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Trascrizione
00:10Benvenuti da Claudio Brachino a questa nuova puntata di Primo Piano, rubrica dell'agenzia
00:15di stampa Italpress che racconta l'attualità attraverso un'intervista a un protagonista
00:21medesimo dell'attualità. Tocca spessissimo alla politica e tocca spessissimo ai libri,
00:27vi ho già introdotto i temi, oggi abbiamo una figura politica e abbiamo un libro. La
00:32figura politica è il sottosegretario della cultura Gian Piero Cannella, benvenuto.
00:36Grazie, grazie a voi per i libri.
00:38Il libro è molto interessante, ve lo mostro subito, Gian Piero Cannella, la cultura di
00:44destra non barrato esiste, conversazione con Danilo Maniscacco e prefazione del ministro
00:50della cultura Alessandro Giuli. Ecco, lo vedete, i libri si fanno vedere e così vi leggo anche
00:57una quarta di copertina, la leggo per la prima volta insieme, se faccio errori dopo 18 anni
01:03telegiornali sarò punito. Esiste davvero una cultura di destra oppure per decenni il
01:10pensiero conservatore è stato escluso dal racconto culturale dominante? Un confronto serrato e senza
01:19rettoria sul rapporto tra identità, tradizione, arte, politica e libertà culturale nell'Italia
01:26contemporanea. È un tema sottosegretario su cui io parlo al nostro e che me ne sono
01:30occupato tantissimo. Io insomma sono ancora uno di quelli che ha letto da giovane Bobbio,
01:35destra e sinistra, che dice all'inizio è un crocevia, poi diventa una direzione antropologica,
01:40poi culturale, poi un modo d'essere, una grammatica valoriale, poi si deduce in partiti
01:46belli, brutti. Il tema della cultura in Italia è molto sentito, perché effettivamente c'è una
01:51storia, un detto, un acquisito che nel dopoguerra con la concostruzione della Repubblica Italiana
01:58e della nostra democrazia, guardi lo dico in maniera un po' ruzza, insomma, chi comandava
02:03politicamente, soprattutto la DC, si è presa come dice il potere classico e la cultura,
02:09che vuol dire scuole, università, cinema, teatro, scrittori, formazione di opinione, eccetera,
02:15eccetera, eccetera, è finita, diciamo, alla sinistra. E se vedrebbe che questa egemonia
02:20non sia stata mai scalfita da nessuno, quindi quando da qualcun altro ci vuole provare a
02:25scalfirla, la guerra è di potere vero e proprio. Ma questo secondo me è uno schermo solo politico,
02:31ma interessa di più una storia intellettuale, no? Come dire. Quindi io volevo sapere il senso
02:36di questo titolo, no? Come dire, quindi la cultura di destra esiste. Esatto. Se esiste, come
02:42esiste e che cos'è di differente rispetto a una cultura, come ho detto io, antropologicamente
02:48forse e ideologicamente è di sinistra, insomma.
02:52Allora...
02:52L'introduzione è lunghissima.
02:54Sì, no, no, no, l'introduzione è lunghissima, il tema è enciclopedico, nel senso che chiaramente
02:59si scontra con i tempi giornalistici, però cercherò di dare intanto un avviso ai naviganti
03:05o ai lettori. Il libro è stato chiuso quando io ero assessore e vice sindaco a Palermo, quindi
03:13è scritto dall'assessore alla cultura del comune di Palermo, ho detto all'editore...
03:19Lei scusi, io lo voglio dire, anche coordinatore regionale di Fratelli...
03:22Sono stato coordinatore regionale di Fratelli...
03:24È stato, perché lo volevo dire, ma poi insomma...
03:28Sì, sì, sì, ho una lunga esperienza politica, ma anche professionale da giornalista.
03:33Sì, è vero, perché c'è anche una storia giocca, ma potete anche del tuo, siamo colleghi.
03:36Esatto, potremmo anche fare questo.
03:38Allora, per...
03:39Concordo.
03:40Quindi l'ho scritto dall'assessore alla cultura del comune di Palermo e vice sindaco sulla base
03:45della mia esperienza operativa sul territorio.
03:48Ho detto all'editore, scherzosamente, siccome l'ha mandato in stampa quando io sono stato
03:54nominato, che è uno degli editori più fortunati, perché è evidentemente...
03:58Andiamo a dirlo o no?
03:59Serra di Falco, editore.
04:00E il ministro Giulio mi promise la prefazione sempre in costanza del mio ruolo su Palermo.
