuova tecnologia, dall'informatica
14:20e poi da tutto quello che nella mente e nella tecnica della speculazione è stato,
14:30arrivi fino a oggi e vedi che la curva della ricchezza è piatta.
14:35Quella della finanza è salita in modo verticale, vertiginoso e non è fermata.
14:44Ma diciamo, siccome pecuniario deriva da pecora, pecora era la ricchezza,
14:53la pecora è impazzita.
14:56E superare una fase nella quale la finanza domina sulla realtà
15:01senza essere capace di regolarsi a sa stessa, ci pone una drammatica realtà.
15:07E lo vedi nelle borse, in tutti gli effetti di disordine economico e anche sociale che stanno emergendo.
15:15Perché lei sostiene che non è sostenibile?
15:19Basta guardare i grafici, ma credo che se il mondo non fosse, come dire,
15:27se nel mondo ci fosse la pace, se nel mondo ci fossero governi che vogliono la pace,
15:33governi che vanno d'accordo, come è stato nel dopoguerra quando fu fatto il grande accordo sul commercio,
15:42beh, nel mondo adesso vedi tensioni, stati che fanno la guerra, stati che fanno i blocchi del commercio.
15:53Come si diceva una volta, i confini non attraversati dalle merci sono attraversati dagli eserciti.
16:01La realtà è complicata per il fatto che la massa della finanza è sconfinata,
16:06ma nella realtà politica non ci sono forze stati capaci di dominare questi fenomeni, anzi, a volte li creano.
16:17Quindi è iniziata la corsa all'accapparamento delle risorse e questo ha scatenato le guerre a livello globale.
16:25Ma secondo lei c'è una connessione tra l'enorme massa di denaro creata nello scorso decennio e il ritorno
16:35dell'inflazione?
16:36Forse è solo l'inflazione, in realtà è il caos, è peggio dell'inflazione, perché ha i tassi iperbolici, cadute
16:45della borsa,
16:46è un insieme di grandi disordini finanziari.
16:50L'Europa si trova oggettivamente stretta nella morsa della frammentazione globale,
16:56che dipende da tanti fattori, come ci ha spiegato.
17:00Ma quale risposta serve da lui sulla crisi energetica?
17:05In Europa sono state fatte tante guerre nei secoli.
17:09Questa in atto sull'Ucraina è probabilmente una guerra che fa l'Europa.
17:17Il fatto che, guardi, nel lontano 2003 il governo italiano, in Europa, aveva il semestre di presidenza,
17:28fece la proposta di emettere Eurobonda per la difesa.
17:35Gli americani ci avevano detto che gli oceani sono diventati due, non c'è solo l'Atlantico, c'è anche
17:41il Pacifico.
17:42Sull'Atlantico dovete impegnarvi di più voi.
17:45E l'idea era Eurobond per la difesa europea.
17:49Votarono tutti contro.
17:51Adesso sono a favore.
17:54La reazione, il voto negativo più intelligente fu quella espressa dal cancelliere inglese,
18:00che disse io voto no alla difesa europea perché questo è nation building,
18:06cioè direi è il principio dell'unità dell'Europa.
18:09E questo è quello che è in atto.
18:10Quindi nel disordine globale io vedo emergere una prospettiva di unità europea.
18:20E quindi, guardi, la metta in altri termini.
18:23Una volta, nel 2009, alla scuola centrale del Partito Comunista cinese,
18:29io raccontavo queste cose e mi dissero in effetti, molto cinese come frase,
18:37un tavolo per essere stabile deve avere almeno tre gambe, America, Europa e Cina.
18:44Io credo che la gamba dell'Europa si sta costruendo ed è il bene dell'Europa e quindi anche il
18:52nostro.
18:53Interessante che questa indicazione venga da lei perché già vent'anni fa da Ministro dell'Economia
18:59propose gli Eurobond per finanziare i grandi progetti e la difesa comune.
19:04Oggi l'Unione Europea si muove in questa direzione.
19:07Questo significa quindi che questa prospettiva possa assumere una dimensione strutturale permanente?
