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  • 14 minuti fa
Trascrizione
00:03Negli ultimi anni è cresciuta molto l'attenzione a delle imprese agricole verso la gestione del rischio e il riso
00:09rappresenta uno degli comparti più avanzati.
00:12Perché oggi a un'impresa conviene scegliere una polizia assicurativa?
00:16Quanto è stato fatto in questi anni per rendere il sistema più efficace e accessibile?
00:20E quanto hanno contribuito il Ministero dell'Agricoltura, Ismea, a costruire questa nuova cultura della prevenzione e della proiezione dell
00:27'edito?
00:28E' fondamentale prevenire il rischio perché con i cambiamenti climatici, con le fitopatologie che si registrano in questi anni bisogna
00:37avere la certezza dei raccolti.
00:39Il riso ha un grande valore aggiunto, concentrato in poche regioni.
00:44Noi siamo i primi produttori, oltre il 50% del riso europeo, 620.000 tonnellate.
00:49Il 75% è assicurato, quindi significa che i risicoltori italiani hanno una grande sensibilità da questo punto di vista.
00:56Ismea favorisce la sinergia fra pubblico e privato perché gestisce il fondo di riassicurazione, finanziato appunto dal Ministero dell'Agricoltura,
01:03della Somanità Alimentare e delle Foreste,
01:05e siede nel Consorzio di Riassicurazione.
01:08Che cosa significa?
01:09Sviluppare polizze multirischio sempre più attinenti ai reali bisogni dei risicoltori.
01:14Quindi non soltanto il vecchio spauracchio, sempre attuale della Grandine, ma anche i nuovi problemi, come la siccità.
01:20Aumentando la platea degli assicurati si abbassano i premi, si protegge maggiormente la cultura e si tutela, quello che è
01:26una vera medaglia del Made in Italy, il riso italiano.
01:29Ha citato uno strumento, il CEVI, che stiamo sviluppando.
01:32Osservazione quindi del suolo, del territorio, dello stato di salute e delle culture.
01:36È indispensabile sapere dove sono collocati i rischi, proprio per far sì che si possa agire in via preventiva.
01:44Sono due i grandi pilastri, la gestione preventiva, quindi difendersi prima e poi l'assicurazione dopo,
01:49e quindi risarcire eventualmente il danno che si è subito.
01:53Oltre a questo, degli strumenti originali italiani, lei citava Agricat, che è un fondo mutualistico.
01:59Agricat copre le tre catastrofali, e quindi il gelo, l'alluvione e la siccità.
02:03Ecco, quello che può fare il pubblico, anche Agricat, agganciandosi con il privato,
02:08quindi cosiddetto fare il primo e il secondo rischio, e quindi rendendo le pollizze più convenienti,
02:13aumenterà la pratica degli assicurati, contribuirà a ridurre i premi,
02:18e quindi farà sì che anche una cultura assicurativa di prevenzione del rischio
02:21entri nel settore dell'agricoltura italiana.
02:24Devo dire che il riso in questa è l'avanguardia, perché, come dicevo, il 75% dei risicoltori sono già
02:29assicurati.
02:29Il rischio è un settore maturo, un settore storico, che soprattutto è ubicato in pochi areali,
02:37le province di Vercelli e Novara, nel Piemonte, alla provincia di Pavia e Lombardia,
02:41il che ha consentito la costruzione di consorsi di difesa territoriali molto attivi,
02:47che hanno dato proprio la possibilità agli agricoltori di conoscere il rischio e di fronteggiarlo,
02:52sia dal punto di vista della difesa attiva, perché gli agricoltori di questi territori
02:58e la ricerca, soprattutto sui risi, ha fatto sì che avessimo culture sempre più resistenti,
03:04soprattutto ai fenomeni della grandine e del vento,
03:07ma ha dato anche, naturalmente, una consapevolezza sulla difesa passiva,
03:11cioè su quella che è lo sviluppo delle pollizze assicurative.
03:15Abbiamo quasi tutti gli agricoltori di queste zone che sono assicurati con la grande e contro il vento
03:22e quindi si tutelano.
03:24Ovviamente dobbiamo comprendere anche questo, che le pollizze assicurative costituiscono un costo
03:30e nel costo, naturalmente, dobbiamo ragionare anche sulla retribuzione che hanno i nostri agricoltori,
03:38che in questo momento i risicoltori soffrono moltissimo.
03:41La concorrenza, soprattutto, che ci arriva dal sud-est asiatico,
03:46da quei paesi dove c'è l'insostenibilità sociale della coltivazione,
03:53perché c'è uno sfruttamento ancora della manodopera e, soprattutto, della manodopera giovanile.
03:58Dobbiamo assicurare agli nostri agricoltori un reddito adeguato
04:03e, soprattutto, metterli in condizioni di competere con quelli che sono i competitor,
04:08che ormai sono globali.
04:13Grazie per la visione!
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