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  • 2 days ago

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00:00Le famiglie hanno una pressione altissima da parte della società, primo perché hanno il figlio ritirato,
00:09secondo perché la società si aspetta che i genitori abbiano le competenze per intervenire,
00:16per far partecipare il figlio alla vita scolastica, alla vita lavorativa,
00:21mentre queste competenze in realtà non è possibile tirarle fuori da un momento all'altro,
00:29perché abbiamo a che fare con una grossa sofferenza.
00:33Quello che siamo qui a dire è l'importanza che la parte politica si faccia parte attiva,
00:44che capisca che la priorità è intervenire, quindi intervenire sul benessere dei ragazzi
00:53e che la parte invece di partecipazione alla vita sociale deve essere secondaria al loro benessere.
01:01Le scuole devono capire che i genitori non hanno quella negligenza che loro immaginano,
01:09che bocciare per l'assenza in questo caso è assolutamente poco producente
01:17e anche nel lavoro bisognerebbe ipotizzare dei percorsi ad hoc, degli inserimenti facilitati,
01:26ecco, perché insomma sono ragazzi che hanno difficoltà a vivere la quotidianità come gli altri.
01:35Presidente Carolei, quali sono le principali difficoltà che affrontano le famiglie?
01:40Le principali difficoltà innanzitutto la prima cosa è capire, capire di cosa si tratta,
01:46capire il figlio, perché il figlio sta ritirato, perché è pigro, perché ha voglia di giocare o perché sta male.
01:55Già questa è una difficoltà enorme. Un'altra grande difficoltà quindi è capire come approcciarsi per aiutarlo a stare meglio
02:08e poi affrontare tutti i pregiudizi del mondo esterno, che sono pregiudizi che vengono da diverse direzioni,
02:17dalla società, intesa come scuola, come mondo lavorativo, ma anche parenti, vicini di casa, colleghi,
02:24è molto molto difficile spiegare qual è la responsabilità in queste situazioni.
02:32Presidente Carolei, quanti sono di chi comore in Italia e se ci può tracciare un identikit di questi ragazzi e
02:39ragazze?
02:40Allora, sui numeri possiamo avere delle stime e non dei numeri precisi, perché essendo ritirati sfuggono alla statistica,
02:49all'intervista, eccetera, e noi stimiamo che siano ben più di 100.000.
02:54In Giappone parliamo di un milione e mezzo, quindi potrebbe anche essere che ci stiamo avviando in quella direzione.
03:02Sono ragazzi che hanno una forte sensibilità, temono la competizione e il giudizio sostanzialmente,
03:15sono prevalentemente, ma non solo, maschi, prevalentemente vuol dire maggiormente, diciamo un rapporto di 70-30,
03:23anche se è assolutamente ipotetico, e sono ragazzi che hanno bisogno di attenzione, quindi un mondo competitivo,
03:39freddo, che non dà valore allo spirito, alla personalità, è un mondo ostile, non accogliente,
03:50per cui tendenzialmente non riescono a comunicare con un mondo di questo tipo.
03:57Non mi piace tanto l'idea di avere un identikit, perché l'identikit lo farei alla società che ha prodotto
04:04questo risultato.
04:05È una società fredda e competitiva.
04:08Presidente Carolei, come si aiuta chi non vuole essere aiutato?
04:12Allora, noi diamo delle indicazioni alle famiglie, sicuramente la reazione immediata che ha un genitore è quella di spronare il
04:26ragazzo,
04:27e invece lo sprone genera ansia ulteriore, genera attenzione sul problema,
04:35e quindi tende ad amplificare quello che è la tendenza all'isolamento.
04:43Si aiuta con la comprensione, cercando di capire qual è la sofferenza del ragazzo,
04:50vivendogliela a fianco, e ricreando così la fiducia, almeno all'interno della famiglia.
04:58Soltanto dopo che il ragazzo si sarà reso conto di potersi fidare di chi ha vicino,
05:06si aprirà e quando avrà bisogno di qualcosa lo chiederà a quel punto lì,
05:11quando sarà lui a chiedere di essere aiutato, allora noi potremo intervenire.
05:19Prima no.
05:21Si guarisce da questa condizione?
05:22Allora, la parola guarisce non mi piace perché la identifica con me una patologia,
05:29comunque sì, abbiamo diversi casi, insomma, di ragazzi che hanno ripreso a uscire,
05:37diverse situazioni di ragazzi che hanno ripreso a vivere, ecco, diciamo che è difficile che avvenga spontaneamente.
05:48E cosa succede invece a chi non ce la fa? E quanto dura un isolamento di questo diritto?
05:56A chi non ce la fa, mi spiace dirlo, ma può durare tutta la vita.
06:01Sì, in Giappone si parla del problema 50-80, ormai abbiamo delle persone isolate di 50 anni,
06:10cui i genitori ne hanno 80, è per questo che siamo qui, non vogliamo arrivare a quel punto,
06:16speriamo che la politica possa intervenire sia con la prevenzione sia con forme di aiuto precoci.
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