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Romeo Benetti: Il bomber che segnava sempre alla seconda. Riviviamo la carriera di un centrocampista leggendario, protagonista indiscusso in due Mondiali e collezionista di gol memorabili.

Dal 1970 al 1976, Romeo Benetti ha lasciato il segno nel Milan con prestazioni indimenticabili. Soprannominato "Il Benetti", ha scritto pagine di storia del calcio italiano, segnando gol cruciali sia con la maglia rossonera che con quella della Juventus.

Il Mondiale del 1974 in Germania Ovest lo ha visto protagonista indiscusso. A Stoccarda, contro l'Argentina, un suo tiro deviato ha portato all'autogol del pareggio, mentre nel secondo tempo ha compiuto un salvataggio acrobatico sulla linea di porta, dimostrando un impegno totale.

La sua avventura in azzurro è iniziata con una guida speciale: Fulvio Bernardini, suo ex allenatore alla Sampdoria. Bernardini, un maestro nel valorizzare i talenti, riconosceva in Benetti qualità eccezionali e una saggezza particolare, capace di comunicare con i più giovani come se fossero adulti in miniatura.

Il passaggio di Benetti al Milan nel 1970 coincide con la partenza di Giovanni Lodetti, un momento difficile per il centrocampista ex Milan che fu escluso clamorosamente dai Mondiali del 1970 in Messico. Un doppio colpo che segnò la fine del suo periodo d'oro in rossonero.

L'avventura in nazionale di Benetti è proseguita con la sua partecipazione ai Mondiali del 1974 e del 1978. Una carriera costellata di momenti iconici, tra cui il celebre litigio tra Valcareggi e Chinaglia, e un divertente siparietto a Milanello con Nereo Rocco e Alfredo Pigna, che sottolinea la personalità unica del calciatore.

