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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:01Allora, introduco semplicemente, facciamo questa breve chiacchierata perché, intanto grazie al gruppo che Leonardo si rappresenta, ci diamo del lei
00:10come giusto che sia, anche se io non sono un collaboratore del giornale, però all'editore secondo me è giusto
00:15dare sempre del lei.
00:17Lei rappresenta il secondo gruppo editoriale italiano e ha una caratteristica che la accomuna a quello che è il mio
00:26editore, cioè Cairo, cioè anche lei, e siete un caso rarissimo in questo paese, è un cosiddetto editore puro, cioè
00:33non ha altri interessi in altre questioni, non ha ad esempio delle cliniche, ma io non voglio fare nomi, qualcuno
00:43già sorride, ma non ha cliniche private.
00:46Non è Angelucci, l'ho fatto, scusate. Questo però ti dà l'idea, ce ne sono anche altri, che sostanzialmente
00:54è una persona che ha deciso di investire su quella che una volta si sarebbe chiamata la Galassia Gutenberg.
01:00Io voglio proprio partire da qui perché nella fase nella quale stiamo vivendo c'è proprio, lei crede nella carta
01:06e ovviamente sta lanciando tutta una serie di prodotti come è necessario che sia del digitale.
01:12Ma da imprenditore editore puro, era questo il momento giusto per, come dire, rilanciare anche la cosiddetta Galassia Gutenberg?
01:21Perché io voglio continuare a chiamare così in omaggio anche all'amico e al grande maestro Corrado Augias.
01:26Sì, io direi di sì, era il momento. Non è vero che l'editoria è in crisi.
01:33È in crisi un certo modo di fare l'editoria, è in crisi ovviamente, in parte, devo dire, l'editoria
01:40cartacea.
01:41Ma gli sviluppi che si intravedono relativi ai social network e al digitale in generale ci fanno ben sperare.
01:52C'è un spostamento, direi, degli strumenti di comunicazione, dei veicoli di comunicazione dalla carta ai social network, segnatamente e
02:02al digitale.
02:03La cosa che ci fa sperare molto è che, ancora più nei social network, il valore della storicità dei brand,
02:12quindi la storia dei giornali, è un valore essenziale.
02:17Io vado spesso negli Stati Uniti, dove vedo un pochino come gira l'editoria, in posti un pochino più avanzati,
02:28che anticipano sempre un pochino le evoluzioni.
02:31E che cosa sta succedendo? Sta succedendo che nel mondo dei social network si monetizza, si monetizza prevalentemente sui verticali,
02:41ma oltre a questo emerge il valore dei brand, dei giornali, quindi la stampa, il Corriere della Sera, altri giornali.
02:51Anche qui, sulle piattaforme avranno un ruolo centrale, cioè si andrà a leggere le notizie che vengono da giornalisti, da
02:59professionisti qualificati, da giornali che hanno una storia.
03:03Per questo motivo ho detto, cerchiamo di entrare nell'editoria, ma di spostarci rapidamente sull'innovazione, considerando però il giornale
03:15cartaceo sempre importante,
03:17perché di fatto da una parte ci dà autorevolezza, dall'altra parte c'è molta gente che ancora legge il
03:23giornale cartaceo.
03:24Quindi innovazione, e l'innovazione funziona, prospetticamente, continuando però a fare il giornale cartaceo che ci dà autorevolezza e ha
03:34comunque un gran numero di persone che ancora lo leggono.
03:38Cioè l'editoria, io vorrei essere ottimista da questo punto di vista, non credo che sia in crisi.
03:44Noi riusciamo a fare dei numeri, quindi a chiudere i nostri bilanci in attivo, ormai dal primo giorno in cui
03:49abbiamo cominciato.
03:51Quindi direi, si sta trasformando l'editoria, ma il valore e la storicità dei giornali rimane essenziale.
03:59La seconda cosa che le voglio chiedere riguarda, è un'evoluzione diciamo, di quello che lei ci sta raccontando.
04:05Oggi, a differenza del passato, è la velocità che purtroppo fa la differenza.
04:10Nella velocità c'è però una grande insidia, con il direttore Molinari ne abbiamo parlato spesso.
04:15Una volta noi eravamo abituati al fatto che il giornale cartaceo usciva, tu andavi in edicola, lo compravi, poi avevi
04:22il Tg1 delle 20.
04:24Insomma, quelli erano i media, non avevi la possibilità.
04:27Oggi noi siamo continuamente scrollati, per usare un termine che i giovani conoscono bene, e inondati di notizie.
04:33Quindi da una parte c'è il giornale cartaceo che lei dice deve continuare a essere perché ci dà comunque
04:37autorevolezza, dall'altra parte è il digitale.
04:40Ecco, oggi il grande tema è come, diciamo, dare le notizie nel modo più corretto possibile e spesso la velocità
04:47è nemica di questo.
