00:00Buongiorno, buongiorno a Giovanna Barni, presidente di Culture Media, il settore di Lega Coop che
00:07riunisce le cooperative che si occupano di cultura, turismo e comunicazione.
00:13È una realtà , un mondo che è fatto di oltre mille cooperative che operano in questi settori
00:20e che danno lavoro a tante persone e che si trovano alla vigilia del vostro secondo congresso
00:28nazionale che verrà ospitato nelle prossime ore alla Sapienza a Roma.
00:35Tantissimi i temi sul tavolo e immagino però che si parlerà anche un po' di come sta andando
00:43questo settore all'indomani di una crisi che lo ha colpito fortemente dovuta alla pandemia.
00:50Allora le chiedo qual è lo stato di salute delle cooperative che si occupano di cultura,
00:55turismo e comunicazione in Italia?
00:58Buongiorno, buongiorno. Le cooperative sì, sono molte, molte cooperative che svolgono attivitÃ
01:06in questo settore. Lei le ha citate quasi mille che aderiscono a Culture Media ma ce ne sono
01:15moltissime altre che comunque fanno attività ibride, che hanno comunque a che fare con i nostri
01:22settori. Il nostro è un settore molto articolato e complesso che va dalle attività culturali come
01:31il patrimonio, la gestione, i servizi per il patrimonio culturale ma anche lo spettacolo dal vivo,
01:39la musica, l'audiovisivo, l'editoria, i giornali cooperativi, le cooperative di comunicazione.
01:47Quindi sono tantissime professioni e attività diverse diffuse in tutto il paese, moltissimi
01:57sono i presidi culturali della cooperazione o informativi o di educazione anche laddove
02:05non c'è presenza di grandi istituzioni statali. Questo ci tengo a dirlo perché ovviamente è
02:13ovvio che la cooperazione è stata colpita in modo molto duro durante la pandemia, siamo
02:20arrivati anche a perdite di oltre il 40% del fatturato, però è anche vero che le cooperative
02:29proprio per la loro essere radicate nei territori, non concentrate in un solo polo, ibride e quindi
02:38non dedicate ad un'unica attività sono riuscite comunque ad essere flessibili, a trovare il
02:48modo di soddisfare anche quelli che sono i nuovi bisogni emersi nel nostro settore durante
02:54la pandemia. Bisogni del tipo tutto quello che significa anche cultura di prossimità , quindi
03:01meno dipendenti anche dai grandi flussi turistici, cultura e informazione di prossimità radicata
03:10anche nei territori, alternativa a quelle che sono le uniche grandi mete dove si concentrano
03:18i visitatori del patrimonio culturale e quindi con queste modalità le cooperative probabilmente
03:26hanno saputo reagire meglio alla crisi e soprattutto hanno saputo così anche garantire meglio la tutela
03:37del lavoro durante la crisi.
03:39Ecco quindi hanno messo in campo nuovi modelli, nuove attività , nuovi modi di fare cultura
03:46e anche turismo e comunicazione, ma questi nuovi modelli sopravvivono anche oggi che appunto
03:55quel deserto dovuto al Covid è stato attraversato e continuano a essere in campo?