04:12Quindi io non ero il sottosegretario del ministro Giulio.
04:15Il ministro Giulio era il ministro Giulio, io ero l'assessore al comune di Palermo.
04:18Che aveva un'esperienza politica e di politiche culturali che in qualche modo ho condensato
04:24in questo libro.
04:25L'altro avviso ai naviganti è che questo libro non è un'invettiva contro la cultura
04:31di sinistra.
04:32Io ricordo, e questo è paradigmatico alla fine del significato, ricordo nel libro l'incontro
04:41tra Ezra Pound e Pasolini nel 67 a Venezia, se non sbaglio, per dire che effettivamente
04:47culture molto diverse, incarnate da personaggi che avevano vissuto esperienze diversissime,
04:53e alla fine possono anche dialogare.
04:56Questo libro intende sottolineare il fatto che dal 1945 in poi si è insediato un sistema
05:04culturale che sulla base di un presupposto ma non motivato, di una non motivata superiorità
05:10morale, ha stabilito cosa fosse giusto e cosa fosse sbagliato e soprattutto cosa fosse
05:16culturalmente valido e cosa non lo fosse.
05:19Quindi l'obiettivo finale non è contrapporre un'egemonia culturale di sinistra, un'egemonia
05:26culturale di destra o di centrodestra, ma portare in qualche modo all'attenzione generale
05:33una cultura aperta, libera, pluralista, come in realtà dovrebbe essere e come purtroppo
05:38non sempre è.
05:40Se dovessi dire al di là di un discorso storico sarebbe troppo lungo.
05:46Oggi nel nostro paese abbiamo un po' scartavetrato come si fa quando si ripete a posto le case
05:53alcuni luoghi comuni o alcuni centri di potere oppure no?
05:57Esiste quindi oggi un network culturale, chiamiamo di destra, nel senso ampio del
06:03termine, no?
06:04Oppure siamo ancora al discorso delle schermaglie?
06:07No, purtroppo siamo ancora indietro, però passi in avanti se ne sono fatti.
06:12Faccio degli esempi, diciamo così, abbastanza evidenti.
06:20In autunno uscirà ad esempio un prodotto televisivo su Guareschi.
06:27Guareschi, in virtù di quel sistema culturale, assieme a Mino Maccari, assieme a Longanesi,
06:32pur non essendo espressioni del fascismo, sono stati relegati in un cantuccio dalla cultura
06:39dominante perché comunque il loro conservatorismo, il loro essere certamente non progressisti,
06:45li ha in qualche modo fatti individuare come nemici, come avversari, come parte di un'Italia
06:52che contraddiceva la narrazione che in realtà si voleva imporre culturalmente.
06:57Ad esempio il fatto che si faccia Guareschi in tv è un fatto importante, così come tutto
07:04quello che anche in termini storici è stato fatto in riferimento alle foibe è un altro
07:11evento importante che in qualche modo ha rotto la cappa del silenzio su quello che avveniva
07:18nel confine orientale. Qualcosa si è fatto, ma c'è ancora molto da fare.
07:23Prima parlavamo un attimo, lei mi ha fatto una citazione culturale che mi piaceva. Da
07:28una parte Gramsci, quindi un'idea di una visione strutturale, anche sociologica, della
07:33cultura e da un'altra parte l'individualismo narcoide della destra, che non è quindi un giudizio
07:41di valore artistico e intellettuale, ma un discorso di posizione civile nella cultura
07:47con la cappa tedesca, quindi di Jünger. Quindi è ancora valido questo schema?
