00:01Quattro grandi gruppi siderurgici bresciani entrano nella partita per il futuro dell'ex
00:05Silva. Sono Feralpi, Duferco, Lucchini e Ferriera Valsabbia, parte dell'accordata italiana che
00:11insieme tra gli altri ad Arvedi, Marcegaglia e Beltrame ha manifestato interesse per gli
00:15impianti non coinvolti dal blocco dell'area a caldo. Federacciai ha affidato al presidente
00:19Antonio Gozzi il compito di verificare con il governo le condizioni necessarie per procedere.
00:24Un primo passo ancora non vincolante che testimonia però il peso dell'industria bresciana della
00:28l'acciaio in una delle partite più delicate della siderurgia nazionale. Sul futuro dell'ex
00:32Silva infatti resta una grande incognita quella dell'area a caldo di Taranto. Secondo Gianfranco
00:37Tosini del Centro Studi Siderweb lo scenario più probabile è che possa sopravvivere soprattutto
00:41l'attività di laminazione in sinergia con gli stabilimenti di Novi Ligure e Genova. Oggi
00:46l'ex Silva produce circa 2 milioni di tonnellate di acciaio, troppo poco per sostenere la struttura
00:50industriale esistente. Per rilanciare l'intero complesso tra bonifiche, nuova liquidità e investimenti
00:55per la decarbonizzazione Tosini stima che potrebbero servire circa 5 miliardi di euro.
01:00Da qui il nodo della materia prima. Ad eccezione di Arvedi, i produttori italiani interessati
01:04non producono le bramme necessarie e i laminatoi dovrebbero quindi acquistarle all'estero. Una
01:08soluzione sulla quale si confronta anche la proposta dell'Indiana Jindal che potrebbe invece
01:12fornire le bramme prodotte nei propri stabilimenti in Oman. Ma la questione più delicata resta quella
01:16occupazionale. La sola laminazione richiederebbe molti meno addetti rispetto all'attuale struttura
01:21produttiva. Se l'area caldo dovesse davvero fermarsi, il futuro di migliaia di lavoratori
01:25diventerebbe così il problema più urgente da affrontare.
01:28Credo che la questione più importante sia la produzione di acciaio, quindi da tenere
01:34l'area caldo a Taranto. Questo è il problema fondamentale al quale sarà difficile dare
01:41una risposta perché ovviamente togliere l'area caldo e di chiuderla praticamente a Taranto
01:49ci sono già il problema occupazionale che è quello a cui i sindacati ovviamente tengono
01:55di più perché sono coscienti che con il solo laminatorio c'è un eccesso di forza lavoro
02:04e quindi è un'acciaio che è un'acciaio che è un'acciaio che è un'acciaio che è
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