#RomeoBenetti #MondialiCalcio #StoriaMilan

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00:01Per ben sei anni, dal 1970 al 1976, ha giocato nel Milan uno specialista delle seconde partite
00:10in un mondiale di calcio. Era Romeo Benetti. Il Benetti, come lo chiamavano a Milanella.
00:15Il centrocampista rossonero ha segnato da giocatore del Milan nella seconda partita del mondiale
00:211974 contro l'Argentina e ha fatto ancora gol da giocatore, poi della Juventus, nella
00:27seconda partita del mondiale 1978 contro l'Ungheria. Il 19 giugno 1974, durante i mondiali di calcio
00:35in Germania, all'epoca Germania-Ovest, Romeo Benetti fu protagonista del pareggio per uno
00:40a uno tra Italia e Argentina a Stoccarda. Al 35esimo minuto, un tiro di Benetti, deviato
00:47dal difensore argentino Roberto Perfumo, causò l'autogol che permise all'Italia di pareggiare
00:53dopo il vantaggio iniziale argentino, che era stato segnato da René Hausmann.
00:58Poi Benetti era stato protagonista anche di un salvataggio difensivo. Nel secondo tempo
01:02di quella partita di Stoccarda, proprio Romeo, fu decisivo anche dietro, anche dalle parti
01:07di Dino Zoff, salvando in acrobazia sulla linea di porta un pallonetto di Glaria, giocatore
01:13argentino, che aveva quasi ormai battuto il portiere italiano.
01:17Non andò bene quel mondiale, con gli azzurri poi eliminati dalla Polonia fin dal primo
01:21turno, e sulla panchina azzurra dopo Furio Valcareggi sarebbe arrivato Fulvio Bernardini.
01:26E qui il Romeo Benetti, nella sua versione azzurra, era in vantaggio, si era portato avanti
01:31col lavoro, perché aveva già conosciuto Bernardini alla Sampdoria nella stagione 1969-70.
01:37Sono a Genova, e a Genova sono una Sampdoria, si salvava tutti gli anni, all'ultima domenica
01:44ecco, da un periodo, sai, Polantuoni riusciva in qualche modo a metterlo insieme, aveva una
01:52grande persona che era Bernardini, che riusciva a stramatizzare tutto e a estrapolare quello
01:56che di buono esisteva nei soggetti che aveva a disposizione, sotto questo aspetto eccezionale,
02:03è stupendo, ecco. Ricordo un particolare, giusto per parlare della persona in termini
02:07positivi, vedi Romeo dice, quando parli con i bambini non devi parlare a dei bambini,
02:12stai parlando degli adulti piccoli, quindi parla nella stessa identica maniera, sembra
02:15che non capiscano, in realtà immagazzinano, ed è vero.
02:18Quando Romeo Benetti passò dalla Sampdoria al Milan nell'estate del 1970, contemporaneamente
02:24Giovanni Lodetti fece il viaggio inverso, da Milano a Genova. Per il grande giocatore
02:30e poi grande tifoso rossonero Giovanni Lodetti era stata un'estate molto amara. Proprio Lodetti
02:36fu il grande escluso della spedizione azzurra ai mondiali di Messico 1970, un episodio rimasto
02:43nella storia del calcio italiano alla stregua di un fradimento sportivo. Nonostante fosse
02:48stato inizialmente inserito nella lista dei 22 convocati e fosse già in ritiro in Messico
02:52con l'Italia, Lodetti venne rispedito a casa all'ultimo momento per fare spazio a un attaccante
02:58in più. Pochi giorni prima dell'inizio del torneo, infatti, l'attaccante della Juventus,
03:02Pietro Anastasi, fu costretto al forfè per un improvviso problema fisico. Per sostituirlo,
03:08il CT Ferruccio Valcareggi decise di chiamare due attaccanti, Roberto Boninsegna e Pierino
03:14Prati, anche lui del Milan. Per rispettare il limite dei 22 giocatori, Valcareggi dovette
03:19tagliare un elemento già presente nel gruppo. La scelta andò su Lodetti, considerato lo scudiero
03:25tattico di Gianni Rivera. Una scelta fatta per bilanciare numericamente la rosa con l'innesto
03:31di due punte. La federazione calcistica italiana propose a Lodetti e alla moglie una vacanza
03:37spesata ad Acapulco in Messico per restare vicino alla squadra, ma il centrocampista rossonero,
03:42profondamente ferito, rifiutò, sdegnato e tornò immediatamente in Italia. Nelle stesse settimane
03:48dell'esclusione mondiale, Lodetti scoprì di essere stato ceduto dal Milan alla Sampdoria.
03:53Un doppio shock che segnò la fine del suo periodo d'oro in rossonero. Intanto, proprio
03:59con la partenza di Lodetti, iniziava invece il periodo milanista di Romeo Benetti, che
04:04quando giocava da ragazzo a Siena non aveva l'autostrada nel 1964. Autostrada che invece
04:10da Genova a Milano, sei anni dopo, c'era.
04:12C'era l'autostrada questa volta, ecco, da Genova a Milano, però era, come si può dire,
04:19intasata non come oggi, ma quasi. Le vetture non erano quelle di oggi, sicuramente, ecco,
04:24l'aria condizionata non c'era, morale della favola, un ingorgo e io arrivo in sede, via
04:30Turati, che non c'era più nessuna.
04:31Poi il contratto, Romeo Benetti lo firma e un anno dopo il suo passaggio al Milan inizia
04:36anche la sua lunga avventura in nazionale. Due i mondiali giocati in carriera dal centrocampista
04:41Alto Atesino nel 1974 e nel 1978. Ai mondiali del 1974 ci fu il celebre litigio fra il commissario
04:51tecnico Valcareggi e il centravanti Giorgio Chinaglia. Quando entrambi andarono ospiti in diretta
04:57alla Domenica Sportiva, sulla Rai, tutta l'Italia non parlava d'altro. Per questo,
05:02quando il grande giornalista dell'epoca, Alfredo Pigna, conduttore della Domenica Sportiva,
05:08andò a Milanello per invitare Benetti in studio, ne nacque una gag impagabile, indimenticabile,
05:14che coinvolse, ai margini del campo centrale di Milanello, anche l'allenatore, Nereo Rocco.
05:20Indipendentemente, dico no, voglio fare la mia vita come ho fatto fino a...
