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  • 12 ore fa

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Trascrizione
00:00È stato presentato oggi qui al Forum Ambrosetti lo studio investire per competere il contributo delle utility a sviluppo e
00:05occupazione del paese di A2A.
00:07Con la fine del PNRR, quanto è realistico che gli investimenti privati delle utility, che sono stati 315 miliardi in
00:1310 anni, riescano davvero a colmare quel vuoto?
00:16Cosa serve dal governo perché questi capitali si traducono in cantieri reali e non restino sulla carta?
00:23Il fatto che sia realistico è provato dalla storia delle utility, nel senso che è certamente un dato che le
00:29utility hanno potuto già dimostrare di saper realizzare negli anni.
00:33Io credo che lo sia a maggior ragione oggi, dove chiaramente con la fine del PNRR si aprono esigenze di
00:39strategicità per il paese,
00:40cioè bisogna intervenire sulle infrastrutture in modo tale da garantire quella continuità che con il PNRR è stata avviata.
00:46Dal punto di vista di quello che ci aspettiamo per il governo, gli elementi sono sostanziali, perché investire in infrastrutture
00:52vuol dire innanzitutto investire su un quadro regolamentare
00:54che tendenzialmente deve rimanere omogeneo nel tempo, questo per dare certezza dei rendimenti, che non sono rendimenti fuori mercato,
01:01sono rendimenti assolutamente, in alcuni casi addirittura regolati, quindi non certamente liberi.
01:07Ma dall'altro lato devo dire, quello che ci aspettiamo anche è una visione, cioè la capacità di intensificare ulteriormente
01:13questa spinta verso le rinnovabili,
01:15verso la generazione rinnovabile, che ha implicitamente anche un vantaggio politico, cioè la capacità di posizionare l'Italia in una
01:22logica di maggiore indipendenza strategica,
01:24quindi vuol dire essere più lontani da eventuali shock che possono colpire il nostro paese in relazione a fenomeni che
01:31stiamo osservando in quest'ultimo periodo.
01:33Le guerre sono certamente un momento che dà discontinuità alla capacità di raccogliere gas da una parte, petrolio dall'altra,
01:41e quindi sostanzialmente di poter poi procedere a fare quello che è il nostro mestiere sotto il profilo dell'energia.
01:48Credo che sia importante da questo punto di vista avere una politica industriale che guidi questa capacità grande
01:55che le utility mettono a disposizione nel paese.
01:59Lo studio che avete presentato individua nuove ambiti con pesi molto diversi, come per esempio l'infrastruttura elettrica
02:05che sale da 95 ai 188 miliardi tra il 2035 e il 2050.
02:10Quali sono i due o tre ambiti dove A2A ritiene di avere il vantaggio competitivo maggiore per crescere più della
02:16media di settore?
02:18Beh, allora, diciamo che A2A sta certamente concentrando molto sulla parte energetica.
02:26Dopo l'operazione di acquisizione delle reti elettriche, la parte di generazione,
02:31una parte su cui avendo tutte le fonti di generazione, quindi il termo elettrico, l'idroelettrico,
02:37l'eolico, il solare e i termorizzatori, e quindi siamo l'unica grande azienda che ha tutte le forme di
02:43generazione,
02:44a sua volta implica investimenti decisamente molto importanti,
02:49perché sono quasi tutte gestioni in house di rettente dei comuni.
02:53Quindi, lì devo dire che auspichiamo che ci sia una qualche riforma strutturale,
02:57perché non vediamo la possibilità, con le siccità che abbiamo appena finito di vivere nuovamente,
03:02di andare avanti con un sistema di questo genere.
03:05Lo studio parla di un risparmio di circa 1000 euro l'anno per una famiglia full electric,
03:10oltre a 260 miliardi di valore aggiunto potenziale per l'industria grazie a prezzi elettrici più competitivi.
03:16Questi benefici su bollette competitive industriali sono legati ovviamente a un aumento sostenuto
03:22dalla quota rinnovabile.
03:24Che tempistiche concrete ci sono per tradurre questo scenario in una riduzione misurabile dei prezzi?
03:30E quanto rischia di essere vanificato a dei colli di bottiglie?
03:32Il risparmio delle famiglie passa dall'elettrificazione,
03:36quindi prendo una pompa di calore, un piano di induzione, un'auto elettrica,
03:40precipita il consumo energetico perché sono tutti oggetti molto più efficienti
03:45e la mia bolletta passa da 4.000 euro a 3.000.
03:49Sostanzialmente elimino il bancomat con cui faccio il carburante,
03:52riduco il costo del gas, incremento la parte elettrica e ho un risparmio netto.
03:57Le industrie invece essendo già molto elettrificate,
03:59pensiamo che solo le nostre grandi acceieri hanno tutti i forni elettrici e quant'altro,
04:03hanno bisogno che il prezzo dell'energia si abbassi unitariamente,
04:06e quindi quel risparmio è legato al fatto che le rinnovabili abbassano il prezzo dell'energia strutturalmente
04:13e quindi questo genera quel risparmio.
04:16Su questo punto i colli di bottiglia ci sono e sono fondamentalmente due.
04:21Uno, le reti elettriche.
04:23Se non mandiamo in parallelo la generazione rinnovabile della rete,
04:26sostanzialmente l'energia prodotta da pannellosola, pala eolica,
04:29rimane lì e non si riesce a usare, dove c'è invece la domanda, l'industria.
04:34Mentre l'altro collo di bottiglia evidentemente è quello del permitting.
04:39Dovremmo installare più di 10 giga all'anno e stiamo viaggiando a metà della velocità.
04:43Non perché non ci sono le aziende pronte o non ci sono i progetti,
04:47ma perché sostanzialmente i permessi vanno molto lenti.
04:51Oggi servono in Italia 5 anni per mettere a terra un campo solare
04:55e 7 per mettere a terra un campo eolico.
04:57Ecco, dobbiamo andare più veloci.

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