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CortometraggiTrascrizione
00:10Ben ritrovati da Marco Marella e da tutta la redazione di Focus SG e torniamo in questa
00:16ottantesima puntata a mettere al centro la dimensione sociale e di governance. Il motivo
00:22è presto detto, stiamo vivendo tutti un cambio di approccio epocale per la raccolta informazioni
00:28con l'intelligenza artificiale e all'orizzonte si profila anche un cambiamento ancora più
00:34impattante per quanto riguarda il lavoro con la discesa in campo degli umanoidi, con nazioni
00:41e industrie americane e asiatiche molto impegnate su questi temi. Importanti realtà europei
00:47non sono in buona salute, ricordiamo il gruppo Volkswagen che è in una crisi profonda e si
00:54parla di 100 mila posti di lavoro che verranno azzerati, questo perché è stretto tra conti
01:00economici che non tornano e una competizione sempre più serrata da parte dell'Asia. C'è
01:06anche la notizia di poche ore fa che il CEO di Bosch ha lasciato il suo ruolo, quindi si
01:14parla veramente di una difficoltà sistemica dell'Europa che è stretta in una morsa. Sul
01:19finire degli anni 70 abbiamo assistito sempre in Europa alla crisi del tessile con aree che
01:25si sono desertificate industrialmente come l'area francese di Moluse che può essere anche
01:32visto come un laboratorio anticipatore della nostra vulnerabilità su cui conviene farci
01:38una riflessione. Il cocktail che ci verrà servito in futuro quindi non è dei più promettenti,
01:44bisogna occuparsene velocemente e seriamente. In questa puntata di Focus SG entreremo nel
01:51merito, ringrazio i nostri ospiti, la professoressa Monica Biglio, ordinaria di Econometria all'Università
01:57Ca' Foscari di Venezia e responsabile del centro competenze Transparence e grazie per aver
02:04accettato il nostro invito e il dottor Marco Seimandi, Vice President Westport Fuel System che
02:11anticipo è molto impegnato su uno dei mercati più promettenti al mondo che è quell'indiano
02:16e che ci aiuterà a saperne di più anche perché è appena ritornato dopo 15 giorni di presenza
02:23su questo importante mercato. Prima di iniziare vediamo l'approfondimento con questo video
02:30introduttivo. Il campionato del mondo 2026 potrebbe essere l'ultimo a vedere in campo solo uomini?
02:49Cinque anni sono passati da quando Boston Dynamics, la madre di lui Atlas, è finita sotto l'ombrello
02:57dei coreani di Hyundai, per circa un miliardo di dollari. Dopo mezzo lustro di sue evoluzioni,
03:08sempre più rapide e con le ultime sul calcio in omaggio ai mondiali, già il prossimo anno
03:14Atlas potrebbe andare a lavorare in Georgia, nella fabbrica americana Hyundai. E attenzione
03:22che si parla di oltre 30.000 umanoidi già nel 2028. Il nuovo Atlas è un robot industriale robusto,
03:33pulito e operaio. Collo, torso e arti possono ruotare completamente a 360 gradi. Non è limitato
03:44come gli umani, se deve girarsi fa semplicemente ruotare il busto o la testa di 180 gradi senza
03:50muovere i piedi, ottimizzando i tempi in catena di montaggio.
04:04Può sollevare pesi di 50 kg e ha una estensione delle braccia di 2,3 metri.
04:14ha una batteria che dura 4 ore e se la cambia lui stesso. Può lavorare a meno 20 gradi centigradi,
04:25ma anche a più di 40 gradi centigradi. Siamo prossimi a un punto di svolta storico. Si scrive il
04:36codice del lavoro umano e della società. Perché la macchina, da comparsa, diventa protagonista.
04:44È un rivoluzionario nuovo film.
04:52Siamo prossimi a dei cambiamenti veramente radicali, dirompenti. Vorrei iniziare subito
04:57dal dottor Seimandi. So che è appena tornato dall'India, un paese molto efervescente da un
05:02punto di vista economico, ma anche molto produttivo, con orari di lavoro superiori alle 40 ore su
05:096 giorni lavorativi. Loro lavorano anche il sabato. La competitiva indiana può ancora
05:14reggere per molte e soprattutto l'Europa, secondo lei, è ancora competitiva?
