00:00Esther, una ragazza ebrea cresciuta a Roma e due ferite ancora aperte nella memoria collettiva
00:06all'attentato alla sinagoga del 1982 e quello all'aeroporto di Fiumicino del 1985.
00:13È da queste immagini, le sirene, i vetri infranti, i volti dei sopravvissuti,
00:18che nasce il collezionista di ebrei, il giallo d'esordio di Michele Concezzi,
00:23pubblicato da Istorica Edizioni, 238 pagine, che arrivano in libreria proprio in un'estate segnata da molteplici tensioni.
00:33L'idea di questo giallo nasce dalla curiosità che mi ha aspirato sin dall'inizio
00:39il macabre ritrovamento dello scheletro della maniana nel 2007, un caso poi rimasto insoluto.
00:45Ho pensato di scriverlo perché secondo me non è mai stata data la giusta importanza
00:51alla possibile pista di un movente antisemita.
00:55Da qui la scelta di trasformare il collezionista di ossa in un collezionista di ebrei,
01:00immaginando un serial killer che seleziona le vittime in base al cognome,
01:05mosso da un odio antisemita che attraversa decenni di storia italiana.
01:09Il contrapunto lo fa Esther, la protagonista che abita contemporaneamente tra i livelli,
01:15la cronaca, la memoria familiare e la città.
01:17Oltre ad essere ebrea e cronista di nera, ha una vita sentimentale molto movimentata
01:23e anche un vissuto personale complicato, è stata testimona ad esempio dell'attentata alla sinagoga dell'82,
01:30cosa che le dà una sensibilità particolare anche in merito a questo enigma.
01:38Il romanzo si muove così su un doppio binario, da un lato il meccanismo del giallo,
01:42con la sua tensione narrativa e la ricerca di un colpevole, dall'altro una riflessione più sotterranea
01:49che riguarda ciò che resta ai margini delle cronache, ciò che non viene indagato fino in fondo.
01:55Il caso della Magliana nella finzione diventa allora qualcosa di più di un enigma,
02:00è una crepa, una discontinuità che obbliga a interrogarsi su ciò che si è scelto di non vedere.
02:07Sicuramente la protagonista ha un forte senso di appartenenza, ma chiunque vorrà scorgere un messaggio politico
02:14lo potrà fare, ma non c'era questo intento.
02:18Concezi suggerisce senza mai dichiararlo apertamente che il vero rischio non è solo l'odio esplicito,
02:24ma quello che si sedimenta, che si normalizza, che passa inosservato,
02:28ed è qui che la memoria entra in gioco non come esercizio celebrativo, ma come strumento critico.
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