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  • 12 ore fa
Trascrizione
00:00Risconto, Presidente, non per cortesia di interlocuzione, ma per radicata convinzione le sue riflessioni
00:08sulla professione giornalistica. Il Regolamento europeo sulla libertà dei media è entrato
00:14in vigore l'8 agosto del 2025, un anno addietro, dettando regole immediatamente applicabili
00:23che riguardano tra l'altro le questioni della indipendenza editoriale, i contenuti delle
00:29grandi piattaforme digitali, il funzionamento indipendente dei media del servizio pubblico.
00:35Il ritardo, anche in Italia, del pieno recepimento di indicazioni cui hanno contribuito gli stessi
00:42governi dell'Unione e i deputati al Parlamento europeo, espressi dai diversi Paesi membri,
00:49appare difficilmente comprensibile. Il ruolo essenziale dell'informazione nei sistemi
00:56democratici, in particolare dei servizi pubblici, non può incontrare ambiguità. È auspicabile
01:03che, nell'attesa, si ponga finalmente riparo alla paralisi del sistema radio-tv pubblico determinato
01:11dal blocco del funzionamento della Commissione parlamentare, la cui denominazione ne esprime
01:18l'importanza per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radio-televisivi.
01:26Ho più volte segnalato come libertà, informazione e democrazia siano coessenziali. I giornalisti
01:34sono testimoni dei fatti. Quando questo compito viene impedito ed ostacolato, non si tratta
01:42di aggressione a singoli professionisti, bensì di un vulnus recato a tutti noi, perché
01:48la libertà è un bene indivisibile. Come osserva il rapporto della Commissione europea
01:54sullo Stato del diritto, rivolgendosi a numerosi Paesi membri, tra cui l'Italia, va garantita
02:02la libertà di stampa, tenendo conto delle norme europee sulla protezione dei giornalisti.
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