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  • 2 ore fa
Almeno il 60% della forza lavoro nelle imprese con più di 50 dipendenti deve restare umano, limitando al 40% la quota potenzialmente sostituibile con sistemi tecnologici e intelligenza artificiale. È la proposta di Meritocrazia Italia per tutelare il capitale umano e prevenire le ricadute sociali della trasformazione tecnologica. Lo ha detto Paolo Patrizio, capo di Gabinetto di Meritocrazia Italia, all’8° Congresso di Meritocrazia Italia che si tiene a Roma il 16 e il 17 ottobre, illustrando la proposta per il futuro del lavoro.

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Trascrizione
00:04Come si sintetizza la proposta?
00:06Noi chiediamo che delle imprese che hanno una certa soglia dimensionale sopra alle 50 unità
00:10abbiano l'obbligo di mantenere una forza lavoro umana pari almeno al 60% del capitale umano
00:16e quindi di provvedere una sostituzione solo del 40% mediante sistemi tecnologici ed intelligenza artificiale.
00:22Ciò perché l'imprenditore non può essere spinto semplicemente dall'ottica di massimizzare i profitti
00:28abbattendo i costi e quindi sostituendo l'intera forza lavoro perché se questa regola vale all'interno della logica del
00:34mercato
00:35produce squilibri importanti all'interno del tessuto economico sociale
00:39perché ogni perdita del posto di lavoro genera delle conseguenze a cascata
00:43non solo per il singolo che diventa esoccupato ma per l'intera collettività perché il lavoro è appartenenza comune
00:48e perché si creano problemi di welfare, di pagamento di pensioni, di consumi, di famiglia, di tessuto sociale
00:54e allora è fondamentale che noi oggi ci poniamo delle domande giuste
00:58e che cerchiamo di intercettare per tempo quelle che sono le esigenze
01:02evitando di rincorrere sempre delle logiche emorragiche
01:06ma provvedendo per tempo a proporre delle opzioni giuste
01:11ma soprattutto a farci delle domande giuste su quale tipo di mondo stiamo costruendo
01:16e se il solo profitto può guidare la forza politica

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