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00:00Parliamo di sanità, ci teniamo perché abbiamo letto la vicenda preoccupante che riguarderebbe anche, speriamo di no, tanti lavoratori.
00:07Parliamo dell'IDI, grande struttura, almeno storicamente eccellenza romana, anche se poi è una struttura che negli anni del Vaticano
00:16ha visto varie traversie, diciamo così.
00:19Istituto Termopatico dell'Immacolata, la battaglia la sta facendo l'UGL e io saluto e ringrazio Gianluca Gaeta, segretario regionale
00:26di UGL Salute Lazio.
00:28Buonasera e benvenuto a Roma di Sera.
00:30Grazie, buonasera a voi tutti, grazie dell'ospite.
00:35Grazie a lei, intanto per chi non lo sapesse, io parlo di eccellenza, spero non a caso, traversie ci sono
00:42state, adesso il tempo è quello che è, non ripercorriamo tutto, però sono successe molte cose negli anni, fino ad
00:51arrivare poi agli ultimi anni dove comunque c'è una…
00:55Insomma, voi chiedete garanzie occupazionali, perché 60 milioni di debito dite? Non so se sono pochi o tanti in sanità,
01:04ma pochi che non credo.
01:05No, sono uno sproposito veramente, purtroppo ci ritroviamo ad affrontare un film che i lavoratori dell'ITI conoscono fin troppo
01:15bene, ma la verità sta detta con estrema chiarezza.
01:18L'esposizione di 60 milioni di Euro divisi tra 40 milioni di debiti commerciali verso i fornitori e 20 milioni
01:26di debiti fiscali.
01:26Debiti fiscali significa che non sono stati pagati i contributi ai dipendenti, è la dimostrazione parese che i nodi gestionali
01:35dell'Istituto non sono mai stati sciolti.
01:38Negli anni si è preferito rincorrere e mettere mano alle emergenze, anziché ricostruire un modello economico sostenibile.
01:48Se ci ricordiamo bene, è anticipato, nel 2012 l'ITI fu travolto da un buco spaventoso da 800 milioni di
01:57Euro, frutto di malcessione e reati che nulla certamente avevano a che fare con la cura dei pazienti.
02:05Poi è arrivata l'amministrazione straordinaria e nel 2015 la nascita della Fondazione Luigi Maria Monti, sostenuta dal Vaticano.
02:12A inizio 2024 è stato pure approvato l'accordo di ristrutturazione per gli ultimi 80 milioni di Euro di debiti
02:22storici, ma mentre sulla carta i bilanci sembravano a posto, di fatto la gestione corrente continua a generare nuove perdite
02:31operative.
02:32Ad oggi ci risulta che l'IDI perde mensilmente circa 830 mila Euro al mese.
02:43Il che, adesso detta male, è un'anomalia proprio, no? Perché non è che manchino pazienti.
02:50Gestione?
02:50No, non mancano pazienti. L'IDI è un ospedale, un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico.
03:01I pazienti non mancano. È l'ospedale termopatico di punta della sanità laziale e io direi anche della sanità a
03:10livello nazionale.
03:13Il problema è che c'è stata proprio una gestione troppo elementare da parte dei precedenti amministratori dell'IDI
03:29che ha portato alla situazione attuale, che ha portato all'ospedale di nuovo per l'ennesima volta ad una crisi
03:38profonda.
03:39Faccio soltanto un esempio, perché bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno.
03:44Per risanare il debito nel 2012 sono state vendute le mura storiche dell'ospedale,
03:52però poi ritrovarsi a pagare un canone di affitto e che chiaramente non è stata certamente un'idea sana.
04:00È stata sicuramente una decisione miope, classica pezza a breve termine.
04:05Vendo l'immobile ha consentito di placare le banche, di pagare il debito finanziario che a quel momento era importante,
04:14ma ha finito per devastare il conto economico.
04:16Mi ricorda questa operazione tanto alla nuda proprietà del vecchietto di 90 anni che si vende l'immobile.
04:23Quindi ti sei privato di un patrimonio di proprietà e ti sei caricato di un affitto passivo, pesante, per le
04:28casse dell'ospedale.
