00:02Con due anni di ritardo a causa della pandemia, oggi si è chiusa la COP15 a Montreal ed è stato
00:09approvato l'Accordo Globale per la Biodiversità, ora chiamato l'Accordo Calming Montreal, che
00:14dovrebbe impegnare i paesi ad arrestare ed intervenire la perdita di biodiversità entro
00:19il 2030. L'Accordo prevede l'obiettivo di conservare almeno il 30% di terra e oceani
00:25nel rispetto dei diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali e riconosce
00:30il contributo dei territori indigeni e tradizionali al suo raggiungimento. Per il WWF si tratta
00:36di un punto sicuramente positivo che risponde a una delle richieste dell'organizzazione del
00:41Panda, che però non ha visto nell'esito dei negoziati la determinazione necessaria a dare
00:47una vera svolta nella crisi di natura per i prossimi sette anni, come avrebbe richiesto
00:52la drammatica situazione che la biodiversità globale sta vivendo. Il WWF inoltre accoglie
00:58con favore l'impegno di arrestare l'estinzione delle specie entro il 2030, ma questo è il
01:04livello minimo di quanto è necessario fare, visti i fallimenti passati e una crisi ambientale
01:09sempre più grave. L'Accordo, segnalano dall'Associazione, al momento è solamente un
01:15punto di partenza. Se non ci saranno un'accelerazione nell'implementazione degli obiettivi e una seria
01:20mobilitazione delle risorse, resterà un guscio vuoto di promesse.
01:26Tra gli alimenti che ogni giorno arrivano sulle tavole degli italiani aumentano i campioni
01:31in cui sono state trovate tracce di pesticidi, che hanno raggiunto quota 44,1%. Nonostante
01:38la bassa percentuale di campioni irregolari, quindi con principi attivi oltre le soglie consentite,
01:44pari all'1%, è necessario evidenziare che solo il 54,8% del totale dei campioni risulta
01:53senza residui di pesticidi. Lo scorso anno la rilevazione aveva raggiunto quota 63%, così
01:59stop pesticidi, il rapporto elaborato da Legambiente, in collaborazione con Alcenero per fare il punto
02:06della situazione sui fitofarmaci presenti nei nostri alimenti. Al centro dell'indagine,
02:114.313 campioni di alimenti di origine vegetale e animale, compresi i prodotti derivati da apicoltura
02:19di provenienza italiana ed estera, analizzati nel 2021. A destare preoccupazione è poi il 44,1%
02:27di campioni in cui sono state trovate tracce di uno o più fitofarmaci, tra monoresiduo e
02:33multiresiduo, seppur nei limiti di legge. 90 le sostanze attive rintracciate, tra cui un campione
02:39di uva con 14 residui, uno di pere con 12 residui, uno di peperoni con 10 residui. Dai
02:46dati dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, FSA, risulta addirittura campionata
02:52una fragola, proveniente dall'Unione Europea, con 35 diversi residui.
02:57Il rapporto stop pesticidi evidenzia il fatto che ancora oggi esistono residui nella frutta e
03:05nella verdura di molecole pericolose di sintesi che provengono dai fitofarmaci. Bisogna chiedere
03:10con forza di ridurre la dipendenza della chimica in agricoltura. L'approvazione del nuovo piano
03:16per l'utilizzo dei residui sanitari, del nuovo regolamento europeo sui fitofarmaci, rispettare
03:24le strategie europee che ci dicono 50% in meno di pesticidi entro il 2030. Non c'è Made in
03:31Italy
03:31che non debba essere basato sull'agroecologia.
03:36Sfruttando le sue materie prime, acqua, vento, sole e rifiuti, e agendo su elettrificazione
03:41dei consumi ed efficientamento, l'Italia può raggiungere il 58,4% di autonomia energetica,
03:48quasi triplicando gli attuali livelli. Così il report verso l'autonomia energetica italiana
03:54è il ruolo del centro-sud, presentato dal presidente di A2A Marco Patuano. L'Italia è oggi
04:00quintultima in Europa per autonomia energetica, meno 22,5% contro il 39,5% di media UE su dati
04:092019, ma è seconda per disponibilità di risorse rinnovabili sul proprio territorio. Un ruolo
04:15chiave nello sviluppo delle fonti rinnovabili e nel raggiungimento di quella autonomia energetica
04:20lo potrebbero giocare le regioni del centro-sud, che potrebbero generare, sul totale della nazione,
04:26il 60% della potenza solare addizionale, 105,1 gigawatt totali a livello nazionale, attraverso
04:34installazioni sui tetti e impianti a terra, e il 95% dell'opportunità di sviluppo per
04:40l'eolico, 21,1 gigawatt totali a livello nazionale. Nel settore idroelettrico il centro-sud rappresenta
04:47al 23% della potenza addizionale, meno 3,3 gigawatt totali a livello nazionale, e si tratta
04:54di territori che sono strategici anche per le possibilità legate al recupero energetico.