05:20Carichi lavorativi, i tempi di lavoro in India sono decisamente stesi rispetto a quelli a cui
05:27siamo ormai abituati qui in Europa. Ed è interessante notare come questo valga un po'
05:32per tutti. Valga per chi opera in fabbrica e quindi è vincolato a turni e orari di lavoro
05:39rigidi. Ma vale allo stesso modo anche per il management che è impegnato e disponibile
05:45su archi temporali che suonerebbero strani qui in Europa, che vanno dalle serate lavorative
05:51trascorse, magari in collegamento, in riunione, fino a tarda notte, al sabato, che è il giorno
05:59lavorativo normale, come citavi tu, alla domenica, che anch'essa spesso e volentieri si trasforma
06:04in una giornata lavorativa. Tuttavia sarebbe sbagliato far risalire il successo dell'economia
06:11indiana e il forte tasso di sviluppo che segna tuttora il crescere dell'economia locale
06:19con un discorso solamente di tempi lavorativi. L'India è una realtà molto più complessa
06:25e sofisticata. È una realtà dove le tecnologie si stanno imponendo, non solo in settori
06:31in qualche modo tradizionali, se vogliamo parlare in India, come quello del software per
06:34esempio, ma anche nell'ambito della produzione automotiva. L'India è ormai il terzo paese
06:39su scala mondiale in termini di volumi produttivi di automobili e tutta questa crescita si riflette
06:45poi in situazioni quali, per esempio, le acquisizioni estere o l'attacco ai mercati
06:51esteri. Qui in Italia stiamo vivendo proprio in questi mesi l'acquisizione di Iveco per
06:56parte di Tata Motors. Quindi è una situazione che mi fa presumere che potrebbero esserci
07:04delle difficoltà per l'industria europea fra fronte a questo tipo di crescita, ma non è
07:09tanto, non è solo l'India. Io vedo più in generale il continente Asia, un continente
07:15che tende ad espandersi e a proporsi sempre di più come modello di sviluppo che facciamo
07:21fatica di guagliare qui in Europa. La Cina in primis, soprattutto nell'automotive, ma anche
07:27l'India che si prepara ad essere un po' una seconda Cina da questo punto di vista.
07:33Professore Sabiglio, l'Asia colpisce forte e ha colpito nel passato l'industria testa,
07:39negli anni 70. Oggi sembra che metta nel mirino automotive e non solo. Prima abbiamo
07:45parlato dell'area di Molouse, che lei conosce bene avendo studiato molto a Parigi, che è
07:51stata deindustrializzata e da 30 anni fatica proprio a riprendersi. Lei cosa ne pensa? Può
07:57essere un esempio? Cosa ci suggerisce? Molouse mostra che la crisi industriale nasce quando
08:04un territorio specializzato in settori maturi incontra simultaneamente tre shock. L'aumento
08:10del costo all'energia, una concorrenza internazionale di prezzo e un ritardo nella conversione tecnologica.
08:17L'Europa attuale affronta lo stesso triangolo, ma applicato a settori più strategici, appunto
08:23l'automobile, l'automotive, chimica e in generale manifattura avanzata e purtroppo in
08:30un contesto geopolitico decisamente più duro. Quello che va evitato sono due tipi di errore.
08:35Da un lato pensare che la deindustrializzazione sia naturale, quasi una legge del progresso
08:41verso i servizi. Molouse ha mostrato che è anche il risultato di scelte e non di una
08:50naturalità. Politiche energetiche, strategie aziendali, investimenti mancati, un'apertura
08:56commerciale non compensata ai ritardi di innovazione. Dall'altro lato pensare che basti fare transizione
09:04verde. Transizione può, dovrebbe essere una leva di reindustrializzazione, ma solo se
09:10l'Europa controlla tecnologia, energia, materie prime, competenze e mercati. Altrimenti rischia
09:17di sostituire la dipendenza dal petrolio, dall'oil, con dipendenza da batterie, terre rare, pannelli,
09:24componentistica e software che non sono europei. Quello che posso dire che Molaus suggerisce è
09:31che la politica industriale europea dovrebbe essere letta come una politica territoriale
09:36della continuità produttiva. Serve, e questo lo sappiamo bene, ma ricordiamolo, serve energia
09:42abbondante, competitiva, ma anche formazione tecnica, riconversione delle competenze del
09:48capitale umano, protezione temporanea dei settori strategici, investimenti comuni europei
09:53che ci sono ma faticano ad essere messi a terra, filiere corte su tecnologia verde, politica
10:00urbana, per evitare che poi la crisi industriale diventi marginalità sociale permanente, quindi
10:06con un grosso tema sociale.
