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  • 2 days ago

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00:10Carissimi tutti, abbiamo vissuto un momento di profonda angoscia, ci ha travolto una tempesta
00:17terribile e anche adesso questa pioggia di dolore sembra non finire mai. Ci siamo bagnati,
00:24infreddoliti, ma ringrazio le tante persone che si sono strette attorno a noi per portarci
00:29il calore del loro abbraccio. Mi scuso per l'impossibilità di dare riscontro personalmente,
00:36ma ancora grazie per il vostro sostegno, il vostro sostegno di cui avevamo bisogno in queste
00:43settimane terribili. La mia riconoscenza aggiunga anche tutte le forze dell'ordine al Vescovo
00:49e ai monaci che ci ospitano, al Presidente della Regione Zaia e al Ministro Nordio e
00:57alle istituzioni che congiuntamente hanno aiutato la mia famiglia.
01:03Mia figlia Giulia era proprio come l'avete conosciuta, una giovane donna, straordinaria,
01:09allegra e vivace, mai sazia di imparare. Ha abbracciato la responsabilità della gestione
01:15familiare dopo la prematura perdita della sua amata mamma. Oltre alla laurea che si è
01:21meritata e che ci sarà consegnata tra pochi giorni, Giulia si è guadagnata ad onore anche
01:26il titolo di mamma. Nonostante la sua giovane età era già diventata una combattente, un'oplita
01:33come spesso si definiva, come i soldati greci, tenace nei momenti di difficoltà. Il suo spirito
01:39indomito ci ha ispirato tutti. Il femminicidio è spesso il risultato di una cultura che svaluta
01:49la vita delle donne, vittime proprio di coloro che avrebbero dovuto amarle e invece sono
01:54state vessate, costrette a lunghi periodi di abusi, fino a perdere completamente la loro
01:59libertà, prima di perdere anche la vita. Come può accadere tutto questo? Come è potuto
02:07accadere a Giulia? Ci sono tante responsabilità, ma quella educativa ci coinvolge tutti, famiglie,
02:15scuola, società civile, mondo dell'informazione. Ma mi rivolgo per primo agli uomini, perché
02:23noi per primi dovremo dimostrare di essere agenti di cambiamento contro la violenza di
02:28genere. Parliamo agli altri maschi che conosciamo, sfidando la cultura che tende a minimizzare la
02:34violenza da parte di uomini apparentemente normali. Dovremmo essere attivamente coinvolti,
02:42sfidando la diffusione di responsabilità, ascoltando le donne e non girando la testa
02:47di fronte ai segnali di violenza, anche i più lievi. La nostra azione personale è cruciale
02:53per rompere il ciclo e creare una cultura di responsabilità e supporto. A chi è genitore
03:00come me, parlo con il cuore. Insegniamo ai nostri figli il valore del sacrificio e
03:05dell'impegno. Aiutiamoli anche ad accettare le sconfitte. Creiamo nelle nostre famiglie
03:12quel clima che favorisce il dialogo, un dialogo sereno perché diventi possibile educare i
03:17nostri figli a rispetto della sacralità di ogni persona, ad una sessualità libera, da
03:23ogni possesso e all'amore vero che cerca solo il bene dell'altro. Viviamo in un'epoca
03:31in cui la tecnologia ci connette in modi straordinari, ma spesso, purtroppo, ci isola e ci priva
03:37dal contatto umano reale. È essenziale che i giovani imparino a comunicare autenticamente,
03:44a guardare negli occhi degli altri, ad aprirsi all'esperienza di chi è più anziano di loro.
