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  • 8 ore fa
Trascrizione
00:11In questo numero, obesità, Simona Bo della Sinu, già disponibili in arrivo nuovi farmaci molto
00:16efficaci, ma stile di vita rimane caposaldo terapia. Agosti, sin, oggi è possibile tutelare
00:21i più piccoli sin dalla nascita, con immunizzazione attiva neonatale e passiva prenatale. E ancora,
00:26l'economista di salute Davide Integlia, la riforma della sanità si gioca fuori dagli ospedali
00:31nell'assistenza territoriale. A seguire lo speciale Salus TV dal titolo Robotica, Realtà Virtuale e
00:37Neurotecnologie Relazionali, con lo sguardo centrato sulla persona, se ne è parlato al primo congresso
00:42nazionale della neonata ISNET. L'obesità è oggi riconosciuta a livello internazionale come una
00:52malattia cronica complessa, recidivante e multifattoriale, il che ha determinato negli
00:57ultimi anni un'evoluzione significativa sia delle linee guida cliniche, sia dell'approccio
01:01normativo e terapeutico. E se per molto tempo la gestione di questa patologia è stata ricondotta
01:05prevalentemente al semplice controllo delle calorie introdotte e consumate, secondo una
01:09visione centrata esclusivamente sul bilancio energetico, oggi questo è un approccio superato,
01:14come hanno sottolineato i partecipanti al 46esimo congresso nazionale della Società Italiana
01:18di Nutrizione Umana. Le evidenze scientifiche hanno infatti dimostrato che l'obesità è il
01:22risultato dell'interazione tra meccanismi biologici, metabolici, neuroendocrini, ambientali,
01:27psicologici e sociali. E in questo contesto, evidenziano dalla SINU, la nutrizione non può
01:31essere considerata soltanto uno strumento di restrizione calorica, ma parte integrante di
01:35una strategia terapeutica finalizzata a migliorare salute metabolica, composizione corporea, qualità
01:40della vita e aderenza a lungo termine. L'obesità è stata appunto riconosciuta come malattia
01:45in Italia, come in altri paesi del mondo, ma l'Italia è il primo paese nel mondo ad avere
01:52una legge sull'obesità, legge che propone inserimento dell'obesità nei livelli essenziali
01:59di assistenza. Abbiamo oggi a disposizione numerose terapie per la cura dell'obesità, in particolare
02:06nuovi farmaci molto efficaci e ulteriori nuovi farmaci sono in via di preparazione. Tuttavia
02:18l'intervento sullo stile di vita rimane il caposaldo della terapia dell'obesità e quindi
02:27l'educazione alimentare e quindi la raccomandazione relativa all'esercizio, ma più in generale le
02:33indicazioni rispetto ad un'adeguata qualità e quantità del sonno, tentare di contrastare
02:38in qualche modo lo stress, le indicazioni comportamentali che aiutano appunto a inserire
02:45nella vita quotidiana queste raccomandazioni. Il trattamento dell'obesità, continua Simone
02:51Abbò, deve essere quindi necessariamente multiprofessionale e multifocale. Perché la combinazione di queste
03:00indicazioni favorisce tra l'altro anche l'efficacia della terapia farmacologica, aiutando a mantenere
03:08il peso perso sul lungo termine e favorendo anche il mantenimento di una composizione corporea
03:15ottimale, nonché contrastando il rischio di defici nutrizionali, in particolare di vitamine e di minerali
03:24e permettendo di in certo modo anche contrastare quegli effetti collaterali che sono di solito lievi
03:34e transitori, ma possono esserci con questi farmaci e quindi insomma deve rimanere davvero
03:42l'intervento sullo stile di vita, il caposaldo della cura della malattia obesità.
03:53L'immunizzazione in epoca neonatale sta vivendo un'importante evoluzione. Le più recenti evidenze
03:58scientifiche e le raccomandazioni nazionali ed europee hanno infatti confermato l'efficacia
04:03della doppia protezione madre neonato e di una strategia di immunizzazione integrata,
04:07basata su immunizzazione passiva neonatale con anticorpi monoplonali e immunizzazione attiva
04:12prenatale con la vaccinazione materna, consolidata in Italia nella stagione 2025-2026. A sottolinearlo
04:18è il professor Massimo Agosti, presidente della SIN, la società italiana di neonatologia.