10:09Dottor Seimandi, lei lavora per un'azienda importante su scala globale, fatte impianti
10:14a carburanti alternativi per il settore mobilità, veicoli leggeri e pesanti. Dalla sua conoscenza
10:20cos'è che vede che manca? Ci sono prospettive nel settore della mobilità di un cambio di
10:26passo?
10:28Noi crediamo di sì, ce lo auguriamo, anche perché ne va del nostro futuro. Sottoscrivo
10:34pienamente il ragionamento della dottoressa Viglio, forse aggiungerei un ulteriore elemento
10:40fra le cose che mancano anche in questo momento, almeno per noi del settore automotive. Manca
10:46un approccio ragionevole, chiaro, tecnologicamente neutro per parte della Commissione europea al
10:56tema dell'ecologia, al tema della decarbonizzazione. Noi abbiamo vissuto, ma non solo noi, nel
11:05nostro piccolo Westport Fuel System, pur essendo l'azienda leader nel settore dei carburanti
11:10alternativi, è comunque un'entità relativamente piccola rispetto ai giganti dell'automotive,
11:16ma tutti noi, grandi o meno grandi, stiamo, soltanto in passato, recente, ma anche nel presente,
11:23stiamo soffrendo una situazione che vede scelte di fondo condivisibili in termini di
11:30decarbonizzazione dei trasporti, venire attuate poi in maniera non neutrale e con risultati
11:39pesantemente negativi. Citavi tu il discorso di Volkswagen, che è la notizia un po' del
11:45giorno, se lo andiamo, ma in generale l'approccio non neutrale al tema della decarbonizzazione
11:53sta causando una serie di difficoltà gravi che potrebbero portare il settore dell'automobile
12:00ad un collasso ancora più grave per i prossimi anni e potenzialmente irrecuperabile. Quindi
12:07è fondamentale al ruolo della politica in tutto questo.
12:11A proposito di politica, quella italiana sappiamo che ci sono un piano automotive in
12:17essere che dovrebbe essere pubblicato a breve. Possiamo anticipare qualcosa? Perché sembra
12:22che ci sia qualcosa che ti riguardi.
12:24Ci riguardano molto vicino, il decreto, il DPCM peraltro è già noto, anche se ancora
12:31ufficialmente non in gazzetta, ma è già noto nei suoi contenuti, anche nei suoi dettagli.
12:36Tra gli altri ci tengo a sottolineare la disponibilità di incentivi per la conversione
12:44di veicoli a GPL e a metano, articolato sul piano quinquennale. Questo ci è molto
12:50gravito perché dà visibilità di medio periodo, per noi è importante in termini di investimenti,
12:55in termini di azioni di mercato. Quindi denota sicuramente una sensibilità, un'attenzione
13:00per parte del nostro governo, delle istituzioni nazionali rispetto a questo tema. Ma devo
13:06sottolineare che non è soltanto un discorso legato nello specifico a questo DPCM, che
13:12se vogliamo in qualche modo è anche un po' episodico, ma più in generale la politica
13:17attuale del governo italiano, soprattutto in serie comunitaria, è stata fortemente a
13:22supporto della neutralità tecnologica e quindi anche dell'utilizzo dei biocarburanti.
13:28I biocarburanti sono fondamentali nel processo di decarbonizzazione, malgrado ciò purtroppo
13:35vuole notare come al momento non siano stati ad oggi riconosciuti in alcun modo in termini
13:41di direttive e regolamenti comunitari.
