Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 10 minuti fa
Trascrizione
00:00E' molto difficile perché traducono in complessità quello che sono i conflitti che tante volte
00:10vogliamo invece riassumere semplificando, anche per facilitare la lettura dei fatti.
00:16In realtà i conflitti non sono mai una storia semplice, sono elementi molto complessi, si
00:21intrecciano affari, interessi e soprattutto ricadute sulle persone. Di recente sono rientrato
00:27dal sud Sudan per dire che è un altro dei conflitti dimenticati e che per fortuna invece
00:33questo rapporto tratteggia in maniera molto approfondita insieme a molti altri paesi e scenari.
00:39Il timore più grande è che le storie delle persone poi non entrino a far parte dell'inquadratura
00:44e che quello che capita a una famiglia, un singolo, che devono spostarsi a causa del conflitto,
00:50del cambiamento climatico, della difficoltà a reperire risorse essenziali, venga poi dimenticato.
00:57Poi ci ritroviamo magari queste persone che bussano alla porta di casa nostra e noi ci
01:02domandiamo ma perché vengono a disturbarci in qualche modo. Allora il lavoro che è stato fatto
01:07anche con questo rapporto ci aiuta e lo dico da giornalista che frequenta quelle aree e ci aiuta
01:13anche a comprendere meglio nel momento in cui ci troviamo su quei luoghi che cosa è accaduto,
01:19perché è accaduto, che tipo di storia hanno e quali conseguenze potranno avere.
01:23La Somalia da una parte mi ha messo di fronte alla necessità del ritorno.
01:28Ero stato nel 2011, quindi molto tempo fa, nel momento in cui infuriava la battaglia
01:34per allontanare gli Shabab, i fondamentalisti Shabab da Mogadiscio e sono tornato poche settimane
01:41fa. Questo da una parte ci dice la necessità nel nostro mestiere di non perdere di vista
01:46ai luoghi, dall'altra di verificare anche come questi luoghi si stanno modificando, anche
01:51con segni di speranza che grazie al lavoro di tante organizzazioni appunto come Cesbi
01:56arrivano e danno fiducia alle popolazioni che decidono magari di restare o che sono costrette
02:03a restare perché molte volte dalle guerre non si può fuggire. Ci insegna però che dimenticarsi
02:10di ciò che accade, voltarsi dall'altra parte quando diamo per finito un conflitto e quanto
02:16di più sbagliato possiamo fare come giornalisti, anche come politica naturalmente. La Somalia
02:22è ribollente di crisi, di difficoltà, di scontri e di fame che sta tornando a causa del
02:28conflitto e del cambiamento climatico. Ecco nel 2011 questo si sentiva molto meno, oggi
02:34è molto più presente e davanti a questa sfida la risposta che arriva al momento è quella
02:40di tagliare addirittura gli aiuti umanitari costringendo molte persone a trovare una soluzione
02:46altrove, quindi per paradosso favorendo anche la migrazione e lo sfollamento, esattamente
02:53il contrario di quello che invece le politiche dicono di voler fare. Quindi recarsi in quei
02:58luoghi mette al nudo anche una realtà che ha bisogno di essere conosciuta e mette al
03:04nudo anche le nostre contraddizioni. Comincio con un'autocitazione che è sempre spiacevole
03:09però utile in questo caso perché proprio nel 2011, mentre mi trovavo in Somalia, lavorando
03:15tra l'altro con un funzionario della FAO di allora che si chiama Luca Alinovi e che era
03:20responsabile proprio per la Somalia, insieme a Bruno Geddo dell'alto commissariato ONU per
03:25i rifugiati, che ebbero il coraggio di riportare alle Nazioni Unite dentro la Somalia che in quel
03:30momento era sostanzialmente inaccessibile a chiunque, riuscimmo a documentare che la
03:36fame veniva utilizzata come arma di guerra non convenzionale e da quel momento i rapporti
03:42poi delle Nazioni Unite sono diventati la base per riconoscere la fame come crimine ulteriore,
03:48crimine di guerra, proprio perché vi sono condizioni delle volte climatiche, ma anche condizioni
03:55sul terreno, l'impossibilità per esempio di una spedizione, supponiamo di riso o di
04:02cereali, di poter raggiungere i mercati per sfamare le popolazioni. Da quel momento centinaia
04:08di migliaia di persone furono costrette a spostarsi verso il Kenya e questo svuotò le
