Per il grande pubblico era soprattutto il volto di alcune commedie italiane degli anni Ottanta, da I fichissimi a Pierino contro tutti. Per chi invece ha seguito il teatro italiano negli ultimi vent’anni, Fabio Grossi era soprattutto un regista e drammaturgo. Un artista capace di passare dalla comicità al teatro classico, dalla tradizione siciliana alla scrittura più personale. È morto a Roma il 24 agosto, a 68 anni, lasciando alle spalle quasi cinque decenni tra palcoscenico, cinema, televisione e doppiaggio. Nato a Roma il 29 gennaio 1958, aveva iniziato a studiare recitazione ancora giovanissimo. Il debutto a teatro arriva nel 1977, a soli 19 anni, con L’uomo, la bestia e la virtù diretto da Edmo Fenoglio. Un testo che avrebbe ritrovato molti anni dopo, questa volta da regista. [idgallery id="2723097" title="Spettacolo di stile. Outfit e idee look da indossare a teatro (di sera o pomeriggio) nella Primavera 2026"] L’inizio con Edmo Fenoglio e Luca Ronconi Il suo apprendistato teatrale comincia accanto ad alcuni dei grandi nomi della scena italiana. Dopo L’uomo, la bestia e la virtù, nel 1978 torna a lavorare con Fenoglio in Le pillole di Ercole. L’anno successivo arriva l’incontro con Luca Ronconi, che lo sceglie per L’uccellino azzurro di Maurice Maeterlinck. È l’inizio di un percorso che lo porterà negli anni a dividersi tra cinema e teatro, fino a fare della regia e della drammaturgia il centro della propria attività. [idarticle id="2776134" title="Comico, fragile, disabile, Frankenstein: il teatro sociale si ribalta, a Milano. Le storie dei ''diversi'' sul palco"] Dagli anni Ottanta arriva il successo al cinema Prima della svolta teatrale, però, Grossi conosce il grande pubblico grazie al cinema. Nel 1981 entra nel cast di Mia moglie torna a scuola di Giuliano Carnimeo, L’onorevole con l’amante sotto il letto di Mariano Laurenti e Pierino contro tutti di Marino Girolami. Nello stesso periodo recita in I fichissimi di Carlo Vanzina, commedia diventata un piccolo cult della comicità italiana degli anni Ottanta. Nel 1982 arriva anche W la foca di Nando Cicero. Sono anni di set molto diversi da quelli che caratterizzeranno la sua seconda parte di carriera, ma che gli permettono di costruire una solida esperienza davanti alla macchina da presa. Nel 1989 arriva anche Scugnizzi di Nanni Loy, dove recita accanto a
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