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  • 2 days ago
Transcript
00:00Questo piano è diverso dal precedente, sono passati otto anni e sono tanti, c'è stata una pandemia da Covid
00:07-19 in mezzo, per cui gli elementi di novità sono diversi.
00:13Un primo elemento che caratterizza questo nuovo piano è che non è solo più un piano su HIV, ma è
00:19un piano su HIV, epatiti e infezioni sessualmente trasmissibili.
00:23Questo in conformità con gli indirizzi delle agenzie internazionali, WCO ha voluto queste tre aree di patologia insieme, proprio per
00:32coordinare meglio gli interventi e i piani nazionali stanno cercando di recepire questo cambiamento e l'Italia ha ben fatto
00:39a orientarsi in questo senso.
00:42In secondo luogo sono molte le novità, sono novità che derivano da un'analisi di scenario nuova e diversa che
00:49è fatta sui dati degli ultimi anni.
00:50Esiste uno zoccolo duro di infezioni sommerse, di persone inconsapevoli del proprio stato di infezione, che noi oggi stimiamo tra
00:59le 10 e le 15 mila persone in Italia,
01:02che sono le persone che purtroppo non avendo ancora una diagnosi nota possono progredire e sono le stesse che possono
01:10trasmettere.
01:11Il piano si concentra molto su questo, potenziando l'offerta del test, coinvolgendo fortemente il territorio, questa forse può essere
01:19una grande novità.
01:20Il grande legame con una sanità che cambia in senso territoriale, quindi andando a intercettare tutti i livelli organizzativi che
01:30le strutture che erogano salute possono garantire a livello territoriale.
01:34Questo è un elemento di forte novità.
01:36L'altro elemento di forte novità è quello di puntare molto sulla profilassi preesposizione.
01:41La profilassi preesposizione è oggi il più importante strumento di prevenzione a livello globale.
01:48Sappiamo che ci sono circa 4 milioni di persone che oggi assumono profilassi preesposizione nel mondo.
01:54Bisogna potenziare questo strumento.
01:57L'Europa ci dice che ce ne sono 300 mila e dovrebbero essere 500 mila.
02:02Sicuramente in Italia devono essere di più dei 16 mila utilizzatori prep che attualmente abbiamo.
02:08Per fare questo è necessario allargarsi, aumentare il numero degli interlocutori, andare anche qui sul territorio con nuovi soggetti, nuovi
02:17stakeholder per garantire strumenti di prevenzione più efficaci.
02:20Nell'ipotesi di una futura approvazione della rimborsabilità della prep iniettabile che al momento ancora non c'è in Italia,
02:29questo può essere uno scenario possibile.
02:32Sicuramente la prep orale è più semplice da erogare, più semplice da monitorare.
02:36E quindi possiamo andare, cosa che stiamo già facendo e cercando di fare in alcune regioni, a dislocare la prescrizione
02:45e anche l'erogazione e la distribuzione a livello di strutture territoriali.
02:50È uno strumento più maneggevole, si riesce a gestire meglio.
02:54La prep iniettabile in prospettiva, ripeto, è uno strumento più delicato, necessita di un monitoraggio diverso, pur essendo molto più
03:05lunghi gli intervalli di dose,
03:06però anche la modalità di somministrazione, la tipologia dell'iniezione intramuscolare, tutto questo comporta una necessità di expertise e di
03:18competenze
03:19che in questo momento forse possono essere trovate solo nei centri clinici di malattie infettive.
03:24Quindi è necessaria un'alleanza, bisogna in qualche modo avere diversi interlocutori, avere diversi livelli di erogazione.
03:32Se vogliamo incrementare questo strumento, come necessario che sia, dobbiamo avere una flessibilità diversa
03:38e dobbiamo anche andare a intercettare quello che di buono e di nuovo la sanità territoriale ci offre,
03:44dalle case della salute a tutta la logica della gestione a livello della comunità, della salute,
03:50la prep può entrare in queste dinamiche anche attraverso i medici di medicina generale, attraverso altri specialisti.
03:57Se allarghiamo il denominatore e aumentiamo le alleanze, sicuramente abbiamo un grande progetto su cui impegnarci.
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