04:22L'innovazione ha riguardato ad esempio la lotta contro il virus respiratorio sinciziale
04:29con due strategie che sono complementari. La prima l'abbiamo già utilizzata nella scorsa
04:35stagione epidemica e ha riguardato la protezione contro il virus utilizzando un anticorpo monoclonale
04:43sin dalla nascita. Attualmente abbiamo anche la disponibilità di utilizzare il vaccino in
04:48gravidanza tra la 24esima e la 36esima settimana di gestazione. Questa doppia e integrata protezione
04:57offre la possibilità di iniziare molto precocemente a garantire una prevenzione che vada a difendere
05:07subito, sin dalla nascita, i piccoli. Sappiamo che questo virus colpisce tanto più quanto più
05:13sono piccoli, procurando anche delle situazioni anche molto importanti e potenzialmente anche gravi.
05:22Le conseguenze del virus respiratorio sinciziale, responsabile di un elevato numero di ospedalizzazioni
05:26soprattutto nei lattanti nei primi sei mesi di vita, oggi all'atto pratico possono essere prevenute
05:31con l'immunizzazione diretta di tutti i nuovi nati tramite anticorpi monoclonali a lunga durata
05:35ad azione, somministrabili con una singola dose prima o durante la stagione epidemica e con la
05:40vaccinazione materna in gravidanza tra la 24esima e la 36esima settimana di gestazione, che garantisce
05:46la protezione del neonato dalla nascita fino ai sei mesi attraverso il trasferimento trasplacentare
05:50degli anticorpi dalla madre al feto. I dati clinici ufficiali mostrano come l'efficacia nel tempo
05:55proteggono il bambino dalle forme gravi di infezione delle vie respiratorie inferiori, come la bronchiolite,
05:59perché tutto funziona meglio, evidenzia però il professor Agosti, molto importante è anche
06:04l'informazione. Proprio su questo tema di prevenzione precoce la nostra società italiana di neonatologia
06:10si vuole spendere, si vuole spendere per offrire una divulgazione scientifica sempre più aggiornata
06:17non solo agli operatori sanitari ma anche alle famiglie in modo che possa una donna e anche
06:25una famiglia scegliere nel modo più aggiornato e più corretto la prevenzione migliore per il proprio
06:33figlio. E proprio per guidare i genitori nelle scelte di prevenzione e vaccinazione nei primi
06:37anni di vita dei piccoli, la società italiana di neonatologia e la società italiana di pediatria
06:42hanno realizzato la seconda edizione dell'opuscolo proteggi il tuo bambino, non è mai troppo presto,
06:46uno strumento pratico e chiaro tradotto in sette lingue per favorire l'accesso anche alle famiglie
06:50di origine straniera, consultabile e scaricabile gratuitamente online dei rispettivi siti. D'altronde,
06:56come sottolinea l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i vaccini hanno già protetto
06:59interi generazioni e continuano a farlo, salvando milioni di vite e prevenendo oltre 30 malattie
07:04potenzialmente letali. Quando la legge 833 del 1978 è istituito il Servizio Sanitario Nazionale,
07:16questo è stato costruito essenzialmente intorno al sistema ospedale. Da allora ha attraversato
07:20diverse fasi di trasformazione nel tentativo di adattarsi ai cambiamenti della società,
07:25dell'economia e dei bisogni di salute della popolazione. Negli anni ha quindi acquisito
07:29un'importanza sempre maggiore, un sistema più dinamico e in continua evoluzione, quello basato
07:33sull'assistenza territoriale, più vicino ai cittadini e con bisogni sempre più diversificati.
07:38Nella pratica però, come spiega Davide Integlia, Health Economist, consulente in scienze della
07:43salute e progettista di interventi per l'innovazione sanitaria, con oltre 15 anni di esperienze
07:48l'ambito economico sanitario, organizzativo e di accesso alle cure, è CEO di ISCEO, società
07:53italiana specializzata in ricerca e consulenza nel settore sanitario operante a livello nazionale
07:58e regionale. Questo modello è ancora in fase di costruzione.
