00:01Buongiorno, in autunno ritorna Teresa Battaglia. Teresa Battaglia è schietta, rubica. Quanto
00:10c'è bisogno oggi di essere schietti? Tanto. In questo momento c'è molto bisogno di essere
00:18schietti, di essere veri, di poter dire quello che si pensa. Molti lo fanno, delle volte
00:24lo fanno anche quando il loro pensiero non è condivisibile da tutti, però è un diritto
00:31e altrettanto importante è il diritto ad opporsi a determinati modi di pensare, di sentire,
00:43di dire la propria. Saremmo ancora in una democrazia, speriamo di restarci e quindi direi
00:53che arrogarsi il diritto a dire quello che si pensa e a volte anche in maniera piuttosto
00:58assertiva, credo che sia importante. In un momento così difficile come quello che sta
01:02vivendo il nostro mondo oggi, poi penso che sia proprio un dovere quello di anche scendere
01:08in piazza e protestare contro certe ingiustizie che sono francamente macroscopiche e sono cominciate
01:17a diventare veramente inaccettabili e inaccettabile è il silenzio.
01:22Che cosa ti spaventa di più?
01:25Io ho due figlie, una di 30 e una di 22 anni, mi auguro che arrivi un momento in cui
01:34veramente
01:37noi che non abbiamo lasciato un gran bel mondo a loro, si abbia il coraggio di scendere in piazza
01:44con loro, perché i ragazzi mi sembrano più avanti rispetto a noi e fare sì che il loro
01:51futuro sia migliore di quello che gli stiamo lasciando. Questo mi spaventa perché io la
01:57mia parte l'ho fatta nella vita e l'ho potuta fare anche in maniera libera. Auguro anche questo
02:05per le mie figlie e per tutti i figli di questa epoca, alcuni dei quali non hanno neanche la
02:11possibilità di scoprirsi il volto, le donne per esempio in molte parti del mondo. Allora
02:17questo è veramente doloroso, è veramente inaccettabile, altri figli non lo vedranno mai
02:25il futuro perché sono stati uccisi o perché verranno uccisi o perché moriranno di sete
02:31uccisi o di fame. Quindi è difficile parlare di queste cose in questo momento perché viene
02:39solo tanta rabbia, però spero che si faccia una rivoluzione e penso che la rivoluzione
02:47debba essere una rivoluzione culturale, il che non significa che non si debba scendere in
02:53piazza, per gridare quello che si pensa sia giusto e gridare per essere liberi, per poter
03:03esprimere le proprie opinioni, per poter fare il lavoro che piace, per poter vivere autonomamente.
03:10Le donne non possono essere sottoposte agli uomini, non è più accettabile in questa era
03:16e invece qualcuna che si era ritrovata libera adesso si trova con un burca addosso, questo
03:21è per me un dolore che mi viene, perché sono tutti i nostri figli.
03:32Grazie a voi.
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