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  • 2 giorni fa
(askanews) - Il cantante portoricano Bad Bunny "entra" al Museo Grévin a Parigi: è stata infatti inaugurata la sua statua di cera nella sala dedicata alle personalità della musica. Il sosia della star portoricana è seduto su una sedia di plastica, con la camicia aperta che lascia intravedere i tatuaggi e il famoso cappello di paglia in testa, accanto a un'altra sedia vuota, in omaggio alla copertina dell'ultimo album del cantante, Debi tirar mas fotos, che ha riscosso un successo globale.

È «un fenomeno assolutamente straordinario», commenta Yves Delhommeau, direttore generale del Museo parigino. «Abbiamo fatto di tutto per portare Bad Bunny al Museo Grévin perché oggi è il cantante più ascoltato al mondo», aggiunge Delhommeau. «Siamo molto felici di celebrare oggi l'arrivo di un personaggio emblematico al Grévin in occasione del suo passaggio in Francia», con Bad Bunny che stasera si esibirà a Marsiglia, Sud della Francia, e poi a Parigi nel fine settimana (4 e 5 luglio).

«Grazie alla sua autenticità, alla sua creatività e al suo impegno, ha conquistato un pubblico internazionale pur rimanendo molto legato alla sua isola e alla sua identità. La statua che inauguriamo oggi racconta questa storia attraverso diversi dettagli simbolici: potrete notare le due sedie di plastica bianca ispirate alla copertina del suo album Debi tirar màs fotos».
Un fenomeno straordinario nel campo della musica e della cultura
«Abbiamo fatto di tutto per portare Bad Bunny al Musée Grévin perché oggi è il cantante più ascoltato al mondo ed è un fenomeno assolutamente straordinario, non solo nel campo della musica ma anche della cultura, e poi la sua influenza politica ha assunto una portata sempre maggiore», spiega il direttore del Museo Grévin. «Ci sono voluti tra i sei e i sette mesi per realizzare questa statua; dato che non potevamo incontrarlo, la prima cosa da fare è stata proprio trovare un modello per il corpo. È il primo lavoro che si fa con lo scultore, e poi si lavora con tantissime foto per trasformare le immagini 2D in un volume 3D e cercare di riprodurre la realtà».

«Allora, la sfida più grande per Bad Bunny è che si trasforma molto, cambia aspetto fisico abbastanza facilmente. Anche il suo look varia enormemente, quindi abbiamo dovuto scegliere una posa. Ci siamo basati soprattutto sulla copertina, sia sul poster del suo spettacolo che sulla copertina del disco, ma è stata la sfida più grande perché avevamo bisogno di foto di epoche diverse per cogliere i volumi».

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Trascrizione
00:04Voi?
00:05
00:16Voi?
00:22Voi?
00:22Voi?
00:23Voi, il faut savoir comment vous avez été amené à choisir son style estimateur.
00:28Il faut bien faire un narrateur hommage, à l'enjeuner.
00:32On a tout fait pour avoir Bad Bunny sur le Musée Grévin,
00:35parce que c'est aujourd'hui le chanteur le plus écouté de par le monde,
00:39et c'est un phénomène absolument extraordinaire,
00:42non seulement de la chanson, mais de la culture,
00:45et puis son influence politique a pris beaucoup d'ampleur.
00:48Alors, on a mis entre 6 et 7 mois pour fabriquer cette statue.
00:53Comme on ne pouvait pas le rencontrer, la première chose c'était
00:55effectivement de trouver un modèle de corps.
00:58C'est le premier travail qu'on fait avec le sculpteur.
01:00Et puis après, travailler avec énormément de photos
01:03pour rendre des photos 2D en un volume 3D,
01:07et essayer de correspondre à la réalité.
01:11Alors, le plus gros challenge pour Bad Bunny,
01:12c'est qu'il se transforme beaucoup.
01:15Il change d'aspect physique assez facilement.
01:19Son look aussi varie énormément.
01:21Donc, il a fallu choisir une pose.
01:23On s'est plutôt basé sur la pochette,
01:29à la fois l'affiche de son spectacle et la pochette de disque.
01:32Mais ça a été le plus gros challenge,
01:35parce qu'il nous fallait des photos de différentes époques,
01:38quand même, pour comprendre les volumes.
01:39C'est parti.
01:40C'est parti.
01:40C'est parti.
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