19:16Guardi, l'idea degli Union Bond per le infrastrutture è un'idea di prima.
19:22La grande idea di Delorsi, che voleva emettere titoli europei,
19:27si chiamava Union perché non c'era ancora l'Euro,
19:29per finanziare le grandi infrastrutture che avrebbero unito l'Europa.
19:34Eurobond erano titoli per la difesa, perché ci sembrava che fosse il momento costitutivo dell'unità dell'Europa.
19:45Venti anni dopo in effetti ci siamo e questo secondo me è molto positivo.
19:50Finisco in questo modo però.
19:53Quella delle...
19:55Guardi, è un testo che devi leggere con attenzione.
20:01Tutta la seconda parte è comunista e Inaudi la distrugge,
20:06ma la prima parte del manifesto di Ventotene è fondamentale.
20:10Scritto nell'agosto del 1941,
20:13quando la Wehrmacht e alle porte di Mosca scrivono
20:18il mondo sarà America, Europa e Asia, non c'era ancora la Cina.
20:26Ed era la grande visione che ora si sta in un qualche modo,
20:30secondo me deve svilupparsi.
20:33Nel manifesto c'è anche scritto una cosa fondamentale,
20:36che l'Europa, gli Stati, confederandosi,
20:38devono unirsi sulla difesa e la politica estera,
20:42ma non devono occuparsi dei dettagli e delle cose minime.
20:47Quello che ha fatto l'Europa è stato l'opposto,
20:51cioè finora non ha fatto il grande insieme,
20:54la difesa e la politica estera,
20:56e ha fatto 400 chilometri lineari di regole demenziali.
21:01L'ultima è, di pochi giorni fa,
21:05sui gradini nei carri ferroviari,
21:07oppure, qualche tempo fa, pochi giorni fa ancora,
21:10i guanti per le parrucchiere.
21:13Guardiamo al caso Francia.
21:14Ha senso invocare la sponda della Banca Centrale Europea
21:18a suo giudizio per salvare i bilanci nazionali?
21:21Chi la Banca Centrale Europea debba e possa fare
21:24a fronte di questa crisi,
21:27credo assolutamente sì.
21:29Non deve fare quello che ha fatto nel 2011,
21:33contro l'Italia.
21:36Quando, detto che il bilancio italiano,
21:40a giugno, scritto, detto,
21:42era il migliore d'Europa,
21:46qualche giorno dopo,
21:48Trisce e Draghi mandano una lettera
21:51che dice
21:52non vi compriamo titoli
21:53se non cambiate la Costituzione,
21:56lo Stratuto dei Lavoratori e altro.
22:00Ecco, quello fu un passaggio sciagurato
22:03e spero che non venga ripetuto.
22:05L'Europa oggi ha gli strumenti macroeconomici
22:07per sostenere il PIL dei paesi come l'Italia?
22:12Guardi che non è che c'è bisogno,
22:15l'Italia non ha bisogno di quello.
22:18In questo momento il bilancio italiano è buono
22:20come era nel 2011.
22:23Comunque sia, non è un fatto di banca,
22:25è un fatto di scelta politica.
22:27L'Europa ha l'opportunità di diventare
22:30e lo sarà uno Stato federale.
22:32Il 2026, secondo lei, passerà la storia
22:35come l'anno zero della guerra in Iran
22:37o l'anno zero del declino politico di Trump?
22:42Magari nessuna delle due cose.
22:44Il 10 di ottobre,
22:46oggi è il 7,
22:47ieri era il 7 ottobre,
22:50il 10, due giorni dopo in Parlamento,
22:53nel mio intervento ho detto
22:55che non era solo terrorismo
22:57ma era il principio della guerra
22:59ed era la guerra tra due aree del mondo
23:03che si faceva sulla zona mitica
23:07del nodo di Gordio,
23:09cioè il luogo di confine,
23:11di confronto tra Oriente e Occidente.
23:13La guerra lì non è solo in Iran
23:17o dall'Iran,
23:18è proprio un confronto di civiltà.
