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iniziativa "Parliamo di mare" a Cefalù, nel Palermitano
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00:00Il terrore è quello di pensare che io possa approfittare della vostra pazienza e invece
00:07vi assicuro che sarò rispettoso. Vi saluto e vi ringrazio di avere aderito all'invito
00:16del nostro Dipartimento per questo incontro di lavoro e voglio salutare e ringraziare
00:26tutti i presenti, non solo le autorità, le autorità militari innanzitutto, il mio capo
00:35di gabinetto del Dipartimento, il Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale, il collega
00:46Assessore Enrico, il collega onorevole Cordaro, il collega senatore Raul Russo,
00:56ma voglio salutare e ringraziare soprattutto i cittadini, semplici cittadini che non hanno
01:07un ruolo pubblico e che hanno ritenuto di dovere condividere questa nostra mattinata.
01:15E quando parlo di cittadini parlo innanzitutto dei sindaci.
01:19Intanto il sindaco di Cefalù, l'amico Tuminello, che con grande slancio ha voluto subito aderire
01:32mettendo a disposizione questo teatro che è anche una bomboniera e che segna una parte
01:39della storia di Cefalù. E poi gli altri cittadini, i primi cittadini, gli altri sindaci con i quali
01:46per cinque anni ho condiviso da Presidente della Regione un'esperienza davvero bella e
01:52indimenticabile. Chi ha avuto contatti con me in quei cinque anni sa che io non ho mai guardato
01:58alla tessera di partito o all'appartenenza. Per me, una volta finita la campagna elettorale,
02:07il sindaco appartiene a tutti e non ad una parte. E forse questo non è un pregio ma è un
02:13difetto
02:14se mi viene ogni tanto ricordato e contestato. Ma ne sono orgoglioso.
02:20Io credo che noi oggi abbiamo dato vita, caro ammiraglio, ma non stia lì perché se no
02:25sembriamo in caserma. Si mette in prima fila al posto mio, tra il pubblico.
02:32tanto abbiamo concluso. La ringrazio della cortesia. L'ammiraglio Ribuffo è un militare,
02:40nonostante abbia un ruolo nella pubblica amministrazione. È stato comandante dell'Accademia
02:49Navale di Livorno. È un ammiraglio di squadra. Ed io ho voluto affidargli il Dipartimento
03:00delle politiche del mare, chi meglio di lui, assieme al personale civile, dal capo di gabinetto
03:07agli altri dirigenti e funzionari, gli esperti, i consiglieri, svolge il suo lavoro. Entriamo
03:14nel tema. Perché questo tema, o città di mare o città col mare, ne ha accennato il capo
03:24dipartimento, ammiraglio Ribuffo. C'è una scommessa in Italia con questo governo e mi
03:32auguro che possa essere condivisa da tutte le forze politiche. Noi dobbiamo giocare la
03:39carta del mare che non abbiamo mai giocato, pur avendola nel mazzo.