13:43E ci sono un po' di problemi di visione corta e anche di conoscenza.
13:50Professore Sabiglio, torna a lei. In Cina si parla molto del modello Eifei nella regione
13:56della Novi, diventato uno dei poli più dinamici nei settori intelligenza artificiale, veicoli
14:03elettrici, storage batterie e energie rinnovabili. Vediamo che il governo ha fatto convergere tantissime
14:11aziende che puntano alcune anche a far concorrenza a Tesla, come SunGro, o Goshen High Tech, produttore
14:20di batterie che cerca di lavorare con i costruttori europei e mette fabbriche anche in Europa.
14:26Poi abbiamo IfTech, che è una società legata molto all'intelligenza artificiale, in pratica
14:33un mega distretto con ambizioni globali. Potrebbe essere un modello questo anche per noi in Europa
14:39percorribile. Prima abbiamo parlato di quello tessile di Molus, ma non le sembra che in Cina
14:45puntino a distretti multipli, che sono i distretti che avevamo anche noi in Italia, in modo che
14:51da compensare anche eventuali cadute di determinati settori, visto che adesso si parla anche di
14:56rischi con l'intelligenza artificiale della bolla. Secondo lei, da economista, può essere
15:00una soluzione vincente? Il modello EFEI non è solo un distretto
15:06industriale specializzato, è qualcosa di più articolato, di più strutturato, è un esempio
15:12di governance integrata in cui il governo locale investe direttamente nelle imprese
15:17strategiche, aiuta a costruire, definisce le filiere, attira competenze e mette in relazione
15:23università, ricerca, capitale pubblico e mercato. L'aspetto interessante è che non punta
15:30su un solo settore, l'ha appena detto, lavoro su tecnologie diverse ma collegate, l'intelligenza
15:35artificiale, le auto elettriche, le batterie, le energie solari, i sistemi di accumulo,
15:40la manifattura avanzata, questo rende l'ecosistema più resiliente, se un comparto rallenta competenze
15:47e investimenti possono facilmente spostarsi verso settori vicini e in più queste tecnologie
15:54si rafforzano a vicenda, l'intelligenza artificiale serve all'automotive, serve alla minifattura,
16:01le batterie servono sia alle auto elettriche, sia allo storage energetico, del rinnovabile
16:07momento è una domanda di accumulo e di conseguenza la necessità di avere accumulo, quindi il punto
16:15non è solo creare un campione nazionale con aspirazioni globali, ma costruire una piattaforma
16:23industriale interconnessa, da questo punto di vista è decisamente interessante, il risultato
16:32è più robusto di un distretto monosettoriale, non è completamente ovviamente al riparo
16:37dei cicli economici, quindi dagli alti e bassi, ma ha sicuramente più possibilità di
16:43adattarsi, soprattutto in un contesto come quello attuale dove ormai non si parla neanche
16:48più di cicli economici, talmente sono rapidi anche e tutto è diventato rapido, quindi
16:54deve essere altrettanto rapida la capacità di adattarsi e di riconfigurarsi.
16:59Professore Saviglio, da un punto di vista di approccio alla conoscenza, abbiamo parlato
17:04di intelligenza artificiale, il mondo universitario oggi si trova davanti a molte sfide, vediamo
17:11anche che in Asia c'è un cambiamento molto rapido anche sui corsi, che sinceramente faccio
17:18più fatica a vedere da noi in Europa, cosa ne pensa?
17:22Il tema della formazione capitale umana ovviamente come docente universitaria è un tema rilevante,
17:30è vero che tra le altre recenti notizie c'è anche quella in merito alla riconfigurazione
17:37dell'offerta universitaria in Cina, la Cina nell'arco dell'ultimo quinquennio ha rivisto
17:43e sta rivedendo migliaia di programmi di laurea, ne riduce alcuni considerati meno coerenti
17:50con le priorità future e ne apre altri in settori come l'intelligenza artificiale, la
17:55robotica, i semiconduttori, l'economia generale, l'energia e la manifattura avanzata.
