00:03Nei giorni scorsi il governo ha approvato la legge delega sul nucleare. Si basa su due pilastri
00:10fondamentali, uno a più lungo termine che sarà il nuovo nucleare da fusione e uno più a medio
00:17termine che è quello degli small nuclear reactors, cioè i reattori nucleari di piccole dimensioni
00:25di nuova generazione che si basano sulla tecnologia tradizionale del nucleare e su cui il nostro
00:33paese sta puntando con un termine che non è lontanissimo, si prevedono i primi esperimenti
00:39entro il 2030, il ruolo di Ansaldo Energia. Sicuramente è quello di essere un attore
00:46industriale in questo. Intanto small modular reactor, sfatiamo un mito, non sono piccolissimi
00:53questi small modular reactor, perché comunque si parla sempre di impianti industriali da 300-400
01:00megawatt per intendersi, diciamo che potrebbero alimentare una provincia di medie dimensioni,
01:07ecco questo è quanto. Hanno un vantaggio perché hanno emissioni zero, una volta costruiti,
01:14diciamo una volta fatte più che altro le opere civili, hanno emissioni zero, producono energia
01:21per 80 anni, perché questa è la vita di un impianto nucleare. Però i costi, diciamo,
01:28delle norme che riguardano la costruzione nucleare hanno portato per poter, diciamo,
01:34rendere economicamente sostenibile ad aumentare dimensioni. Invece l'SMR porta un cambiamento
01:42di paradigma. Si farà una certificazione iniziale e quindi qui veniamo al campo normativo che è
01:49fondamentale, ma più fondamentale saranno i decreti attuativi e poi saranno anche il licensing che andrà
01:55fatto appunto con la collaborazione del RINA, ristabilire l'agenzia per la sicurezza nucleare,
02:00che sarà quella che determina le modalità di costruzione e di licenza di costruzione in un sito
02:06preciso. Quindi una volta stabilito questo quadro normativo, questi standard, si faranno dei reattori
02:14tutti uguali, tutti uguali, che avranno il vantaggio uno di produrre elettricità a costo competitivo,
02:22di produrre calore che viene utilizzato poi nei modi più disparati. Si può pensare per esempio a quello
02:30che si chiama il district heating, no? Attorno alla centrale si crea una comunità che beneficia quasi a
02:37costo zero di riscaldamento e raffrescamento. Ma non solo, questa energia attiva un indotto economico
02:45che è stato calcolato con uno studio che abbiamo fatto insieme ad Edison, di circa 50 miliardi nel
02:50Paese e questa è tutta tecnologia nostra. Quello che bisogna fare e che non è stato fatto, noi abbiamo
02:56parlato di transizione senza capire dove andare, perché abbiamo deciso che la transizione avrebbe
03:04preso solamente come riferimento emissioni zero all'utilizzo, perché poi si va di bene. Se uno guarda
03:11il ciclo di vita, un pannello solare, una paleolica, non ha emissioni zero nel suo ciclo di vita. Non abbiamo
03:18considerato il punto più importante, che non si può parlare di transizione se non si sa prima qual è il
03:24modello energetico di cui un Paese, una nazione, ha bisogno. Quindi bisogna partire da quello e poi con le
03:32competenze che abbiamo in Italia, con le istituzioni, con gli organi, diciamo così, regolatori, dobbiamo
03:37definire il mix più adatto per il Paese, perché l'energia deve essere disponibile sette giorni
03:43più su sette e, questo va detto, è richiesta sempre in misura maggiore. Da qui al 2050 il consumo di
03:51energia sul pianeta raddoppierà.
03:53L'Italia ha un know-how ben preciso nella filiera energetica.
03:58Abbiamo una supply chain, cioè una catena di fornitori importantissima e per esempio
04:04Saldo Energia, che è diciamo uno dei quattro costruttori di grandi turbine per impianti,
04:13ma abbiamo anche il geotermico, abbiamo anche i compensatori, produciamo idrogeno, è quello che
04:18si vuol dire un presidio tecnologico per il Paese. Quindi può essere il capofila e può consolidare
04:24lo sta facendo. Oggi lo facciamo come, diciamo, committenti, perché noi se guardiamo alla nostra
04:33supply chain per il 70%, questo è un punto molto importante, per il 70% noi acquistiamo in Italia,
04:40il rimanente 20% in Europa. Solamente il 10% viene da Paesi extraeuropei. Purtroppo devo dire che se guardo
04:50quello che è successo negli ultimi anni, questa percentuale extraeuropea è destinata a crescere.
04:57In Europa abbiamo deciso di smettere di produrre ciò che utilizziamo.
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