04:29Ma come se non bastasse, voi dite anche che in un tavolo che c'è stata la regione sarebbe profilata
04:34un'altra vendita dei beni di famiglia,
04:37che sarebbero le sedi di Montefiascone, se non sbaglio, e Velletri.
04:41Cioè qui si continua a fare questa politica, secondo voi?
04:47Esattamente, noi siamo saltati sul tavolo.
04:50Noi siamo saltati sul tavolo quando abbiamo sentito questa cosa.
04:53al tavolo del 3 settembre è stata avanzata, tra le varie ipotesi, anche questa,
04:58cioè la vendita delle sedi di Montefiascone e Velletri.
05:01Ora, voglio mandare un messaggio molto chiaro, molto forte e molto chiaro, senza mezzi termini.
05:08L'IDI non si svegne.
05:09C'è delle strutture come Montefiascone e Velletri.
05:12Sarebbe l'ennesimo errore strategico.
05:15Stiamo parlando di presidi sanitari che funzionano, erogano servizi sul territorio
05:21e soprattutto, se lo vogliamo parlare in termini economici, fanno reddito.
05:25Quindi venderli significa ripetere esattamente lo stesso errore che è stato fatto con l'Embura di Roma.
05:31Quindi svuotiamo il patrimonio aziendale per recuperare liquidità nell'immediato
05:35e tirare a campare per qualche mese.
05:37Per poi ritrovarci di nuovo, tra un anno, esattamente nella stessa situazione di dissesto.
05:43I lavoratori dell'IDI sono esausti di questa precarietà
05:46e di queste toppe temporanee hanno diritto a stabilità,
05:51hanno diritto a sentirsi parte di un progetto industriale a lungo termine,
05:56solido e serio.
05:58La logica dello spezzatino per fare cassa con noi non può passare.
06:04Chi dovrebbe incidere adesso, a parte avete visto prima un titolo anche con la vignetta del tempo
06:10di qualche giorno fa, con Papa Prevost, dice il tema della sanità vaticana è centrale,
06:15quindi lo dovrà affrontare, si faceva riferimento anche a Giovanni Paolo II,
06:20insomma una storia che si incrocia, vedremo, noi ce lo auguriamo, detta in modo facile.
06:27La Regione Lazio che ruolo ha? Chi altri?
06:29Voi, guardi, tra l'altro Gaeta stiamo ricevendo, almeno abbiamo ricevuto 3-4 messaggi,
06:35tutti reali, qui facciamo vedere solo messaggi che ci arrivano davvero, eccolo qua,
06:41quindi conferme, dipendente IDI, sono preoccupata per il mio posto di lavoro
06:45e per il mio stipendio, Melissa, copriamo sempre i numeri di telefono,
06:50ce ne sono anche altri, cosa succede ai nostri lavoratori?
06:54Non si firmano ma noi vediamo i nomi nell'account, è Giuseppe.
06:57Allora, prego Gaeta, abbiamo ancora 2-3 minuti.
07:00Allora, rispondo ai lavoratori perché è corretto rispondere a loro in prima istanza.
07:09Certo.
07:10Sempre in Regione Lazio la direzione ha evidenziato che il costo del personale
07:15incide circa per il 70-75% sui ricavi e che è già in atto una sorta di blocco del
07:24turnover.
07:25Ok?
07:26Sia chiaro, non siamo disponibili ad accettare che il risanamento dell'IDI venga realizzato
07:34per l'ennesima volta scaricando il costo sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori.
07:39Il personale dell'IDI garantisce ogni giorno un'assistenza di altissimo livello
07:44in un centro di eccellenza e non può essere trattato come una mera voce di costo
07:49su cui tagliare per far quadrare i bilanci.
07:52I dipendenti dell'IDI negli anni hanno già dato tanto, hanno affrontato ammortizzatori sociali,
08:00hanno affrontato blocchi contrattuali, hanno affrontato ritacchi negli stipendi.
08:04Ora, se la quota del personale incide per il 70-75% non è perché i lavoratori guadagnano troppo,
08:12ma perché la gestione non è stata in grado di saturare la produzione
08:16e di risolvere il problema del budget convenzionato con la Regione Lazio.