04:48Allora, vi diamo un momento molto delicato per chi fa informazione e anche per chi investe nell'informazione, no?
04:55Ma secondo me l'editoria del futuro funzionerà così.
04:59Ci sarà il giornale cartaceo che progressivamente si sposterà sull'approfondimento, e già sta succedendo in gran parte.
05:08Ci sarà invece il mondo del digitale e social network che racconteranno, come diceva lei, in velocità le notizie.
05:16Questo sta già accadendo, quindi prospetticamente io vedo il giornale cartaceo come giornale nel quale c'è la possibilità di
05:26approfondire le notizie
05:28e di avere tempo per approfondirle, ma soprattutto avere la capacità di concentrazione per leggere.
05:34Il tema che emerge, e questo non è una cosa particolarmente positiva, però è quello che accade,
05:41è che la capacità di concentrazione delle nuove generazioni rispetto alle vecchie generazioni, comprese la mia, è molto molto ridotta.
05:51Quindi noi dobbiamo, e non c'è una riduzione della volontà di informarsi, non c'è, perché i ragazzi leggono.
05:59Leggono con modalità diverse, con modalità molto più immediate e veloci.
06:05Dobbiamo da una parte mantenere l'approfondimento con la carta e d'altra parte adattarci a quello che è il
06:12mercato di riferimento prospettico,
06:15che è quello delle nuove generazioni, facendo dei giornali sulle piattaforme, come dicevo prima,
06:20che da una parte hanno questa caratteristica di brevità e di capacità di leggere notizie in modo molto sintetico e
06:33immediato,
06:34ma d'altra parte hanno il valore sempre dei giornali e del brand dei giornali, come dicevo prima,
06:41ma anche un altro aspetto che a me interessa molto, che è il fatto che i giornalisti ritornano on the
06:46road, come si dice.
06:48Cioè io immagino dei giornali, cosa che già sta succedendo per quanto ci riguarda,
06:52stiamo facendo un grande investimento sui social network,
06:55io immagino dei giornali nei quali i ragazzi giornalisti, ovviamente, tornano sulla strada,
07:02riprendono le immagini, fanno delle interviste, scaricano tutto dentro le nostre piattaforme,
07:07quindi un giornalismo molto più veloce, ma non per questo meno incisivo, direi.
07:13Ancora per quanto riguarda il suo settore con l'editoria, lei oltre che la stampa,
07:18arriva da un'esperienza che è quella dei cosiddetti giornali locali,
07:23che sono una vera e propria miniera.
07:25Io mi ricordo che Maurizio Costanzo diceva sempre che nella sua redazione
07:30la prima cosa da fare era leggere i giornali locali, perché sono delle miniere di storie,
07:35i giornali locali.
07:37E Maurizio, quando poi metteva in scena il suo Maurizio Costanzo Show,
07:43molte di quelle storie che portava su quel palco straordinario erano storie raccontate proprio dal territorio.
07:51Ecco, da questo punto di vista lei vede ad esempio una differenza tra il fare un giornale storico,
07:56importante come la stampa, sa, a Torino veniva chiamata in modo buonario la Busiana,
08:01in Veneto c'era il Gazzettin, si dice qua.
08:05Fare un giornale di giornali di territorio e un giornale nazionale,
08:10lei ha visto con questo cambiamento anche tecnologico, ci sono delle differenze secondo lei?
08:15Ma no, direi che l'editoria appunto dei prossimi anni sarà un'editoria glocal, come si dice.
08:22Io credo moltissimo nel racconto locale, nella narrazione, nell'informazione locale.
08:28Ho cominciato la mia esperienza comprando il Tirreno, poi la Gazzetta di Modena,
08:32Gazzetta di Reggio, Nuova Ferrara, Nuova Sardegna, Provincia Pavese e così via.
08:38Poi abbiamo acquisito la stampa, che comunque è un giornale fortemente posizionato nel nord-ovest,
08:44che ha però una sua storia nazionale, ma soprattutto una sua credibilità internazionale importante.
08:51La sinergia tra le due cose, cioè l'informazione che viene dal locale,
08:56che viene rilanciata su un profilo nazionale e internazionale,
09:01credo che sia la soluzione del futuro, anche perché in realtà noi stiamo vivendo
09:06un'esperienza straordinaria in questo periodo, perché abbiamo lanciato la stampa
09:11delle comunità degli italo-americani.
09:13Quest'idea mi è venuta perché noi abbiamo moltiplicato il numero di abbonamenti
09:19della Nuova Sardegna, quando abbiamo fatto un accordo con l'Associazione dei Sardi nel mondo.
09:24Allora a quel punto ho pensato, perché non facciamo la stampa,
09:28lanciamo la stampa delle comunità italo-americane.
09:31Questa è un'operazione di grandissimo successo, devo dire, è la cosa più bella,
09:35una delle cose più belle che ho fatto da quando faccio questo mestiere,
09:39ormai sono più di 30 anni che faccio questo lavoro,
09:41perché permette intanto alle comunità italo-americane di capire molto meglio l'Italia.