04:14città e facilitò la conquista delle città da parte proprio dei guerriglieri Shabab. Quindi
04:19riuscimmo a dimostrare che la fame è utilizzata come arma di guerra non convenzionale e che
04:24va tra l'altro perseguito chi induce e costringe una popolazione alla fame, perché ottiene
04:30appunto il doppio risultato. Da una parte elimina migliaia di persone o a causa proprio della
04:37mancanza di cibo, quindi ci sono stati migliaia e migliaia di morti, oppure perché le persone
04:41devono scappare e quindi conquista un territorio. Ecco tutto questo è stato perso molto di vista
04:47dalla politica e da quella che noi chiamiamo comunità internazionale, nonostante gli sforzi
04:52di tante agenzie umanitarie e organizzazioni non governative. E dovrebbe dirci al contrario
04:58di quanto vi è possibilità di mercati nuovi, che è un tema sempre sensibile a chi traduce
05:05la politica in economia, e dall'altra parte anche la possibilità di rendere conto delle
05:11nostre scelte, che non sono ininfluenti perché in molti territori, l'ho visto in Sud
05:17Sudan, ma anche in Sudan, riguardano anche scelte politiche che si sono fatte, decidendo
05:23ad esempio di sostenere e armare gruppi, con il pretesto che questi gruppi possano controllare
05:28il traffico di esseri umani, solo che poi, come è successo in Sudan, questi gruppi magari
05:32decidono di dare l'assalto al potere, scatenando una guerra regionale che in questo momento ha
05:38ricadute enormi. Mi dilungo un attimo per segnalare che cosa? Quello che sta accadendo
05:44ad esempio a Bab el-Mandeb, la porta delle lacrime, la strettoia tra il Golfo di Aden
05:51e il Mar Rosso, che rimette insieme tutta una serie di pezzi che avevamo dimenticato,
05:57appunto i pirati somali, gli Shabab, gli uti dello Yemen, l'influenza dell'Iran, la crisi
06:04in Medio Oriente in generale. Ci dice che poi occuparci dei conflitti significa anche
06:08occuparci di noi e dei nostri mercati, perché restare disattenti, indifferenti o addirittura
06:15complici di quello che accade in alcune aree può avere poi ricadute enormi su di noi,
06:20lo vediamo ogni volta che andiamo a fare il pieno di carburante. Ecco, quindi la guerra
06:25non è mai una cosa che non ci riguarda, anche se apparentemente può sembrare lontana.
06:29È un rischio molto reale, soprattutto al tempo in cui se i social non sono presenti,
06:35se le immagini non arrivano, allora un fatto semplicemente non esiste. Ecco, noi proviamo
06:40a dimostrare da giornalisti, come tutti noi, che proviamo a fare questo lavoro, che invece
06:46i fatti esistono, che bisogna andare lì dove le cose accadono, bisogna provare a documentare
06:53il più possibile, anche per rendere conto della responsabilità del nostro mestiere. Quindi
06:58lo dico prima di tutto a me stesso e soprattutto non cadere nella trappola secondo cui ciò che
07:04non vediamo non è visibile attraverso il nostro telefonino, i nostri display, semplicemente
07:10non esiste. Invece esiste e esistono ancora milioni di persone che non hanno accesso alla
07:16tecnologia, per fare un esempio tra i molti che riguardano appunto anche la periferia
07:21su Omala, il Sudan, il Sud Sudan, ed esistono fatti che dobbiamo necessariamente conoscere
07:28e documentare. Altrimenti, ripeto, come si sta verificando con la crisi nel Medio Oriente,
07:34con i porti che si chiudono, perché altri volevano chiudere altro genere di porti, invece
07:40è finita che sono stati chiusi i porti con le spedizioni delle merci. Altrimenti tutto
07:46questo ci toccherà da vicino e molto di più. Il fenomeno del Migno, che tra l'altro
07:50lo studio ultimo che viene presentato da Cesbi approfondisce, nella sua previsione per i prossimi
07:59mesi ci fornisce dei dati veramente impressionanti di quello che accadrà a milioni e milioni di
08:05persone e di come milioni e milioni di persone si sposteranno semplicemente per trovare un
08:10rivolo d'acqua o qualcosa da mangiare. Prima ci interessiamo di tutto questo e di come questo
08:16sistema sia molto integrato e prima riusciamo ad affrontare problemi che altrimenti dopo
08:23riusciremo ad affrontare molto poco e temo anche molto male.

Consigliato