18:00Questo è un punto importante perché se letto assieme a quello che è in divenire l'esempio
18:09di EFEI eccetera, significa che la strategia non riguarda solamente le imprese ma riguarda
18:17anche come si formano le competenze necessarie per le imprese, quindi tema importante collegare
18:24università, industrie, strategie nazionali con una governance integrata dove gli Atenei
18:33formano il capitale umano per i settori prioritari e in quel caso i governi locali costruiscono
18:40appunto con sistemi produttivi e lo Stato centrale indica le traiettorie considerate decisive
18:46per competitività, autonomia tecnologica e sicurezza economica.
18:51Ora, la governance cinese si sta muovendo cercando di riallineare simultaneamente appunto
18:56i diversi pedine che vanno dalla formazione, la ricerca, il capitale pubblico, l'industria
19:02e il mercato del lavoro. Per l'Europa è un modello che potrebbe essere interessante in
19:08termini di risultati, non è replicabile meccanicamente ma è come una riflessione sulla necessità di
19:16una politica industriale europea che tenga insieme appunto ricerca, università, infrastrutture,
19:24domanda pubblica, filiere, finanza è necessaria con un paio di attenzioni, da un lato che non
19:33si rischi di finanziare tutto, tanto non siamo in grado di farlo, ma neanche di finanziare
19:37senza scegliere, oppure scegliendo in modo troppo rigido settori di moda e qui mi fermo
19:43a definirli di moda e non andare oltre. L'esempio prima di EFEI è la sua forza di quel tipo
19:54di modello nel combinare selezione strategica e diversificazione tecnologica, non una sola
20:02scommessa ma un portafoglio di settori. La competitività futura richiede questo tipo
20:09di governance coordinata, nei modi possibili ovviamente, investimenti pazienti e una forte
20:16integrazione tra politiche educative e politiche industriali europee, possibilmente.
20:21Infine un'ultima domanda sintetica, in questi ultimi anni abbiamo visto molti che dicevano
20:27che bisogna specializzarsi, oggi secondo voi per i giovani ma anche per tutti noi è meglio
20:32essere super e iper specializzati oppure avere un po' di visione allargata, viste le sfide
20:37che ci sono?
20:39Dire entrambe le cose sarebbe facile, allora aver capacità di andare a fondo, quindi specializzarsi
20:45è importante, ma bisogna avere anche tanta capacità e questo sempre di più di riuscire
20:50ad alzare lo sguardo, cioè di riuscire a vedere l'insieme e non il singolo dettaglio,
20:57questo non vuol dire comprendere e aver capacità di gestire l'insieme, ma riuscire ad avere
21:03lo sguardo sull'insieme, soprattutto per chi ha poi necessità e capacità di decisione
21:09e di governo è essenziale.
21:11Dottoressa Imandi?
21:14Sì, sostanzialmente condivido la visione della dottoressa, sempre di più di più
21:20a mio avviso è importante, soprattutto nell'ambito dei ruoli di natura manageriale, avere una
21:26capacità di visione dell'insieme.
21:28È fondamentale perché garantisce quella serenità del processo decisionale che forse
21:35una visione molto più specializzata rende più difficile.
21:40Io aggiungerei anche un'altra cosa, raccomanderei comunque, ed è una cosa difficile perché
21:44non si insegna a scuola, non ci sono corsi su questo tipo di competenza, ma i cosiddetti
21:50soft skill, anche quelli li ritengo fondamentali.
21:55Quindi la capacità di relazionarsi nel contesto dell'ambiente di lavoro, che è sempre di più
22:00un ambiente internazionale, sempre di più un ambiente complesso, che tuttavia continua
22:07ad essere per fortuna denotato da un'importante valenza in termini umani.
22:12credo che questo sia altrettanto importante, visione generale, soft skill e poi ovviamente
22:17bisogna sapere il mestiere, questo è nato qua.
22:20Posso aggiungere in quel contesto di sapersi relazionare non dimenticherei d'ora in poi
22:27l'intelligenza artificiale, che è il sapersi relazionare nel modo giusto farà parte di
22:34di quegli skills importantissimi per il futuro.
22:39Ringraziamo i nostri ospiti, alla prossima puntata di Focus SG.
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