Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 minuti fa
Trascrizione
00:13Inauguriamo oggi la mostra di Selma, una mostra che ha come fulcro, come elemento germinante una vecchia fotografia di famiglia
00:22che ritrae Selma quando aveva due anni insieme alle donne della sua famiglia,
00:26donne che stavano affrontando in quel momento il conflitto, quindi la guerra in Bosnia e Herzegovina che è al centro
00:32di tutto il percorso espositivo.
00:34Da quella fotografia sono generati dei nuovi disegni che dialogano con alcuni lavori recenti, pitture in particolare che sono state
00:42realizzate su dei supporti anomali, dei cofani di macchina o altri oggetti di scarto.
00:47È un riferimento all'attività di famiglia che si basava proprio sulla vendita di questi oggetti di scarto e la
00:56loro valorizzazione in qualche modo.
00:58Già questa scelta, ci ha raccontato, è una scelta di chi può avere uno sguardo artistico come il suo.
01:04Ci sono soltanto pitture e disegni, c'è anche un monolite, un totem al centro della sala dove è proiettato
01:11un video,
01:11un video che fa riferimento a una memoria specifica, un passaggio della madre su questo ponte con Selma in braccio
01:18e un gesto, quello della madre che copre gli occhi alla figlia impedendole di vedere i tanti corpi morti attorno
01:25a loro.
01:25Questi traumi, queste memorie, questi ricordi entrano all'interno della mostra e portano ovviamente una visione che è anche conflittuale
01:35al proprio interno
01:36e questo conflitto è anche presente nelle 140 lettere a Omer che abbiamo deciso di pubblicare per questa occasione.
01:48Nel video Selma riattraversa quel ponte, lo fa correndo.
01:52Questa è anche una forma di liberazione, in qualche modo un modo per rielaborare quel trauma e per tornare a
01:59osservare con speranza
02:01il proprio contesto di origine, il proprio paese e se stessa più grande dopo un percorso lungo, fatto di viaggi,
02:09fatto di incontri,
02:11fatto di trasformazioni della propria identità e di crescita.
02:14E quindi anche una mostra che sì, parla di memorie, di traumi, di sofferenze, ma anche una mostra che porta
02:19attraverso lo sguardo un'immagine di speranza.
02:31Grazie
02:31Grazie
02:31Grazie
02:31Grazie
02:31Grazie
02:31Grazie

Consigliato