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  • 2 settimane fa
Milano, 10 giu. (askanews) - Gli interventi della Commissione europea a tutela della concorrenza nel settore dell'intelligenza artificiale fanno infuriare i giganti del settore. A partire dalla richiesta a Meta di ridare l'accesso gratuito all'app di messaggistica WhatsApp per i chatbot concorrenti; stessa apertura a terzi è stata chiesta a Google per Android; infine c'è Apple che sostiene di non poter lanciare il suo Siri Ai in Europa per l'intransigenza delle regole in materia.I gestori non vogliono aprire del tutto i loro sistemi adducendo problemi di sicurezza o privacy, mentre l'Europa pensa che nessuna azienda, per quanto grande, abbia il diritto di controllare un intero ecosistema digitale e tenerci chiusi dentro gli utenti. E su questo ha basato il Digital Markets Act, legge che dal 2024 regola le questioni del settore."Non possiamo permettere che i grandi operatori digitali già affermati sfruttino il dominio acquisito in passato per dettare chi, in Europa, ha il diritto di competere e chi ha il diritto di innovare nel campo dell'IA", ha spiegato Teresa Ribera commissaria europea alla concorrenza, rispondendo a Meta.Rigettate anche le accuse di Apple. Nessuno impedisce di introdurre Siri Ai in Europa, ha detto Thomas Regnier, portavoce Commissione per gli affari digitali. "Ciò che Apple, tuttavia, non può fare, proprio come qualsiasi altro gatekeeper, è chiudere il mercato", ha spiegato sottolineando: "Apple è stata semplicemente incapace di sviluppare una soluzione di interoperabilità compatibile". "Non spetta a loro decidere chi possa innovare in Europa - ha aggiunto - e non spetta a loro scegliere quali strumenti di intelligenza artificiale i cittadini dell'Unione europea possano o non possano utilizzare".

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00:00Gli interventi della Commissione europea a tutela della concorrenza nel settore dell'intelligenza
00:05artificiale fanno infuriare i giganti del settore, a partire dalla richiesta a meta di
00:10ridare l'accesso gratuito all'app di messaggistica WhatsApp ai chatbot concorrenti. Stessa apertura
00:16a terzi è stata chiesta a Google per Android. Infine c'è Apple che sostiene di non poter
00:22lanciare il suo Siri AI in Europa per l'intransigenza delle regole in materia. I gestori non vogliono
00:28aprire del tutto i loro sistemi adducendo problemi di sicurezza o privacy, mentre l'Europa
00:33pensa che nessuna azienda, per quanto grande, abbia il diritto di controllare un intero ecosistema
00:38digitale e di tenerci chiusi dentro gli utenti. E su questo ha basato il Digital Markets Act,
00:44legge che dal 2024 regola le questioni del settore. Non possiamo permettere che i grandi operatori
00:53digitali già fermati sfruttino il dominio acquisito in passato per dettare chi in Europa
00:57ha il diritto di competere e chi ha il diritto di innovare nel campo dell'intelligenza artificiale,
01:02ha spiegato Teresa Ribera, commissaria europea alla concorrenza, rispondendo a Meta.
01:07Rigettate anche le accuse di Apple. Nessuno impedisce di introdurre Siri AI in Europa,
01:12ha detto Thomas Regner, portavoce della Commissione per gli Affari Digitali.
01:17Ciò che Apple tuttavia non può fare, proprio come qualsiasi altro gatekeeper, è chiudere
01:22il mercato, ha spiegato. Sottolineando, Apple è stata semplicemente incapace di sviluppare
01:27una soluzione di interoperabilità compatibile. Non spetta a loro decidere chi possa innovare
01:32in Europa, ha aggiunto. Non spetta a loro scegliere quali strumenti di intelligenza artificiale
01:36i cittadini dell'Unione Europea possano o non possano utilizzare.
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