08:20Quindi ci occorremo con tutte le nostre forze a qualsiasi potenza di licenziamento,
08:25esubero o taglio salariale.
08:27Questo deve essere molto chiaro.
08:32Dico un'altra cosa.
08:34Il ruolo della Regione Lazio anche, le chiedevo l'interlocuzione, quello che Rocca può fare o meno.
08:42Devo dire, in Regione Lazio Rocca è stato molto franco, ha chiesto giustamente alla proprietà
08:52di assumersi le proprie responsabilità e di indicare una traiettoria credibile.
08:58Noi, come UGL, abbiamo fissato una scadenza perentoria.
09:02Entro la prima settimana di ottobre la Fondazione deve presentare un piano industriale di risanamento
09:07vero, dettagliato e sostenibile.
09:10Ma c'è una condizione fondamentale e non negoziabile che abbiamo detto anche in Regione Lazio.
09:16Al prossimo tavolo pretendiamo la presenza fisica del Presidente del Libri.
09:20Deve venire di persona, deve metterci la faccia davanti alle istituzioni,
09:24davanti ai sindacati e a quelle centinaia di lavoratori che hanno già sofferto fin troppo.
09:29Basta avere delegati o tecnici senza poter decisionare, bisogna che il Presidente del Libri
09:35ci metta la faccia e venga in Regione Lazio a chiarire qual è la situazione attuale.
09:42Se posso, se posso, c'è un'altra cosa che…
09:47Ma io volevo chiederle anche dei fornitori, perché l'ho fatta un po' passare così,
09:52ma pure quelli sono lavoratori, sono aziende, hanno scritto, ci avete detto se non era una
09:56lettera anche, agiranno, che possono fare.
10:01Chiudiamo con questo.
10:01Allora, tra esattamente che cosa è successo a luglio, questo è il punto fondamentale di
10:11cui purtroppo nessuno parla, ed è grave che passi sotto silenzio, a luglio Lidi ha inviato
10:17una lettera a tutti i fornitori informando che la fondazione Luigi Maria Lumonti è entrata
10:23in composizione negoziata della crisi e che con le misure protettive i debiti per egressi
10:29vengono congelati. Ai fornitori si dice in sostanza non potete fare pignoramenti e dovete
10:36continuare a fornirci materiale senza interrompere i contratti.
10:40Fermiamoci un attimo a riflettere su che cosa significa questo.
10:44I fornitori non sono macchine e dietro ogni azienda fornitrice non ci sono numeri, numeri
10:48o semplici partite IVA. Dietro i fornitori c'è materiale umano, ci sono donne e uomini,
10:54ci sono altri lavoratori che rischiano di subire un contraccolpo devastante.
10:58Se Lidi ritarda o congela i pagamenti per 40 milioni di euro commerciali, quelli che ci
11:06sono oggi, quelle aziende fornitrici vanno in sofferenza, andando in sofferenza non riescono
11:12a pagare i stipendi per i propri dipendenti o sono costritti a licenziare. Quindi l'impatto
11:22sociale di questa crisi non si ferma dentro le mura di via dei Monti di Greta, ma travolge
11:29centinaia di famiglie dell'indotto, centinaia di fornitori e non possiamo certamente accettare
11:36che si crei una catena di precarietà che distrugge altro lavoro.
11:40La ringraziamo molto segretario, dobbiamo chiudere qua, ma vi seguiremo. A questo punto
11:44l'avrei chiesto, no? Prossimo step, ce l'ha già detto, entro ottobre un piano di risanamento
11:49che non preveda piuttosto quello che è stato detto poco fa. È stato molto interessante,
11:54a beneficio di tutti, anche di chi magari considera una struttura sanitaria, dice il luogo dove
11:59andare, ma vedete poi le ragioni che ci sono dietro. E anche un abbraccio a tutti i lavoratori
12:03partendo da quei pochi che ci hanno scritto, ma sono molti di più. Speriamo bene, grazie.
12:09Grazie a voi, grazie della sensibilità, perché questo è un tema molto importante sul quale
12:14dobbiamo vigilare, dobbiamo vigilare attentamente.

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