05:23Lei adesso mi sta dicendo che va a fare un servizio con oggi?
05:25Eh? Ora, almeno...
05:26Eh, per no, perché sì...
05:27Ma appunto, mi scusi...
05:29Ma un conto nell'elogio, un conto nella televisione, anche la Domenica Sportiva la guardano tutti.
05:33Io vado oggi, si comincia a andare lì, domani, dopo domani, tra dieci giorni,
05:36lo che non mi fermano qui per strada.
05:38E allora, dai, ne prendo un altro, se ho qui.
05:40Cioè, il momento è questo.
05:42In questo momento lei...
05:43Il personaggio della settimana interessa alla televisione.
05:45Per gli altri, per me no.
05:47Il Benetti, in questo momento, è un personaggio che interessa.
05:49Alla gente sapere che mio sonore si chiamano Gio di Milano, non interessa niente.
05:52Ma per se che sbaglio, però vi assicuro che alla gente sapere che il Balcareggio avesse
05:56due gemelli che hanno il cappellone e che lui ha dei problemi, è interessato.
06:00Il giorno dopo ne ha parlato tutti.
06:01Io lo conoscete.
06:02Ma io, guardi...
06:05Se l'ho stato un buon profeta, ho detto...
06:07Avete parlato con la ragazza, Tony Bellocchio?
06:09Perché guarda che ragazza, se è di luna storta...
06:11Non lo fanno, se è così...
06:13Se è di luna storta...
06:14Cioè, in pratica non l'avrebbe fatto perché di luna storta o perché è per principio che...
06:19Ma no, chissà, lei veniva un altro giorno e lui era...
06:22Non lo so...
06:24Lo faceva con entusiasmo e questo se è Benetti.
06:27Tra il 1974 e il 1976, la nazionale italiana doveva leccarsi le ferite per i mondiali tedeschi
06:34e non riuscì a qualificarsi per le Final Four del campionato europeo
06:38che si giocò in Belgio nel 1976.
06:42Nel frattempo, nella stagione 1974-75, al Milan, Romeo Benetti venne allenato da Gustavo Giagnoni.
06:51Dopo una settimana, dico, sentami, io avrei necessitato di parlargli.
06:54E mi dico, sai, Giagnoni col bacco, Torino, una cosa e l'altra, io ero stato alla Juve.
06:59E io, guardi, secondo me, mi fa piacere, ecco, essere le sue indipendenze, eccetera.
07:06E lui, umanamente, mi dice, guarda, Romeo, dice, anch'io, ero venuto pervenuto nei tuoi confronti
07:11per il semplice fatto che mi avevano detto che avevi un carattere scorbutico,
07:14invece ti trovo una persona disponibile, sotto tutti gli aspetti, una persona, diciamo così,
07:19trainante nei confronti degli altri, ecco, complimenti, dice, guarda, ecco, per dire,
07:24questo proprio da un punto di vista umano e da un punto di vista professionale,
07:27anche perché è una persona di una correttezza unica, ecco, sotto tutti gli aspetti, per quanto mi riguarda.
07:32A quasi 31 anni, Romeo Benetti era ad un bivio della sua carriera,
07:36sia con la maglia rossonera, sia con la maglia azzurra.
07:39Il Benetti voleva restare al Milan, ma accadde una cosa assolutamente imprevedibile.
07:44Duina mi convoca in società, nella sede della sua società,
07:49che non era lontano ai viatturati comunque, ecco.
07:51Vado lì, signorina, guarda il contratto per Benetti.
07:54La signorina arriva e dice, presidente, non li ho perché li abbiamo terminati,
07:59abbiamo firmato l'ultimo domani mattina alle 9.
08:05Non ci sono problemi, dice, no?
08:07Sì, aggiorniamo al giorno dopo.
08:10Io giorno dopo, puntuale a me a 9, sono in sede all'azienda di Duina,
08:15che non ricordo dove fosse di preciso, ma non lontano, ecco.
08:19Dico, senta, c'è il presidente?
08:20Ah, il presidente non c'è a Detroit.
08:22Ero già alla Juve, e non lo sapevi, ovviamente.
08:25Chi potesse fare qualcosa, non lo so.
08:27Non c'erano i moduli per firmare i contratti.
08:29Da giocatore non più rossonero, ma della Juventus,
08:32a quel punto Romeo Benetti partecipò al Mondiale 1978 in Argentina.
08:36In Italia-Ungheria, del 6 giugno 1978 a Mar del Plata,
08:41seconda partita della fase a gironi dei mondiali argentini.
08:44Romeo Benetti segnò il gol del definitivo 3-0 al sessantesimo minuto.
08:49La gara di quel mondial si concluse con la vittoria degli azzurri per 3-1.
08:53Benetti, pilastro del centrocampo di Enzo Berzot,
08:57realizzò la rete con un tiro potente di destro da fuori area
09:00che si infilò imparabile consolidando il dominio azzurro
09:03in una delle prestazioni più brillanti al campionato del mondo di calcio.
09:07Un mondiale che sembrava lanciato verso la finale,
09:10ma che si interruppe nella penultima partita dell'Italia
09:13a Buenos Aires contro l'Olanda.
09:16Gara che non venne giocata da Franco Causio,
09:18ma dal Granata Claudio Sala, la ricostruzione di Romeo Benetti.
09:23Allora, io dico che partono 22 persone,
09:25coloro i quali torno non sono altre persone, non sono le stesse.
09:28Sì, da un punto di vista estetico,
09:30ma da un punto di vista di pressione sicuramente non sono le stesse.
09:32Impiegano sei mesi per recuperare.
09:35Ho provato sulla mia pelle.
09:36Lì giochi molto, diciamo, su quella che è la condizione,
09:42i cartellini gialli, in funzione del risultato successivo,
09:46della possibilità di potercela fare, eccetera, una correlata,
09:49perché ovviamente se superi l'Olanda fai la finale.
09:53Secondo me Beazdotto aveva fatto bene in quella circostanza,
09:56perché giocando appunto sul fatto del numero di ammunizioni,
09:59della possibilità di averlo per la finale,
10:04perché non è che Sala fosse esente da qualità,
10:07adesso al di là di tutto.
10:09Quindi la scelta era stata giusta.
10:12E che dopo gli è venuto meno,
10:13hanno munito in contemporanea sia me che Tardelli.
10:17Anche a tutti.
10:20Grazie.
10:23Grazie.
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