03:47abbiamo scoperto negli ultimi anni che il mare può essere una preziosa risorsa di crescita
03:56e di sviluppo. I dati che ogni anno io ricevo dicono come soprattutto le regioni del sud stanno
04:08puntando alla economia del mare. Intanto il primo dato è che abbiamo un ministro per
04:16il mare e non poteva che essere un siciliano, secondo il Presidente del Consiglio. Ma la
04:25cosa più importante è che questa struttura ministeriale, che non c'è mai stata nella
04:31Repubblica italiana, tranne la marina mercantile per qualche anno, ma con funzioni diverse,
04:38la struttura ministeriale, secondo il Presidente del Consiglio, deve promuovere un nuovo approccio
04:49con il mare. Si è capito che nella sensibilità ambientalista cambiata, muovere la merce sul
05:03mare è molto più economico e molto meno inquinante che muoverla sulle binari o sulle strade,
05:14sull'asfalto, sul gommato. È stato richiamato dagli interventi dei nostri tre relatori, che
05:21ringrazio tutti e tre e che sono persone che stimo, perché per ragioni diverse ho avuto modo
05:27di lavorare accanto a loro e di sapere quanto valgano. C'è questa nuova sensibilità. L'ottanta
05:38per cento della merce nel mondo si muove sul mare. E attenti eh? All'armatore o alle compagnie o alla
05:53federazione dei camionisti o all'azienda ferrovie non interessa l'aumento eh? Perché tanto il carico
06:03finale lo paga il consumatore. Cioè lo paghiamo noi di un trasporto. Il 95 per cento di quello che passa
06:15dentro questi aggeggi si muove attraverso il mare. Sono cavi grossissimi depositati e adagiati sui
06:26fondali del mare. Sono infrastrutture di comunicazione. Il gas che collega tutta l'area
06:36mediterranea in gran parte del mediterraneo passa attraverso il mare. Come vedete noi non dobbiamo
06:48inseguire i miracoli soprattutto in Sicilia o più generalmente in Italia. Non dobbiamo cercare la
06:57materia prima perché c'è già è stato ricordato circa 8 mila chilometri di costa. L'Italia è il mare.
07:07La storia d'Italia non riusciamo a immaginarla se non nel mare, con il mare e per alcuni secoli
07:15per il mare. L'Italia conta nel mondo senza darsi un ruolo di protagonista nel mediterraneo. Ed è un ruolo
07:27che ha perso perché non lo ha voluto l'Italia, perché non lo ha voluto l'Europa che si è
07:36preoccupata negli ultimi 40 anni di guardare al nord, dove ci sono i Giacciai, nel Baltico,
07:45e ad est. E nel frattempo chi si muoveva dalle nostre parti? La Russia e la Cina, che hanno conquistato
07:55buona parte dell'Africa. Ecco perché il piano Mattei non è solo un titolo, ma è il tentativo di
08:06ricostruire questo ideale ponte fra l'Italia e l'Africa. Perché gli africani guardano all'Europa essenzialmente.
08:16E in Europa a chi guardano? Guardano a una nazione che è a 142 chilometri di distanza, cioè
08:28quanto Genova-Milano. Guardano all'Italia. E in questo contesto nazionale di vicinanza con
08:37l'Africa, qual è il territorio proiettato sull'Africa se non la Sicilia? Ed è chiaro che noi dobbiamo
08:48immaginare che l'Africa fra 5, 10, 15 anni non è più quel continente fortemente degradato dal punto di
08:58vista socio-economico che abbiamo conosciuto nel passato. E allora se stabiliamo un rapporto di pari
09:08responsabilità e pari rispetto fra Europa e Africa e fra Italia e Africa, beh i nostri figli e i nostri
09:17nipoti hanno da trarne soltanto vantaggi. E qual è l'elemento di collegamento se non il mare?