04:02Noi modelli sono forme di economia di rete, economia collaborativa anche tra pubblico e privato
04:14per cui nel nostro paese il 60% per esempio del patrimonio culturale è sottutilizzato e
04:22quindi sono moltissime le cooperative che noi per esempio abbiamo aiutato a rinnovare il
04:29modello di rapporto tra pubblico e privato, quindi non essendo soltanto più fornitori
04:35di servizi, ma provando a coprogettare e cogestire la riutilizzazione e la valorizzazione di tanto
04:42patrimonio culturale altrimenti sottutilizzato, ma questo modello va bene per musei, per monumenti,
04:53per siti archeologici e per i borghi e quindi questi nuovi modelli poi hanno trovato
04:59hanno trovato la possibilità di essere sviluppati anche nelle misure, in alcune misure del PNNR che
05:08per la prima volta non guardavano soltanto ai grandi attrattori, ma per esempio alla valorizzazione
05:14del patrimonio minore, alla valorizzazione dei borghi, ai progetti di rivitalizzazione
05:21dell'area del cratere, dove c'è una cooperativa in grado anche di progettare modelli innovativi
05:31sia di collaborazione con la pubblica amministrazione sia di collaborazione con altri soggetti in un
05:37territorio, quindi per esempio fare un ADMO, un distretto, noi abbiamo esempi nei parchi degli
05:46appennini che mettono insieme offerte di prodotti agricoli insieme a punti turistici educativi,
05:54di educazione ambientale o cammini o ricettività alternativa, tutte queste, mettere insieme tante
06:03tipologie di attività diverse e anche tanti soggetti diversi fa sì che un territorio possa essere
06:10valorizzata attraverso una filiera integrata e così c'è spazio per lo sviluppo appunto di modelli
06:18evoluti di cooperazione territoriale.
06:22Allora pubblico e privato sarà sicuramente uno degli aspetti che voi porrete in evidenza al vostro
06:29secondo congresso nazionale dove saranno presenti molte personalità delle istituzioni che fanno capo
06:36alla cultura a più livelli. Quali sono le istanze che voi porterete, che le cooperative
06:44che si occupano di questi settori tramite voi porteranno sul tavolo dei decisori?
06:51Sì è vero, il congresso sarà anche un'occasione per aprire un confronto con le istituzioni su alcuni
07:02temi fondamentali, temi tra l'altro che stiamo seguendo non da soli ma in sinergia con altre
07:11associazioni, per esempio tutte quelle che insieme a noi hanno firmato il manifesto Cultura e Futuro.
07:19Quello che chiediamo è sicuramente innanzitutto un riconoscimento del ruolo dell'impresa culturale
07:26creativa, delle competenze dell'impresa culturale creativa, cosa che è avvenuta in Europa ormai
07:32tanti anni fa e che invece in Italia non è ancora avvenuta. Ovviamente questo significa
07:41riconoscere le competenze dell'impresa culturale creativa e quindi anche favorire quei modelli
07:49in cui pubblico e privato si mettono insieme per mettere a valore l'immenso patrimonio culturale
07:57sottutilizzato nel paese, per favorire l'impresa culturale creativa magari con delle forme di
08:05incentivazione e anche di sgravi fiscali ad hoc, soprattutto laddove l'impresa culturale
08:12creativa creativa opera in territori, in aree marginali o in filiere particolari che possono
08:23soprattutto creare benefici immensi per i territori e per le comunità che questi territori abitano.
08:32e poi il tema ovviamente del lavoro perché è stata la forma cooperativa riuscita anche negli
08:45anni della pandemia a tutelare il lavoro, alla perdita di fatturato che le cooperative hanno subito
08:54durante la pandemia non è altrettanto corrisposta a una perdita di occupazione e questo significa
09:02che noi siamo in grado di tutelare e garantire protezioni sociali ai lavoratori ma nello stesso
09:10tempo riconoscerne le tipicità , la flessibilità , l'intermittenza che sono tutte caratteristiche
09:17di queste nuove professioni culturali e creative ed è quindi importante che alla legge delega
09:26dello spettacolo venga portata a compimento attraverso i decreti attuativi perché lì per
09:34la prima volta si riconosce il reddito di discontinuità dei lavoratori dello spettacolo, ma che si vada
09:42anche verso uno statuto del lavoro culturale nel suo complesso perché anche le altre attivitÃ
09:50culturali hanno quelle caratteristiche di intermittenza, di discontinuità ma anche specializzazione
09:58che devono costituire proprio lo statuto del lavoro culturale affinché comunque possa essere
10:07poi data dignità a queste nuove professioni.
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