07:51Sì, diciamo che una delle cose che differenzia l'intellettuale, l'operatore culturale di
07:57destra da quello di sinistra è proprio questa, è una visione differente. Al di là della visione
08:01filosofica, l'utopia della sinistra, il pragmatismo della destra, la visione trascendente di una
08:12visione di destra e la visione immanente di una visione di sinistra, ma al di là di
08:16questo l'intellettuale organico gramsciano caratterizza un sistema che codifichiamo come
08:24di sinistra. A destra l'intellettuale è una monade, è una monade che in qualche modo
08:31spesso entra in contatto con altre monadi, molto più spesso in realtà agisce solitariamente
08:41come appunto l'anarca jungheriano e assume posizioni coerenti ma talvolta anche in politiche
08:47e questa è una caratteristica differente invece dall'intellettuale di sinistra che riesce
08:53a essere sistema. Facciamo qualche nota sull'attività del
08:58ministero, perché giustamente andiamo qui al suo impegno politico attuale, poi torniamo
09:04a parlare anche un po' di Sicilia e chiudiamo sulla cultura in un altro senso, perché un
09:07senso, si ricorda la polega, ci si mangia, non ci si mangia, quanto è importante nella
09:12filiera anche economica e dell'immagine del nostro paese, non è nel tempo di oggi, nel
09:16ventunesimo secolo, perché poi è questo, c'è chi dice che invece con la cultura non ci
09:20ci mangia, ma che l'Italia ci potrebbe mangiare tantissimo come sistema di paese, ma questo
09:25po' dopo ci chiudiamo. Senta, so che lei è molto impegnato su un tema che si chiama
09:29la mobilità delle opere d'arte, si ricorda questo vecchio vittimismo italiano, vengono
09:33da noi, hanno invaso, si prendono le opere, se le riportano all'Uvole per vedere le nostre
09:37opere, dobbiamo andare a Parigi e andare qua, qualcosa ogni tanto ritorni indietro, mi dice
09:42qualcosa su questo. Sì, io recentemente sono stato a Madrid, al Museo del Prado e ad esempio
09:50prendendo in contropiede il direttore che ci ha chiesto a me, ero con il vicepresidente
09:54della Camera, l'onorevole Giorgio Mulè, ci ha chiesto di poter organizzare in Italia, in Lombardia
10:04e in Sicilia delle mostre sull'arte spagnola, in riferimento all'arte spagnola secentesca,
10:09quindi in Italia gli abbiamo chiesto di riportare a Palermo temporaneamente con un prestito un
10:17Antonello da Messina importante, in dialogo con l'Antonello da Messina che c'è a Palazzo
10:21Abatellis e devo dire che lui colto in contropiede ha bozzato e ha accettato, quindi in realtà
10:29al di là della polemica sulla Gioconda all'Uvre piuttosto che gli abiti e gli arredi dei normanni
10:38a Vienna, esiste comunque la possibilità e bisogna in questo senso lavorare ancora di
10:44più e sempre di più, esiste comunque la possibilità anche con prestiti temporanei e anche con l'attività
10:50del Ministro Giui che ha garantito anche l'acquisto e il ritorno di un altro importante Antonello
10:56da Messina in Italia, esiste un'attività sulla quale stiamo dedicando grande attenzione
11:01sia per recuperare opere, sia per comunque poter mettere in mostra in Italia opere di
11:08autori italiani che sono ospitati da musei all'estero.
11:12Io per una serie di motivi c'è molto forte l'impegno di Italia per essere negli Stati
11:16Uniti, ho partecipato alla tavola, alla Rodonda, alla conferenza, all'evento per i 35 anni di
11:24queste agenzie a New York nel 2023, ho l'apertura della sede di corrispondenza anche dall'ONU,
11:32insomma qui è venuto anche Claudio Pagliara, insomma ex corrispondente della RAI, oggi capo
11:38dell'Istituto di Cultura Italiana a New York, fa una rubrica per essere qui a New York,
11:45dove si parla anche degli artisti italiani, si parla anche dei giovani artisti anche in
11:49America, insomma io ho fatto l'esempio americano, però insomma l'investimento sui giovani, farli
11:54conoscere, proteggerli, guidarli è che sia un impegno importante del suo lavoro, la sponsorizzazione
12:01del mondo giovane in senso artistico.
12:02È un impegno importante che io peraltro ho condotto anche quando ero Assessore della Cultura
12:07al Comune di Palermo, quindi lo conosco già dal mio impegno territoriale, prosegue a livello
12:14ministeriale con il piano Olivetti, che è un piano mirato soprattutto alla valorizzazione
12:20dei giovani, alla diffusione della cultura nelle aree più periferiche, le aree più complesse,
12:25quelle dove magari esiste un numero minore di strutture capaci appunto di valorizzare
12:32l'attività giovanile. Quindi è un impegno nel quale il Ministero è assolutamente dedicato
12:42ed è un impegno che in realtà mira a produrre una nuova classe anche dirigente culturalmente
12:50consapevole che possa esportare il genio italiano e alimentare appunto il talento italiano e in
12:56qualche modo essere alfiere della cultura italiana nel mondo.
