00:00Benvenuti al piacere della lettura, con noi dalla libreria Aretusa di Roma, Marina Zucchelli.
00:06Benvenuta.
00:07Grazie.
00:08Il libro di oggi è Latte, edito da Rizzoli.
00:11È un romanzo che riporta alla luce la realtà delle balie e delle donne,
00:18il cui corpo diventava strumento di sostentamento, lavoro e sopravvivenza.
00:22Una storia che intreccia maternità, differenze sociali e identità femminile.
00:27Il titolo Latte racchiude in sé il significato primordiale del nutrimento,
00:32ma nel romanzo si trasforma subito in una merce di scambio e profitto economico.
00:38Come si gestisce una dualità così feroce scrivendo?
00:42Ci parli della simbologia profonda del latte nella tua opera?
00:45Allora, Latte è sempre stato il titolo di questo romanzo, anche il titolo di lavorazione.
00:52Ci tenevo molto che fosse questo perché mi piacciono da lettrice quelle scritture molto materiche
01:02che arrivano, in cui tu da lettore e da lettrice arrivi a toccare un po', a sentire questi elementi.
01:13Il latte è stato per tanto tempo l'oro bianco della mia terra che è la sociaria
01:21e si intende appunto il latte materno, il latte umano.
01:27È stato così importante perché fino a quando non è arrivato il latte artificiale in commercio
01:33nei primi anni Sessanta, l'allattamento e il latte degli esseri umani è stato dirimente
01:41per far sopravvivere un bambino per la salvaguardia della specie.
01:46Entrambe le protagoniste, Olimpia e Ada, soviscono una dolorosa forma di maternità negata.
01:52Una sceglie di non allattare per assecondare le fredde convinzioni del proprio ceto, l'altra
01:58è costretta a lasciare il proprio figlio per vendere il suo latte per necessità economica.
02:03Attraverso questo trauma condiviso, ma affrontato in modi diametralmente opposti, ci parli di
02:09queste due donne?
02:10Allora, Ada è una balia, è una contadina e che cos'è una balia?
02:19La balia è una donna che allatta i figli degli altri e per essere balia bisogna avere il latte
02:26e per avere il latte bisogna aver da poco partorito un bambino.
02:30Questo è importante ricordarlo perché a volte quando pensiamo alla balia pensiamo
02:36a una tata, a una donna che accudisce i figli degli altri, invece la balia è effettivamente
02:43una nutrice.
02:46Ada rinuncia alla sua di maternità per partire, per andare dalla sociaria a Bologna ad allattare
02:54il figlio di Olimpia. Olimpia è l'altra protagonista di questa storia ed è una donna
03:02borghese che ha studiato, che ha viaggiato, che ha fatto una serie di esperienze alte, diciamo
03:11così, e accoglie Ada a casa sua per allattare suo figlio perché alle ragazze di buona famiglia
03:20da che mondo è mondo non stava bene allattare. Un po' perché l'allattamento ti rovina il seno,
03:27ti rovina il corpo, ti rovina i rapporti sociali e un po' perché allattare è molto faticoso
03:34e quindi sempre nella storia è esistito questo fenomeno che è il bagliatico mercenario.
03:41Sul personaggio della Sensara leggiamo
03:44La madre mi dissi che vende la propria figlia, che vende anche quel che spetta al figlio
03:49della propria figlia. Kerbolo gioca la spietatezza nei legami economici di sangue che hai descritto
03:55ed è stata veramente superata questa crudeltà.
03:58Se è stata superata non credo perché il profitto ancora gioca un ruolo importantissimo
04:08nei nostri rapporti umani e anche familiari, quindi no, non credo che sia stato superato purtroppo.
04:19Qui però nella storia che racconto, soprattutto in quegli anni, negli anni 50,
04:27era un'esigenza totale quella di creare una possibilità economica.
04:40Quindi queste baglie che partivano e queste sensare che creavano la connessione
04:46tra la famiglia porchese e i contadini che mettevano a disposizione il proprio corpo e il proprio lavoro
04:58era necessaria perché c'era una miseria incredibile e quella di fatto era l'unica possibilità
05:06per guadagnare del denaro, soprattutto per le donne, in un momento in cui il lavoro femminile
05:13quasi non esisteva e queste donne partendo effettivamente ricevevano una quantità di denaro
05:22che non avrebbero mai accumulato in una vita.
