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  • 2 days ago
Transcript
00:00Professoressa Ciancio, alla luce del recente annuncio dell'OMS sulla carcinogenicità del virus HDV, quanto è urgente, secondo lei, aumentare
00:12la consapevolezza e promuovere anche programmi di screening nelle popolazioni ad alta prevalenza come i pazienti HDV positivi e le
00:24comunità migranti?
00:26Allora, faccio una premessa. In realtà questo vale indipendentemente da quello che è stato il nuovo annuncio dell'Organizzazione Mondiale
00:37della Sanità, proprio per le caratteristiche del virus dell'epatite delta, che è un virus, io lo definisco sempre, altamente
00:45aggressivo, forse il più aggressivo di quelli che noi conosciamo,
00:49proprio perché dà una probabilità di evoluzione verso la cirrosi che rispetto agli altri virus è molto più alto. Pensiamo,
01:00se lo paragoniamo a un virus dell'epatite B, fino a 5 volte abbiamo una probabilità di progressione verso la
01:07cirrosi
01:07e almeno tre volte la rapidità di progressione verso un epatocarcinoma. Quindi, indipendentemente da questa nuova classificazione dell'epatite delta
01:21da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità,
01:24credo che sia proprio importante, come diceva lei, lo screening in tutta la popolazione HDV positiva. Questo dovrebbe essere ormai
01:34mandatorio. D'altronde le linee guida anche europee e internazionali
01:40sottolineano l'importanza dello screening in tutti i soggetti HBSG positivi e, se posso permettermi, direi anche che è necessario
01:52uno screening attento, cioè non basta fare il test anticorpale,
01:58ma è necessario fare la ricerca dell'HBV RNA per essere sicuri di cogliere tutti i pazienti positivi.
02:06In più, io aggiungerei che farei anche uno screening a tappeto in tutti i nostri vecchi pazienti di positivi che
02:15abbiamo nei nostri ambulatori,
02:16anche se sono in terapia antivirale magari da anni, ai quali magari abbiamo già chiesto il riscontro dei marcatori delta,
02:25e lo farei in particolare a tutti quei pazienti B in cui noi osserviamo un FLIR, cioè un rialzo delle
02:32transaminasi.
02:32Quindi dobbiamo proprio andare a ricercare il virus perché potrebbe essere una superinfezione.
02:39Intanto sappiamo che l'HDV è associato a un rischio elevato di cirrosi e carcinoma epatocellulare
02:48e che l'epato carcinoma può insorgere anche senza una cirrosi conclamata.
02:55Allora, qual è oggi la nostra comprensione del legame tra la presenza e la rilevabilità del virus
03:03e lo sviluppo dell'epato carcinoma?
03:06Purtroppo non sono ancora complessamente noti i meccanismi della capacità di questo virus
03:17ad aumentare la probabilità di sviluppare un epato carcinoma.
03:22Sicuramente sono meccanismi molto complessi come in generale per tutti i virus epatetici,
03:28per l'ottenza dell'epatite B e dell'epatite C.
03:33Sicuramente intervengono dei fattori, i cosiddetti fattori di progressione,
03:37che sono anche questi studiati da tempo,
03:41e per i quali è stato visto che esistono alcuni fattori
03:45che favoriscono la progressione della malattia
03:49e quindi favoriscono l'evoluzione della malattia,
03:52non solo verso la cirrosi ma verso l'epato carcinoma.
03:55E come diceva lei, un dato secondo me molto importante
03:59e da sottolineare è il fatto che l'epato carcinoma,
04:04a differenza di quello che accade generalmente per l'epatite C o per l'epatite B,
04:10insorge anche sui pazienti che non sono cirrotici.
04:14E questo è importante perché ci riporta a un altro fattore,
04:18al fattore del contestivo trattamento.
04:22Cioè non dobbiamo aspettare che i nostri pazienti delta
04:25abbiano una malattia avanzata, una malattia aggressiva,
04:29ma dobbiamo trattarli anche nelle fasi avanzate,
04:32proprio per evitare, nelle fasi studiate iniziali,
04:35proprio per evitare di arrivare alla cirrosi epatica,
04:39dove sicuramente la prevalenza di aver sviluppato,
04:42la probabilità di sviluppare un epato carcinoma è sicuramente maggiore.
04:47Tra questi fattori che sono stati riconosciuti abbiamo soprattutto l'età,
04:52che è importantissima, e questo è un fattore rilevante,
04:56perché è importante sia per lo screening, sia per decidere il trattamento,
05:01anche se dicevo prima, il trattamento dovrebbe essere universale per questi pazienti.
05:06L'area geografica, quindi l'immigrazione,
05:12popolazione che provengono dall'Africa,
05:15popolazione che arriva dall'Europa dell'Est a una malattia più aggressiva,
05:20a una malattia che ha una probabilità più alta di sviluppare l'epato carcinoma.
05:24Quindi dobbiamo agire su queste popolazioni, su questi fattori.
05:29pazienti che hanno multiple coinfezioni, ad esempio l'epatite C o l'HIV,
05:34queste hanno la probabilità più alta di fare l'epato carcinoma.
05:38Quindi dobbiamo lavorare su queste popolazioni.
05:41Ecco, lei chiaramente sottolineava l'importanza del trattamento tempestivo,
05:48quindi possiamo parlare del linkage to care.
05:52e allora le chiedo anche, considerata la rapidità con cui la malattia può progredire
05:59nei pazienti magari appunto con coinfezione, HBV, HDV,
06:06quanto è cruciale un percorso di linkage to care tempestivo
06:11e poi un trattamento continuo?
06:13È fondamentale il linkage to care, soprattutto in una malattia come questa.
06:19e se posso permettermi, sottolineerei nel linkage to care
06:24l'importanza di un test Reflex, che al momento è poco utilizzato.
06:31Vi spiego meglio cosa vuol dire.
06:33Vuol dire che il paziente che viene testato per l'HB-SG
06:36va immediatamente testato anche per l'HB-RNA.
06:42Questo ci aiuterete ad avere una miglior consapevolezza
06:47dell'epidemiologia della malattia,
06:51ma soprattutto a evitare quella che è il drop out,
06:56la perdita di pazienti che si perdono nel percorso
07:00di dover effettuare più test, più esami del sangue.
07:05Quindi viene anche prolungato il momento del tempo della diagnosi.
07:11Quindi un linkage to care già all'inizio,
07:14subito al momento del primo esame del sangue,
07:18con un test Reflex,
07:20e poi un'immediata invio del paziente
07:25in un ambulatorio specialistico per il trattamento,
07:28che come dicevo deve essere un trattamento universale.
07:32D'altronde le ultime linee guida EASL
07:36raccomandano non solo lo screening,
07:39ma raccomandano il trattamento antivirale
07:41a tutti i pazienti,
07:43indipendentemente dal grado di fibrosi.
07:45Proprio per le caratteristiche di questa malattia,
07:48che è una malattia rapidamente evolutiva.
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