13:01Assolutamente. Senta, un breve accenno, parliamo anche un po' di cronaca, tra pochi giorni, il
13:0516-11 so che incontrerà i rappresentanti sindacali della CGL, uno dei temi è sempre
13:12lo stato dell'arte contrattuale, della maestranza del mondo dello spettacolo, in particolare
13:17quello del teatro, poi c'è il codice dello spettacolo, è un tema su cui si ricorda la sensibilità
13:23dell'opinione pubblica si è allertata con il Covid, si ricorda la manifestazione dei
13:27bauli, quelli che non lavoravano e si disse, è un mondo di fragili, non se ne parla mai,
13:32se ne parla per un'emergenza, però tolta l'emergenza rimane, tra virgolette, l'idea
13:37di codificarlo col mondo, no? A che punto siamo?
13:40Guardi...
13:40Chiaro se ci deve essere, quindi non passiamo, una cosa che ancora...
13:44Però io volevo capire un po' le linee guida, insomma, del Ministero della Cultura e temi
13:49di questo genere qui.
13:50Splittiamo, diciamo, la domanda perché sul codice dello spettacolo è già previsto in
13:55Bozza un incremento delle risorse per i lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche, quindi
14:00ci siamo comunque già posti il tema e siccome stiamo dando un input affinché si arrivi rapidamente
14:07all'approvazione del codice dello spettacolo, è già un fatto concreto, nel senso che è
14:11già sul tavolo il tema.
14:14Rispetto all'incontro della CGL, io dico sempre che voglio esportare e quindi importare a Roma
14:21quello che era il mio modello, il modello Palermo, l'ho chiamato, che è un modello di condivisione
14:27o meglio di concertazione, di ascolto e possibilmente di condivisione di obiettivi e programmi.
14:33Ovviamente non sempre sarà possibile, però il confronto lo considero fondamentale.
14:38Per questo quando mi è stato spiegato, diciamo, tra i dossier che mi sono stati posti, che questo
14:47era un tema sensibile, ho chiesto subito di poter incontrare la CGL.
14:51Quindi giorno 16, dopo giorno 16 magari potremmo parlare nel dettaglio.
14:56Lo volevo dire solo perché uno degli elementi che è stata un'agenzia di stampa, si può
15:00dire che ci sarà un incontro, ci si va con questo, poi vediamo.
15:02Assolutamente.
15:03Non la voglio far fare la cronaca all'incontrata.
15:04No, no, no, ci ucciderebbe.
15:06Siamo con lei, quindi ci capiamo.
15:09La cronaca fantasmatica non la possiamo fare, però è un tema politico.
15:13Perché uno poi è uscito dalla stanza e ci si arriva con delle idee.
15:16Poi quello che succede dopo ne diamo un conto, no?
15:19Ecco, comunque ho voluto assolutamente questo incontro perché ritengo sia giusto, corretto
15:25e spero produttivo.
15:27Penultima domanda, vedi come scorre il tempo.
15:30Parliamo un po' in maniera positiva della sua sicilianità o sicilianitudine, visto che
15:35l'ha detto, insomma, sia come lavoro giornalistico che come lavoro politico, insomma, viene da
15:40lì, questo tema, però è un tema anche culturale importante per il paese, no?
15:44Quindi, non solo per quanto riguarda la festa di Santa Rosaria che ci siamo, ma anche per
15:50quanto riguarda un tema fascinoso, so che è stato in Normandia, il tema del Normandio
15:54e della Sicilia, che è un tema di cui si parla nei libri di scuola, ma poi non ce lo
15:57dimentichiamo.
15:58No, in realtà la Sicilia ha una stratificazione culturale di 3-4 mila anni che è un unicum,
16:05se vogliamo, no?
16:06In questa stratificazione culturale gli arabi, i greci, i fenici, i normanni, i spagnoli,
16:13i angeli aragonesi, di tutto, i sigoti, qualsiasi popolo che troviamo sui libri di storia è
16:17comunque passato dalla Sicilia.
16:19In questa stratificazione culturale c'è certamente un'epoca che ha lasciato una traccia profonda,
16:24che è quella normanna.
16:26Sono stato recentemente in Normandia a Cannes, in un meeting promosso dalla presidenza della
16:33regione Normandia perché si celebrerà nel 2027 millennium, cioè mille anni dal regno
16:39dei normanni in tutta Europa e quindi erano presenti i rappresentanti dei paesi, delle
16:47nazioni europee che hanno avuto una dominazione normanna e delle regioni, l'Italia era presente
16:52con sei regioni, ovviamente le regioni centro-medidionali, Sicilia compresa che era presente anche col
16:57sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. Sarà un'occasione importante non soltanto per ricordare
17:03le nostre radici, ma anche per declinare nella contemporaneità la visione dei normanni che
17:08fu una visione di confronto anche positivo con le culture che trovarono nei luoghi che
17:12andarono a governare. Fu una visione comunque non oppressiva, ma di valorizzazione delle singole
17:18identità e della ricerca di una sintesi che poi portò anche a un sistema di governo efficiente.