23:37Dallo scenario geopolitico
23:38alle scelte finanziarie di investimento
23:41nei bordi aziendali,
23:42l'intelligenza artificiale taglierà i posti di lavoro
23:45o ne allargerà il perimetro in chiave strategica?
23:49Stimiamo che il 70% delle attività transazionali
23:53del mondo amministrazione, finanza e controllo
23:56sia automatizzabile già nel breve periodo,
23:59quindi nei prossimi 12 mesi.
24:02Questo avrà un impatto di due tipi.
24:04Da una parte genererà efficienza,
24:07dall'altra ci aspettiamo grande miglioramento
24:10anche nella produttività
24:11e nella qualità e nel livello di servizio.
24:14Quindi l'asticella, la barra di performance
24:19della funzione finance sicuramente sarà innalzata
24:22nei prossimi mesi.
24:23Storicamente nessuna innovazione ha mai avuto
24:26un impatto così profondo sull'occupazione
24:30in maniera strutturale.
24:31Quali sono le nuove mansioni strategiche
24:34che la funzione finance deve assimilare
24:36per non farsi travolgere dall'automazione?
24:40C'è una parte molto importante di governo attivo della tecnologia.
24:44La tecnologia va governata e non bisogna subirla
24:47e questo è un cambiamento di mentalità
24:50dal nostro punto di vista molto rilevante
24:52che in particolare nell'area amministrazione, finanza e controllo
24:56rappresenta una bella sfida.
24:58Dall'altra c'è un tema rilevantissimo
25:01di capacità di gestire gli investimenti
25:03in tecnologia e in infrastrutture tecnologiche
25:06con queste dimensioni e con questo pace,
25:09con questa velocità così rilevante.
25:12L'ultimo aspetto è quello legato alla gestione dei rischi
25:14che l'intelligenza artificiale generativa portano con sé.
25:24Non solo energia, l'intelligenza artificiale
25:27è ormai al centro delle strategie societarie,
25:30processi, organizzazione, governance, risorse umane.
25:33Con quali risultati?
25:34Il finance sta diventando, secondo una recente ricerca
25:37che abbiamo condotto anche insieme a nostri partner,
25:41sempre più centrale per strategie del nostro paese
25:44perché questo ruolo è l'innovatore
25:48ed è l'abilitatore degli investimenti
25:51che hanno a che fare con l'innovazione
25:53e che ha a che fare con il cambiamento dell'impresa.
25:56Quindi il SFO è un ruolo sempre più strategico
26:01ma che richiede competenze.
26:02In questa stessa ricerca abbiamo visto quanto manca il talento,
26:08cioè la confidenza sulle competenze.
26:10Solo uno su cinque dei SFO intervistati
26:13si sente confidente nell'affrontare il cambiamento
26:17che ha a che fare con l'intelligenza artificiale,
26:19questa nuova rivoluzione industriale
26:20che ha a che fare anche con i nostri processi.
26:23Quindi quattro su cinque sentono mancare il talento.
26:26Adesso però ci sono gli agenti AI.
26:29Ma gli agenti AI sono comunque frutto
26:32di algoritmi comunque prodotti dall'uomo.
26:36La governance, anche su questo,
26:37non solo la corpora del governance,
26:39è dominio del SFO.
26:41L'uomo rimane comunque l'esperto di dominio.
26:52Che cos'è l'agentic?
26:54L'agentic è l'abilità da parte di un'intelligenza artificiale
26:58o una superintelligenza come viene definita ora
27:00di suggerire il prossimo passo
27:03nel momento in cui la gente è stato istruito
27:07con una conoscenza di base
27:09e gli è stato dato un mandato operativo
27:13e i confini all'interno del quale si deve muovere.
27:16Questo dal punto di vista operativo
27:18è il vero cambiamento.
27:20Quali sono questi agenti
27:21che stanno per entrare nel sistema?
27:23Molti sono già entrati.
27:25Quelli che sono relativi per esempio
27:26alla cattura di informazioni su base documentale.
27:30L'agente l'abbiamo noi chiamato per esempio Extractor.