09:28Ecco perché è tornato protagonista il mare, che non chiede niente all'uomo. Se potesse parlare,
09:38come direbbe Giovanni Verga, il mare dice soltanto aiutatemi perché sono malato, perché mi state
09:49devastando, mi state rovinando. Migliaia di chilometri di reti abbandonate, milioni di tonnellate
09:58di plastica nei fondali, i fiumi che finiscono a mare avvelenati, gli sversamenti delle navi che non
10:10hanno adeguato le loro strutture ad un nuovo modello ecologico. È come se non bastasse l'azione
10:23dell'uomo, poi c'è la natura, il cambiamento climatico, si alza il clima e arrivano nuovi pesci,
10:31nuove specie aliene che non appartengono alla civiltà della fauna ittica del Mediterraneo e che
10:43mettono a rischio l'equilibrio dei nostri pesci. E la comunità scientifica dice, attenzione,
10:57fra 70-80 anni nel Mediterraneo il mare si innalza di un metro. Significa che noi in Sicilia avremo
11:09una cinquantina di paesi che diventeranno tante piccole Venezia. Tutto questo ha indotto il Presidente
11:24del Consiglio a creare una struttura ministeriale e io la ringrazio per la fiducia che mi ha dato di
11:32affidare ad un siciliano che conosce il territorio nazionale il compito di dirigerla. Ecco perché
11:41siamo arrivati al tema di oggi. Perché diceva Toto Cordaro l'Italia ha una civiltà marinara,
11:53marittima. Ma gli italiani non la pensano così. Abbiamo commissionato un sondaggio un anno fa,
12:02come sanno bene i dirigenti del mio Dipartimento, abbiamo detto vediamo cosa pensano gli italiani
12:07della vocazione marinara dell'Italia. E i sondaggi, come sapete, si fanno a campione. Tanti giovani,
12:17tanti meno giovani, tanti anziani, tanti al sud, tanti al centro, tanti al nord, tanto sesso maschile,
12:26tanto di sesso femminile. Gli italiani cosa dicono? Per il 62% pensano che l'Italia non sia un paese
12:37marinara. Perché noi del mare ci ricordiamo soltanto quanto dobbiamo prenotare la cabina o quanto
12:45dobbiamo fare la prova costume. È triste, ma è così. E mentre noi continuiamo a pensare al mare
12:55come luogo di divertimento, di rimpetto, nei paesi nordafricani o nei paesi del vicino e medio
13:03oriente, cioè nei paesi asiatici, si stanno organizzando e cominciano a investire per migliorare
13:10la loro rete portuale. Attenzione, il mio ragionamento non riguarda solo i paesi e le città
13:22bagnate dal mare. So che qui ci sono sindaci anche di comuni interni. Io stesso vivo in un comune
13:32interno della provincia di Catania. Perché lo sviluppo costiero inesorabilmente si riflette
13:43sulla economia interna. Perché la fortuna di un porto è legata alla sua capacità di interconnessione
13:54con le aree interne, con l'entroterra. Il turista che sbarca a Taranto vuole andare a vedere i sassi di
14:04Matera. Il turista che dovesse venire a Cefalù attraverso un turismo da diporto è chiaro che vuole andare
14:19nell'entroterra a visitare i luoghi caratteristici delle Madonie. Ecco perché una crescita del processo
14:34costiero diventa una rendita anche per i comuni interni. Il mare interessa a tutti. In Italia, purtroppo,
14:45abbiamo molte città col porto, ma non molte città di porto. Attenti, non è solo una differenza
14:57lessicale, semantica. Vi dico di più. Vi dico di più. Dobbiamo distinguere città col mare e città di mare
15:09prima di arrivare al porto. Perché nelle città col mare, vedi Catania, il mare è un pezzo di cartolina,
15:22è uno sfondo di paesaggio. Nelle città di mare il mare è il destino. È la cultura che ha plasmato
15:36la
15:36civiltà di quella località. Questa stessa equazione portatela alle città col porto o alle
15:46città di porto. Non basta avere un porto per essere considerata una città a vocazione portuale. È stato
16:01detto. Perché molto spesso le infrastrutture portuali hanno una vita a sé. Perché, come è stato
16:09detto, se si volta le spalle al mare, è difficile poter dire che quella è una città di porto. E
16:19senza
16:19il porto, una città non può valorizzare il mare come potrebbe e dovrebbe. Perché il porto è lo
16:29scalo essenziale, è la struttura dove partono e arrivano i natanti di qualunque dimensione.