17:25Allora, questa non è una cosa importante? Assolutamente sì. Santa Rosalia? Eh, Santa Rosalia, il quattordici
17:33e Santa Rosalia, sono particolarmente affezionato, non soltanto da buona, ma perché adesso vi devo
17:39raccontare questa cosa molto personale, quando mi sono insediato la prima cosa che mi ha detto
17:42il sindaco mi ha detto sai che durante il tuo mandato, il mio ovviamente da sindaco, il suo da sindaco,
17:47il mio da assessore, si celebra il quattrocentesimo anniversario del ritrovamento delle spoglie
17:52mortali di Santa Rosalia, che è un evento che non soltanto per i palermitani, ma per tutti
17:56gli studiosi è un evento importantissimo e quindi mi fece tremare le vene ai polsi e
18:02io ricordo di avere dedicato veramente tutto me stesso a questo evento che è un evento riuscitissimo,
18:08ma che ha lanciato Santa Rosalia nel mondo, non lo dico esagerando, lo dico perché affidammo
18:14a Marco Balic c'è quel festino, fu un evento di caratura internazionale, oltre 450 mila
18:21persone ad assisterli, moltissimi turisti e da lì è nato anche un percorso di mostre
18:27in giro per il mondo che ho seguito personalmente, sono stato a Pechino, a Chengdu in Cina, sono
18:31stato a Chicago, a Londra, insieme a nostro Francesco Bongarrà, nostro collega direttore
18:38dell'Istituto Italiano di Cultura a Londra e abbiamo esportato Santa Rosalia, in qualche
18:44modo l'operazione culturale importante è stata il cambio di paradigma comunicativo
18:49di Palermo, Palermo non era più la città della mafia, Palermo è diventata la città
18:55di Santa Rosalia e il festino non era la festa esclusivamente dei palermitani, ma è diventato
19:04un evento, un grande evento che oggi è centrale in tutti i grandi circuiti internazionali,
19:09ecco, e ovviamente da palermitano, da credente, ma anche da operatore culturale sono particolarmente
19:14affezionato a questo momento.
19:18È giusto che è bello che l'abbiamo detto, insomma, andava detto, chiudiamo, qui le cose
19:24si invertono, con la cultura si mangia, l'ha detto uno di sinistra, Franceschini, con la cultura
19:29non si mangia, ha detto uno tra virgolette di destra che è Tremonti, no? Io so dell'idea
19:34qui destra e sinistra che con la cultura si mangia, nel senso ampio e buono del termine,
19:40cioè che la cultura, specialmente con quello che noi abbiamo in Italia, può essere un elemento
19:45di una filiera economica trainante di questo paese, come lo è il turismo, come la filiera
19:50agroalimentare, come lo è il made in Italy, eccetera, eccetera. È una sorta di super made in
19:54Italia, no? Allora, su questo c'è un investimento delle istituzioni, della politica, delle istituzioni
20:00culturali, di un'attenzione però di chi comanda nella polis, in senso greco, su questo tema,
20:06che non deve essere visto un tema di erudizione esterno, di un'elite, anche questo è un tema
20:11italiano, la famosa elite delle corti, la separazione della cultura popolare, un tema che appassionava
20:16pure Pasolini, visto che l'ha citato. Noi dobbiamo ricongiungere questa distanza e far della cultura,
20:23come accade in molti paesi che sono più pragmatici di noi, un elemento non solo di
20:27immagine, non solo di bellezza, non solo di valore estetico, ma anche di valore economico
20:32e industriale. Allora, sì, mi duole, diciamo, essere d'accordo con Franceschini in questo
20:39caso. Ma chi se ne importa, siamo intellettualmente liberi, no? Era una battuta per dire, perché
20:43lei o tu ha introdotto il tema dicendo uno di destra ha detto questo e uno di sinistra ha
20:49detto l'altro. In questo caso... No, ma è chiaro che poi Tremonti non si discute, era una
20:55controprovocazione la sua ed è una controprovocazione la tua. Con la cultura non soltanto si mangia,
21:01la cultura è fondamentale per vari motivi. Intanto perché la cultura e la cultura italiana
