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  • 7 minuti fa
Trascrizione
00:03Il genere umano ha perso qualcosa, la memoria, perché quando muore un bambino che muore per la strada
00:12è una tragedia per tutti. Stanotte non ho dormito come papà, io e le mie figlie sono grandi,
00:17le portavo in bicicletta come è successo con il bimbo di ieri. Sono 40 anni che lottiamo per avere
00:23una città a misura di uomo, a misura di bambino, perché in città non si può morire camminando
00:28per la strada. Anch'io sono redo di un incidente, io 9 mesi fa, uscendo dal lavoro in bicicletta
00:34per attraversare a piedi sulle strisce pedonali in una rotonda a Corso Manoncelli, che non sarà
00:38la più bella del mondo, ma sono strisce pedonali, sono stato investito da un signore che è arrivato
00:43a 80 all'ora e sono vivo per miracolo. Quindi rivedere la tragedia, oggi risentire una notizia
00:49di un bambino che si trova per terra in visita dell'automobile, poi commenti vari di tutti quanti
00:54ma io devo andare a lavorare, io ho fretta, forza una riflessione. Le nostre città sono
01:00progettate per le persone? Direi di no, nel senso che abbiamo pensato sempre ad assi di
01:05scorrimento veloci, nonostante che Torino abbia un mucchio di controviali, si è pensato
01:10sempre all'uso promiscuo, ma l'uso promiscuo non funziona. Ci vuole una cultura, o facciamo
01:15come in Olanda, come in Belgio, come nelle Fiandre, come in Francia, come in Germania, basta uscire
01:19dalle Alpi, superare le Alpi e scopriamo che anche in Polonia, ci hanno detto a Cracovia
01:24che si rispettano i scepedonali, o facciamo una cultura così, facciamo un cambio di passo
01:28oppure continuiamo a contare i bambini. Mi è venuto in mente Amsterdam che nel 1971 ha
01:32deciso di cambiare logica, togliamo le auto delle strade e mettiamo le biciclette.

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