08:02La riforma della sanità si gioca fuori dagli ospedali, ma non perché gli ospedali non siano
08:07importanti, anzi, ma perché la domanda di servizi sanitari e di assistenza sanitaria è in
08:14continua evoluzione proprio sul territorio, in crescita e continuamente diversa, diversificata.
08:22Ecco perché una vera riforma del servizio sanitario nazionale può avvenire solo attraverso
08:29una seria organizzazione di servizi territoriali. È una sfida che il nostro sistema sanitario
08:36si porta avanti dalla sua costituzione al 1978. Ci rendiamo conto come molte riforme sanitarie
08:45abbiano sempre di più attenzionato il territorio. È un aspetto che dobbiamo adesso fare seriamente
08:52e quindi, così come abbiamo organizzato bene gli ospedali in questi decenni, ora è venuto
08:58il momento per organizzare bene i servizi territoriali.
09:01Negli ultimi anni, continua in teglia, si è iniziato a parlare con sempre maggiore
09:06insistenza di medicina di prossimità, di aggregazioni funzionali tra medici sul territorio e più
09:12recentemente delle case della comunità. L'idea è semplice, avvicinare i servizi sanitari
09:16ai cittadini e spostare una parte della presa in carico fuori dall'ospedale. Nella pratica
09:21però questo modello è ancora in fase di costruzione. In molti territori non è del tutto chiaro
09:25quale funzioni debbano svolgere queste nuove strutture, quali risorse abbiano a disposizione
09:30e quale ruolo operativo debbano assumere all'interno del sistema sanitario.
09:34La sfida principale della riforma sanitaria non riguarda quindi solo nuove strutture o
09:38nuove tecnologie, ma soprattutto l'organizzazione del territorio. Servono budget dedicati alla
09:42sanità territoriale, serve identificare e promuovere nuove figure professionali in risposta
09:47a una crescente e sempre più diversificata domanda di salute, serve una programmazione chiara
09:52dei servizi sul territorio e un'altrettanta chiara attribuzione di responsabilità.
09:56Il cambiamento di paradigma è questo, passare da una sanità centrata sulla gestione dell'episodio
10:01acuto in ospedale a un sistema capace di accompagnare le persone lungo tutto il percorso della
10:06malattia e della vita, conclude il CEO di CEO.
10:14Robotica avanzata che accompagna il recupero del cammino, ambienti virtuali che allenano il
10:18cervello, tecniche capaci di raggiungere strutture cerebrali profonde senza bisturi. Queste, alcune
10:24delle frontiere a cui guardano la neuromodulazione e le neurotecnologie nello scenario di ricerca
10:29delineato durante il primo congresso nazionale dell'ISNET, la Italian Society of Neuromodulation
10:34e Neurotechnologies, tenutosi presso la Fondazione Santa Lucia IRCS di Roma. Ma cos'è l'ISNET e quali
10:40obiettivi ha la leonata società scientifica? L'abbiamo chiesto a Giacomo Koch, professore
10:44dell'Università di Ferrara e della Fondazione Santa Lucia, corresponsabile scientifico del
10:48congresso e presidente dell'ISNET. Una nuova realtà che con tanti altri colleghi abbiamo
10:55creato con entusiasmo per creare un nuovo spazio multidisciplinare nel quale sviluppare
11:02e accogliere una nuova ricerca scientifica che possa avere un impatto importante su tante
11:09patologie in ambito neurologico, psichiatrico, riabilitazione, disturbi dello sviluppo, insomma
11:16tematiche di neuroscienze traslazionali molto importanti che richiedono però l'interazione
11:24tra persone che hanno competenze diverse e che in questa nuova società ISNET speriamo
11:29possano trovare una casa comune. Diversi gli argomenti trattati nel corso
11:34del congresso, in particolare si è visto ad esempio come l'uso di dispositivi robotici
11:38di assistenza alla deambulazione affiancati alla fisioterapia tradizionale aumenti significativamente
11:44le probabilità che un paziente post ictus recuperi un'andatura autonoma su superfici
11:49piane. Mentre sono modesti ma significativi i benefici prodotti dalla realtà virtuale applicata
