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  • 6 ore fa
Milano, 4 ago. (askanews) - Lui era il Milan. I tifosi arrivati a salutarlo ricordano Franco Baresi soprattutto per la fedeltà alla maglia rossonera, anche negli anni della Serie B, quando scelse di non lasciare la squadra. C'è chi lo seguiva ogni domenica a San Siro e chi ne ha conosciuto soltanto la storia. Nei loro racconti tornano il capitano, il calciatore e l'uomo: schivo, umile, presente nei momenti più difficili. Per molti, con la sua morte si chiude una parte della propria vita da tifosi."Lui non era uno come noi - dice un tifoso - ma ognuno di noi avrebbe voluto essere come lui e quindi la presenza era d'obbligo. Se tu vuoi, vorresti essere come una persona che poi se ne va, vorresti prendere il suo posto in tutto e per tutto. È impossibile con lui, però ha insegnato tutto, sia a livello calcistico, a livello umano, a livello giovanile, tutto"."Franco Baresi - sintetizza un sostenitor - è il capitano di tutti i Milan, il grande capitano. E' quello che è stato con noi in Serie B. Adesso le televisioni di Berlusconi ci buttano addosso Berlusconi su Baresi. Ma Baresi c'era prima di Berlusconi. Baresi è stato quello che è venuto in Serie B con noi, la Juventus lo voleva comprare, lui ha detto: "No, io Non ci vado. La Juventus ha giocato 2 anni in Serie B con noi e io mi ricordo qua, io ero sempre allo stadio, lo vedevo, era un giocatore straordinario, era meraviglioso. Era meraviglioso anche prima di Sacchi e anche come uomo: è rimasto orfano da ragazzo, ha avuto una vita difficile, cioè non è come Maldini che è un viziatello che batte i piedi se non ha quello che vuole lui. Baresi è sempre stato lì, è sempre stato nella difficoltà e insomma lo amiamo tutti."E' una parte del mio pezzo di storia, Baresi - dice una supporter - Ero tutte le domeniche a San Siro e quindi ho visto belle cose dal Milan."Franco Baresi ha rappresentato il Milan e lo rappresenterà per sempre. Era proprio il Milan - afferma un altro tifoso -. Quindi per me, ad esempio, si chiude proprio un ciclo perché ho cominciato nel '79 a venire allo stadio e ho subìto le stesse emozioni, anche se contrapposte, della prima volta che ho visto San Siro, il prato verde nel 79. Adesso, guarda, lo stesso livello di emozioni ovviamente contrapposte con la morte di Franco, quindi per questo siamo qua.

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00:00Lui non era uno come noi, ma ognuno di noi avrebbe voluto essere come lui e quindi la presenza era
00:07dobbia.
00:08Se tu vorresti essere come una persona che poi se ne va, vorresti prendere il suo posto in tutto e
00:14per tutto.
00:15È impossibile con lui, però ha insegnato tutto, sia a livello calcistico, a livello umano, a livello giovanile, tutto.
00:25Franco Baresi è il capitano di tutti i Milano, è il grande capitano, è quello che è stato con noi
00:30in Serie B.
00:31Adesso le televisioni di Berlusconi ci buttano addosso Berlusconi su Baresi, ma Baresi c'era prima di Berlusconi.
00:38Baresi è stato quello che è venuto in Serie B con noi, la Juventus lo voleva comprare e lui ha
00:43detto no, io non ci vado la Juventus.
00:45Ha giocato due anni in Serie B con noi e io mi ricordo, ero sempre allo stadio, lo vedevo, era
00:51un giocatore straordinario,
00:53era meraviglioso, era meraviglioso anche prima di Sacchi e anche come uomo, è rimasto orfano da ragazzo, ha avuto una
01:01vita difficile.
01:02Cioè non è come Maldini che è un viziatello che batte i piedi se non ha quello che vuole lui.
01:06Baresi è sempre stato lì, è sempre stato nella difficoltà e insomma lo amiamo tutti.
01:12È una parte del mio pezzo di storia, Baresi, ero tutte le domeniche a San Siro e quindi ho visto
01:20belle cose dal Milan.
01:21Franco Baresi ha rappresentato il Milan e lo rappresenterà per sempre.
01:27Era proprio il Milan, quindi per me ad esempio si chiude proprio un ciclo perché ho cominciato nel 79 a
01:33venire allo stadio
01:34e ho subito le stesse emozioni anche se contrapposte della prima volta che ho visto San Siro, il Prato Verde
01:42nel 79.
01:44Adesso, guarda, lo stesso livello di emozioni è ovviamente contrapposto con la morte di Franco.
01:49Quindi, insomma, per questo siamo qua.
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