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  • 6 ore fa
Roma, 8 set. (askanews) - Anna Foglietta, una delle attrici più amate del nostro cinema, ha presentato nella sezione Orizzonti dell'83esima Mostra del Cinema di Venezia, il suo primo film da regista, "Una storia", che sarà nei cinema il 24 settembre. "Mi stava ossessionando troppo la volontà e il bisogno di raccontare qualcosa di più profondo, di più intimo. - ha detto l'attrice - Io sono molto cresciuta come essere umano, tutto quello che vivevo anche come attivista, tutto il mio impegno anche nel sociale, mi ha portato ad avere uno sguardo sulle persone e sulla realtà che vivo, che vivevo, esponenziale. Sentivo che dentro di me c'era un bisogno proprio artistico di imprimere con il mio sguardo un segno, che fosse il mio segno". E il suo sguardo ci porta in provincia, nella quotidianità di una coppia, interpretata da Alba Rohrwacher e Guido Caprino, in cui ognuno inizia a fare i conti con le proprie ferite, le proprie fragilità e inizia a guardarsi dentro. "Oggi se noi non vogliamo pensare a quelle che sono le nostre tribolazioni scrolliamo il telefono.- ha affermato Foglietta - Quando penso che in questo momento storico in particolar modo, se davvero vogliamo avviare un processo umanista, di rinascita reale, dovremmo spogliarci di tutto, rallentare, guardarci davvero dentro, scoprire il nostro nucleo e dire: ma noi, chi siamo? Perché attraverso questo processo di conoscenza, che poi diventa un processo di indulgenza, di compassione e di empatia verso di sé, noi possiamo veramente avviare quel processo di compassione, indulgenza e empatia verso gli altri. Noi oggi non comprendiamo più gli altri, neanche quando muoiono i bambini noi comprendiamo più il senso".

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Trascrizione
00:01Sono tanto contenta.
00:02Mi sembra ieri.
00:04Voglio proprio vedere che fate senza di me.
00:09Anna Foglietta, una delle attrici più amate del nostro cinema,
00:13ha presentato nella sezione Orizzonti dell'83, mostra del cinema di Venezia,
00:18il suo primo film da regista, una storia, che sarà nelle sale il 24 settembre.
00:25Mi stavo ossessionando troppo la volontà e il bisogno di raccontare qualcosa di più profondo, di più intimo.
00:33Io sono molto cresciuta come essere umano.
00:36Cioè tutto quello che vivevo, anche col mio essere attivista, tutto il mio impegno anche nel sociale,
00:40mi ha portato ad avere uno sguardo sulle persone e sulla realtà che vivo, che vivevo, esponenziale.
00:47Sentivo che dentro di me c'era un bisogno proprio artistico di imprimere, sì con il mio sguardo, un segno.
00:54E il suo sguardo ci porta in provincia, nella quotidianità di una coppia interpretata da Alvaro Orvacher e Guido Caprino,
01:02in cui ognuno inizia a fare i conti con le proprie ferite, le proprie fragilità e inizia a guardarsi dentro.
01:10Oggi se noi non vogliamo pensare a quelle che sono le nostre tribolazioni scrolliamo il telefono.
01:15Quando penso invece che in questo momento storico in particolar modo, se davvero vogliamo avviare un processo umanista,
01:20di rinascita davvero reale, dovremmo spogliarci di tutto, rallentare, guardarci davvero dentro, scoprire il nostro core, il nostro nucleo e
01:29dire ma noi chi siamo?
01:30Perché attraverso questo processo di conoscenza, che poi diventa un processo di indulgenza, di compassione e di empatia verso di
01:36sé,
01:37credo possiamo avviare davvero quel processo di compassione, di indulgenza e di empatia verso gli altri.
01:42Oggi noi non comprendiamo più gli altri, neanche quando muoiono i bambini noi ormai comprendiamo più il senso.
01:47Lo sai perché ho paura che finisce tutto? Perché a me, la mia vita, mi piace. Mi piacciono un sacco
01:54di cose. A te dice che ti piace.
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