05:26Quindi sì, purtroppo erano tempi molto diversi dai nostri in cui diventava quasi una necessità e una possibilità.
05:38Nel romanzo le aspiranti balie vengono reclutate e ispezionate in un seminterrato romano in maniera umiliante.
05:46In che modo il libro denuncia la riduzione del corpo della donna rurale a pura merce
05:51che viene soppesata e valutata in base ai denti e al seno?
05:56In che modo il libro denuncia la riduzione del corpo della donna rurale a pura merce
06:01che viene soppesata e valutata in base ai denti e al seno?
06:05Questa è stata una delle cose che un po' mi ha più stordito
06:09quando per la prima volta ho capito effettivamente come funzionava il sistema delle balie
06:18mentre intervistavo questa signora che era una delle ultime balie ancora in vita in sociaria
06:25e lei mi raccontava di questo negozio, di questa agenzia come la chiamava lei
06:31in cui tutte le ragazze venivano reclutate, messe lì, arrivavano dalla provincia di Frosinone
06:37e dentro questa stanza venivano esaminate, ispezionate, scelte anche
06:45e il corpo della donna effettivamente è sempre un corpo politico
06:55e anche lì rivestiva questo ruolo di scontro o non scontro o accettazione
07:06tra due classi sociali molto diverse
07:09da una parte i contadini che si mettevano a disposizione
07:13e dall'altra i borghesi che erano disposti a comprare
07:20mi ha molto impressionato dai suoi racconti e poi anche dalle ricerche che ho fatto
07:25il fatto che il corpo di queste donne fosse a disposizione anche nella propria nudità
07:33perché comunque l'allattamento è un tema ancora tabù per alcuni aspetti
07:43c'è l'esposizione del seno, c'è un contatto umano
07:48e per di più queste donne partivano per andare dentro delle case di sconosciuti
07:54e non era sempre ben visto
07:57una donna che parte poi in generale se ne va a lavorare lontano
08:03ancora oggi spesso si fa fatica a considerarla una cosa normale
08:09e tanto più in quel periodo in cui le differenze sociali e anche di genere erano profondissime
08:21Scrivi, non esistevano molti corsi all'università di Bologna in cui le ragazze fossero ben viste
08:27in che modo il contesto culturale post bellico intrappolava le donne di buona famiglia
08:32spingendole verso ruoli prefissati?
08:34Questa era un'altra cosa che mi intrigava molto
08:40scoprire un po' attraverso la scrittura di questo libro
08:43che forse il vero problema era dentro la porgesia
08:47cioè dentro un sistema che imponeva alle donne un altro tipo di sacrificio anche lì
08:54quello di fare un percorso che non avrebbe portato a niente
08:59come quello universitario che fa Olimpia che di fatto è solo un tempo da impiegare
09:08prima del matrimonio e di fatto anche le sue scelte non sono delle vere scelte
09:14cioè lei si trova ingabbiata dentro un tunnel in cui uscirà solo quando ci sarà il matrimonio
09:23i figli, la vita familiare
09:28quindi mi piaceva anche questo
09:30cioè che l'imposizione vera e propria viene da un contesto sociale anche alto
09:38e mentre nella civiltà contadina, nel mondo contadino
09:43in qualche modo c'era più libertà
09:47sicuramente c'era più identità
09:50e più libertà anche nella miseria
09:53Nel romanzo l'ispezione degli aspiranti bali avviene sotto lo sguardo di Don Giulio
09:58che si muove tra di loro come se stesse predicando in chiesa
10:02dal pulpito, dall'altare
10:04attraverso questa figura religiosa
10:07hai voluto evidenziare e denunciare come anche la chiesa e le istituzioni
10:12si rendessero complici avvalorandolo di un cinico mercato di corpi femminili?