21:06è il DNA del nostro paese, è l'elemento identitario che ci dà una connotazione. Noi siamo quello che la
21:14nostra storia, la nostra cultura ha prodotto nei secoli e quindi questa stratificazione
21:20dà l'essenza dell'italiano e dell'italianità. Siamo identificati per questo. La cultura è
21:26fondamentale perché ci ha lasciato beni culturali che fanno sì che l'Italia sia il primo paese
21:32nel mondo per siti UNESCO e questo quindi non può essere secondario. La cultura è fondamentale
21:39perché si declina in ogni attività. La cucina italiana, ad esempio, è stata anch'essa
21:46premiata e anche lì c'è una cultura del cibo, c'è una cultura del vivere, c'è una cultura
21:52del mangiare, c'è una cultura della coltivazione. La cultura rientra in tutte le attività umane
21:58che in qualche modo si esercitano in Italia. L'Italia è una meta turistica, e da qui tutto
22:05l'indotto, proprio per questa sua connotazione. Chiunque faccia un viaggio all'estero non
22:11potrà non notare, tornando in Italia, che la ricchezza, la varietà, l'eterogenità di
22:16quello che abbiamo in Italia non esiste in nessun'altra parte del mondo e questo è un
22:20unicum. Ecco perché sulla cultura occorre investire. E concludo con un aspetto che non
22:25è secondario e nasce dalla mia esperienza locale. La cultura è anche uno strumento di
22:34riqualificazione delle periferie, di riqualificazione architettonica e di riqualificazione sociale
22:41dei luoghi e degli ambienti meno fortunati. Noi abbiamo spesso, lo facciamo a livello
22:48nazionale, l'ho fatto a livello locale, abbiamo spesso portato concerti, manifestazioni, nei
22:53luoghi meno coinvolti, non nel centro della città, non al teatro massimo o qui al teatro
23:03dell'opera di Roma, ma nelle periferie, negli ospedali. Ecco la cultura in questo senso
23:08è un importantissimo volano di sviluppo ed è un importantissimo volano di elevazione
23:16sociale, di elevazione e di miglioramento delle condizioni delle periferie. La cultura è fondamentale
23:24in tutte le sue declinazioni e quindi è un asset strategico sul quale occorre investire
23:30sempre. Totalmente d'accordo, le auguro un buon lavoro su questo, per lei personalmente
23:34perché è fresco di nomine e anche per il Paese, perché queste sono cose che sono
23:39nell'interesse dei cittadini, non sono nell'interesse di una parte politica, piuttosto che di un'altra.
23:43Grazie a Gian Piero Cannella, sottosegretario alla cultura e anche autore di questo bel libro
23:48di cui abbiamo parlato e di cui secondo me bisogna parlare perché apre un dibattito
23:52secondo mondo, magari ci rivediamo fra qualche tempo, magari quando fa meno caldo, insomma
23:57ci vediamo perché se lo aspettiamo anche nella nostra sede milanese, non perché vuol dire
24:02che è roba fa più caldo che a Milano, ci vediamo magari in una stagione, diciamo
24:05sì magari a settembre, l'estate ci avrà un po' un attimo, però il dibattito lo facciamo
24:11adesso, che è il libro uscito ora, Gian Piero Cannella, la cultura di destra non barrato
24:15esiste, quindi esiste, conversazione con Danilo Maniscacco, prefazione di Alessandro Giuli,
24:21Ministro della Cultura.
24:23Serra di Falco editore.
24:24E' scritto talmente piccolo, la qualsiasi notte posso fare un consiglio da un uomo di comunicazione.
24:27Eh ok, Serra di Falco, all'editore diciamo.
24:30Inoltre gli editori fanno così, metto i nomi piccoli e uno i nomi grandi, metto un po' più
24:35grande, va bene così almeno facciamo l'esame della lista, sui nove decimi, io vi porto sempre
24:39gli occhiali, oggi ve l'ho portato, ma questo è il libro, questa è la sostanza del libro
24:43e questo ve lo mostriamo e come sempre noi invidiamo a prenderli e a leggerli.
24:48Grazie ancora, grazie direttore e grazie all'Aita di essere stato con noi.
24:52Grazie a voi che ci avete seguito, appuntamento alla prossima puntata di Primo Piano.
24:56Arrivederci.
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