03:50La mancanza di connessione umana autentica può portare in compressioni e a decisioni
03:56tragiche. Abbiamo bisogno di trovare la capacità di ascoltare, di essere ascoltati, di comunicare
04:02realmente con empatia e rispetto. La scuola ha un ruolo fondamentale nella formazione dei
04:09nostri figli. Dobbiamo investire in programmi educativi che ci insegnano il rispetto reciproco,
04:14l'importanza delle relazioni sane e la capacità di gestire i conflitti in modo costruttivo,
04:20per imparare ad affrontare le difficoltà senza ricorrere alla violenza. La prevenzione
04:26della violenza di genere inizia nelle famiglie, ma continua nelle alle scolastiche e dobbiamo
04:31assicurarci che le scuole siano luoghi sicuri e inclusivi per tutti. Anche i media giocano
04:40un ruolo cruciale da svolgere in modo responsabile. La diffusione di notizie distorte e sensazionalistiche
04:46non solo alimenta un'atmosfera morbosa, dando spazio a sciacalli e complottisti, ma può
04:52anche contribuire a perpetuare comportamenti violenti. Chiamarsi fuori, cercare giustificazioni,
05:00difendere il patriarcato quando qualcuno ha la forza e la disperazione per chiamarlo
05:04col suo nome, trasformare le vittime in bersagli solo perché dicono qualcosa con cui magari
05:09non siamo d'accordo non aiuta ad abbattere le barriere. Perché da questo tipo di violenza,
05:14che è solo apparentemente personale e insensata, sciesse soltanto sentendoci tutti coinvolti,
05:20anche quando sarebbe facile sentirsi assolti.
05:24Alle istituzioni politiche chiedono di mettere da parte le differenze ideologiche per affrontare
05:29unitariamente il fragello della violenza di genere. Abbiamo bisogno di leggi e programmi
05:33educativi mirati a prevenire la violenza, a proteggere le vittime e a garantire che i
05:39colpevoli siano chiamati a rispondere delle loro azioni. Le forze dell'ordine devono essere
05:44dotate delle risorse necessarie per combattere attivamente questa piaga e degli strumenti
05:49per riconoscere il pericolo. Ma in questo momento di dolore e tristezza dobbiamo trovare
05:57la forza di reagire, di trasformare questa tragedia in una spinta per il cambiamento.
06:03La vita di Giulia, della mia Giulia, ci è stata sottratta in modo crudele, ma la sua
06:09morte può, anzi deve essere il punto di svolta per porre fine alla terribile piaga della violenza
06:15sulle donne. Grazie a tutti per essere qui oggi, che la memoria di Giulia ci ispiri a lavorare
06:22insieme per creare un mondo in cui nessuno debba mai temere per la propria vita. Vi voglio
06:29leggere una poesia di Gibran, che credo possa dare una reale rappresentazione di come bisognerebbe
06:35imparare a vivere. Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è l'accettazione
06:43di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà. Le persone più felici non sono necessariamente
06:50coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno. La
06:57vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia.
07:07Cara Giulia, è giunto il momento di lasciarti andare. Salutaci la mamma. Ti penso abbracciata
07:15a lei e ho la speranza che stretti insieme il vostro amore sia così forte ad aiutare Elena,
07:21Davide e anche me, non solo a sopravvivere a questa tempesta di dolore che ci ha travolto,
07:27ma anche ad imparare a danzare sotto la pioggia. Sì, noi tre che siamo rimasti vi promettiamo
07:33che un po' alla volta impareremo a muovere i passi di danza sotto questa pioggia. Cara Giulia,
07:41grazie per questi 22 anni che abbiamo vissuto insieme e per l'immensa tenerezza che ci hai
07:46donato. Anch'io ti amo tanto e anche Elena e Davide ti adorano. Io non so pregare, ma so
07:55sperare. Ecco, voglio sperare insieme a te e alla mamma. Voglio sperare insieme ad Elena
08:00e Davide e voglio sperare insieme a tutti voi qui presenti. Voglio sperare che tutta questa
08:06pioggia di dolore fecondi il terreno delle nostre vite e voglio sperare che un giorno
08:12possa germogliare e voglio sperare che produca il suo frutto di amore, di perdono e di pace.
08:19Addio Giulia, amore mio.
08:20Grazie.
08:28Applausi.
08:28Applausi.
08:40Applausi.
08:44Applausi.
08:45Applausi.
08:47Applausi.
08:48Applausi.
08:48Applausi.
08:49Applausi.
08:49Applausi.
08:49Applausi.
08:50Applausi.
08:50Applausi.
08:51Applausi.
08:51Grazie.
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