00:00Professor Cacciari, che feste della filosofia sarà questa edizione?
00:04Il programma è molto ricco perché spazia dall'analisi dell'argomento sul piano tecnico, scientifico,
00:17biologico, matematico, eccetera, fino ai problemi del rapporto disordine-caos nel mondo politico,
00:26nei rapporti internazionali, nella competizione tecnologica, eccetera, eccetera.
00:34Quindi è davvero un tema trattato in modo vasto, approfondito.
00:41Significa che tu sei in una situazione in cui ti mancano anche tasselli, elementi, fattori del precedente ordine.
00:49Il disordine è il disordine di alcuni fattori che sussistono.
00:54Oggi parebbero mancare i soggetti su cui riorganizzare una legge, un ordine, un nomos della terra.
01:05Questo rende tutto molto problematico perché se ci sono, sulla scacchiera,
01:15ci sono dei pezzi disordinati, ma i pezzi ci sono, puoi ricomporre.
01:22Se ti mancano i pezzi, inventarseli di nuovo, nuovi soggetti, nuovi paradigmi, nuove strategie, nuove idee, è molto più complicato.
01:34La logica del caos è una logica generativa.
01:38Caos nel suo senso ordinario noi pensiamo che indichi semplicemente confusione,
01:44ma in realtà nel suo senso proprio caos indica il passaggio verso l'ordine,
01:50il processo di apertura, di possibilità, di imponderabile, di indeterminato,
01:56che porta verso un nuovo equilibrio e un nuovo ordine.
02:00Noi abbiamo scelto questo tema così difficile anche e ambivalente
02:06perché la condizione nella quale viviamo è una condizione di caos estremo, di disordine,
02:14di disordine geopolitico prima di tutto, ma anche di disordine energetico, di disordine climatico.
02:21È una situazione, come si usa dire, policritica, cioè nella quale varie crisi si sono sintonizzate
02:28le une sulle altre e si influenzano reciprocamente.
02:32Proveremo a dare qualche strumento per capire in cosa consistono effettivamente queste crisi
02:38e come si può provare a calcolare la loro evoluzione.
02:45Il caos è l'elemento della trasformazione e dell'innovazione.
02:49Dicevamo prima una cosa, se si vuole, scontata, no?
02:55Ma le culture finiscono sempre.
02:57Noi italiani andiamo molto fieri del nostro rinascimento,
03:01che porta nel nome stesso l'idea della rinascita di qualcosa che era morto.
03:06E quindi senza la fine di un mondo, di una cultura, non avremmo avuto il rinascimento.
03:13La storia procede così.
03:15Eravamo abituati, pensavamo in modo molto rassicurante, vivevamo in un mondo che da circa 80 anni
03:23aveva trovato una sua stabilità.
03:25Quel mondo multilaterale, a dominanza occidentale, a dominanza democratica,
03:33noi ci rendiamo conto che oggi è in crisi.
03:36Dobbiamo trovare i modi di salvaguardare i valori nei quali ci riconosciamo
03:43in un'epoca di cambiamento profondo.