00:00Tengo che in generale il conflitto sia comunque un motore di progresso e di democrazia
00:05e penso che l'assenza di conflitto fa sì che a un certo punto le società diventano asfittiche
00:13e ad oggi l'assenza di conflitto in questo paese secondo me ha prodotto una situazione
00:23che io considero molto preoccupante in generale, nel senso che il fatto che si utilizzi
00:29ma non soltanto da parte delle istituzioni pure ma anche proprio da parte della cultura generale
00:34nel sentire comune, nei commenti su Facebook, l'armamentario retorico della galera, le leggi speciali
00:44buttare la chiave per delle cose che non dico negli anni 70 ma 15 anni fa sarebbero state derubricate
00:52veramente arragazzate, a me mi sembra qualcosa di cui dovremmo stare veramente super attenti
01:02è partito lento quest'applauso ma poi bisogna arrivare
01:06però tolta appunto quello che è il tema del conflitto che penso veramente che sia importante in democrazia
01:13è vero che negli ultimi anni ci sta il... ma questo secondo me ha contribuito il Covid
01:19il fatto di stare in qualche modo atomizzati come società e di avere un confronto soltanto
01:27con i social, con le persone che ci stanno intorno, una modalità di rapportarci agli altri
01:31che non so come definì... diciamo prima dei recenti eventi la definivo jihadista
01:39nel senso che non esiste più il tentativo di capire le ragioni dell'altro
01:46ma c'è soltanto il... veramente... una frattura orizzontale della società
01:54manco più verticale, insomma non lo so, ho veramente l'impressione che tutte le discussioni
01:58passano soltanto attraverso delle cose molto radicali e su cui è impossibile trovare una mediazione
02:03ho parlato con molti distingo perché non mi piace il modo in cui se ne parla spesso eccetera
02:12perché c'ho un'identità anche personale mia che ha avuto a che fare con tutta quella che è la
02:21battaglia dei kurdi
02:22quindi contro il fondamentalismo generale che è una cosa a cui sono molto legato
02:31e non vorrei... cioè cerco sempre di esprimere una posizione che in qualche modo sia coerente
02:37cioè una visione del mondo coerente, non penso che uno può mettere un cappello un giorno
02:41levarselo e metterlo un'altra volta e quindi questo per me è molto importante
02:47dopodiché io fatico ad oggi a parlare di quello che sta succedendo
02:53facendo sempre questo riferimento al 7 ottobre
02:55nel senso che io lo considero scritto che era una barbarie quello che era successo eccetera
03:00però penso che a 35.000 morti e con questa cosa che con tutti i riflettori del mondo puntati
03:05non si riesce minimamente a scalfire
03:07ci sta un problema che non può più essere ricondotto al 7 ottobre
03:11e non può essere quello l'alibi per quello che sta continuando a succedere
03:13quindi non ne voglio parlare in questi termini
03:17che ne parliamo di più di volta
03:20detto questo sta succedendo che non lo so esattamente
03:25io ti posso dire l'opinione mia di quello che sta succedendo
03:28da parte, diciamo dal basso in qualche modo
03:34non abbiamo più tanti, viaggiamo poco
03:39la politica non si interessa di quello che succede nel resto del mondo da tanto tempo
03:45non abbiamo contatti spesso legami politici
03:50non costruiamo legami con i nostri simili negli altri paesi in qualche modo
03:57quindi ci troviamo a avere una lettura del mondo
04:00che spesso è asfittica
04:05parte da presupposti che sono quelli della lettura di 30-40 anni fa
04:16non hanno rinnovato
04:19veramente non ci hanno avuto gli strumenti per rinnovare
04:24proprio un armamentario di lettura del mondo
04:28e questa cosa qua ci porta secondo me a fare delle analisi
04:32che sono spesso vecchie e che non funzionano da nessuna delle due parti
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