10:18Beh sì perché effettivamente la chiesa aveva un ruolo cruciale dentro il fenomeno del baliatico
10:28ma non tutti i preti, non tutti i sacerdoti erano a favore del baliatico
10:34e questo poi c'è anche nel romanzo in un altro sacerdote
10:39perché queste donne chissà cosa andavano a fare lontano da casa
10:45e poi anche perché queste donne che partivano lasciavano i loro figli ad altre donne
10:52che a loro volta li allattavano
10:55quindi si creava veramente una catena di abbandoni
11:02e la famiglia cattolica veniva un po' a disgregarsi
11:10e questo sicuramente era un problema soprattutto nelle comunità piccole di campagna e di paese
11:18quindi sì la religione è un po' mi sono anche divertita a tirare dentro tanti aspetti religiosi
11:28perché sono fondamentali poi soprattutto nelle civiltà contadine
11:34anche la superstizione e la religione che vanno di pari passo era importante per me raccontarne
11:43i bambini abbandonati definiti freddamente esposti o baliotti
11:48diventavano un mezzo di sostentamento economico
11:51o un peso insopportabile per le famiglie contadine a seconda delle annate e delle risorse
11:57ritieni che il sistema dei brefotrofi e dell'affido rurale dell'epoca
12:02funzionasse più come un disperato e cinico smistamento di manodopera e sussidi
12:08piuttosto che come una vera rete di tutela dell'infanzia
12:13bella domanda perché questo non me l'avevano mai chiesto
12:18secondo me era la risposta a un'emergenza
12:24che era un'emergenza enorme quella dell'infanzia abbandonata
12:29in Ciociaria nel primo novecento c'erano 40.000 bambini
12:36affidati a bali e in tutti i paesini del Frusinate
12:42questo denuncia un grandissimo
12:49un grandissimo sistema
12:51veramente una gigantesca macchina
12:55quella del brefotrofio di Roma perché poi di fatto arrivavano soprattutto da Roma
12:59che doveva smistare questi bambini
13:03quindi da una parte c'è l'esigenza di queste strutture
13:07ma non solo a Roma ovviamente
13:09a Firenze, a Milano
13:11i brefotrofi erano ovunque anche nelle piccole cittadine
13:14di un po' reagire a questo fenomeno
13:20non potevano stare tutti dentro questi neonati
13:23perché non c'era effettivamente la possibilità di farli sopravvivere
13:27di avere abbastanza valie cittadine per farli sopravvivere
13:31e quindi si mandavano in campagna
13:34anche per tentare di farli sopravvivere
13:37perché la mortalità infantile era altissima
13:39e spesso morivano dentro il brefotrofio ma anche fuori
13:45dall'altro lato però come dici tu
13:49effettivamente le famiglie hanno potuto avere una sussistenza
13:55perché questi bambini che accoglievano a casa
13:57gli davano la possibilità di avere del denaro
14:01ricevevano quella che si chiamava una mercede
14:03quindi uno stipendio per allattare, nutrire e crescere questi bambini
14:09e la cosa che mi ha più anche spinto forse a scrivere questo romanzo
14:16è stata questa
14:17da un sistema di sfruttamento del corpo femminile
14:23ma anche di business vero e proprio
14:28cioè di persone che si mettevano a disposizione
14:32per prendere questi bambini
14:34e anche per sopravvivere
14:35nascevano poi delle relazioni incredibili
14:39delle famiglie veramente allargate
14:41e dei rapporti umani
14:44che si sarebbero poi protratti nel tempo
14:48perché spesso adesso che vado in giro a raccontare questo libro
14:55trovo sempre qualcuno che mi racconta
14:57la propria esperienza
14:59di aver avuto il nonno, la nonna
15:02in situazioni del genere, balie o bambini abbandonati
15:06e tutti mi raccontano di fratelli e sorelle di latte
15:11quindi questo significa che effettivamente questa memoria c'è ancora
15:16e spero anche che questo romanzo la tenga viva
15:20Oggi al piacere della lettura abbiamo parlato di latte
15:24edito da Rizzoli
15:25e tu Marina, quale libro ci consiglieresti per il piacere della lettura?
15:29Allora, io vorrei consigliare un bellissimo romanzo
15:33che un po' risuona anche nel mio
15:36che è Genila Matta di Nescagnati
15:39perché è un stupendo
15:41e spero possiate leggerlo
15:44Grazie mille
15:45Grazie Giulia
15:46Grazie a tutti