11:54sempre alla riabilitazione post ictus. Ambienti digitali interattivi che simulano movimenti
11:59quotidiani, graduabili per difficoltà e ripetibili senza rischi. Gli studiosi sono giunti a queste
12:04conclusioni nel primo caso dopo la recente revisione sistematica Cochrane che ha analizzato
12:08oltre 100 studi clinici confermando come questi sistemi riducano la dipendenza fisica dal
12:12terapista senza ridurre la qualità del recupero rispetto ai metodi tradizionali. Nel secondo
12:16caso in base alla giornata revisione sistematica medica che ha esaminato 190 studi clinici rilevando
12:22anche un impatto positivo sulla qualità di vita percepita dai pazienti. I risultati spingono
12:26quindi verso una progressiva integrazione della robotica e della realtà virtuale e percorsi
12:30riabilitativi e neurologici con la consapevolezza che le sfide non sono solo tecnologiche. La formazione
12:35degli operatori, la sostenibilità organizzativa e l'adattamento a modelli di cura esistenti restano
12:39infatti variabili determinanti per il trasferimento su larga scala. La tecnologia è sempre più
12:44importante nella presa in carico e nei percorsi di cura della persona con disabilità che ha
12:50difficoltà sia motorie ma anche cognitive e relazionali. Oltre all'efficacia e alla sicurezza
12:56che sono temi estremamente importanti nell'adottare queste nuove tecnologie dobbiamo affrontare
13:03e affronteremo sempre di più in futuro anche sfide etiche legate al trattamento dei dati, alla
13:08personalizzazione dell'intervento e all'interfaccia uomo-macchina che deve essere sempre tenere
13:14conto delle preferenze dei pazienti e dei bisogni in un'ottica di patient center rehabilitation.
13:21E come sarà il futuro in quest'ambito? Sicuramente è un futuro positivo, in crescita, la tecnologia può
13:29essere di supporto al riabilitatore, può accompagnare la persona con disabilità appunto nel suo percorso
13:36di recupero. Tuttavia dobbiamo avere enti regolatori molto definiti, dobbiamo avere indicazioni alla
13:43tecnologia molto chiare e quindi ci sono vari temi che vanno affrontati a vari livelli con la collaborazione
13:49delle varie società. Oggigiorno la medicina è sempre più incentrata sulla personalizzazione della
13:54terapia, un discorso che vale anche per le tecnologie? Assolutamente, la personalizzazione grazie anche
14:00allo sviluppo dell'intelligenza artificiale ci permetterà di fornire terapie sempre più mirate
14:06sui bisogni e sul funzionamento della nostra persona, quindi sicuramente la tecnologia sarà di
14:14grande aiuto in questo senso verso una medicina appunto personalizzata e centrata, ripeto,
14:19sui bisogni dei pazienti. Un altro tema di cui si è parlato è quello della depressione,
14:24grave malattia neurologica di cui soffrono nel mondo milioni di persone e più nello specifico
14:28di come trattarla grazie all'implementazione tecnologica. Oggi sappiamo che la resistenza
14:34ai trattamenti è un problema, è una sfida sanitaria importante che colpisce fino al 70% delle persone
14:43che soffrono di depressione maggiore e abbiamo diversi strumenti innovativi da integrare nei nostri
14:52percorsi clinici. In primis la stimolazione magnetica transcranica, una tecnica che ha dimostrato
14:59un'efficacia molto importante fino anche all'80% di miglioramento dei sintomi. Non è una tecnica
15:13che ha almeno 15 anni di evidenze scientifiche e cliniche. Sappiamo come utilizzarla, sappiamo quali
15:23protocolli, sappiamo come tipizzare il paziente, la persona che soffre di depressione e capire qual è
15:32l'intervento più adatto da adottare. Da questo congresso emerge un messaggio molto importante,
15:40l'innovazione tecnologica non è soltanto un tema affascinante, è un tema concreto che può
15:51entrare all'interno dei nostri percorsi clinici e il nostro impegno è quello di rendere questa
15:59implementazione sostenibile ma soprattutto accessibile a tutti.
16:14Grazie per averci seguito e alla prossima puntata.
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