16:39Ecco qual è il sacrificio che dobbiamo fare noi come Governo nazionale e certamente tutte le
16:45regioni, a cominciare dalla nostra, che col mare ha plasmato la sua civiltà nella vicenda
16:54umana dei millenni. E perché a Cefalù questo incontro? E non a Termini Merese, e non a Trapani,
17:04e non a Palermo o a Siracusa. Perché Cefalù è una delle poche città italiane ad avere
17:20una caratteristica marinara senza avere un porto degno di questo nome. Fateci caso,
17:33nessuno può negare la civiltà marinara di Cefalù. Qui la pesca è stata per secoli
17:44forza, autorità e destino della gente del luogo. Ma il porto ha sempre avuto un ruolo
17:52marginale. Per una serie di ragioni che potranno diventare anche oggetto di analisi, dovranno
18:01a mio avviso, lo dico da Ministro per il mare, dovranno diventare oggetto di analisi e di
18:07studio. Quindi Cefalù è il luogo migliore per dimostrare come una città marinara può
18:13non avere una tradizione portuale. E possiamo sopperire? Certo che possiamo sopperire. Abbiamo
18:23il dovere di farlo. Per due ragioni essenziali, se volete, che riguardano ciascuno di noi presenti
18:32qui. La prima, abbiamo sempre meno addetti alla pesca. Ormai gli armatori sono costretti
18:43a ricorrere alla popolazione immigrata, che è una grande risorsa, attenzione, quando si
18:50è integrata bene, quando non è sfruttata, quando non diventa pegno nelle mani di qualche
18:56delinquente o di qualche mafioso. È una preziosa risorsa. Ma la tradizione peschereccia
19:04italiana rischia di estinguersi, perché non c'è più ricambio tra padre e figlio. Quando
19:13parlo di queste cose mi viene in mente Ntoni, non so chi di voi ha letto il malavoglia di
19:21Giovanni Ntoni, che vuole scappare da citrezza. Che vuole scappare. La fuga. Perché ha ambizioni
19:33che quel borgo di pescatori non gli può più offrire e dare. E Berga fa dire a Mena, credo
19:43che si chiama, ma un ne tenne vai. Un ne tenne vai. Questo sradicamento, ammiraglio, poi traduco,
19:54questo sradicamento, cate che non uscono magari i peggi. Questo dice quella donna, che è una
20:01delle protagoniste dei malavoglie. Perché lo sradicamento è il trauma che vivono molti
20:10i nostri giovani, che vivono con gli occhi incerti fra il sorriso e il pianto. C'è chi
20:15non vorrebbe partire e c'è chi invece vorrebbe farlo per realizzare se stesso. Ora, perché
20:23la pesca non deve tornare ad essere, e non è più la pesca di 50 anni fa, che era fatta
20:29di indicibili sacrifici, perché non deve tornare ad essere per i nostri comuni una moderna
20:36ed efficiente attività economica. E quindi un porto peschereccio diventa il primo requisito
20:44per poter invitare i giovani diplomati o laureati ad accostarsi a questo importante, non comparto,
20:55ma settore, non comparto produttivo, ma settore produttivo della nostra economia. E questo è il
21:03primo dato. Il secondo dato. Abbiamo 160.000 posti barca in Italia. Ce ne vogliono, nell'immediato,
21:16almeno altri 50.000. È mai possibile che chi ha i soldi ed ha una barca, uno yacht, anche una
21:24barca
21:24piccola, debba andarsene nei Balcani, sulle coste dei Balcani o sulle coste dell'Oriente
21:32o nella vicina Francia, perché in Italia non ci sono posti barca. E con tutto rispetto
21:42per tutte le altre regioni, ma che ci potessero essere posti barca più attraenti di quelli
21:49che offrono le nostre coste. Il secondo motivo è questo. Noi abbiamo bisogno di creare nuovi
21:59porti turistici. E laddove le condizioni ambientali e orografiche dei luoghi non dovessero consentirlo,
22:09ci accontenteremmo degli approdi, che sono strutture precarie, strutture mobili, strutture