27:33È un agente che è messo nella piattaforma,
27:36legge i contratti in extra
27:38e l'informazione li mappa sui calcoli
27:40e aiuta a fare la disclosure verso le autorità competenti.
27:44Uno l'abbiamo chiamato Planner per esempio
27:46che sostanzialmente va a vedere
27:48qual è il comportamento previsto
27:49di certi driver di business
27:51e automaticamente riforcastizza
27:53tutte le dinamiche strategiche dell'azienda
27:57in modo tale da fornire
27:58una prima versione di forecast automatico
28:00ma basato sull'informazione
28:02raccatturata direttamente dai dati.
28:04L'agente KI sposta in modo significativo
28:08la frontiera di produttività di un processo
28:10fa sì che sostanzialmente
28:12quasi l'intero processo direi
28:14diventi autonomo.
28:15Ciò vuol dire che
28:16se facciamo l'esempio della contabilità
28:19in particolare della contabilità fornitori
28:21dell'invoice to pay
28:22il processo diventa touchless
28:24ovvero l'esperto contabile
28:27il contabile non tocca la transazione
28:29la transazione avviene in automatico
28:31al più è one touch
28:33dove il singolo tocco è un'approvazione
28:35è l'intervento umano su fatti specie
28:38che richiedono l'intervento umano
28:40o in fase risolutiva
28:41perché la tecnologia non riesce a procedere in autonomia
28:45e questo dovrebbe essere un'eccezione molto limitata
28:48oppure perché da un punto di vista
28:50di separazione dei ruoli
28:52ruoli aziendali e procedure
28:53necessita l'intervento umano
28:55perché non dimentichiamo che
28:57l'AI deve operare
28:59all'interno di un guardrail
29:01in linea con le procedure aziendali
29:03in sintesi direi c'è un ruolo molto importante
29:06che cambierà in modo radicale
29:09sposterà la soglia di produttività
29:11oggi si parla ancora tanto di digital divide
29:14carenza di competenze specialistiche
29:16per governare e per utilizzare la tecnologia
29:20in che modo quindi vi proponete di colmare questo divide
29:25in particolare per le piccole e medie imprese?
29:27chiaramente oggi si stiamo evolvendo
29:29dal punto di vista dell'accesso agli investimenti
29:31anche in tecnologia da parte di questi soggetti
29:34ma un gap da colmare sicuramente
29:37è quello delle competenze digitali
29:39che devono essere utilizzate
29:41nella trasformazione di queste aziende
29:44anche quando si è in grado di dotarsi
29:46di tecnologie evolute
29:48come gruppo post italiane
29:50noi abbiamo la capacità di essere vicini
29:54alle aziende anche le più piccole
29:56come alle pubbliche amministrazioni
29:58anche le più piccole
29:59perché siamo dovunque
30:09dati, energie, innovazione digitale
30:12come viene messo insieme tutto questo?
30:14la mission è quella
30:15ed è sempre questa
30:17di accompagnare il CFO
30:19nello sviluppo della sua carriera
30:21in un mondo che cambia
30:22con sfide
30:23le conosciamo tutti i giorni
30:25che diventano sempre più rapide
30:27nel loro essere affrontate
30:29ma affrontandolo con una community
30:32che cresce
30:32fortunatamente anche grazie
30:34all'inserimento di nuove generazioni
30:36di CFO
30:37che danno nuova linfa
30:38e si connettono
30:40sempre più rapidamente
30:41anche con le generazioni dei senior
30:43riusciamo a portare soluzioni
30:44la mission è quella di accompagnare
30:46ed aiutare le nostre imprese
30:48a trovare le soluzioni
30:50e a trovare uno sviluppo
30:51come il nostro paese merita
30:53dal 48esimo congresso nazionale
30:55Andaf qui a Roma
30:56è tutto
30:57le migliori imprese italiane
30:58hanno fatto il punto
30:59con istituzioni
31:00top manager
31:01e grandi esperti
31:03di economia e finanza
31:04sul futuro del paese
31:06la vera sfida
31:07inizia adesso
31:08grazie per averci seguito
31:09arrivederci
31:10a presto