09:48Ma che cosa cercano gli italo-americani e l'Italia?
09:51L'iper-local, le notizie locali.
09:55Quindi il locale torna come elemento, diciamo, trainante di un'operazione editoriale
10:00di profilo internazionale.
10:01Stiamo, apriremo, insomma, inaugureremo la sede nella fine settembre e prima di ottobre a Manhattan
10:08di questa operazione che sta seguendo Maurizio Molinari, l'ottimo Maurizio Molinari
10:13e faremo questo esercizio che può mettere in collegamento il mondo degli italo-americani
10:19col mondo degli italiani in un'ottica appunto di attenzione alle notizie locali
10:26che sono quelle che interessano loro, ma nel contempo conoscere noi questo mondo degli italo-americani
10:32che è un mondo articolato, complesso, ma molto interessante.
10:36Quindi il local vincerà, diciamo.
10:38Allora, l'ultima domanda che le voglio fare per poi dare spazio al dibattito che abbiamo previsto.
10:42Non si fanno domande politiche a un editore e quindi ovviamente mi...
10:47perché l'editore parla attraverso i suoi giornali, attraverso i suoi giornalisti,
10:52attraverso la libertà che lascia al direttore, al vice direttore, al direttore editoriale
10:56e quindi il suo lavoro è quello.
10:58E quindi, diciamo, non la prendo in modo un po' paraguru, diciamo, alla lontana,
11:02ma le voglio chiedere semplicemente da imprenditore che idea si è fatta di questa,
11:06brevissimamente, di questa fase del paese, visto che per l'Italia sarà un anno elettorale.
11:10E quindi ha voglia notizie, anzi sarà un periodo straordinario da raccontare.
11:15Ma io quello che mi preoccupa a me in genere di tutto ciò che sta succedendo
11:21sono i... diciamo, non apprezzo i populismi.
11:25E io vedo che c'è una... come dire, una...
11:29mi spaventa sempre quando c'è un rapporto forte tra un leader e il popolo.
11:33Questi sono momenti in cui mi sembra che sta avvenendo sempre di più questo.
11:39Questa roba qui mi preoccupa molto.
11:42Io credo che il populismo sia una malattia dell'organizzazione sociale, della politica, eccetera.
11:52Le forme intermedie sono quelle che in qualche modo organizzano le culture,
11:57il consenso, preparano e formano le classi dirigenti.
12:01Credo che quello che sta avvenendo qui e che mi preoccupa
12:04è un esercizio, diciamo, politico che va in quella direzione.
12:08Quindi se devo dire qual è un po' la linea elettoriale che ci contraddistingue
12:12è fare un giornale in equilibrio
12:15che, diciamo, guardi con un po' di sospetto a questa nuova forma, diciamo,
12:21di fare politica che mi sembra che a livello mondiale
12:23sta producendo qualcosa di particolarmente negativo.
12:27Ecco, dicevo poc'anzi a qualche amico
12:31che in qualche modo del passato noi dobbiamo osservare le cose migliori.
12:39E tra le cose migliori, dal mio punto di vista,
12:41c'erano per esempio i partiti che funzionavano,
12:44c'erano delle forme organizzative e associative che funzionavano.
12:48C'era, come dire, un corpo intermedio di formazione della classe dirigente
12:52che sta scomparendo.
12:54Quindi, ecco, quello che sta avvenendo e quello che non mi piace
12:57è questo rapporto diretto, direi, anche un po' patologico
13:02tra il grande capo, il grande leader e il popolo.
13:05Questo non mi è mai piaciuto e questo ci spaventa.
13:09Grazie ad Alberto Leonardis
13:11e devo dire, il fatto che un editore importante,
13:15il secondo gruppo italiano, faccia questa rassicurazione,
13:18insomma, vedo anche che il maestro Corrado Augas
13:21seguiva con grande attenzione, è una bella, come dire,
13:24è una bella rassicurazione visto i tempi che corriamo.
13:26In bocca al lupo e grazie...
13:29Grazie a voi e complimenti, una città fantastica, ecco, veramente.
13:32Poi lo diremo magari alla fine di questi cinque giorni,
13:35lei si ferma soltanto oggi, perché giustamente anche ha altre cose da fare,
13:37proveremo a mettere insieme nord-est e nord-ovest.
13:40Sì, ne parlavamo prima.
13:42Perché partirà, vabbè, però non possiamo annunciarlo adesso nei prossimi giorni,
13:44ma ci sarà qualche sorpresa.
13:45Stiamo pensando a qualcosa di bello, dai.
13:47In coming soon.
13:48Ok, alla grande, grazie.
13:49Arrivederci, grazie.
13:51Grazie Alessandro.
13:52De Angel, giustamente, non ha intervistato il suo editore.
13:54Mi accendete? Ecco qua.
13:57Grazie, grazie.
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