22:16leggere, come sa bene la Capitaneria di Porto, Guardia Costiera, come sa bene la Maria Militare,
22:24come sa bene la Guardia di Finanza, che è Polizia dei Mare, come sanno bene i Carabinieri
22:30e tutte le altre forze dell'Ordine. Ecco quindi la necessità, e vado a concludere, di dover
22:38guardare al mare con un particolare stato d'animo improntato ad ottimismo. Io non entro
22:51nel merito naturalmente di Cefalù, perché le scelte attengono all'amministrazione comunale
22:57e io voglio sperare, Sindaco, che l'amministrazione comunale voglia affrontare e confrontarsi su qualunque
23:07proposta legata a dare un futuro diverso a questa città dove l'identità non è mai stata portuale,
23:20lo dicevo poco fa. Cefalù ha subito o ha ricevuto una forte identità contaminante religiosa,
23:33questa è la città del Vescovo, questa è la città della Diocesi, questo è il centro amministrativo
23:46che si propaga in tutti i comuni viciniori. Ma nessuno ha mai detto questo è il centro
23:58del nostro porto, da qui si parte e qui si arriva. Nessuno lo può dire, solo un pazzo, perché
24:06non è così. Possiamo cambiare le cose? Certo che possiamo. Se l'amministrazione comunale,
24:14se il Consiglio comunale, se le forze politiche anche esterne al Consiglio comunale, se i cittadini
24:23volessero aprire un confronto, Assessore Enrico, io sono bellieto da Ministro per il Mare e se lo
24:32ritenete da siciliano di essere a vostra disposizione per creare un tavolo e metterci tutti assieme
24:42attorno a un tavolo e capire se possiamo immaginare un futuro diverso del nostro porto.
24:51Il Sindaco sa che io sono assolutamente a disposizione e come me il Governo nazionale
24:59e credo di poter dire anche il Governo regionale. Se no Enrico oggi non veniva qua, ma se ne veniva
25:06un altro posto. Invece lui è venuto qui, maledice quando ha detto sì a Totocordaro, però lo faremmo
25:19lavorare. Ma Cefalu è solo un esempio. Quante altre città in Sicilia potrebbero avere questo
25:26destino? Quanti comuni dell'entroterra, e qui ne vedo alcuni e mi fa piacere, potrebbero
25:35davvero sostenere un progetto di sviluppo e di promozione della costa più vicina? Come vedete
25:43il tema è serio, il tema è molto articolato, che va affrontato anche con i privati. C'è bisogno
25:51di un porto turistico? Benissimo. Noi Comune, noi Regione pubblichiamo un bando per un project
25:59financing. Se c'è, faccio un esempio, se c'è un privato che vuole investire, questa è la costa.
26:09O ti piace o non ti piace, chi sta a zitta? Se vuoi investire, dici che cosa vuoi fare,
26:16presentaci un'idea di progetto, oppure te la presentiamo noi e tu ci dici se va bene
26:22o se non va bene. Non vogliamo rivolgerci ai privati, rivolgiamoci al pubblico, allora.
26:29Comune decide, Regione, qui ci vogliono 5 milioni, 10 milioni, con i fondi del FESR o con i fondi
26:39dell'FSC. Mi pare che so di una vita iosa voi. Io, quando c'ero io, cuglieva l'olio
26:46su un macco. Perché non c'era ancora. Ammiraglio, significa raccogliere l'olio che cadeva in più,
26:59in avanzo, sul macco perché restava a galla. E i nostri genitori ci dicevano, c'è affare
27:04con tutto sto agliolevolo e noi col cucchiaino olevamo e mettevamo un bicchiere, perché l'olio
27:09costava, allora come ora. Se avete soldi, secondo me, un progetto serio con il comune di Cefalù
27:20si può fare, indipendentemente dal colore dell'amministrazione. Non ci interessa, perché
27:27l'obiettivo finale è la gente, non chi firma il progetto. Non ci interessa. Il problema vale
27:38per tutto il resto d'Italia, dove tante sono le località a vocazione turistica o peschereccia
27:45o anche porti commerciali, perché no, sui quali naturalmente non siamo ancora riusciti a stimolare
