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  • 1 giorno fa
Al ritorno dalle vacanze, sul fronte degli appuntamenti culturali a Treviso, la prossima data da segnare in agenda è quella del 3 settembre. E le coordinate sono ancora una volta quelle del Museo di Santa Caterina. Con «La materia dei sogni. Radici dell’Arte Africana Contemporanea», esposizione inedita aperta fino al 15 gennaio 2027 la sede espositiva riapre i battenti dopo il grande successo della mostra «Da Picasso a Van Gogh» organizzata da Marco Goldin. In mostra ci saranno oltre 120 opere di ventitré artisti provenienti da dieci Paesi dell’Africa subsahariana, per raccontare la nascita dell’arte africana contemporanea tra gli anni Settanta e Novanta. «Ripartiamo con grande entusiasmo, consapevoli che è stata un’estate non soltanto di riposo ma di lavoro, di programmazione – sono le parole del sindaco Mario Conte –. Partiamo con questa mostra, così come con tanti altri progetti culturali».Nel presentare l’esposizione, Conte parla di una città che «consolida il suo ruolo di città della cultura» e di Santa Caterina come di un museo «sempre più punto di riferimento» per promozione e divulgazione culturale. «È un’occasione preziosa – aggiunge – per conoscere le origini dell’arte contemporanea africana» e per «valorizzare il dialogo tra culture». Conte aveva legato cultura e crescita della città anche nel 2023, quando Treviso presentò il dossier per la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2026. «Treviso vuole essere simbolo del “fare cultura”» disse allora, parlando di una realtà che attraverso la cultura avrebbe potuto compiere «un grande salto di qualità». E il nuovo progetto a Santa Caterina ne è l’ennesima prova: a costruirlo è Enrico Mascelloni, tra i pionieri europei nello studio dell’arte contemporanea africana. Dipinti, sculture, fotografie e installazioni arrivano da importanti collezioni private italiane e internazionali e documentano una fase decisiva nella formazione di linguaggi artistici autonomi. Tra i nomi in mostra anche alcuni degli artisti che parteciparono nel 1989 a «Magiciens de la Terre», la storica esposizione organizzata al Pompidou di Parigi. «Treviso con questa mostra si apre alla cultura internazionale si apre al livello di grandi musei europei e mondiali», ha detto l'assessora alla Cultura Maria Teresa De Gregorio. «L'arte africana è una cosa nuova per la città». (Marianna Peluso)

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00:00Treviso con questa mostra si apre veramente alla cultura internazionale,
00:05sicuramente come oggetto di mostra, che è una mostra venuta riferita all'arte africana,
00:12quindi una cosa nuova per la città, ma anche perché si apre a livelli di grandi istituzioni e musei europei
00:20e mondiali.
00:21Ricordiamo appunto che alla Biennale sono stati presenti negli anni passati,
00:26e non sono tutt'oggi presenti autori, un'arte veramente straordinaria,
00:33che per noi forse, per i comuni mortali, è difficile comprendere perché non c'è mai stata tanta produzione di
00:43mostri in questo senso,
00:44ma noi siamo assolutamente convinti che aprire a nuovi orizzonti, a nuove conoscenze, a nuove culture sia fondamentale.
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