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  • 2 days ago
Transcript
00:00I punti del congresso, noi dobbiamo partire da due considerazioni, siamo in un momento di transizione, la prima cosa che
00:07dobbiamo acquisire è il concetto se questi cambiamenti climatici esistono effettivamente o se come gli scettici amano dire sono solo
00:17forme di statistica diversa di presentazione di questi eventi.
00:21Per noi è un fatto acquisito, ci sono non poche e non deboli risultanze scientifiche che ci dimostrano che l
00:29'andamento è quello. L'andamento è chiaramente determinato da attività umane, emissione dei gas climalteranti prima di tutto, con tutte
00:39le conseguenze che noi vediamo.
00:41Come CAI, frequentatori della montagna, abbiamo un certo numero di responsabilità. La prima responsabilità è come ci comportiamo noi. I
00:50nostri comportamenti attuali sono coerenti con quello che ci viene richiesto oggi e ancora piĂą domani in conseguenza dei cambiamenti
00:59climatici e apriamo una riflessione.
01:01Questi comportamenti hanno due estremi, limite e libertà. Perché la montagna si dice è libera, la montagna è di tutti,
01:12ma se noi dobbiamo adattare i nostri comportamenti dobbiamo introdurre un concetto di limite.
01:16Cos'è che lega questi due estremi? La responsabilità. E quindi noi su questo imposteremo dei ragionamenti che verranno poi
01:25esplicitati nel congresso, le varie tesi, le varie anche proposte che possono essere piacevoli, non piacevoli, accettate, non accettate, ma
01:35fa parte del gioco.
01:36Questa è la centralità del congresso. I due basamenti su cui si poggia questa centralità sono l'acquisizione del concetto
01:46di capitale naturale, cioè delle risorse naturali che generano servizi a favore di tutti,
01:53non solo del territorio dove sono generati, ma ancora di piĂą verso il territorio che li riceve, acqua, foreste. E
02:02quindi qua si innesta il tavolo 3, quindi il ragionamento delle politiche territoriali, il rapporto tra cittĂ  e montagna.
02:10Non deve essere conflittuale. La montagna è custode dei servizi, ma la città ne usufruisce, la città mette a disposizione
02:18della montagna le risorse per fare tutte quelle attivitĂ  di cui la montagna necessita per vivere in montagna.
02:25Rispetto e convivenza per godere del capitale naturale che ci dĂ  la montagna, forse lo trascuriamo, ce ne siamo resi
02:32conto quest'estate quando lo zero termico era sopra i 5.000 metri, quindi non c'era nessuna montagna in
02:37Italia che avesse zero termico,
02:39e l'acqua in cittĂ  non c'era, le due cose sono collegate.
02:42Certamente che sono collegate, ma noi le abbiamo viste in cittĂ , abbiamo cominciato a vedere l'anno scorso ad esempio
02:48un rifugio alpino, noto, un rifugio caribaldi, che a giugno era senza acqua.
02:53Perché? Perché non ci sono stati gli innevamenti, perché i ghiacciai, i retrostanti non esistono più e quindi dobbiamo cominciare
03:01anche a ragionare in quale termine noi andiamo in montagna e tendiamo ad usufruire della montagna
03:07e ancora di piĂą dei rifugi. I rifugi sono degli alberghetti chic o sono dei punti dove sempre piĂą noi
03:14dovremmo ragionare di sono punti di arrivo e di ripartenza?
03:18Quindi ha senso fare una doccia e chiedere una doccia in rifugio in queste condizioni? Questa è un'altra domanda
03:26sulla quale dobbiamo interrogarci.
03:27C'è un elemento anche strutturale che emerge. Attualmente sul Cervino avevano intenzione e hanno intenzione di ristrutturare la famosa
03:37capanna Carrel.
03:39Però la capanna Carrel dove è allocata adesso non si può ristrutturare perché il suo strato è instabile, perché a
03:45seguito del riscaldamento il permafrost si è sciolto.
03:49E quindi bisogna spostarla alla capanna Carrel. Queste sono le sfide che le abbiamo oggi, domani da affrontare. Fra dieci
03:58anni non so cosa ci toccherĂ .
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