00:04Sono un medico che si occupa di oncologia da più di trent'anni e quindi ho visto,
00:09ho fatto molte ricerche, ho visto molti pazienti, ma circa 14 anni fa una diagnosi occasionale mi
00:17ha portato alla consapevolezza di avere un tumore al rene, ho subito chirurgia,
00:21radioterapia e sono in chemioterapia da otto anni. Che dire di questa esperienza?
00:24Un'esperienza che ho vissuto da privilegiato in quanto conosco la materia, ho molti colleghi,
00:32ho avuto la fortuna di dirigere un grande istituto dove ho trovato facilmente tutte le migliori opzioni
00:37di cura. E questo cosa mi fa dire? Che questa interazione tra essere un medico malato e un
00:44paziente esperto mi ha messo in evidenza la necessità che dobbiamo fare delle modifiche
00:49nei nostri percorsi e protocolli terapeutici. Dobbiamo trovare il modo di aiutare i pazienti
00:55che certamente sono curati al meglio, di poter navigare con una maggior sicurezza quando entrano
01:01ed escono dal sistema sanitario. Adesso abbiamo aumentato la sopravvivenza, quindi il tumore
01:08spesso diventa cronico oltre a essere guarito. E credo che dobbiamo pensare a alcuni modelli
01:13che ci sono in altri paesi dove accanto a un buon oncologo, al medico di medicina generale,
01:17hanno creato le figure del case manager e del case navigator, cioè delle persone con
01:23delle esperienze e delle formazioni particolari che si prendono cura di, spesso anche materialmente,
01:30di accompagnare il paziente all'interno delle diverse interazioni del nostro sistema.
01:35Credo che è una cosa su cui dobbiamo lavorare molto.
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