00:00Poi un giorno in agosto, magari stanco, se n'è andato e le piazze di mezza Italia si sono riempite
00:06di gente di tutte le età sfinite dal caldo,
00:09ma ancora lì come da mezzo secolo almeno, seduti in terra o rampicati ad un muro per cantare assieme racconti
00:16e bisogni di vita.
00:17E passioni, osterie e piccole storie anche ignobili e incubi sognati di un vecchio e un bambino rimasti soli
00:26con le loro fiabe dopo la nube scura che tutto annienta o il clima che si ribella.
00:32Aveva scritto quasi verso il fondo, l'ultima tu l'attende e dentro il fiordo si spegnerà per sempre ogni
00:39passione,
00:40si perderà in un'ultima canzone di me e della mia nave anche il ricordo.
00:46Ma non è andata così e come si fa con un amico caro in tante e tanti gli hanno detto
00:53non andare, stai, non restare, vai, non andare, parlaci ancora di noi.
01:01Per questo ci piace ricordarlo com'era e credere che seppure avesse previsto tutto questo,
01:09ma certamente non l'essere commemorato da questi banchi, forse lui avrebbe fatto lo stesso.
01:16Per millanta ragioni, ma forse il fondo d'ogni cosa per una sopra le altre, perché di quelle cinque anatre
01:23che andavano a sud,
01:25forse una soltanto vedremo arrivare, ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare.
01:33Francesco Guccini, eterno studente, chiarico vagante, bandito di strada, non artista, solo piccolo baccelliere
01:39o anche portomedico, matematico, astronomo, forse saggio, per il poco che conta oggi da quest'aula
01:46che mai consentiremo di ridurre a sorda e grigia, a te poeta e musico, cantastorie e sapiente, cresciuto dal popolo,
01:55a te Francesco, a te maestrone, solamente il nostro grazie.
Commenti