27:52l'attenzione. Ecco, io credo di avere detto quello che in sintesi mi piaceva dire. Questo incontro di oggi
28:02è un incontro di programmazione, al di là del piacere di rivedere volti conosciuti di amici
28:10e di conoscerne di nuovi. Però io sono convinto che, almeno per questo anno che mi resta ancora
28:18al Governo nazionale, io desidero davvero puntare i riflettori sulla necessità di valorizzare
28:28il mare piuttosto che voltare le spalle al mare. Pensate, diceva l'altro ieri a Roma,
28:37Confindustria, il suo presidente, col mare, senza bisogno di imbarcarsi, senza bisogno di fare
28:43il macchinista, il capitano del lungo corso, senza bisogno di fare il marinaio, col mare
28:50oggi in Italia servono e per il mare 173.000 unità lavorative. 173.000. Ora voi immaginate,
29:11da questi 173.000, se 20-30.000 riuscisse a darle solo la Sicilia, quanti figli di mamma
29:21noi potremmo sistemare ed evitare di lasciare le famiglie nello sconforto? Io sono padre
29:27di figli che lavorano e anche di figli che non ci sono più e vi lascio immaginare cosa
29:37significa per una madre e per un padre non trovare il figlio a tavola come vorremmo
29:43noi genitori perché i figli sono eternamente figli. Quando parte un figlio parte perché
29:53non può più stare qui. Se il mare nella sua articolata diversificazione chiede 173.000
30:05lavoratori, ma non lavoratori a scaricare, lavoratori col diploma, lavoratori con la laurea,
30:14sono nuovi mestieri che vent'anni fa non esistevano, sono i nuovi corsi di laurea che
30:20sono stati istituiti nei nostri atenei. Questo è il mare nella sua dimensione, la conoscenza
30:29delle lingue straniere, la possibilità di lavorare nei rapporti con gli altri paesi e
30:36lo dico in una città come Cefalucche del turismo ha fatto una sua bandiera. Quindi il governo
30:42insiste ancora su questo terreno sapendo di avere alcune regioni italiane particolarmente
30:51sensibili e fra queste voglio sperare, anzi sono certo, conoscendo l'assessore alle
30:57infrastrutture, che con la regione siciliana si può fare un lavoro serio, un lavoro di
31:04prospettiva, un lavoro di visione perché un amministratore, un sindaco, ve lo dice uno
31:12che questi mestieri li ha fatti tutti, un sindaco non può inseguire ogni giorno
31:18l'emergenza, se non più la fogna nel quartiere, se non manca l'acqua, se non c'è un problema
31:26con la cacassata, se non c'è... no, ve lo dico per esperienza, scusate, ho 71 anni, mezza giornata
31:37dedicata alle cose di ogni giorno, ma nell'altra mezza giornata chiudetevi e pensate a tre, quattro
31:48grandi cose. La gente non vi ricorderà per le dieci cose che fate nella mezza giornata,
31:56ma per le tre importanti cose che avrete fatto in cinque anni, il che significa avere una visione,
32:04non vivere alla giornata, non vivere di programmismo e chiedersi cosa voglio fare della mia città
32:12fra cinque anni. Dici ma quanto ci vuole per fare quest'opera pubblica? All'incirca sindaco,
32:19sette, otto anni. Non mi interessa perché io fra cinque anni vado via. No, non è così,
32:24non è così, non è così. Anche se andate via, anche se andate via, l'importante è che quell'opera
32:34voi l'abbiate annunciata e avviata. Poi non importa se arriveranno gli altri. Alla fine
32:42chi arriverà ultimo non potrà non dire, anche se purtroppo a Rigò non succede sempre,
32:48chi arriva ultimo e chi arriva dopo non potrà dire quest'opera l'ha cominciata un altro.
32:55Ma non ha importanza. Chi arriva ultimo ha sempre il diritto dell'ultima parola.
33:00e siccome è arrivato per ultimo il sindaco metropolitano di Palermo ha il diritto a chiudere
33:07lui questa manifestazione. Prego Roberto.