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  • 1 giorno fa
Al termine del funerale di don Antonio Mazzi nella basilica di Sant'Ambrogio, il feretro è rimasto a lungo nella piazza davanti alla Basilica per l'ultimo saluto, in particolare da parte dei «suoi ragazzi» che, portando le casse per la musica, hanno cantato diversi brani, tra cui «Io vagabondo» dei Nomadi, tra le canzoni preferite del fondatore di Exodus e poi «L'Aquila Reale», inno della Fondazione scritto da Franco Mussida, storico chitarrista della Pfm. Infine, il feretro ha lasciato la basilica diretto al tempio crematorio del cimitero di Lambrate

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Trascrizione
00:02Tutti io un giorno crescerò e nel cielo della vita volerò
00:17Ah, un bimbo che ne sa, sempre altura non può essere l'età
00:31Oh, una notte di settembre mi svegliai, mi calco sulla pelle
00:46Subi al nuovo il chiarore del esterno, fissando vera casa mia
00:59E quel cammino che tocava in un cuantino
01:04E io, vagabondo che sono io, vagabondo che non sono altro
01:24Sì, la strada è ancora la
01:30E il giorno non può essere l'età
01:33E il giorno non può essere l'età
01:38E il giorno non può essere l'età
01:39Ah, un bimbo che ne sa, sempre altura non può essere l'età
01:52Ah, una notte di settembre mi svegliai, mi calco di un cammino
02:07E il giorno non può essere l'età
02:11E il giorno non può essere l'età
02:19E il giorno non può essere l'età
02:33Sì, la strada è ancora la
02:37E il giorno non può essere l'età
02:41E il giorno non può essere l'età
02:44E il giorno non può essere l'età
03:01So che tukalazca a Nordeo, ho ald su pasta, io
03:08E' un sighato che è solito, lo sa cheаковo che non sono altro
03:15So che tukalazca a Nordeo, ho stateGo
03:21E' un spirituallyo, lo sa che 용���asca a Nordeoa
03:58Grazie a tutti.
04:17Grazie a tutti.
04:32Grazie a tutti.
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