00:06Donald Trump questa sera non ha parlato del passato, ha parlato del futuro. Formalmente
00:12il Presidente degli Stati Uniti ha dedicato il suo raro discorso televisivo alle elezioni
00:17del 2020, tornando ancora una volta a sostenere, senza prove riconosciute dalle autorità e
00:24dai tribunali che le elezioni del 2020 siano state rubate. Ma in realtà il vero messaggio
00:30era rivolto alle elezioni di metà mandato del prossimo novembre. Trump ha definito il
00:36sistema elettorale americano così rotto e così vulnerabile che nessuno può difenderlo,
00:43accusato membri del cosiddetto Deep State di aver nascosto e minimizzato l'entità delle
00:48interferenze della Cina, presentando nuovi documenti dell'intelligence appena desecretati
00:55che dovranno ora essere analizzati e verificati, anche attaccato su supposti centinaia di migliaia
01:02di non cittadini che votano regolarmente. A eccezione di Fox News, CNN, MSNBC e altro
01:09hanno scelto di non trasmettere in diretta il discorso predisidenziale, una decisione
01:14che riflette la preoccupazione per il rischio di diffondere in tempo reale, affermazioni
01:20ancora non verificabili. E per qualcuno non è solo una coincidenza che la Casa Bianca
01:25convicui un raro discorso alla nazione, proprio mentre l'amministrazione attraversa una delle
01:32settimane più difficili tra il sempre vivo caso Epstein, le audizioni al Senato, dei candidati
01:38alla giustizia e all'intelligence e le crescenti proteste per gli immigrati, anche regolari,
01:45uccisi in strada da licio. Joseph Goebbels viene spesso citato per la teoria della grande
01:50menzogna. In realtà fu il suo capo Adolf Hitler nel Mein Kampf a descrivere il principio secondo
01:57cui una falsità tanto enorme può diventare credibile, proprio perché la maggior parte delle
02:04persone fatica a immaginare che qualcuno possa inventarla. Non è un paragone tra Trump
02:10e Hitler, ma il richiamo è una tecnica di propaganda conosciuta da oltre un secolo, ripetere
02:17una menzogna fino a renderla familiare. Le conseguenze della big lie non appartengono
02:23solo ai libri di storia, furono migliaia di persone convinte che le emozioni fossero state
02:28rubate ad assaltare il Campidoglio il 6 gennaio del 2021 nel tentativo di impedire
02:34al Congresso di certificare la vittoria di Joe Biden. Oggi Trump torna a evocare quelle
02:39stesse accuse da Presidente degli Stati Uniti. Per gli americani tutto questo assume un significato
02:46ancora più profondo. Gli Stati Uniti sono il paese del never give up. Chi perde può rialzarsi
02:53e riprovarci, ma esiste una figura che la cultura americana ha sempre guardato con particolare
02:59disprezzo. Il sore loser, il cattivo perdente, quello che rifiuta il verdetto e sostiene che
03:05la partita fosse truccata. Per generazioni è stato considerato l'esatto contrario dello
03:11spirito americano. Oggi quella figura siede nello studio vale. Ed è proprio qui che il discorso
03:18di questa sera diventa importante. Il vero obiettivo non sembra essere il 2020, ma novembre
03:252026 è sembrata quasi una prova generale, un test politico per misurare fino a che punto
03:31l'opinione pubblica americana, non solo quella repubblicana, ma anche quella democratica e indipendente
03:38sia disposta ad accettare l'idea che anche le prossime elezioni possano essere messe in
03:44discussione prima ancora di svolgersi. La differenza rispetto al 2021 è enorme. Allora
03:51Trump era un presidente sconfitto. Oggi è il presidente in carica e utilizza il peso della
03:56Casa Bianca, dell'intelligence e del Dipartimento di Giustizia per cercare di dare autorevolezza
04:02alla stessa narrazione. Emblematica è stata l'audizione al Senato di Todd Blanche, candidato
04:09alla conferma come attorney general. Alla domanda sul suo rapporto con Trump ha risposto
04:15istintivamente sono il suo avvocato. Poi si è corretto, ero il suo avvocato. Lapsus
04:21che ha raccontato più di molte risposte. Blanche arriva però alla conferma in una posizione
04:26già gravemente indebolita. Pochi giorni fa una giudice federale ha demolito il controverso
04:33accordo tra il Dipartimento di Giustizia e l'IRS, criticando duramente il suo operato
04:38e disponendo la trasmissione degli atti agli ordini disciplinari, compreso l'Ordine degli
04:43Avvocati di New York. Un fatto eccezionale perché aspira a guidare il Dipartimento di
04:49Giustizia. Eppure, anche se il Senato dovesse respingere la sua nomina, Trump potrebbe comunque
04:56mantenerlo come acting attorney general. Intanto cresce anche lo scontro con la stampa. Il New
05:02York Times ha chiesto ai giudici di annullare le citazioni rivolte ai propri giornalisti
05:08nell'inchiesta sulla fuga di notizie sul nuovo Air Force One. Un'altra vicenda in cui torna
05:14sotto pressione il primo emendamento. La vera risposta al discorso di Trump però non arriverà
05:20questa sera dai commentatori televisivi. Arriverà nei prossimi giorni. Ci saranno manifestazioni
05:27spontanee? Proteste? Oppure l'America archivierà tutto come l'ennesima provocazione mentre milioni
05:34di persone si preparano al weekend estivo? Anche questo dirà molto perché se un presidente
05:40può tornare a mettere in dubbio il sistema elettorale americano senza provocare una reazione
05:46significativa dell'opinione pubblica, allora il vero test di questa sera non riguardava
05:52soltanto Donald Trump, riguardava l'America. La posta in gioco non è più il passato, è
05:58la fiducia degli americani nelle prossime elezioni e forse nella sopravvivenza stessa.
06:04Della loro democrazia.
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