00:06Buongiorno a tutti, io sono Anna Di Rocco, oggi è giovedì 8 ottobre e queste sono Notizie a
00:12colazione, il podcast di Classe Editori che riporta notizie, fatti e analisi dal mondo per
00:17iniziare al meglio la vostra giornata. La sanità pubblica italiana ha ricevuto meno soldi di quelli
00:22che sarebbero serviti per mantenere in buona salute il sistema pubblico. A certificarlo ancora
00:29una volta è la Fondazione Gimbe, il gruppo guidato da Nino Cartabellotta che da anni mette insieme
00:35dati Istat, del Ministero della Salute, dell'Ocse e del Mef per fotografare lo stato del Servizio
00:41Sanitario Nazionale. Ieri Cartabellotta ha presentato il nuovo rapporto dedicato alla sanità pubblica
00:47italiana partendo da un numero 18,8 miliardi di euro, ovvero i soldi che sono mancati al sistema
00:55sanitario per garantire i livelli di finanziamento rispetto alla ricchezza del paese che c'era nel
01:012022. So che la frase non è semplicissima quindi cerco di spiegarvela meglio. Tra il 2023 e il
01:082026 il fondo sanitario è cresciuto di circa 29 miliardi di euro ma è cresciuto meno dell'economia
01:16italiana e lo Stato non ha compensato per cui sebbene il governo abbia stanziato più fondi dedicati
01:23alla sanità non sono risultati abbastanza da mantenere la stessa quota di risorse rispetto
01:29alla ricchezza del paese. Il problema è che questa distanza arriva in un momento complesso
01:34per l'Italia e il sistema sanitario italiano dove il pubblico è ingolfato e il privato è
01:39inaccessibile a molti. Su Milano Finanza ne ha scritto la collega Silvia Valente a cui ho rubato
01:45qualche minuto per fare il punto sul rapporto e provare a fare qualche impasso in più. Silvia
01:51anzitutto grazie mille del tempo. Partiamo proprio dal rapporto Gimbe. Che tipo di sistema
01:55sanitario ha fotografato? Il rapporto Gimbe rileva un servizio sanitario nazionale che
02:01continua a garantire prestazioni essenziali ma che è sottoposto a una pressione crescente
02:06finanziaria e organizzativa. Lo dimostra un dato più di tutti. Nel 2024 quasi 6 milioni di italiani,
02:13circa il 10% della popolazione nazionale, hanno rinunciato ad almeno una visita o ad un
02:18accertamento diagnostico prescritto. A pesare sono sicuramente le difficoltà economiche ma
02:24aumentano le rinunce legate alla lunghezza delle liste d'attesa nel sistema sanitario pubblico.