00:00a portare la mafia in tribunale, che significa soprattutto darle un nome, che significa processarla,
00:07che significa dire che si poteva combattere quel male. Lo ha fatto senza paura, senza
00:15paura di fare i nomi e cognomi, senza paura di inchiodare i mafiosi alle loro responsabilità,
00:20senza paura di denunciare anche la cappa di omertà che aveva fino a quel momento protetto
00:27crimini e affari, sbattere in faccia all'opinione pubblica verità che altrimenti sarebbero state
00:33taciute. Ed è evidente che quindi, per Cosa Nostra, il giudice Falcone meritava una punizione
00:42esemplare, la più feroce, la più violenta, perché quella punizione doveva essere un monito
00:48e doveva essere un messaggio, nessuno poteva sfidare la mafia. Solo che in quel caso Cosa
00:54Nostra ha fatto un enorme errore di valutazione, perché quella strage che era concepita per
01:00intimidire lo Stato e piegare la coscienza degli italiani produsse l'effetto diametralmente
01:07opposto. Portò la gente a reagire, migliaia di cittadini che decisero di non voltarsi più
01:16dall'altra parte e nacque così una nuova consapevolezza civile, la consapevolezza per
01:25cui combattere la mafia diventava una responsabilità condivisa. Tra pochi giorni ricorrerà l'anniversario
01:33della strage di Via D'Amelio, prima Giovanni Falcone, poi 57 giorni dopo Paolo Borsellino,
01:39due uomini, due amici, lo abbiamo visto, si vede benissimo in questa immagine, due persone
01:46che hanno avuto una vita accumunata anche nel loro destino terribile, due uomini che hanno
01:54conosciuto la solitudine, l'isolamento, alimentati talvolta persino da chi avrebbe dovuto aiutarli
02:00e sostenerli. Ma come dimostrano anche le più recenti indagini della Procura di Caltanissetta
02:13emerse anche grazie al lavoro della Commissione Antimafia e voglio ringraziare tutti per questo
02:19chi ha tramato nell'ombra è stato sconfitto. Oggi è l'eredità di Falcone e di Borsellino
02:28a parlare, anzi diciamo a gridare, squarciando quel velo di omertà e ipocrisia che per troppo
02:36tempo ha accompagnato la loro storia. Il testimone di Giovanni, il testimone di Paolo non è caduto,
02:43è saldo nelle mani delle istituzioni, rappresenta un giuramento quotidiano che va dal mio punto
02:49di vista onorato con i fatti e voglio dirlo in una giornata particolare nella quale voglio
02:54ringraziare la direzione distrettuale antimafia, procuratore De Lucia per averci consegnato un'altra
03:03importante vittoria insieme alle forze dell'ordine, delle istituzioni contro la criminalità organizzata.
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