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  • 2 giorni fa
Una «vera e propria attività economica, ma destinata ad una produzione criminale». Così il procuratore capo di Reggio Emilia, Calogero Gaetano Paci, definisce la «fabbrica» abusiva per la produzione di sigarette scoperta dalla Guardia di Finanza nella zona industriale del villaggio Crostolo, alle porte della città. Un opificio «fantasma» allocato in un capannone di oltre 5.000 mila metri quadri e dotato di macchinari all'avanguardia, in grado di produrre circa 40 milioni di sigarette al mese, più di 1 milione al giorno. Secondo gli inquirenti reggiani, che hanno segnalato l'inchiesta anche alla Direzione nazionale antimafia e alla Procura europea le «bionde», confezionate in pacchetti contraffatti del marchio «Winston Blue» sarebbero state destinate ai mercati del Nord Europa. In particolare gli uomini delle Fiamme Gialle del Comando provinciale (nell'ambito dell'operazione "Regola") hanno eseguito nei giorni scorsi 4 misure cautelari. Tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere figurano due figure apicali del presunto sodalizio: il capo, un cittadino polacco e il cosiddetto «fornitore» della materia prima, il tabacco trinciato, cioè un cittadino italiano residente all'estero titolare di una regolare società di diritto tedesco. Come spiegato dal procuratore, proprio nella commistione di operazioni legali con altre illecite sta infatti la «raffinatezza» del metodo utilizzato dall'organizzazione. Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, infatti, il tabacco veniva acquistato in modo del tutto legittimo da Paesi esteri e, una volta divenuto «unionale» si allargavano le maglie dei controlli nel passaggio tra i vari stati dell'Ue.

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