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  • 2 ore fa
Roma, 30 lug. (askanews) - "Crediamo che le sanzioni" contro i coloni israeliani "debbano essere mirate contro chi fomenta l'odio, l'estremismo e la violenza, senza colpire indiscriminatamente la società civile israeliana. Per questo continuiamo a ritenere, insieme alla Germania e ad altri Paesi, che la sospensione, anche parziale, dell'Accordo di Associazione tra Unione europea e Israele non sia per il momento la scelta giusta". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, nel corso del Question Time al Senato, a un'interrogazione del senatore Peppe De Cristofaro (Misto-Avs)."Accanto alle sanzioni nei confronti di Hamas, l'Italia è stata la prima a porre il tema delle sanzioni contro i coloni responsabili di atti di violenza, così come misure concrete contro il ministro Ben Gvir", ha aggiunto il ministro spiegando che l'Italia sta "valutando ulteriori proposte avanzate dalla Commissione europea riguardanti prodotti provenienti dagli insediamenti illegali".

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00:00L'Italia è stato tra i primi Paesi a porre il tema delle sanzioni contro i coloni responsabili di atti
00:04di violenza,
00:05così come a proporre misure concrete contro il ministro israeliano Ben Gvir.
00:09Stiamo valutando con attenzione, insieme ai nostri partner, le ulteriori proposte avanzate dalla Commissione europea
00:15riguardanti i prodotti provenienti dagli insediamenti illegali sulle quali è necessaria l'unanimità.
00:22Crediamo che le sanzioni debbano essere mirate contro chi fomenta l'odio, l'estremismo e la violenza,
00:26senza colpire indiscriminatamente la società civile israeliana.
00:30Per questo continuiamo a ritenere, insieme alla Germania ed altri Paesi,
00:34che la sospensione, anche parziale, dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e l'Israele
00:38non sia per il momento la scelta giusta.
00:41L'Italia ha sempre parlato chiaro a difesa della soluzione a due Stati,
00:45perché significa difendere la sicurezza di Israele, i diritti dei palestinesi e la stabilità dell'intera regione.
00:50E questa è la linea che abbiamo seguito e continueremo a seguire.
00:54Dialogo con tutti, fermezza sui principi e nessun passo indietro davanti a chi mette a rischio la prospettiva della pace.
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