00:22In 6 mesi quasi 500 roghi e più di 9.500 ettari andati in fumo, l'equivalente di oltre 13
00:28.000
00:28a campi da calcio. L'Egambiente lancia l'allarme sugli incendi boschivi, evidenziando come la crisi
00:33climatica stia cambiando il calendario del fuoco. I rughi non aspettano più l'estate, divampano sempre
00:38più spesso già in inverno e primavera. Secondo il report dell'Associazione Italia in Fumo
00:422026, dall'inizio di quest'anno fino al 15 giugno in Italia c'è stato un aumento di oltre il
00:4736%
00:48di incendi rispetto allo stesso periodo del 2025. Di questo passo a fine anno si potrebbe arrivare
00:53a superare il triste primato raggiunto lo scorso anno, che ha visto bruciare in tutta Italia
00:57oltre 96.500 ettari. Cambia anche la geografia delle regioni colpite, che fino a qualche anno
01:02fa non erano ad alto rischio, nei mesi antecedenti la stagione antincendio boschivo, ed oggi invece
01:07lo sono, come il Piemonte, la Liguria e la Toscana, che solo nel mese di maggio ha visto bruciate
01:11in provincia di Lucca ben 623 ettari. Il mezzogiorno si conferma da inizio anno l'area del peso
01:16più colpita dalle fiamme, con Sicilia e Calabria in testa, seguite da Campania, Puglia, Sardegna
01:21e Basilicata. Per fronteggiare la situazione secondo l'Egambiente serve una risposta prima di tutto
01:26territoriale e preventiva che punti sulla pianificazione integrata e la riduzione dei
01:30rischi alimentati dalla crisi climatica. Come riesce la Posidonia Oceanica a crescere
01:36rigogliosa fino a 50 metri di profondità dove la luce è scarsa e composta da radiazioni
01:40blu? La risposta arriva da una ricerca della stazione zoologica Anton Dorn e dell'Università
01:45di Verona, con il CNR e il Politecnico di Milano. Il team ha svelato come la pianta marina
01:49abbia sviluppato nel corso dell'evoluzione un sistema fotosintetico altamente efficiente.
01:53La Posidonia Oceanica possiede infatti un sistema antenna molto più steso e complesso
01:57rispetto a quello delle piante terrestri. Questa caratteristica aumenta la capacità
02:01di intercettare i pochi fotoni disponibili sui fondali marini. Allo stesso tempo è emerso
02:06che la pianta ha rinunciato ad alcune conformazioni della clorofilla, selezionando configurazioni
02:11moleculari che accelerano il trasferimento dell'energia verso il centro di reazione della
02:15fotosintesi. È così che la Posidonia Oceanica riesce a sfruttare con elevata efficienza
02:20alla limitata luce disponibile sui fondali marini. Per ricostruire questo meccanismo
02:24il progetto ha riunito professionisti specializzati. Il campionamento delle piante, a diverse profondità
02:29nei dintorni dell'isola di Ischia, e gli studi ecologici ed evolutivi sono stati condotti
02:33presso la stazione zoologica Anton Dorn, grazie alla criomicroscopia elettronica dell'Eye Lab
02:38del CNR, un'infrastruttura di ricerca avanzata tra le poche realtà di questo tipo nel sud Italia.
02:44E agli analisi strutturali dell'Università di Verona è stato quindi possibile ricostruire
02:48la struttura tridimensionale del fotosistema della Posidonia con risoluzione atomica,
02:53una scoperta che non solo migliora la nostra conoscenza dei ecosistemi marini, ma apre
02:57anche nuove prospettive per sviluppare culture agricole più sostenibili.
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