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  • 24 minuti fa

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Trascrizione
00:03Sono passati 25 anni dall'11 settembre 2001 e le immagini del crollo delle torri gemelle
00:10appartengono ormai alla memoria collettiva. Ma la memoria non è uguale per tutti. C'è
00:15chi ricorda dove si trovava, cosa stava facendo, cosa stava guardando. Per molti giovani italiani
00:21per esempio quel pomeriggio è legato all'interruzione della melevisione, quando la tv dei bambini
00:26lasciò improvvisamente spazio alle dirette da New York. Per chi quel giorno non era ancora
00:32nato, l'11 settembre è una storia raccontata, una pagina di scuola come lo sbarco sulla
00:37luna o la caduta del muro di Berlino. Perché ricordare non significa soltanto conservare
00:42il passato, significa anche consegnarlo a chi non c'era. E l'arte è uno degli strumenti
00:48per farlo. A Ground Zero, dove sorgevano le torri, oggi ci sono due grandi vasche d'acqua,
00:53un museo e un nuovo grattacielo. Quest'anno, oltre al tradizionale Tribute Light, ci sono
00:59nuove mostre, Responding in Ink Comic Books Graphic Novels, dedicata ai fumetti e alle
01:06graphic novel che hanno raccontato la tragedia, e In Their Honor, sugli impegni nati sulla
01:11scia degli attacchi. Così, per chi è nato dopo l'11 settembre, le torri possono diventare
01:17non solo il simbolo di ciò che è stato distrutto, ma anche un punto da cui comprendere un mondo
01:23segnato da nuove fragilità e domande che 25 anni dopo ci riguardano ancora.
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