05:00Infatti, azzerando il conferimento in discarica e abilitando una produzione elettrica maggiore
05:05di 7 terawattora, in Italia si potrebbero valorizzare circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti. Il 63%
05:13di questa possibilità è concentrato al centro-sud. Inoltre, il biometano potrebbe attivare circa
05:196,3 miliardi di metri cubi, di cui il 37% nel centro-sud, soprattutto grazie alla vocazione agricola
05:26di tali regioni. Iniziamo dalle cattive notizie ma parliamo delle buone. Oggi l'Italia in termini
05:32di autonomia energetica è al quart'ultimo posto in Europa. La buona notizia è che stiamo migliorando
05:39molto rapidamente, siamo forse il paese in Europa che sta crescendo più rapidamente
05:43degli altri, ma la cosa ancora più importante sono le potenzialità del nostro paese. Abbiamo
05:49la potenzialità per essere tra il secondo e il terzo player europeo per la produzione
05:55di energie rinnovabili, addirittura con la possibilità di arrivare ad un livello di autonomia
06:00energetica nell'intorno del 60%, quindi molto importante. Il centro-sud, quando si parla
06:07di rinnovabili, è veramente beneficiato dalla natura in modo straordinario. Ha un'esposizione
06:15solare incredibile. Ha anche un canale di ventosità molto importante. Se noi immaginiamo
06:23un triangolo che unisce Puglia, Sicilia e Sardegna, ci sono condizioni di vento che possono essere
06:29sfruttate in modo molto stabile e in modo molto importante. Questo può portare addirittura
06:35a 100 giga di nuova potenza rinnovabile, una quantità mostruosa. Sono necessari però
06:45interventi sistemici che vanno da tutta la parte autorizzativa, oggi il processo autorizzativo
06:51è molto lungo e piuttosto faraginoso. C'è tutta la parte di trasporto, una volta che noi
06:56facciamo tutta questa potenza rinnovabile al sud e poi bisogna portarla al nord Italia.
07:02Quindi è un progetto paese, è un progetto che ci impegnerà per credibilmente una decina
07:09di anni.
07:11Un protocollo di intesa per la collaborazione nelle operazioni di recupero, gestione e messa
07:16in sicurezza dei rifiuti radioattivi e convenzionali e delle sorgenti radioattive orfane. Lo hanno
07:22siglato il commissario di Soggin, prefetto Fiamma Spena e il comandante dei carabinieri
07:27tutela ambientale e transizione ecologica, generale di brigata Valerio Giardina. Il protocollo
07:32prevede l'organizzazione di attività formative reciproche nei settori di interesse comune
07:37e la collaborazione nello sviluppo di attività di analisi ed eventuale aggiornamento delle
07:42procedure riguardanti la gestione dei rifiuti radioattivi e convenzionali, nonché delle terre
07:47e rocce da scavo, prodotte nei lavori di disattivazione dei siti nucleari. L'accordo
07:52è in linea con la strategia di economia circolare che Soggin adotta da sempre per minimizzare
07:58i rifiuti prodotti e massimizzare il volume dei materiali da recuperare. Una strategia che
08:03si sviluppa su quattro driver, riciclo dei materiali smantellati, efficientamento dei
08:08consumi energetici, riutilizzo di strutture e componenti durante i lavori di dismissione, riduzione
08:14dell'impatto ambientale in ogni fase dei lavori. Lo smantellamento degli impianti nucleari
08:19italiani permetterà di recuperare oltre un milione di tonnellate di materiale, l'89%
08:25delle strutture, sistemi e componenti che saranno smantellati.